2 Samuele 10
Cap. 10.
Vittoria sugli Ammoniti e sui Siri.
Davide è re di Israele, è guidato da Dio in ogni suo passo e, prima di iniziare una battaglia, chiede sempre il consiglio dell’Eterno. A Lui dedica ogni vittoria e, anche quando viene usato in modo potente, dà gloria a Dio per ogni vittoria conseguita.
Qui vediamo l’ultima grande vittoria di Davide, il quale, da ora in avanti, purtroppo non sarà più una figura di Cristo poiché cadrà nel peccato dell’adulterio con Baath-Sceba.
Vs. 1-3. Dopo queste cose, avvenne che il re dei figli di Ammon morì e suo Figlio Hanun regnò al suo posto. 2 Davide disse: "lo voglio usare con Hanun, figlio di Nahash, la stessa benevolenza che suo padre usò con me". Così Davide mandò i suoi servi a consolarlo della perdita del padre. Ma quando i servi di Davide giunsero nel paese dei figli di Ammon, 3 i capi dei figli di Ammon dissero ad Hanun, loro signore: "Credi proprio che Davide ti abbia mandato dei consolatori per onorare tuo padre? Non ha piuttosto mandato da te i suoi servi per esplorare la città, per spiarla e distruggerla?".
Davide desidera onorare un giovane re poiché in passato suo padre lo aveva aiutato, ma i consiglieri di tale sovrano vedono nelle azioni di Davide un intento malvagio e ne informano il loro padrone. Ciò accade perché essi erano malvagi e ritenevano che tutti fossero come loro.
Davide rivolge la sua grazia verso un popolo che era sempre stato nemico di Israele: Moab e Ammon, discendenti di Lot, erano alleati e formavano quasi un unico popolo, compatti contro i figli di Dio.
Deuteronomio 23:3-6. L’Ammonita e il Moabita non entreranno nell’assemblea dell’Eterno, nessuno dei loro discendenti, neppure alla decima generazione, entrerà mai nell’assemblea dell’Eterno, 4 perché non vi vennero incontro con il pane e con l’acqua per strada quando usciste dall’Egitto, e perché assoldarono contro di te Balaam, figlio di Beor da Pethor in Mesopotamia, per maledirti. 5 Ciò nonostante l’Eterno, il tuo DIO, non volle ascoltare Balaam; ma l’Eterno, il tuo DIO, mutò per te la maledizione in benedizione, perché l’Eterno, il tuo DIO, ti ama. 6 Non cercherai né la loro pace né la loro prosperità, finché tu viva, mai.
Vs. 4. Allora Hanun prese i servi di Davide, fece loro radere metà della barba e tagliare le loro vesti a metà fino alle natiche, poi li lasciò andare.
Gli ambasciatori di Davide, persone di spicco nel regno di Israele, rappresentanti del re, inviati per benedire il nuovo re di Ammon, vengono maltrattati e umiliati. A quel tempo era vergognoso radere la barba, poiché essa rappresentava l’onore di un uomo e tutto il suo essere: ancora oggi nei paesi musulmani gli uomini potenti hanno la barba lunga.
Come gli uomini di Davide sono stati svergognati dagli Ammoniti, analogamente il diavolo cerca di fare sugli esseri umani, i quali, invece, per loro natura sono stati creati ad immagine di Dio: ci prende in giro e ci fa agire in modo ridicolo, nella convinzione di comportarci secondo il desiderio di Dio. Satana ama deridere l’uomo, come quando gli induisti bevono l’urina della mucca, ritenuta un animale sacro: la santa cena di Dio è stata tramutata in un rito abominevole, camuffato da un aspetto di sacralità.
Vs. 5. Informato della cosa, Davide mandò alcuni ad incontrarli, perché quegli uomini erano pieni di vergogna. Il re fece dir loro: "Rimanete a Gerico finché vi ricresca la barba, poi ritornerete".
Qui c’è tutta l’affettuosa premura che il re usa per i propri funzionari. Conoscendo la vergogna che provavano e l’umiliazione subita, manda qualcuno ad incontrarli e fa dire loro di rimanere a Gerico fino a quando la barba sarà loro ricresciuta.
Ora Davide avrà certamente capito che non è buona cosa mostrare amicizia per i nemici di Dio: ricordiamo quando il padre di Canun aveva manifestato l’intenzione di togliere un occhio agli uomini di Jabesh per gettare l’umiliazione su Israele (1 Sam. 11:2).
Vs. 6-15. Quando i figli di Ammon si accorsero di essersi resi odiosi a Davide, mandarono ad assoldare ventimila fanti dei Siri di Beth-Rehob e dei Siri di Tsoba, mille uomini del re di Maakah e dodicimila uomini della gente di Tob. 7 Come Davide udì questo, inviò contro di loro Joab con tutto l’esercito di uomini valorosi. 8 I figli di Ammon uscirono e si schierarono in ordine di battaglia all’ingresso della porta della città, mentre i Siri di Tsoba e di Rehob, e la gente di Tob e di Maakah si disposero in aperta campagna. 9 Quando Joab si rese conto che aveva contro di se due fronti di battaglia, uno davanti e l’altro dietro, scelse alcuni fra gli uomini migliori d’Israele e li dispose in ordine di battaglia contro i Siri; 10 affidò quindi il resto del popolo agli ordini di suo fratello Abishai, per schierarsi contro i figli di Ammon. 11 Poi gli disse: "Se i Siri sono più forti di me, tu mi verrai in aiuto; se invece i figli di Ammon sono più forti di te, allora verrò io in tuo aiuto. 12 Sii coraggioso e mostriamoci forti per il nostro popolo e per le città del nostro DIO; e l’Eterno faccia ciò che a lui piacerà". 13 Poi Joab con la gente che aveva con sé avanzò per dar battaglia ai Siri; ma essi fuggirono davanti a lui. 14 Quando i figli di Ammon videro che i Siri erano fuggiti, fuggirono anch’essi davanti ad Abishai e rientrarono nella città. Allora Joab se ne tornò dalla spedizione contro i figli di Ammon e venne a Gerusalemme. 15 Quando i Siri videro che erano stati sconfitti da Israele si riunirono insieme.
L’ultimo invito alla grazia è stato rifiutato e, pertanto, ha inizio un terribile giudizio.
Cristo è colui che può ridare all’uomo l’onore che possedeva al momento della creazione, il quale diviene proprio di coloro che accettano Gesù. Solo in questo modo divengono nuovamente figlioli di Dio e riacquistano il loro posto nel regno del Signore.
Davide soccorre i propri ambasciatori, per sottrarli alla vergogna, così come Cristo è morto per strappare l’uomo alla decadenza in cui Satana vuole porlo. Pensiamo al figliol prodigo, un uomo ebreo, figlio di un uomo benestante, il quale, a causa di una vita peccaminosa, era caduto in uno stato vergognoso; era affamato e desideroso di avere almeno la posizione propria dei servi di suo padre. Il diavolo desidera abbagliarci con le cose del mondo e farci credere che esse siano desiderabili, mentre sono qualcosa di sporco, come il porcile in cui questo uomo lavorava. Al contrario, Dio è colui che può farci tornare alla nostra condizione di figli e farci sedere alla sua mensa. Ciò avviene grazie a Gesù ed al suo sacrificio per noi.
Il nemico viene sconfitto, tuttavia non rimane inerte, bensì parte nuovamente all’attacco. Analogamente fa Satana con noi, il quale non si arrende mai e in ogni momento della nostra vita continua a tormentarci senza posa.
Vs. 16-19. Hadadezer mandò messaggeri per far venire i Siri che erano di là dal Fiume. Essi giunsero a Helam, con alla testa Shobak, capo dell’esercito di Hadadezer. 17 Quando Davide fu informato della cosa, radunò tutto Israele, passò il Giordano e giunse a Helam. I Siri si schierarono contro Davide e gli diedero battaglia. 18 Ma i Siri fuggirono davanti a Israele; e Davide uccise dei Siri gli uomini di settecento carri e quarantamila cavalieri e colpì Shobak, capo del loro esercito, che morì in quel luogo. 19 Quando tutti i re vassalli di Hadadezer si videro sconfitti da Israele, fecero pace con Israele e furono a lui sottoposti. Così i Siri ebbero paura di prestare ancora aiuto ai figli di Ammon.
Davide ha la vittoria finale sui re pagani, rappresentanti di Satana, tuttavia, al contrario di quanto ha fatto tutte le altre volte, non ha chiesto a Dio il consiglio su come agire prima di partire per la battaglia, né gli ha consacrato ogni cosa al termine della stessa. Questa certamente è la causa della sua caduta e del suo allontanamento da Dio. Per questo motivo, quando otteniamo una grande vittoria dobbiamo fare attenzione all’agire del nemico, il quale verrà con la trappola dell’orgoglio: dobbiamo sapere che questa è una falsità e dare tutto l’onore a Dio. Egli è colui che ci da ogni vittoria.