2 Samuele 17-18

2 Samuele 18:1-33
Craig Quam

Cap. 17.

Il conflitto tra Davide e Absalom sta giungendo alla fase decisiva.

Absalom è signore incontrastato di Gerusalemme e suo è il palazzo reale. Pensiamo agli inizi di Davide: egli ha regnato per sette anni sulla sola tribù di Giuda e non ha mai avuto la frenesia di avere il dominio di ogni cosa, sebbene gli fosse stato promesso da Dio stesso. Absalom si comporta in modo molto diverso: si precipita a Gerusalemme, prende possesso di ogni cosa e non si concede neppure un po’ di riposo, perché subito decreta la morte di suo padre.

Quando Absalom meritava la morte, Davide si era accontentato di saperlo esule; in seguito lo ha addirittura riammesso a Gerusalemme. Ora, invece, Absalom è pronto ad uccidere suo padre senza pensarci sopra una volta di più.

Il consiglio di Hushai soppianta quello di Ahithofel.

Vs. 1-4. Poi Ahithofel (nonno di Baath-Sceba) disse ad Absalom: "Lasciami scegliere dodicimila uomini, perché possa andare a inseguire Davide questa notte stessa; 2  piombando su di lui mentre è stanco e debole, lo spaventerò e tutta la gente che è con lui si darà alla fuga; così potrò colpire solamente il re, 3  ma ricondurrò a te tutto il popolo. La morte dell’uomo che cerchi favorirà il ritorno di tutti; così tutto il popolo sarà in pace". 4  La proposta piacque ad Absalom e a tutti gli anziani d’Israele. 

L’idea era buona, in quanto il gruppo che seguiva il re era stanco e composto anche da donne e bambini; tuttavia vediamo che Dio agisce e protegge la vita di Davide. Infatti, ora viene chiesto il parere di Hushai, il quale fa in modo di annullare il consiglio del falso profeta.

Vs. 5-14.  Tuttavia Absalom disse: "Chiamate anche Hushai, l’Arkita, e sentiamo ciò che anch’egli ha da dire". 6  Quando Hushai venne da Absalom, Absalom gli disse: "Ahithofel ha parlato in questo modo; dobbiamo fare come ha detto lui? Se no, fa’ tu una proposta!". 7  Hushai rispose ad Absalom: "Questa volta il consiglio dato da Ahithofel non è buono". 8  Hushai soggiunse: "Tu conosci tuo padre e i suoi uomini e sai che sono uomini valorosi e che sono esacerbati come un’orsa privata dei figli nella campagna; inoltre tuo padre è un uomo di guerra e non passerà la notte col popolo. 9  Certamente a quest’ora egli è nascosto in qualche buca o in qualche altro luogo; se all’inizio dovesse piombare addosso ad alcuni dei tuoi, chiunque lo verrà a sapere: dirà: "Tra la gente che seguiva Absalom c’è stata una strage". 10  Allora il più valoroso, anche se avesse un cuore di leone, si scoraggerà grandemente, perché tutto Israele sa che tuo padre è un prode e che gli uomini con lui sono valorosi. 11  Perciò io consiglio che tutto Israele da Dan fino a Beer-Sceba si raduni intorno a te, numeroso come la sabbia che è sul lido del mare, e che tu in persona vada alla battaglia. 12  Così lo raggiungeremo in qualunque luogo si troverà e gli piomberemo addosso come la rugiada cade sul suolo; e di tutti gli uomini che sono con lui non ne scamperà uno solo. 13  Se invece si ritira in qualche città, tutto Israele porterà funi a quella città e noi la trascineremo nel torrente finché non rimanga là una sola pietra". 14  Absalom e tutti gli uomini d’Israele dissero: "Il consiglio di Hushai, l’Arkita è migliore di quello di Ahithofel". L’Eterno infatti aveva stabilito di rendere inefficace il buon consiglio di Ahithofel, per far cadere la rovina sopra Absalom. 

Hushai era amico di Davide e con il suo consiglio dà al re l’opportunità di fuggire. Il piano di Ahithofel era migliore, eppure sia Absalom che gli anziani del popolo appoggiano l’idea di Husai, poiché Dio guida le loro decisioni, al fine di portare a termine i propri piani. Davide ha messo totalmente la propria vita nelle mani di Dio ed Egli guida l’esistenza del suo figlio, rendendo inefficace ogni piano di congiura contro di lui. Così accade anche nella nostra vita: se Dio è padrone dell’esistenza dei suoi figli, allora Egli ne guiderà ogni aspetto poichè siamo importantissimi ai suoi occhi. Davide ha messo la sua vita totalmente in Dio ed Egli rende inefficaci tutti i piani di congiura contro di lui.

Hushai manda ad avvertire Davide.

Hushai è il primo ad essere esposto al pericolo, ma è anche lo strumento determinante per la vittoria. Si confida con i sacerdoti ed i figli di questi ultimi vanno ad avvisare Davide.

Intanto i nemici del re si crogiolano nel pensiero di ottenere presto una vittoria facile.

Vs. 15-22. Allora Hushai disse ai sacerdoti Tsadok e Abiathar: "Ahithofel ha consigliato Absalom e gli anziani d’Israele così e così, mentre io ho consigliato in questo e questo modo. 16  Ora perciò mandate in fretta ad informarne Davide e ditegli: "Non passare la notte nelle pianure del deserto, ma senz’altro va’ oltre, affinché il re e tutta la gente che è con lui non vengano sterminati"". 17  Or Gionathan e Ahimaats rimasero a En-Roghel, perché non potevano farsi vedere a entrare in città; così una serva sarebbe andata ad informarli, ed essi sarebbero andati ad informare il re Davide. 18  Ma un ragazzo li vide ed avvertì Absalom. I due allora partirono di corsa e giunsero a Bahurim a casa di un uomo che aveva nel suo cortile una cisterna, e vi si calarono. 19  La donna quindi prese una coperta, la distese sulla bocca della cisterna e vi sparse sopra del grano macinato, senza che alcuno se ne accorgesse. 20  Quando i servi di Absalom andarono in casa della donna e chiesero: "Dove sono Ahimaats e Gionathan?", la donna rispose loro: "Hanno passato il ruscello". Essi allora si misero a cercarli ma non riuscendo a trovarli, tornarono a Gerusalemme. 21  Dopo che questi se ne furono andati i due uscirono dalla cisterna e andarono ad informare il re Davide. E dissero a Davide: "Affrettatevi e passate subito il fiume, perché questo è ciò che Ahithofel ha consigliato contro di voi". 22  Allora Davide si levò con tutta la gente che era con lui e passò il Giordano. Allo spuntar del giorno, non era rimasto neppure uno, che non avesse passato il Giordano. 

Davide non viene lasciato da nessuno, anche se si trovava in una grande difficoltà. Nessuno resta indietro, nè perisce nell’attraversamento del fiume. Alcuni in questo vedono la figura di Cristo, il quale in Giov. 17:12 afferma “Quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi”.

Vs. 23-24.  Quando Ahithofel vide che il suo consiglio non era stato seguito, sellò il suo asino e partì per andare a casa sua nella sua città. Mise in ordine le faccende di casa sua e s’impiccò. Così morì e fu sepolto nel sepolcro di suo padre. 24  Poi Davide giunse a Mahanaim; e Absalom passò il Giordano, con tutta la gente d’Israele. 

Mahanaim era una città dei Leviti, nella tribù di Gad, non lontano da Rabbat, capitale degli Ammoniti. Era la città che Ish-Boscet aveva scelto come luogo in cui abitare e nella quale si stabilì anche Davide.

Vs. 25-28.  Absalom aveva posto a capo dell’esercito Amasa, invece di Joab. Or Amasa era figlio di un uomo chiamato Jithra, l’Israelita, il quale aveva avuto rapporti sessuali con Abigail figlia di Nahash ( o Isai, quindi Abigail è sorella di Davide), sorella di Tseruiah, madre di Joab. 26  Così (tutti gli uomini di Israele) Israele e Absalom si accamparono nel paese di Galaad. 27  Quando Davide giunse a Mahanaim, Shobi, figlio di Nahash da Rabbah dei figli di Ammon, Makir, figlio di Ammiel da Lodebar (è colui che aveva sostenuto Mefiboschet, fino a quando davide non lo aveva sollevato dall’incarico, accogliendo il giovane in casa propria), e Barzillai, il Galaadita da Roghelim, 28  portarono letti, bacinelle, vasi di terra, grano, orzo, farina, grano arrostito, fave, lenticchie, legumi arrostiti, 29  miele, burro, pecore e formaggi di vacca per Davide e per la gente che era con lui, affinché mangiassero, poiché dicevano: "Questa gente ha patito fame, stanchezza e sete nel deserto". 

Davide, inseguito da Absalom, arriva a Maanaim, lo stesso luogo in cui Giacobbe, al ritorno dall’esilio, incontrò gli angeli di Dio per proteggerlo dall’ira di Esaù. Qui Davide, sotto la disciplina di Dio, trova la stessa protezione.



Cap. 18.

Morte di Absalom.

Absalom ha seguito il consiglio sbagliato, perciò ha dato tempo a Davide per organizzarsi adeguatamente a riceverlo. Il re, infatti, ha un esercito ben equipaggiato e dei comandanti dei quali puù fidarsi: Joab, Abishai e Ittai.

Vs. 1-3. Davide passò in rassegna la gente che era con lui e costituì su di loro capitani di migliaia e capitani di centinaia. 2  Poi Davide mandò avanti un terzo della sua gente sotto il comando di Joab, un terzo sotto il comando di Abishai, figlio di Tseruiah, fratello di Joab, e un terzo sotto il comando di Ittai di Gath. Poi il re disse al popolo: "Voglio andare anch’io con voi!". 3  Ma il popolo rispose: "Tu non devi venire, perché se noi fossimo messi in fuga, non darebbero alcuna importanza a noi; anche se morisse la metà di noi non darebbero alcuna importanza a noi; ma tu conti come diecimila di noi; è meglio dunque che tu sia pronto a darci aiuto dalla città". 

Davide e i suoi uomini hanno il tempo di prepararsi per la battaglia. Uno dei comandanti è Ittai di Gath, uno straniero, una persona appena arrivata: il motivo per il quale è stato posto in una posizione tanto elevata è l’amore per Davide; allo stesso modo il Signore ci affida un compito in base al nostro amore per Lui.

Davide vuole andare in battaglia, ma i suoi compagni preferiscono che egli resti. In un’altra occasione egli non è partito, ha incontrato Baath-Scheba e ha subìto delle amare conseguenze. Perciò oggi sa che il suo posto è con l’esercito, tuttavia accetta il buon consiglio.

Vs. 4-5.  Il re rispose loro: "Farò ciò che vi sembra bene". Così il re rimase accanto alla porta, mentre tutto il popolo usciva a schiere di cento e di mille uomini. 5  Il re diede quest’ordine a Joab, a Abishai e a Ittai: "Per amor mio, trattate con riguardo il giovane Absalom!". Tutto il popolo udì quando il re diede a tutti i capitani quest’ordine nei confronti di Absalom. 

Davide desidera che Absalom viva poichè lo ama e qui è la differenza tra i due: Absalom desiderava la morte di suo padre, mentre questi non vuole che al figlio accada nulla. Rende bene per male, amore per odio. Questa è la rappresentazione dell’amore di Dio per l’uomo, il quale è misericordioso in ogni circostanza, mentre l’uomo è malvagio e si rivolta contro il suo Dio, così amorevole.

Vs. 6.  Così l’esercito uscì in campo contro Israele e la battaglia ebbe luogo nella foresta di Efraim. 

Il luogo è detto “foresta di Efraim” per ricordare qualche memorabile impresa compiuta dagli Efraimiti, anche se faceva parte della tribù di Gad. Davide non desiderava che lo scontro avvenisse nei pressi di Maanaim, in modo da evitare che tale città, che lo aveva ospitato con generosità, rimanesse coinvolta nello scontro e subisse dei danni.

Vs. 7-8.  Il popolo d’Israele fu là sconfitto dai servi di Davide; e in quel luogo la strage fu grande: in quel giorno caddero ventimila uomini. 8  La battaglia si estese su tutta la regione; e la foresta divorò più gente di quanta ne avesse divorato la spada.

L’esercito di Absalom viene sconfitto rovinosamente ed essi pagarono per la loro ribellione e per il fatto di non essere stati in grado di vivere in pace, sotto la guida di un re giusto ed unto da Dio.

Absalom è ormai perduto:

Vs. 9- 17. Poi Absalom s’imbatté nella gente di Davide. Absalom cavalcava un mulo; il mulo entrò sotto i fitti rami di una grande quercia e il capo di Absalom rimase impigliato nella quercia, e così rimase sospeso fra cielo e terra; mentre il mulo che era sotto di lui passava oltre. 10  Un uomo vide questo e avvertì Joab, dicendo: "Ho visto Absalom appeso a una quercia". 11  Allora Joab rispose all’uomo che lo aveva informato: "Ecco, tu l’hai visto? E perché non l’hai tu, sul posto, steso morto al suolo? Io ti avrei dato dieci sicli d’argento e una cintura". 12  Ma quell’uomo disse a Joab: "Anche se mi fossero messi in mano mille sicli d’argento, io non stenderei la mano contro il figlio del re, poiché noi abbiamo udito l’ordine che il re ha dato a te, ad Abishai e a Ittai, dicendo: "State attenti dal fare alcun male al giovane Absalom". 13  Avrei di fatto agito disonestamente contro la mia stessa vita, poiché nulla rimane nascosto al re; e tu stesso saresti sorto contro di me". 14  Allora Joab disse: "Non voglio perdere tempo con te in questo modo". Così prese in mano tre dardi e li immerse nel cuore di Absalom, che era ancora vivo nel folto della quercia. 15  Poi dieci giovani scudieri di Joab circondarono Absalom, lo colpirono ancora e lo finirono. 16  Allora Joab fece suonare la tromba e il popolo smise d’inseguire Israele, perché Joab trattenne il popolo. 17  Poi presero Absalom, lo gettarono in una grande fossa nella foresta ed ammassarono sopra di lui un enorme mucchio di pietre; quindi tutto Israele fuggì, ciascuno alla sua tenda. 

La capigliatura della quale Absalom andava fiero è la causa della sua rovina. Lui che in gioventù, prima di avere dei figli, aveva eretto un monumento per conservare il ricordo del suo nome, ora è sepolto sotto un enorme mucchio di pietre nella foresta di Efraim.

Analogamente accadrà all’Anticristo e alla Bestia, che cadranno in modo rovinoso poiché si sono esaltati fino a spacciarsi per Dio (Isaia 14:12-20).

Qui si vede la mano assassina di Joab, il quale continua a fare del male e poco rispetta la volontà stessa del re.

La fine di Absalom deve far riflettere tutti i credenti, i quali devono comprendere come tutti gli Absalom del mondo sono destinati alla morte poichè portano divisioni nella casa di Dio. Pensiamo al comportamento di Davide, quando era perseguitato da Saul? Ha forse cercato di istigare la gente contro il re, al fine di avere dei seguaci? Al contrario, egli è andato via da solo ed in silenzio, lasciando a Dio il compito di fare giustizia.

Vs. 18-23.  Or Absalom, mentre era in vita, si era eretto il monumento che è nella Valle del Re; perché diceva:" Io non ho un figlio che conservi il ricordo del mio nome". Così diede il suo nome a quel monumento, che anche oggi si chiama "monumento di Absalom". 

Il grande dolore di Davide.

19 Ahimaats, figlio di Tsadok disse a Joab: "Lasciami andare di corsa a portare al re la notizia che l’Eterno gli ha fatto giustizia contro i suoi nemici". 20  Joab gli rispose: "Tu non porterai la notizia oggi; la porterai un altro giorno; non porterai la notizia oggi, perché il figlio del re è morto". 21  Poi Joab disse all’Etiope: "Va’ e riferisci al re ciò che hai visto". L’Etiope s’inchinò a Joab e partì di corsa. 

Israele fugge davanti a Giuda: la sconfitta è totale. Ahimaats vuole essere il primo a portare a Davide la buona notizia: aveva rischiato la vita per avvertirlo del pericolo ed ora desidera narrargli anche il trionfo. Joab cerca di dissuaderlo, poiché conosce i sentimenti di Davide per suo figlio Absalom, ma invano. Ad Ahimaats poco importa se questo danneggerà se stesso o la sua carriera, perché la sua politica non è quella di Joab.

22  Ahimaats (è un giovane sacerdote e uno di quelli che hanno portato a Davide le notizie circa l’agire di Absalom), figlio di Tsadok, disse di nuovo a Joab: "Qualunque cosa accada ti prego, lasciami correre dietro all’Etiope!". Joab gli disse: "Ma perché vorresti correre, figlio mio? Tanto non avrai alcuna ricompensa per la notizia che porti". 23  E l’altro: "Qualunque cosa avvenga, voglio correre". Joab gli disse: "Corri!". Allora Ahimaats prese a correre per la via della pianura e sorpassò l’Etiope. 

Joab conosceva molto bene Davide e sapeva che il re avrebbe accolto con grande dolore la morte di suo figlio. Per questo motivo cerca di dissuaderlo, tuttavia Ahimaats è deciso ed insiste, poichè pieno di zelo e di gioia per la vittoria ottenuta.

Davide è a Maanaim, distante alcune miglia dal luogo della battaglia e totalmente allo scuro della vicenda.

Vs. 24-27.  Or Davide era seduto fra le due porte; la sentinella salì sul tetto della porta vicino alle mura; alzò gli occhi e guardò, ed ecco un uomo che correva tutto solo. 25  La sentinella gridò e avvertì il re. Il re disse: "Se è solo, porta notizie". E quello andava avvicinandosi sempre più. 26  Poi la sentinella vide un altro uomo che correva e gridò al guardiano della porta: "Ecco un altro uomo che corre tutto solo!". Il re disse: "Anche questo porta notizie". 27  La sentinella soggiunse: "Il modo di correre del primo mi sembra quello di Ahimaats, figlio di Tsadok!". Il re disse: "E’ un uomo dabbene e viene con buone notizie". 

Ahimaats era un uomo molto veloce, infatti riesce a raggiungere l’etiope Cushi e a superarlo. La sua fama era molto positiva, infatti lo stesso re riconosce che è “un uomo dabbene”, un sostenitore fedele e zelante.

Vs. 28-30.  Ahimaats gridò al re e disse: "Pace!". Poi si prostrò davanti al re con la faccia a terra e disse: "Benedetto sia l’Eterno, il tuo DIO, che ha dato in tuo potere gli uomini che avevano alzato le mani contro il re, mio signore!". 29  Il re disse: "Sta bene il giovane Absalom?". Ahimaats rispose: "Quando Joab ha mandato il servo del re (cioè l’etiope Cushi) e me tuo servo, ho visto un gran tumulto, ma non so di che si trattasse". 30  Il re gli disse: "Spostati e rimani qui". Ed egli si spostò e rimase là. 

Il racconto di Ahimaats irrompe con l’elenco di tutte le vittorie riportate, ma non se la sente di raccontare della fine di Absalom. Per questo Davide ne chiede notizie al secondo servitore.

Vs. 31-33.  Proprio allora giunse l’Etiope, e l’Etiope disse: "Buone notizie, o re mio signore. L’Eterno oggi ti ha fatto giustizia, liberandoti dalle mani di tutti quelli che erano insorti contro di te". 32  Il re disse all’Etiope: "Sta bene il giovane Absalom?". L’Etiope rispose: "Possano i nemici del re mio signore e tutti quelli che insorgono contro di te per farti del male, essere come quel giovane!". 33  Allora il re, fremendo tutto salì nella camera che era sopra la porta e pianse mentre andava diceva: "O mio figlio Absalom; mio figlio, mio figlio Absalom! Fossi morto io al tuo posto, o Absalom figlio mio, figlio mio!". 

Davide è un uomo unto dall’Eterno, mentre Absalom è un bravo oratore, abile nel fare delle promesse, ma sostanzialmente è colui che ha innalzato se stesso, senza il parere positivo di Dio. Non esita a dividere il regno, a portare via al re il suo popolo, a provocare dei danni al popolo stesso, pur di ottenere i propri scopi.

Davide non era così: egli ha anteposto i piani di Dio e il Suo volere ai propri desideri, ha sempre rispettato Saul, anche se egli era un cattivo re, ed ha lasciato a Dio la decisione di farlo vivere o morire.

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