1 Samuele 26

1 Samuele 26
Craig Quam

Cap. 26.

Davide risparmia nuovamente la vita di Saul.

Ricominciano i problemi tra Davide e Saul, il quale è di nuovo assalito dal suo odio cieco.

Vs. 1-2.  Or gli Zifei vennero da Saul a Ghibeah e gli dissero: "Non è forse Davide nascosto sulla collina di Hakilah ai margini del deserto?". 2  Allora Saul si levò e scese verso il deserto di Zif, avendo con sé tremila uomini scelti d’Israele per cercare Davide nel deserto di Zif. 

Sembrava che i due si fossero riconciliati, invece basta che gli Zifei si rechino di nuovo dal re, che questi parta di nuovo all’attacco. Il suo cuore era facilmente influenzabile ed è sufficiente una scintilla per farlo cadere di nuovo nel peccato.

Vs. 3-4.  Saul si accampò sulla collina di Haki-lah che è ai margini del deserto presso la strada, mentre Davide stava nel deserto. Quando si rese conto che Saul veniva a cercarlo nel deserto, 4  Davide mandò alcune spie e seppe che Saul era veramente arrivato. 

Attorno a Davide ci sono delle persone che tengono gli occhi bene aperti e che, non appena vedono arrivare Saul, prontamente lo informano. Evidentemente Davide si fidava poco dell’apparente benevolenza del re.

Davide organizza un piano molto audace, certo dell’intervento di Dio in suo favore:

Vs. 5-7.  Allora Davide si levò e andò al luogo dove Saul era accampato. Davide notò il luogo dove erano coricati Saul e Abner, il figlio di Ner, capo del suo esercito. Saul era coricato nel campo dei carri, e la sua gente era accampata intorno a lui. 6  Davide si rivolse quindi ad Ahimelek, lo Hitteo, e ad Abishai figlio di Tseruiah fratello di Joab e disse: "Chi scenderà con me da Saul nell’accampamento?". Abishai rispose: "Scenderò io con te". 7  Così Davide ed Abishai giunsero da quella gente di notte; ed ecco che Saul giaceva addormentato nel campo dei carri, con la sua lancia infissa a terra dalla parte del capo, mentre Abner e la sua gente erano coricati intorno a lui. 

Davide si reca nel campo nemico accompagnato solamente da un compagno ed ecco come trova l’accampamento: tutti stanno dormendo contemporaneamente, colpiti da un sonno tanto profondo da permettere ai due compagni di camminare indisturbati e di parlare tra loro. Certamente è un sonno innaturale, voluto da Dio stesso.

Vs. 8-11.  Allora Abishai disse a Davide: "Oggi DIO ti ha messo nelle mani il tuo nemico; perciò ti prego, lascia che lo colpisca con la lancia e lo inchiodi a terra con un sol colpo; non ci sarà bisogno di un secondo". 9  Ma Davide disse ad Abishai: "Non ucciderlo; chi infatti potrebbe stendere la mano contro l’unto dell’Eterno senza rendersi colpevole?". 10  Poi Davide aggiunse: "Com’è vero che l’Eterno vive, solo l’Eterno lo colpirà: o perché arriverà il suo giorno e morirà, o perché andrà a combattere e verrà ucciso. 11  L’Eterno mi guardi dallo stendere la mia mano contro l’unto dell’Eterno! Ora, ti prego prendi la lancia che è vicina al suo capo e la brocca dell’acqua e andiamocene". 

Saul ha dimenticato la grazia ricevuta nella caverna, le sue parole di pentimento, e di nuovo cerca Davide per ucciderlo. Questi gli risparmia nuovamente la vita e prende un pegno, come in passato con il lembo del mantello: la lancia e la brocca dell’acqua sono testimoni del suo agire.

Nei confronti di Nabal, Davide era pronto a fare giustizia con le proprie mani, mentre ora, di nuovo, lascia l’opera al Signore. Davide è maturato spiritualmente e sa porre maggiormente la propria vita nelle mani di Dio. Riposiamo in Gesù.

Quante volte facciamo progetti in base alle nostre forze e poi le cose vanno per il verso sbagliato! Questo accade perchè non abbiamo tenuto conto della volontà di Dio. A Lui chiediamo ogni cosa con suppliche e preghiere ed Egli agirà. “I passi dell’uomo giusto sono guidati dall’Eterno”?

Atti 16:6-10. Mentre attraversavano la Frigia e la regione della Galazia, furono impediti dallo Spirito Santo di annunziare la parola in Asia. 7  Giunti ai confini della Misia, essi tentavano di andare in Bitinia, ma lo Spirito non lo permise loro. 8  Così, attraversata la Misia, discesero a Troas. 9  Durante la notte apparve a Paolo una visione. Gli stava davanti un uomo Macedone, che lo supplicava e diceva: "Passa in Macedonia e soccorrici". 10  Dopo che ebbe visto la visione, cercammo subito di passare in Macedonia, persuasi che il Signore ci aveva chiamati là per annunziare loro il vangelo. 

Il Signore impedisce a Paolo di andare in un luogo, in quanto ha altri progetti. Anche oggi ai cristiani capita di veder ostacolati i propri piani, e pertanto devono comprendere che essi non rientrano nel volere di Dio. L’uomo che non fa progetti secondo le proprie forze entra nel riposo di Dio, comprendendo che ogni sforzo spetta al Signore e che egli, in quanto figlio, non deve fare nulla. Chiediamo a Dio di esprimere chiaramente la sua volontà circa la nostra vita, in ogni aspetto di essa: quale lavoro fa per noi, dove andare in vacanza, dove andare a vivere e ,soprattutto, chi sposare.

Giovanni 21:3-11. 3 Simon Pietro disse loro: "Io vado a pescare". Essi gli dissero: "Veniamo anche noi con te". Gesù aveva chiesto agli apostoli di attenderlo a Gerusalemme e di pregare, ma Pietro, stanco di attendere la volontà di Dio, decide di agire secondo la propria volontà e va a pescare. Gli altri apostoli, invece di dissuaderlo, si lasciano trascinare e vanno con lui. Così uscirono e salirono subito sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Nonostante una notte di lavoro non hanno preso alcun pesce, poiché hanno agito secondo la loro volontà. 4  Al mattino presto, Gesù si presentò sulla riva, i discepoli tuttavia non si resero conto che era Gesù. 5  E Gesù disse loro: "Figlioli, avete qualcosa da mangiare?". Essi gli risposero: "No!". 6  Ed egli disse loro: "Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete". Essi dunque la gettarono e non potevano più tirarla su per la quantità di pesci. Quando camminiamo secondo la volontà di Dio, una grande abbondanza scende su di noi, al punto che non riusciamo neppure a contenerla. 7  Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "E il Signore". Simon Pietro, udito che era il Signore, si cinse con la veste (perché era nudo) e si gettò in mare. 8  Gli altri discepoli invece andarono con la barca (non erano infatti molto lontani da terra, solo circa duecento cubiti), trascinando la rete piena di pesci. 9  Come dunque furono scesi a terra, videro della brace con sopra del pesce e del pane. 10  Gesù disse loro: "Portate qua dei pesci che avete presi ora". 11  Simon Pietro risalì in barca e tirò a terra le rete, piena di centocinquantatré grossi pesci; e benché ve ne fossero tanti, la rete non si strappò. 

Vs. 12-16.  Così Davide prese la lancia e la brocca dell’acqua che era vicina al capo di Saul e se ne andarono. Nessuno vide, nessuno se ne accorse, nessuno si svegliò; tutti dormivano perché un sonno profondo mandato dall’Eterno era caduto su di loro. 13  Poi Davide passò dal lato opposto e si fermò lontano in cima al monte; c’era una grande distanza fra di loro. 14  Allora Davide gridò alla gente di Saul e ad Abner, figlio di Ner, e disse: "Abner, non rispondi?". Abner rispose e disse: "Chi sei tu che gridi al re?". 15  Così Davide disse ad Abner: "Non sei tu un uomo valoroso? E chi è pari a te in Israele? Perché dunque non hai fatto buona guardia al re tuo signore? Uno del popolo infatti è venuto per uccidere il re tuo signore. 16  Ciò che hai compiuto non è affatto buono. Com’è vero che l’Eterno vive voi meritate la morte perché non avete fatto buona guardia al vostro signore l’unto dell’Eterno! E ora guarda dov’è la lancia del re e la brocca dell’acqua che era presso il suo capo!". 

Davide prende degli oggetti che potevano costituire una prova della sua presenza al campo nemico poco prima, poi si allontana. Egli sa perfettamente che quel sonno innaturale era dovuto all’opera di Dio, tuttavia prende in giro Abner, guardia del corpo di Saul, perchè non era stato all’altezza del suo compito.

Vs. 17-20  Saul riconobbe la voce di Davide e disse: "E’ questa la tua voce, o figlio mio Davide?". Davide rispose "E’ la mia voce, o re, mio signore!". 18  Poi aggiunse: "Perché il mio signore perseguita il suo servo? Che cosa ho fatto? Che malvagità ho commesso? 19  Ora perciò ascolti di grazia, il re mio signore le parole del suo servo. Se è l’Eterno che t’incita contro di me, egli accetti un’oblazione! Ma se sono gli uomini, siano maledetti davanti all’Eterno, perché oggi mi hanno scacciato per impedirmi di aver parte all’eredità dell’Eterno, dicendomi: "Va’ a servire altri dei". 20  Ora dunque il mio sangue non cada a terra lontano dalla presenza dell’Eterno, poiché il re d’Israele è uscito per andare in cerca di una pulce, come si dà la caccia a una pernice su per i monti". 

Davide chiede nuovamente spiegazioni a Saul circa il suo odio, rivolto incessantemente contro un servo fedele. Saul continua a chiamarlo “figliolo”, nonostante abbia attentato molte volte alla sua vita ed abbia dato sua moglie ad un altro uomo. Davide racconta tutte le privazioni subite a causa del fatto di essere braccato e chiede spiegazioni a riguardo. Sa, infatti, di non meritare un tale trattamento, anzi, sarebbe ben felice di essere un fedele servo per il suo sovrano.

Vs. 21-25. Allora Saul disse: "Ho peccato torna, figlio mio Davide, poiché, io non ti farò più alcun male, perché oggi la mia vita e stata preziosa ai tuoi occhi, ecco ho agito da stolto e mi sono grandemente sbagliato". 22  Davide rispose: "Ecco la lancia del re; venga qui uno dei giovani a prenderla. 23  L’Eterno renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà; oggi infatti l’Eterno ti aveva dato nelle mie mani, ma io non ho voluto stendere la mia mano contro l’unto dell’Eterno. 24  Come oggi la tua vita è stata preziosa ai miei occhi, così sarà preziosa la mia vita agli occhi dell’Eterno; ed egli mi liberi da ogni avversità". 25  Allora Saul disse a Davide: "Sii tu benedetto, figlio mio Davide. Tu farai grandi cose e sarai certamente vittorioso". Così Davide continuò il suo cammino e Saul tornò a casa sua. 

Saul sembra nuovamente compunto, benedice Davide, gli chiede di ritornare e continua per la sua strada. 

Dio libera Davide dalla persecuzione poichè egli ha imparato a mettere ogni circostanza nelle mani del suo creatore. Altri sono i peccati di Davide, ma almeno questo aspetto è stato messo a posto dal Signore.

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