1 Samuele 2
Cap. 2.
Il questo capitolo troviamo:
Il cantico di Anna per ringraziare Dio;
La famiglia di Samuele;
L’iniquità dei figli di Eli;
Il blando rimprovero di quest’ultimo ai figli;
Il terribile messaggio di Dio a Eli ed ai suoi figli.
Il cantico profetico di Anna.
Anna è una donna che ha tanto desiderato di avere un figlio e per ottenere tale grazia si è prostrata davanti all’altare di Dio. Nato Samuele, ben presto si è dovuta allontanare da lui, in quanto il giovane è stato consacrato all’Eterno. Potremmo immaginare che ella sia sprofondata nel dolore per aver perso l’amato figlio, invece la troviamo piena di gioia, innalzare un canto d’amore a Dio.
Anna ha ricevuto una grazia da Dio, quindi riconosce tale fatto, ringrazia e loda il Padre. La lode è il tributo che ogni cristiano deve al Signore, poiché ci ricolma di benedizioni.
Anna ha pregato ed è stata ascoltata, perciò loda Dio. Ogni qualvolta otteniamo una grazia tramite la preghiera dobbiamo lodare Dio per questo.
Il ringraziamento di Anna viene chiamato “preghiera”: infatti, la parte più consistente delle nostre preghiere dovrebbe essere dedicata al ringraziamento. Gesù ci ha insegnato a pregare, mostrandoci come dobbiamo mettere al primo posto le cose di Dio.
Notiamo come la prima preghiera era sussurrata, ora parla in modo che tutti possano udire; prima aveva sospirato, ora le sue labbra sono aperte per lodare Dio.
Il canto di Maria (Luca 1:46) è simile a quello di Anna.
vs. 1-10. Allora Anna pregò e disse: "Il mio cuore esulta nell’Eterno, la mia forza è innalzata nell’Eterno; la mia bocca si dilata contro i miei nemici, perché mi rallegro della tua salvezza. 2 Non c’è alcuno santo come l’Eterno perché non c’è alcun altro all’infuori di te, né c’è alcuna rocca come il nostro DIO.
Anna non esalta tanto il dono, ovvero Samuele, quanto il donatore, il Dio che fa prodigi. Come ogni ruscello deve condurci alla fonte, così ogni grazia ricevuta deve indurci a lodare il Signore per la Sua grandezza. Infatti, di doni ce ne possono essere altri, ma Dio è uno solo ed è degno di essere esaltato.
Il Signore è santo, eccelso in santità, retto per natura, infinitamente coerente ed equo.
E’ onnipotente, capace di rispondere ad ogni esigenza.
E’ sapiente, poiché conosce ogni cosa, ogni persona nella sua intimità e per questo motivo è in grado di giudicare ogni situazione. Dona sapienza e conoscenza a coloro i quali gliela chiedono.
E’ infallibile, poiché conosce le azioni umane e remunererà ognuno in base al suo agire. Non sbaglia mai nel valutare ciò che ognuno è e compie.
Anna è consolata nel pensare a ciò che Dio è e nel dare gloria a Lui. Gioisce nel Signore, nostra allegrezza e nostro giubilo. Tutti i cristiani devono trovare gioia in Lui.
Anna si sente vittoriosa grazie a Dio che l’ha riscattata avendola resa madre e soprattutto avendole dato un figlio tanto speciale. Loda Dio ed in Lui si sente trionfare.
Vs. 3. Non continuate a parlare con tanto orgoglio; non escano parole arroganti dalla vostra bocca, perché l’Eterno è un Dio di conoscenza, e da lui sono pesate le azioni.
Tutti i malvagi, di cui Peninna è una rappresentante, sono posti alla presenza di Dio, il quale conosce ogni cosa e pesa le azioni umane. Essa viene messa a tacere e non può più molestarla poiché è protetta da Dio, nel quale confida.
Vs. 4. Gli archi dei potenti sono spezzati, mentre i deboli sono cinti di forza.
Lo stesso Signore protegge il popolo di Israele dai Filistei e dagli altri nemici poiché grande è il suo potere.
Vs. 5. Quelli che erano sazi vanno a giornata per un po’ di pane, mentre quelli che erano affamati non soffrono più fame.
Dio controlla la storia di tutti gli uomini; ha creato la prosperità e l’avversità, e li distribuisce a suo piacimento, ribaltando la sorte umana da un momento all’altro. I forti si indeboliscono ed i deboli si fortificano; in battaglia perde colui che sembrava vincitore, così come i forti di un tempo non hanno più il proprio vigore. I deboli acquistano forza dalla parola di Dio e divengono capaci di grandi imprese. Coloro che erano abbattuti dal dolore ora sono confortati.
I ricchi diventano poveri ed i poveri arricchiscono. La ricchezza svanisce e lascia nella miseria coloro che erano felici. Chi era abituato al lusso mal sopporta la miseria. I poveri, al contrario, non patiscono più la fame e la sete, e ciò non è dovuto all’ingegno umano, ma alla volontà di Dio, che stabilisce la sorte dell’uomo. Quindi, se siamo poveri gioiamo del nostro stato, poiché esso è stato voluto da Dio, così come se siamo ricchi dobbiamo essere riconoscenti all’Eterno, servendolo con gioia attraverso i beni che ci ha donato. Che i ricchi non si inorgogliscano e non si sentano mai al sicuro perché Dio potrebbe renderli poveri. Analogamente i poveri non si scoraggino perché la loro condizione potrebbe cambiare.
Persino la sterile ha partorito sette volte, mentre quella che ha molti figli si è indebolita.
Le famiglie numerose diminuiscono, mentre quelle composte da poche persone aumentano di numero. La sterile partorisce molte volte, come è accaduto ad Anna, e per questo motivo deve essere grata a Dio. La prolifica, come Peninna, non partorisce più e per questo si sente umiliata e mortificata. Nel cantico di Anna questa grazia dona alla sterile fino a sette figli, il numero perfetto che alla donna non fu mai concesso, in quanto ne partorì solo sei. Le benedizioni promesse raggiungeranno la pienezza solo nei riguardi del popolo eletto con l’avvento di Cristo.
Vs. 6. L’Eterno fa morire e fa vivere; fa scendere nello Sceol e ne fa risalire.
Dio è sovrano della vita e della morte, è presente alle nascite e ai funerali; è colui che fa nascere, che fa morire, che dà la guarigione. Fa morire alcuni e salvaguarda altri che si trovano nella stessa situazione. Di due che sono nello stesso letto, ad uno dà la morte e all’altro lascia la vita, secondo la Sua volontà. Muoiono persone sane e giovani e restano in vita gli anziani e i malati, perché la vita e la morte non dipendono dalle probabilità; Dio può resuscitare dai morti perché per Lui tutto è possibile.
Vs. 7. L’Eterno fa impoverire e fa arricchire, egli abbassa ma anche innalza.
Da Dio dipende il progredire e l’umiliarsi: umilia i superbi e onora gli umili, distrugge coloro che lo sfidano ed innalza quelli che si inchinano dinnanzi a Lui.
Vs. 8. Egli solleva il misero dalla polvere e tira fuori il povero dal letame, per farli sedere con i principi e far loro ereditare un trono di gloria; poiché le colonne della terra appartengono all’Eterno, e su di esse egli ha poggiato il mondo.
Gli umili sono oggetto della grazia di Dio, il quale li eleva in gloria, mentre i malvagi ottengono la giusta retribuzione. Infatti, coloro che sono umiliati, dopo un certo periodo possono essere risollevati; tuttavia il progresso non è casuale, bensì stabilito da Dio. Quest’ultimo predilige coloro che non sono in vista e che sono ritenuti indegni, come Giuseppe, Daniele, Mosè e Davide, che passano da una prigione ad un palazzo, dal bastone da guardiano di pecore allo scettro. Per questo motivo a coloro che vengono elevati da una condizione misera non devono essere rinfacciati la polvere e il fango dal quale provengono perché tale elevazione è voluta da Dio, che per questo motivo deve essere glorificato. L’Eterno è onnipotente e mantiene in essere tutta la creazione da Egli stesso realizzata. E’ sovrano incontestabile e indiscutibile. Abbassa o eleva i sovrani della terra, i quali ricevono il potere da Lui. Quindi, nessuno può chiedere spiegazioni a Dio circa il suo operare.
Vs. 9-10. Egli veglia sui passi dei suoi santi, ma gli empi periranno nelle tenebre, perché l’uomo non prevarrà per la forza. 10 Gli avversari dell’Eterno saranno frantumati; egli tuonerà dal cielo contro di essi. L’Eterno giudicherà i popoli fino alle estremità della terra darà forza al suo re e innalzerà la potenza del suo unto".
L’Eterno predilige e fa prosperare coloro che gli sono amici, mentre distrugge gli avversari.
Dio è stato fedele con Anna, ed ora ella mostra di essere una serva fedele. Rende al suo Signore tutto ciò che da lui ha ricevuto, senza tenere nulla per sé.
Anche Abrahamo ha fatto una scelta simile, quando è stato pronto a sacrificare suo figlio Isacco a Dio Padre.
Genesi 22:15-18. L’Angelo dell’Eterno chiamò dal cielo Abrahamo una seconda volta e disse: 16 "Io giuro per me stesso, dice l’Eterno, poiché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, l’unico tuo figlio, 17 io certo ti benedirò grandemente e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; e la tua discendenza possederà la porta dei suoi nemici. 18 E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua discendenza, perché tu hai ubbidito alla mia voce".
Galati 3:15-16. Fratelli, io parlo alla maniera degli uomini: se un patto è ratificato, benché sia patto d’uomo, nessuno l’annulla o vi aggiunge qualche cosa. 16 Ora le promesse furono fatte ad Abrahamo e alla sua discendenza. La Scrittura non dice: "E alle discendenze" come se si trattasse di molte, ma come di una sola: "E alla tua discendenza", cioè Cristo.
Anna trae dal Signore la forza per agire, riconoscendo la propria debolezza.
2 Corinzi 12:9. Ma egli mi ha detto: "La mia grazia ti basta, perché la mia potenza è portata a compimento nella debolezza". Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me.
Questo canto ha come punto di partenza il dolore provocato dalle vicissitudini personali, ma poi va molto più lontano. In questo libro si vede come la stessa cosa si è verificata in Davide. I Salmi, infatti, sono il frutto delle sue esperienze, ma la portata che lo Spirito Santo dà loro è molto più ampia, arrivando alla persona di Cristo, che è il compimento di tutte le promesse.
Il soggetto principale del cantico è la grazia di Dio e la Sua potenza, la quale umilia colui che pone ogni fiducia nella carne e rialza il debole, il disprezzato. La grazia e la potenza di Dio hanno creato l’ordine delle cose: Israele, il popolo eletto, aveva bisogno di comprendere tutto ciò, di imparare che ogni cosa dipendeva da Dio, che Lui solo poteva guidare i passi dei propri figli, annientare i nemici, annullare la forza dell’uomo e, infine, inviare il Messia, perché salvi il suo popolo. Va notato che Dio non dà forza ad Israele, ma al suo Unto, la pietra angolare, l’unico mezzo per entrare in contatto con Dio.
Luca 1:46-55. E Maria disse: "L’anima mia magnifica il Signore, 47 e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, 48 perché egli ha avuto riguardo alla bassezza della sua serva, poiché ecco d’ora in poi tutte le generazioni mi proclameranno beata, 49 perché il Potente mi ha fatto cose grandi, e Santo è il suo nome! 50 E la sua misericordia si estende di generazione in generazione verso coloro che lo temono. 51 Egli ha operato potentemente col suo braccio; ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 52 ha rovesciato i potenti dai loro troni ed ha innalzato gli umili, 53 ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote. 54 Egli ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia 55 come aveva dichiarato ai nostri padri, ad Abrahamo e alla sua progenie, per sempre”.
Il cantico di Maria presenta caratteri simili a quello di Anna. Questa umile donna, della famiglia di Davide, celebra la grazia e la potenza di Dio, il Salvatore che abbassa gli orgogliosi, che eleva gli umili e prende in mano le sorti di Israele.
Anna celebra
un Dio salvatore, che si prende cura dei suoi figli,
un Dio santo; bisogna essere santi per appartenere a Dio ed è per questo motivo che Egli ci ha santificati. Questa grande verità fu messa in luce dalla Pasqua in Egitto, quando gli Israeliti furono salvati dal sangue dell’agnello posto sullo stipite della porta, ucciso al loro posto. Il popolo si appropriò di questo sacrificio mangiando l’agnello con i pani azzimi, che rappresentano figurativamente l’umanità di Cristo. Da quel momento celebrarono la festa degli Azzimi, che durava 7 giorni. Come colui che li aveva chiamati era santo, così essi dovevano essere santi in tutta la loro condotta. 1 Pietro 1:15-16. ma come colui che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta, 16 poiché sta scritto: "Siate santi, perché io sono santo". Il lievito raffigura il male che ha il potere di diffondersi e di contaminare ciò che è puro.
Anna gioisce per tutto quello che Dio farà ancora e proclama una profezia, che si riferiva:
al governo d’Israele mediante Samuele prima e Davide poi, i quali protessero il popolo di Dio dai nemici. I territori di Israele si sarebbero estesi, re Davide glorificato e rafforzato, e la nazione stessa, che nel periodo dei giudici era sopravvissuta a stento, sarebbe divenuta grande e importante. Tutti questi cambiamenti videro la propria aurora nella nascita di Samuele;
al governo di Cristo, figlio di Davide, il Messia, l’unto, che regnerà su un regno di grazia. Egli proteggerà i suoi santi, veglierà sui loro passi, sugli affetti e sulle azioni, affinché il loro cammino non vada fuori dalla retta via, né si interrompa. Dio protegge il nostro cammino.
Anche se tutte le forze del male si coalizzassero per distruggere il Regno di Dio, ciò sarebbe impossibile, poiché la forza del Padre è a favore della chiesa. Essa sembra debole, composta da pochi operai, ma infatti essa non trionferà grazie alle forze umane, bensì in base al volere di Dio, che non ha bisogno di noi, né teme le forze malvagie. I nemici dell’Eterno saranno sconfitti e annientati, i loro piani mandati a monte, perché nulla possono contro la potenza di Dio.. Egli regna su tutta la terra: Gesù è il Messia e il suo potere si accrescerà fino al compimento del suo piano.
I figli di Dio sono al sicuro, mentre i suoi nemici saranno distrutti poiché Cristo ha il potere di salvare o di distruggere.
La malvagità dei figli di Eli.
Viene ora descritto lo stato di degrado in cui è caduto il sacerdozio, fatto gravissimo se consideriamo che tali persone hanno il compito di essere vicine a Dio.
Vs. 11. Poi Elkanah ritornò a casa sua a Ramah e il fanciullo rimase a servire l’Eterno alla presenza del sacerdote Eli.
I figli di Elkana sono buoni e consacrati a Dio, quelli di Eli, invece, sono malvagi, pur rivestendo un ruolo primario presso il tabernacolo.
Samuele serve il Signore secondo le proprie capacità, studia la Parola e adora Dio. Viene controllato da Eli e non dai suoi figli, ed aiuta il sacerdote in ogni cosa. Svolge dei piccoli servizi presso l’altare, quali accendere le candele, esegue delle commissioni fuori casa ed ogni cosa che un bambino della sua età può compiere per il Signore. Il suo servizio viene particolarmente messo in rilievo.
Elkana e la sua famiglia tornano a casa, lasciando Samuele alla casa di Dio. Non risulta che il bambino si sia messo a piangere nel vederli partire, desideroso com’era di servire Dio. Eli benedice questi cari al momento della partenza, soprattutto Anna, alla quale rivolge un’attenzione particolare nella preghiera e le augura di avere ancora molti altri figli. Risulta, infatti, che in seguito la donna ne ebbe altri 5, 3 maschi e 2 femmine. Negli anni seguenti Anna e Elkana si recarono ogni anno al tabernacolo per l’adorazione e in quell’occasione portarono al figlio un vestito nuovo, una tonaca e ciò di cui poteva avere bisogno per essere pulito e decoroso.
Samuele serve il Signore e da questi viene benedetto, crescendo in statura, saggezza e intelligenza.
Vs. 12. Or i figli di Eli erano uomini perversi (scellerati); non conoscevano l’Eterno.
I figli di Eli sono figli del maligno, iniqui, mondani e libertini. Dal testo risulta chiaro che il padre li aveva educati rettamente, insegnando loro la corretta via e pregando Dio per la loro crescita. Tuttavia essi dimostrano di non conoscere il Padre e camminano lontani dai suoi sentieri. Infatti, anche i genitori più pii non possono trasmettere ai figli tale caratteristica; possono pregare per essi, ma non scegliere in vece loro il modo corretto per vivere. Molti figli di uomini retti sono empi e corrotti. Eli era sacerdote e giudice in Israele e i suoi figli sacerdoti per nascita, pertanto sacri e degni di onore. Il loro dovere era quello di vivere una vita consacrata poiché posti al vertice del governo e del ministero sacro in Israele. Invece erano figli del demonio, persone inique, e tali caratteristiche erano ancora più evidenti se paragonate all’educazione ricevuta. Non svolgevano i compiti sacri come sarebbe stato giusto fare per onorare Dio, ma in modo indegno e peccaminoso: profanavano le offerte del Signore, ricavandone un guadagno personale o la soddisfazione alla lussuria. A loro spettava parte degli animali sacrificati, eppure ad essi non bastava, poiché non servivano Dio, ma il loro ventre.
Vs. 13-14. Ed ecco come si comportavano questi sacerdoti con il popolo: quando qualcuno offriva un sacrificio, il servo del sacerdote veniva, mentre la carne cuoceva con in mano un forchettone a tre punte 14 e lo ficcava nella pentola o nel paiolo o nel calderone o nella pignatta, e tutto ciò che il forchettone tirava su il sacerdote lo teneva per sé. Così facevano con tutti gl’Israeliti che andavano a Sciloh.
I sacerdoti peccavano davanti a Dio in quanto calpestavano i diritti di coloro che venivano ad adorare l’Eterno, impadronendosi delle loro porzioni. Derubavano coloro che facevano delle offerte pretendendo per sé più del dovuto. Siccome il popolo rispettava i sacerdoti, lasciò che tale situazione divenisse una consuetudine, ma Dio vedeva quanto accadeva e giudicava l’operato dei sacerdoti.
vs. 15-16. Anche prima che avessero fatto bruciare il grasso, il servo del sacerdote veniva e diceva a colui che faceva il sacrificio: "Dammi della carne da arrostire per il sacerdote, perché egli non accetterà da te carne cotta, ma cruda". 16 E se l’uomo gli diceva: "Si faccia prima fumare il grasso, poi prenderai quanto vorrai" egli rispondeva: "No, me la devi dare ora; altrimenti la prenderò per forza"
Inoltre, non consideravano neppure i diritti dell’Eterno, prendendo la parte che spettava a Lui, facendosi servire prima di Dio stesso e prendendo il suo posto. Si ingrassavano con le offerte del Signore, rendendole spregevoli agli occhi degli uomini. Questi sono i peccati tipici di qualunque uomo che si arroga autorità o privilegi sugli altri uomini in materia religiosa.
Matteo 24:48-50. Ma, se quel malvagio servo dice in cuor suo: “il mio padrone tarda a venire” 49 e comincia a battere i suoi conservi, e a mangiare e a bere con gli ubriaconi;
il padrone di quel servo verrà nel giorno in cui meno se l’aspetta e nell’ora che egli non sa;
I figli di Eli pretendono di avere ogni diritto sul popolo, si fanno servire a loro spese, e perfino un loro servo ha più autorità dei credenti stessi. Essi usurpano i diritti di Dio, facendolo disonorare per essere innalzati al suo posto. Dimostrano di non avere alcun timore di Dio e di coltivare il male.
E’ importante notare come i fedeli, pur lasciandosi defraudare dai sacerdoti, mettono al primo posto le cose di Dio ed insistono per bruciare il grasso. Per loro è di primaria importanza che al Padre sia dato ciò che gli spetta e la prepotenza dei sacerdoti nei loro confronti è di secondaria importanza. E’ vergognoso che i sacerdoti debbano essere ripresi dal popolo perché svolgano il proprio dovere, tuttavia essi continuano a prendere la carne cruda, per arrostirla invece di bollirla, derubando così il Signore del grasso destinato all’altare.
Vs. 17. Perciò il peccato dei due giovani era molto grande davanti all’Eterno, perché si disprezzavano le offerte fatte all’Eterno.
Dio disapprova tale comportamento ed è irato per la profanazione delle cose sacre. La fede soffre di questa situazione perché gli uomini perbene disprezzano le offerte fatte in questo modo e molti cominciano a stimarle sempre meno. Il popolo pecca allontanandosi dagli insegnamenti di Dio, ma il peccato più grave è commesso dai sacerdoti, che inducono le persone a perdere la fede.
Vs. 18-21. Ma Samuele prestava servizio davanti all’Eterno, anche se ancora fanciullo, ed era cinto di un efod di lino. 19 Sua madre gli faceva una piccola veste e gliela portava ogni anno quando saliva con suo marito a offrire il sacrificio annuale. 20 Eli allora benediceva Elkanah e sua moglie, dicendo: "L’Eterno ti dia altri figli da questa donna, per la richiesta da lei fatta all’Eterno!". Poi essi tornavano a casa loro. 21 Così l’Eterno visitò Anna, ed ella concepì e diede alla luce tre figli e due figlie. Intanto il fanciullo Samuele cresceva presso l’Eterno.
In contrasto viene menzionato il comportamento di Samuele, che cresce puro e pio, sia pure in un ambiente corrotto, solo per la grazia di Dio. Osservando lui, anche coloro che disprezzano i figli di Eli vedono la mano di Dio all’azione e trovano una nuova forza per rimanere saldi vicino all’Altissimo. La famiglia del ragazzo prospera e sua madre partorisce altri figli.
Vs. 22. Or Eli era molto vecchio e udì tutto ciò che i suoi figli facevano a tutto Israele e come essi si coricavano con le donne che facevano servizio all’ingresso della tenda di convegno;
Eli sa bene che i propri figli, pur essendo sposati, usano la propria autorità religiosa per avvicinare le donne pie che si recano al tempio ed avere rapporti fisici con esse. Questo è un comportamento orrendamente empio agli occhi dell’Eterno e di ogni persona a Lui fedele.
Vs. 23. e disse loro: "Perché fate tali cose? Poiché sento da parte di tutto il popolo delle vostre malvagie azioni.
Eli li rimprovera, ma è vecchio ed essi approfittano di tale fatto per fare il proprio comodo. I due giovani, infatti, hanno ricevuto dal padre l’incarico di servire al tabernacolo e pertanto sfruttano la propria posizione per se stessi, non per Dio.
Vs. 24-25. No, figli miei, perché le voci che sento di voi non sono affatto buone; voi inducete il popolo dell’Eterno a peccare. 25 Se un uomo pecca contro un altro uomo DIO lo giudica, ma se un uomo pecca contro l’Eterno, chi intercederà per lui?". Ma essi non diedero ascolto alla voce del loro padre, perciò l’Eterno voleva farli morire.
Eli interviene in ritardo, ovvero solo quando la malvagità dei suoi figli ha toccato il culmine. Al contrario, è indispensabile correggere i propri figli fin dal primo momento, cioè quando ci si accorge che stanno deviando dalla retta via, per evitare che i cuori si induriscano.
Eli si comporta rettamente perché:
fa notare loro che tutto il popolo disapprova il loro agire;
spiega come il comportamento che hanno adottato porti al peccato tutta Israele, mentre, al contrario, sono incaricati da Dio a condurre i fedeli nella via tracciata da Lui tramite i propri insegnamenti. Invece sono proprio i sacerdoti che inducono la gente alla trasgressione delle leggi divine.
Eli però è troppo indulgente e non li rimprovera con la necessaria severità e per questo il loro comportamento non cambia. Non ascoltano il loro padre e allora Dio interviene, decretandone la morte.
Vs. 26. Intanto il fanciullo Samuele cresceva in statura e nel favore dell’Eterno e degli uomini.
Ecco di nuovo il contrasto con Samuele, che cresce sotto la grazia di Dio.
Profezia contro la casa di Eli.
Ad Eli manca la forza di separarsi dal male che egli stesso giudica. Anche oggi molti cristiani hanno legami, relazioni, affezioni, o abitudini alle quali non vogliono rinunciare, poiché più care a loro della gloria del Signore. Tali legami impediscono loro di riconoscere di essere solidali con un male che giudicano, ma dal quale non si separano. Dio manda ad Eli un profeta, affinché lo rimproveri severamente per i peccati che egli non commette in prima persona, ma che sono opera dei suoi due figli; il peccato del sommo sacerdote è quello di onorare loro molto più di Dio stesso, non avendo posto fine alla loro perversione. Dio manda un messaggero ad Eli perché ne desidera la salvezza, ma non si comporta allo stesso modo con i figli di lui, avendone già decisa la morte.
Vs. 27-28. Or un uomo di DIO venne da Eli e gli disse: "Così parla l’Eterno: Non mi sono io forse rivelato alla casa di tuo padre, quando essi erano in Egitto schiavi della casa del Faraone? 28 Non l’ho io scelto fra tutte le tribù d’Israele, per essere mio sacerdote, salire il mio altare, bruciare e portare l’efod davanti a me? E non ho io dato alla casa di tuo padre tutti i sacrifici dei figli d’Israele, fatti col fuoco?
Il profeta ricorda le opere meravigliose che Dio ha fatto per Israele e per la famiglia di Eli in particolare. Parla della liberazione dalla schiavitù in Egitto e dell’istituzione del sacerdozio, reso ereditario dalla sua famiglia, che in questo modo viene onorata al di sopra delle altre. Il suo compito, infatti, era quello di rendere onore a Dio offrendogli dei sacrifici sull’altare, indossando l’efod, sul quale c’era il pettorale del giudizio. Dio aveva provveduto al sostentamento di Eli, poiché al sacerdote spettava parte dell’animale sacrificato. Aveva, quindi, ricolmato di grazia i sacerdoti e ciò rendeva ancora più detestabile il peccato da essi commesso.
Vs. 29. Perché dunque disprezzate i miei sacrifici e le mie oblazioni che ho comandato nella mia dimora, e perché onori i tuoi figli più di me, ingrassandovi col meglio di tutte le oblazioni di Israele, mio popolo?
Muove pesanti accuse contro Eli e la sua famiglia, imputando al sacerdote l’aver avallato il comportamento dei propri figli e non avendovi posto rimedio in tempo. Infatti, avevano disonorato le offerte del Signore, oltraggiandole, derubandole, sottraendone il grasso per il consumo personale, invece di bruciarlo secondo il volere di Dio.
Dio aveva avuto pazienza, ma ora Eli sta per raccogliere i frutti della mancanza di santità nel suo cammino, ovvero del non aver separato il male dal servizio di Dio.
Vs. 30. Perciò così dice l’Eterno, il DIO d’Israele: Io avevo dichiarato che la tua casa e la casa di tuo padre avrebbero sempre camminato davanti a me; ma ora l’Eterno dice: Lungi da me tal cosa; poiché io onoro quelli che mi onorano ma quelli che mi disprezzano saranno pure disprezzati.
Dio revoca l’incarico del sacerdozio quale compito esclusivo della casa di Eli.
Aronne ebbe, tra gli altri, due figli: Eleazar e Ithamar. La famiglia di Eli discende da quest’ultimo. Non sappiamo quando la funzione di sommo sacerdote sia passata da Eleazar a Ithamar, minore del primo, tuttavia tale fatto ha portato grandi privilegi alla casa di Eli. Ora essa sta per essere distrutta, poiché nelle condizioni in cui si trova non può servire l’Eterno. Un servitore fedele, infatti, non può servire due padroni perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona". (Luca 16:13 LND)
Dio giudica la casa di Eli e stabilisce un sacerdozio definitivo secondo il suo cuore, affidando tale compito alla discendenza di Eleazar. Inoltre, profeticamente, viene annunciato l’Unto, Cristo, il quale sarà innalzato re e sommo sacerdote, secondo l’ordine di Melchisedec, quando sulla terra, durante il millennio, ci sarà un sacerdozio fedele esercitato dalla discendenza di Tsadok, le cui funzioni tenderanno a rendere gloria al Re, l’uomo alla destra di Dio: 13 E non si avvicineranno più a me per servirmi come sacerdoti né si avvicineranno ad alcuna delle mie cose sante, alle cose che sono santissime; ma porteranno la loro vergogna e la pena delle abominazioni che hanno commesso. 14 Tuttavia affiderò loro la custodia del tempio per ogni suo servizio e tutto ciò che in esso sarà fatto. 15 Ma i sacerdoti Leviti, figli di Tsadok, che hanno preso cura del mio santuario quando i figli d’Israele si sono sviati da me, si avvicineranno a me per servirmi e staranno davanti a me per offrirmi il grasso e il sangue”, dice il Signore, l’Eterno. (Ezechiele 44:13-15 LND)
Che l’esempio di Eli ci faccia riflettere. Viviamo in giorni in cui i cristiani servono il Signore, tuttavia non sempre sono spinti dallo zelo per Cristo e per la sua opera. Essa può anche essere caratterizzata da doni eminenti, ma essi, anche se grandi, sono poca cosa se non è altrettanto elevato il carattere morale dei servitori.
Dio onora e disonora chi vuole, giudica tutti gli uomini. Se ci umiliamo e rinneghiamo noi stessi per onorare Dio, se guardiamo solo a Lui, allora Egli ci onorerà.
Samuele, con la sua condotta, offre un contrasto nettissimo con questo stato di cose, percorrendo la propria strada verso una santità sempre maggiore:
Da bambino andò a prostrarsi davanti all’altare di Dio, assieme ai propri genitori, poiché era un adoratore dell’Eterno (1:28);
Cresce sotto la guida di Eli e serve il Signore (2:11): egli è ancora molto giovane e bisognoso di imparare; ancora non è giunto il momento in cui sarà lui ad insegnare;
Più avanti egli non serve più in presenza di Eli, ma direttamente davanti a Dio (v. 18), poiché è divenuto sacerdote. L’efod di lino, infatti, era l’abito sacerdotale. Essendo decaduto il sacerdote precedente, l’Eterno riveste con tale incarico il giovane Samuele. Così sarà più tardi per Davide, che indosserà l’efod davanti all’arca (2 Sam. 6:14). I credenti di Cristo, invece, sono definitivamente sacerdoti davanti a Dio.
Al v. 21. si dice che Samuele cresceva in intimità con Dio;
Al v. 25. è detto che Samuele continuava a crescere e che era gradito a Dio e agli uomini. La relazione d’amore tra Dio e Samuele attira su di lui anche la stima da parte degli uomini, in quanto comprendevano che egli era un uomo di Dio.
La stessa cosa viene detta di Giovanni Battista:
Luca 1:80. Intanto il bambino cresceva e si fortificava nello spirito, e rimase nei deserti fino al giorno che egli doveva manifestarsi ad Israele.
E ovviamente di Gesù:
Luca 2:52. E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini.
Da ciò comprendiamo come la potenza della nostra testimonianza come credenti sta proprio in una vita trascorsa alla presenza del Signore. Che Dio ci conceda di assomigliare a Samuele.
Vs. 31. Ecco, i giorni vengono in cui io stroncherò il tuo vigore e il vigore della casa di tuo padre, di modo che non vi sia più alcun vecchio in casa tua.
La famiglia di Eli viene colpita e tale sorte è ereditaria, a testimoniare che Dio è geloso dell’adorazione a Lui dovuta e disprezza i suoi ministri quando, invece di curare la sua gloria, si dimostrano indegni di fiducia e lo tradiscono. Essi infatti saranno giudicati molto più duramente di tutti gli altri peccatori.
Dio accorcia la loro vita e fa in modo che nessun discendente possa giungere alla vecchiaia.
Vs. 32-33. E vedrai lo squallore nella mia dimora, nonostante tutto il bene che Dio fa per Israele, e non vi sarà mai più alcun vecchio nella tua casa. 33 Ma quello dei tuoi che non reciderò dal mio altare consumerà i tuoi occhi e rattristerà il tuo cuore; e tutti i discendenti della tua casa moriranno nel fior degli anni.
Due volte è ribadito il fatto che nella famiglia di Eli non vi sarebbero stati più degli anziani. A tal proposito, in base ai testi prodotti da alcuni scrittori ebrei, è stato realizzato uno studio il quale riferisce che, molto tempo dopo questo episodio, a Gerusalemme c’era una famiglia, i cui membri non vivevano oltre i 18 anni. Ebbene, è stato appurato che essi erano tutti discendenti di Eli.
Questi vide “lo squallore” alla dimora di Dio quando i Filistei invasero Israele e la impoverirono, riducendo sensibilmente le entrate dei sacerdoti. Gli invasori ortarono via l’Arca, spezzando il cuore di Eli. La disfatta del popolo determinò un periodo difficile anche per i ministri di Dio.
Vs. 34. Ti servirà di segno ciò che accadrà ai tuoi due figli. Hofni e Finehas: moriranno entrambi nello stesso giorno.
Eli apprende la triste notizia della prossima morte dei suoi due figli, che avevano peccato assieme e allo stesso modo sarebbero morti. Questo per il loro padre sarebbe stato il segno della realizzazione delle minacce di Dio.
Vs. 35. Ma io susciterò per me un sacerdote fedele che agirà secondo ciò che è nel mio cuore e nella mia anima; io gli edificherò una casa stabile, ed egli camminerà davanti al mio unto per sempre.
Dio colpisce la casa di Eli ma ha misericordia per Israele, scegliendo un sacerdote secondo il Suo cuore. Ciò si realizza con Tsadok, della famiglia di Eleazar, che prende il posto di Abiatar all’inizio del regno di Salomone e assolse fedelmente l’incarico ricevuto. Tutti i sommi sacerdoti furono suoi discendenti fino alla fine del sacerdozio levitico.
Notiamo come, anche se i sacerdoti sono iniqui, tuttavia il loro ministerio non viene mai distrutto; anche se alcuni operai sono infedeli, ecco che altri sorgono al loro posto. Così sarà fino alla fine dei tempi.
Il sacerdote fedele sarà al servizio di Davide, l’unto di Dio.
Questo progetto trova la sua perfezione nel sacerdozio di Cristo, il Sommo Sacerdote per eccellenza, suscitato da Dio al termine del sacerdozio levitico. Egli ha compiuto perfettamente la volontà di Dio, essendo la roccia incrollabile sulla quale è stata edificata la chiesa.
Vs. 36. E chiunque rimarrà nella tua casa verrà a prostrarsi davanti a lui per una moneta d’argento e un tozzo di pane, e dirà: "Ammettimi, ti prego, in uno degli uffici sacerdotali, perché possa mangiare un pezzo di pane""
La famiglia di Eli perderà tutti i beni materiali e verrà ridotta in miseria. La loro vita diverrà difficile e saranno costretti a chiedere l’elemosina per sopravvivere. Chiederanno anche un’offerta minima, di scarso valore (una moneta d’argento) e un po’ di pane. Non avranno neppure il necessario, dal momento che hanno disprezzato ciò che Dio aveva preparato per loro.
Ambiranno a rivestire incarichi modesti, così come un tempo, invece, erano sacerdoti presso l’altare. Il loro salario sarà minimo, adatto solamente alla sopravvivenza, in opposizione alle ricchezze di un tempo.
Forse tutto ciò si realizzò con Abiatar, discendente di Eli, deposto da Salomone, che lo considerò un traditore. Egli fu allontanato dai servizi presso il tempio, e tale fatto ridusse in miseria lui e i suoi discendenti.