1 Samuele 16:1-13

1 Samuele 16:1-13
Craig Quam

Cap. 16.

Samuele unge re Davide.

Saul è stato rigettato come re, in quanto più volte si è dimostrato disobbediente all’Eterno.

Samuele è tornato a Rama, a casa sua, dove desidera occuparsi totalmente della preparazione dei figli dei profeti ed abbandonare gli affari pubblici.

Il Signore riprende Samuele perché fa cordoglio per Saul. Notiamo che egli non si lamentava per essere stato messo da parte dal popolo, fatto dovuto alla stoltezza delle persone che avevano desiderato il governo di un re, piuttosto di quello di Dio, bensì per l’esclusione di Saul. Dimostra di non avere risentimenti umani e di aver accettato lo stato delle cose. 

L’Eterno lo riprende perché tale cordoglio era esagerato. Samuele, infatti, doveva accettare il fatto e comprendere che la giustizia divina è sovrana rispetto alla volontà umana. Inoltre, la perdita di Saul non sarebbe stata un danno per il popolo, il cui bene deve essere anteposto ai sentimenti umani. Ora Dio ha scelto un re secondo il suo cuore, pertanto Israele non sarebbe stata come un gregge senza pastore, ma avrebbe avuto una guida degna.

Vs. 1. L’Eterno disse a Samuele: "Fino a quando farai cordoglio per Saul, mentre io l’ho rigettato perché non regni sopra Israele? Riempi il tuo corno di olio e va’; ti mando da Isai il Betlemita, perché mi sono scelto un re tra i suoi figli". 

Dio dice a Samuele di riempire il suo corno di olio prima di andare. A noi questa frase fa capire che è necessaria una potente unzione prima di agire per il Signore: quando siamo ripieni di Spirito Santo possiamo trasmettere la Parola agli altri.

Quindi Dio evidenzia il fatto di essere colui che ha operato la scelta, secondo il Suo cuore: qui è la differenza tra Davide e Saul. Dio ha scelto Saul secondo i desideri del popolo, mentre elegge Davide in base ai propri pensieri. Israele aveva voluto un re, per essere uguale a tutte le altre nazioni, che erano governate da idolatri, figli di Satana.

Davide non era perfetto, però era simile al cuore di Dio ed amava il Signore.

Vs. 2.  Samuele rispose: "Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà". L’Eterno disse: "Prenderai con te una giovenca e dirai: "Sono venuto per offrire un sacrificio all’Eterno". 

Come andrò io? Questa obiezione è assurda, dal momento che è Dio stesso che gli ordina di andare. Anche Mosè pronunciò parole simili, adducendo una serie di obiezioni, le quali tuttavia nascondevano la paura. Per scacciare tale sentimento è necessario ricorrere alla preghiera, la quale ci porta all’aiuto di Dio. Egli ci dona ogni cosa che ci manca.

Samuele sottolinea il pericolo al quale andava incontro, fatto che ci fa dedurre che Saul era diventato violento a causa della perdita del titolo. Inoltre, comprendiamo che anche Samuele poteva avere degli attimi di cedimento, nonostante la sua intimità con il Signore ed una vita vissuta alla Sua presenza.

Vs. 3. Inviterai Isai al sacrificio, io ti indicherò ciò che dovrai fare, e tu mi ungerai colui che ti dirò". 

Dio chiede a Samuele di compiere un passo di fede, in quanto non gli svela tutto il suo piano, ma glielo comunica passo a passo. In genere i cristiani vorrebbero conoscere tutto il progetto, per poi obbedire, tuttavia questo non è il volere di Dio. Non c’è altro modo di piacere al Signore al di fuori della fede.

Vs. 4-5.  Così Samuele fece quello che l’Eterno gli aveva detto e andò a Betlemme; gli anziani della città gli andarono incontro tremanti e gli dissero: "Vieni pacificamente?".

Le persone hanno paura di Samuele in quanto egli era un profeta ed un veggente, un uomo in grado di conoscere ogni cosa, anche i peccati commessi dalla gente. 5  Egli rispose: "Vengo pacificamente; sono venuto ad offrire un sacrificio all’Eterno; purificatevi e venite con me al sacrificio". Fece anche purificare Isai e i suoi figli e li invitò al sacrificio. 

Samuele segue le indicazioni di Dio e giunge a Betlemme, non in pompa magna, ma come un comune servitore di Dio che porta una giovenca da sacrificare.

Vs. 6-7.  Quando essi giunsero, egli posò lo sguardo su Eliab e disse: "Certamente l’unto dell’Eterno è davanti a lui". 7  Ma l’Eterno disse a Samuele: "Non badare al suo aspetto né all’altezza della sua statura, poiché io l’ho rifiutato, perché l’Eterno non vede come vede l’uomo; l’uomo infatti guarda all’apparenza, ma l’Eterno guarda al cuore".

Samuele pensa che il nuovo re sarà Eliab (vuol dire: Dio è padre), poiché lo giudica carnalmente, in base all’aspetto; il Signore, invece, guarda al cuore umano. Non importa neppure il passato, dal momento che Dio ci dona una nuova vita.

 

Vs. 8-10.  Allora Isai chiamò Abinadab (vuol dire: Padre di generosità) e lo fece passare davanti a Samuele; ma Samuele disse: "L’Eterno non si è scelto neppure questo". 9  Poi Isai fece passare Shammah (vuol dire: cose meravigliose), ma Samuele disse: "L’Eterno non si è scelto neppure questo". 10  Isai fece così passare sette dei suoi figli davanti a Samuele; ma Samuele disse ad Isai: "L’Eterno non ha scelto nessuno di questi". 

Tutti e tre erano guerrieri di Saul, militari, allenati alla guerra, eppure agli occhi del Signore non sono i condottieri ideali per il popolo.

Vs. 11.  Poi Samuele disse ad Isai: "Sono tutti qui i tuoi figli?". Egli rispose: "Rimane ancora il più giovane che ora si trova a pascolare le pecore". Samuele disse ad Isai: "Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che sia giunto qui". 

Entra in scena Davide. Egli è stato dimenticato dal padre, il quale si ricorda di lui solo dopo la domanda esplicita di Samuele; è disprezzato dai fratelli: il primogenito lo accuserà di orgoglio e di malignità quando lo Spirito Santo lo farà agire (17:28). Chissà come si sarà sentito Davide essendo l’unico figlio di Isai a non essere stato invitato alla festa in onore di Samuele, un grande uomo di Dio conosciuto in tutta la nazione. Tuttavia egli va a curare fedelmente il gregge di suo padre, in obbedienza al compito a lui affidato: chi è fedele nelle piccole cose ottiene da Dio compiti sempre maggiori. Dai Salmi sappiamo che Davide, mentre curava le pecore, lodava Dio e scriveva dei cantici, poiché era un adoratore dell’Eterno. Egli non fa nulla per ottenere un compito importante, ma il Signore glielo ha donato, poiché il suo cuore agiva rettamente.

Anche un altro uomo, discendente di Davide, verrà disprezzato e rigettato dagli uomini, eppure egli era il Signore, il Re dei re.

Vs. 12.  Allora egli lo mandò a prendere. Or Davide era rossiccio, con begli occhi e un bell’aspetto. E l’Eterno disse a Samuele: "Levati, ungilo, perché è lui". 

Quando Davide giunge, nessuno commenta il suo abbigliamento, che senza dubbio era modesto e sporco, ovvero adatto a pascolare un gregge. Appariva, però, la sua onestà, la dolcezza e l’amabilità. Il suo aspetto è piacevole, anche se non appariscente, come quello di Saul.

Vs. 13.  Allora Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli; da quel giorno in poi lo Spirito dell’Eterno investì Davide. Poi Samuele si levò e andò a Ramah. 

Davide viene scelto, davanti ai suoi fratelli e consacrato. Da quel momento lo Spirito di Dio lo investe e lo fa maturare interiormente.

Samuele torna a Ramah e di lui non sapremo più nulla fino alla sua morte.

Cosa fece Davide, dopo aver ricevuto l’unzione da parte di Dio? Tornò alle sue pecore, senza inorgoglirsi. Per questo la sua umiltà è un grande esempio per noi.

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