1 Samuele 12

1 Samuele 12
Craig Quam

Cap. 12.

Avvertimento ed esortazione di Samuele a Israele.

In questo capitolo si trova l’ultimo avvertimento di Samuele ad Israele, prima che Saul prosegua il suo ministerio come re. La figura di Samuele va scemando, mentre quella di Saul prima, e di Davide, poi prenderanno sempre più piede come guida del popolo.

Vs. 1-5.  Allora Samuele disse a tutto Israele: "Ecco, io vi ho dato ascolto in tutto ciò che mi avete detto e ho costituito un re a su di voi. 2  Ed ora, ecco il re che andrà davanti a voi. Io sono ormai vecchio e canuto, e i miei figli sono tra voi; io sono andato davanti a voi dalla mia giovinezza fino a questo giorno. 3  Eccomi, testimoniate contro di me davanti all’Eterno e davanti al suo unto: A chi ho preso il bue? A chi ho preso l’asino? Chi ho defraudato? Chi ho oppresso? Dalle mani di chi ho accettato alcun regalo che mi abbia accecato gli occhi? Io ve lo restituirò". 4  Essi risposero: "Tu non ci hai defraudato, non ci hai oppresso e non hai preso nulla dalle mani di alcuno". 5  Egli disse loro: "L’Eterno è testimone contro di voi e il suo unto è testimone in questo giorno, che non avete trovato nulla nelle mie mani". Essi risposero: "Si, è testimone!".

La carriera di Samuele come giudice volge al termine. Egli non ha mai agito doppiamente, non si è lasciato corrompere da alcuna cosa, bensì ha semplicemente eseguito gli ordini dell’Eterno. Il suo cuore è puro e il suo agire è stato rivolto solo al prosperare dell’opera del Signore. Si dimostra privo di interessi personali, dimentica le ingiustizie e i torti subiti da parte del popolo e degli anziani, senza mormorare. Rinuncia alle sue funzioni ufficiali, per trasferirle su un re che moralmente vale molto meno di lui. Può affermare di non aver mai ricevuto beni da alcuno, come anche l’apostolo Paolo, il quale ha sempre lavorato per mantenere se stesso e coloro che erano assieme a lui. In questo modo nessuno poteva affermare di aver pagato per ricevere il Vangelo.

Afferma: “I miei figlioli sono tra voi”, rimettendo così al loro giusto posto coloro che egli stesso aveva stabilito giudici del popolo. Questo atto, in apparenza tanto naturale, è stato disapprovato dal Signore e per questo motivo ora Samuele rimette le cose al loro posto.

Lui, in quanto giudice, aveva camminato davanti al popolo, mentre ora a farlo è il re.

Ora desidera ricordare ad Israele ciò che Dio ha fatto per loro nel passato.

Vs. 6-9.  Allora Samuele disse al popolo: "E’ l’Eterno che ha stabilito Mosè e Aaronne, e ha fatto uscire i vostri padri dal paese d’Egitto. 7  Or dunque presentatevi, perché possa davanti all’Eterno mettere in evidenza con voi tutte le opere giuste che l’Eterno ha compiuto per voi e per i vostri padri. 8  Dopo che Giacobbe andò in Egitto, e i vostri padri gridarono all’Eterno, l’Eterno mandò Mosè ed Aaronne, che fecero uscire i vostri padri dall’Egitto e li fecero abitare in questo luogo. 9  Ma essi dimenticarono l’Eterno, il loro DIO, ed egli li vendette nelle mani di Sisera, capo dell’esercito di Hatsor, e in potere dei Filistei e del re di Moab, i quali mossero loro guerra. 

L’ultimo dei giudici emette un giudizio sulla casa di Israele, in base alle azioni compiute da Dio verso di essa. Egli, infatti, era un uomo irreprensibile ed aveva autorità davanti al popolo di Dio. Tuttavia non si tratta unicamente di autorità conferita, quanto principalmente di autorità morale. Saul, ad esempio, possiede un’autorità datagli da Dio, tuttavia ciò non impedisce che egli venga rigettato.

Samuele ricorda tutte le opere che Dio ha compiuto per salvare il suo popolo, il quale, tuttavia, l’ha dimenticato. Anche i cristiani di oggi tante volte mettono da parte il Signore, nel senso che non sempre gli permettono l’ingresso nelle cose quotidiane. Quando Israele ha dimenticato Dio, quest’ultimo ha lasciato che il nemico avesse la meglio su di lui. Probabilmente, anche quando un credente ha tanti problemi e ripetutamente si trova di fronte a situazioni faticose, negative, può aver dimenticato l’Eterno ed aver cominciato a camminare lungo le proprie vie. Tante volte l’uomo desidera uscire dal recinto protettivo che Dio ha posto attorno a lui, e pertanto poi si trova nelle difficoltà ed arranca per uscirne fuori. Nella casa del Padre abbiamo la protezione, gli alimenti adeguati al nostro vivere e l’acqua dello Spirito che ci rigenera; tuttavia la carnalità umana fa sì che desideriamo esplorare l’esterno, andando incontro a seri guai. Tuttavia Dio userà tali cose negative per ricondurre l’uomo a sé, fino al giorno in cui egli non comprenderà di dipendere totalmente dal Signore.

Vs. 10-12.  Allora gridarono all’Eterno e dissero: "Abbiamo peccato, perché abbiamo abbandonato l’Eterno e abbiamo servito i Baal e le Ashtaroth, ma ora liberaci dalle mani dei nostri nemici e serviremo te". 11  Così l’Eterno mandò Jerubbaal, Bedan, Jefte e Samuele (= i giudici), e vi liberò dalle mani dei vostri nemici tutt’intorno e viveste al sicuro. 12  Ma quando vedeste che Nahash, re dei figli di Ammon, muoveva contro di voi, mi diceste: "No, un re deve regnare su di noi", mentre l’Eterno il vostro DIO, era il vostro re. 

E’ il ricordo di quando il popolo non ha più riconosciuto la regalità di Dio, desiderando un re come sovrano, come tutti i paesi pagani. Anche quando l’uomo non merita la salvezza, Dio interviene in modo misericordioso e agisce con grazia, portando soccorso. Quando noi eravamo nemici, egli ci amava ed ha versato la sua grazia su di noi. Dio è fedele e ci mostra la sua grazia.

Vs. 13.  Or dunque, ecco il re che avete scelto e che avete chiesto; ecco, l’Eterno ha costituito un re su di voi. 

Israele ha chiesto di essere salvata da un re umano, al posto di essere ancora guidata da Dio, nel momento in cui si sentiva minacciata da Naash, re di Ammon. Samuele li aveva messi in guardia e li aveva rimproverati poiché solo Dio poteva essere il loro re. Tuttavia, vista la loro insistenza, l’Eterno aveva dato un re al suo popolo, a vergogna di quest’ultimo e a onore di Se Stesso, Dio buono e paziente. Nessun uomo è indipendente da Dio durante la propria vita, ed ancor di più nel momento della morte, quando il giudizio sarà dell’Eterno.

Vs. 14-15.  Se temete l’Eterno, lo servite e date ascolto alla sua voce, e non vi ribellate al comandamento dell’Eterno, allora voi e il re che regna su di voi seguirete l’Eterno, il vostro DIO. 15  Ma se non date ascolto alla voce dell’Eterno e vi ribellate al comandamento dell’Eterno, allora la mano dell’Eterno sarà contro di voi, come fu contro i vostri padri. 

Solo obbedendo ai comandamenti di Dio, il popolo di Israele avrebbe camminato lungo la retta via, nonostante l’elezione del re; in caso contrario sarebbero caduti nella rovina.

Samuele parla al popolo per raggiungere due scopi:

  1. convincerli del peccato per aver chiesto un re;

  2. rafforzare la fede in Dio e fare sì che si impegnassero ad essere fedeli all’Eterno.

convincerli del peccato per aver chiesto un re;

Il popolo gioisce assieme al re e davanti a Dio per la vittoria appena ottenuta. Offrono sacrifici di lode all’Eterno nella speranza di essere da Lui accettati anche in questa nuova condizione e, visti gli eccellenti risultati, si convincono pian piano di aver fatto la scelta più giusta. Samuele, però, li accusa di peccato davanti a Dio. Infatti, il nostro prosperare anche nel peccato non deve mai dare un valore a quest’ultimo e farci credere che esso abbia una qualche veste di legittimità. Dio ha in abominio il peccato in ogni circostanza.

Vs. 16-17. Perciò ora fermatevi e guardate questa cosa grande che l’Eterno farà davanti ai vostri occhi. 17  Non è forse il tempo della mietitura del grano? Io invocherò l’Eterno ed egli manderà tuoni e pioggia; così comprenderete e vedrete che il male che avete fatto chiedendo per voi un re è grande agli occhi dell’Eterno". 

Samuele vuole convincere il popolo di quanto sia grande agli occhi dell’Eterno il male che essi hanno compiuto chiedendo un re. Samuele ne dà la prova col segno dei tuoni e della pioggia che cade dal cielo fuori stagione, ma, nello stesso tempo, grida ed intercede per loro. Mai, durante tutta la sua vita, quest’uomo di preghiera ha smesso di pregare.

Vs. 18-19.  Allora Samuele invocò l’Eterno, e l’Eterno mandò quel giorno tuoni e pioggia; e tutto il popolo ebbe gran timore dell’Eterno e di Samuele. 19  Tutto il popolo quindi disse a Samuele: "Prega l’Eterno, il tuo DIO per i tuoi servi, affinché non abbiamo a morire, poiché abbiamo aggiunto a tutti i nostri peccati il male di chiedere per noi un re". 

La coscienza del popolo viene toccata, ma lo è stata già tante volte! Implorano nuovamente l’intercessione di Samuele, la quale è la loro unica risorsa poiché sentono la necessità di colui che poco prima avevano sottovalutato.

rafforzare la fede in Dio e fare sì che si impegnassero ad essere fedeli all’Eterno.

Vs. 20-21.  Samuele rispose al popolo: "Non temete; anche se avete fatto tutto questo male, non lasciate di seguire l’Eterno ma servite l’Eterno con tutto il vostro cuore. 21  Non allontanatevi per seguire cose vane, che non possono giovare né liberare, perché sono cose vane. 

Samuele rassicura il popolo circa la pazienza di Dio, il quale non li abbandonerà neppure di fronte al loro comportamento stolto. E’ necessario avere fede nel Padre ed in Lui solo, poiché è l’unico in grado di condurci sempre nel bene. Egli conosce i nostri bisogni e, anche quando è adirato contro di noi, ugualmente ci ama e non ci abbandona. Dio deve essere amato e servito in ogni circostanza.

Molte sono le cose vane, soprattutto quelle materiali, che danno soddisfazione alla carne, ma che non sono utili allo Spirito. Tante volte poi ci chiediamo come mai non sentiamo più la presenza di Dio in modo così marcato come un tempo; ciò dipende dal fatto che non gli diamo più lo spazio di una volta. 

Vs. 22.  Poiché l’Eterno non abbandonerà il suo popolo, per amore del suo grande nome, perché è piaciuto all’Eterno di farvi il suo popolo. 

Solo per la grazia di Dio il popolo di Israele, come noi oggi, si trova di fronte a Dio, certamente non per i meriti umani. Proprio di fronte alla rovina umana, l’Eterno ha deciso di inviare suo figlio Gesù, affinché col suo sangue donasse la salvezza a tutti gli uomini.

Vs. 23-25.  Quanto a me, non sia mai che io pecchi contro l’Eterno smettendo di pregare per voi; anzi vi mostrerò la buona e diritta via. 24  Solo temete l’Eterno e servitelo fedelmente con tutto il cuore vostro; considerate infatti le grandi cose che ha fatto per voi. 25  Ma se continuate a fare il male, tanto voi che il vostro re sarete spazzati via". 

Samuele termina il suo discorso affermando che continuerà a pregare per il popolo, come ha sempre fatto, ed a mostrare la buona e diritta via. Essa è contenuta nella Parola di Dio. Circa essa l’apostolo Paolo ha affermato di averla sviscerata totalmente ai suoi convertiti, poiché essa è l’unica in grado di portare a Cristo e, quindi, alla salvezza. La Parola è il manuale per la vita degli esseri umani, poiché contiene tutte le risposte alle domande di ogni giorno e per ogni esigenza.

L’ultima cosa che Samuele dice al popolo è quella di temere Dio, considerando tutto ciò che ha fatto per il loro bene. L’Eterno è con loro, e con noi oggi, anche quando non lo vediamo o non ne sentiamo la presenza, perché il nostro è un cammino di fede. Cristo ci ha promesso di essere con noi fino alla fine del mondo, ed anche nell’aldilà e noi dobbiamo credere alle sue promesse, in quanto non è mai venuto meno nella parola data. Dio è sempre accanto ai suoi figli, in ogni momento  e per questo dobbiamo lodarlo.

Salmo 103.

1  <<Salmo di Davide.>> Benedici, anima mia, l’Eterno, e tutto quello che è in me benedica il suo santo nome. 2  Benedici, anima mia, l’Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici. 3  Egli perdona tutte le tue iniquità e guarisce tutte le tue infermità, 4  riscatta la tua vita dalla distruzione e ti corona di benignità e di compassioni; 5  egli sazia di beni la tua bocca e ti fa ringiovanire come l’aquila. 6  L’Eterno opera con giustizia e difende la causa degli oppressi. 7  Egli ha fatto conoscere a Mosè le sue vie e ai figli d’Israele le sue opere. 8  L’Eterno è pietoso e clemente, lento all’ira e di grande benignità. 9  Egli non contende in eterno e non serba l’ira per sempre. 10  Egli non ci tratta come meritano i nostri peccati, e non ci castiga in base alle nostre colpe. 11  Poiché, quanto sono alti i cieli al di sopra della terra, tanto è grande la sua benignità verso quelli che lo temono. 12  Quanto è lontano il levante dal ponente, tanto ha egli allontanato da noi le nostre colpe. 13  Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso l’Eterno verso quelli che lo temono. 14  Perché egli conosce la nostra natura e si ricorda che siamo polvere. 15  I giorni dell’uomo sono come l’erba; egli fiorisce come il fiore del campo; 16  se il vento gli passa sopra, egli non è più e il suo luogo non lo si riconosce più. 17  Ma la benignità dell’Eterno dura d’eternità in eternità per quelli che lo temono e la sua giustizia per i figli dei figli, 18  per quelli che osservano il suo patto e si ricordano dei suoi comandamenti per metterli in pratica. 19  L’Eterno ha stabilito il suo trono nei cieli, e il suo regno domina su tutto. 20  Benedite l’Eterno, voi suoi angeli potenti e forti, che fate ciò che egli dice, ubbidendo alla voce della sua parola. 21  Benedite l’Eterno, voi tutti eserciti suoi, voi suoi ministri, che fate la sua volontà. 22  Benedite l’Eterno, voi tutte le sue opere, in tutti i luoghi del suo dominio. Anima mia. benedici l’Eterno!

Indietro
Indietro

1 Samuele 9-11

Avanti
Avanti

1 Samuele 13-14