Romani 16

Romani 16:1-16
Craig Quam
Romani 16:17-27
Craig Quam

Cap. 16

Paolo provvede ai saluti, dai quali si evince come le donne fossero attive nell’opera di Dio.

L’opera delle donne.

Vs. 1-2. Paolo saluta tutti i suoi collaboratori, che ora si trovano a Roma

Or io vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa Febe è una donna che ha collaborato con Paolo, ed è diaconessa; questa è l’unica volta in cui nella Bibbia viene usato tale termine, il cui significato è “serva”. Tutti i fedeli sono servi di Dio e, quindi, diaconi. Cristo è stato il nostro esempio: era un uomo molto umile, servo di tutti, colui che lavò i piedi ai discepoli, eppure era figlio di Dio. Il servo non è un uomo posto al di sopra degli altri e Febe era una donna che serviva gli altri. I doveri di un diacono potevano essere assolti tanto dagli uomini quanto dalle donne: tale fatto lo si comprende in 1 Timoteo 3:11  (Anche le loro mogli siano dignitose non calunniatrici, ma sobrie e fedeli in ogni cosa.), dove le donne possono essere intese come donne diacono, analogamente agli uomini dei versetti da 3 a 10 (non dedito al vino, non violento, non avaro, ma sia mite, non litigioso, non amante del denaro; 4  uno che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro; 5  (ma se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?). 6  Inoltre egli non sia un neoconvertito, perché non gli avvenga di essere accecato dall’orgoglio e non cada nella condanna del diavolo. 7  Or bisogna pure che egli abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, affinché non cada nell’ingiuria e nel laccio del diavolo. 8  Similmente i diaconi, siano dignitosi, non doppi nel parlare, non dediti a molto vino, non avidi di illeciti guadagni, 9  e ritengano il mistero della fede in una coscienza pura. 10  Or anche essi siano prima provati, poi svolgano il loro servizio se sono irreprensibili. )

che è in Cencrea, (Cencrea era situata nel Golfo Sardonico ed era uno dei porti di Corinto (vedi Atti 18:18) Probabilmente la sua chiesa era una chiesa-figlia di quella di Corinto).

2  affinché l’accogliate nel Signore, come si conviene ai santi, assistendola in qualunque cosa avrà bisogno di voi, perché ella ha prestato assistenza a molti e anche a me stesso. Paolo chiede che questa sorella sia accolta e assistita, ospitata con amore dai fratelli cristiani. Probabilmente ella si occupava dell’assistenza dei bisognosi o dei fratelli in difficoltà, analogamente a quanto faceva Lidia a Filippi (Atti 16:15).

Vs. 3-4.  Salutate Priscilla ed Aquila miei compagni d’opera in Cristo Gesù, 4  i quali hanno rischiato la loro testa per la mia vita; a loro non solo io, ma anche tutte le chiese dei gentili rendono grazie. 

Le chiese dei gentili ringraziano Aquila e Priscilla perché, avendo salvato Paolo, hanno contribuito all’espansione del Vangelo. Paolo incontrò per la prima volta Aquila e Priscilla a Corinto, subito dopo la loro forzata partenza da Roma (Atti 18:2); probabilmente erano già cristiani, perché mai Paolo parla di loro come fossero suoi convertiti.

Molte donne, quindi, erano attive all’interno della chiesa.

Atti 18: 24-26.  Or un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria uomo eloquente e ferrato nelle Scritture, arrivò ad Efeso. 25  Costui era ammaestrato nella via del Signore e fervente di spirito, parlava e insegnava diligentemente le cose del Signore, ma conosceva soltanto il battesimo di Giovanni. Egli cominciò a parlare francamente nella sinagoga. Ma, quando Aquila e Priscilla l’udirono, lo presero con loro e gli esposero più a fondo la via di Dio. 

Sia Aquila che Priscilla amministrano Apollo e gli spiegano più a fondo la scrittura.

Giovanni 4:39. La donna samaritana predica la Parola di Dio e tutto il villaggio crede in Dio grazie alle sue parole.

Luca 2:36-37.  36  Vi era anche Anna, una profetessa, figlia di Fanuel, della tribù di Aser, la quale era molto avanzata in età, avendo vissuto dopo la sua verginità sette anni con il marito. 37  Ella era vedova e, sebbene avesse ormai ottantaquattro anni, non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Parla della profetessa Anna, la quale in segreto pregava e digiunava. Sopraggiunta ella pure in quel momento, lodava il Signore e parlava di quel bambino a tutti coloro che aspettavano la redenzione in Gerusalemme. Predicava pubblicamente nella piazza, parlando del Messia.

Limiti all’opera delle donne.

1 Timoteo 2:9-13.  Similmente le donne si vestano in modo decoroso, con verecondia e modestia e non di trecce o d’oro, o di perle o di abiti costosi 10  ma di buone opere, come conviene a donne che fanno professione di pietà. 11  La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12  Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio. Molte persone ritengono che tali parole nascano dalla cultura di Paolo, la quale vede nella donna un ruolo gregario. Tuttavia, se crediamo che la Bibbia sia stata ispirata interamente da Dio, dobbiamo accattarla in ogni sua parte, anche là dove non ci piace. 13  Infatti è stato formato per primo Adamo e poi Eva. 14  E non fu Adamo ad essere sedotto ma fu la donna che, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione. 15  Tuttavia essa sarà salvata partorendo figli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia. Il motivo di tale concezione sta nell’ordine preordinato da Dio: l’uomo è stato creato per primo, la donna come aiuto a lui, anche se tratta dalla costola, la parte più vicina al cuore. C’è un ordine nella famiglia e una differenza tra i sessi, ed essi vanno rispettati.

Tito 2:3-5.   Parimenti le donne anziane abbiano un comportamento conveniente a persone sante, non siano calunniatrici, non schiave di molto vino, ma maestre nel bene 4  per insegnare alle giovani ad amare i loro mariti, ad amare i loro figli, 5  a essere assennate, caste, dedite ai lavori di casa, buone, sottomesse ai propri mariti, affinché la parola di Dio non sia bestemmiata. 

Viene descritto il ruolo delle donne all’interno della chiesa, ossia il dimostrare la propria maturità spirituale e portare la propria testimonianza. Esse devono insegnare alle altre ad essere sottomesse ai propri mariti, al fine di confermare la parola di Dio. Anche le persone fuori della chiesa devono vedere l’ordine che regna all’interno delle famiglie cristiane. 

Vs. 4-16. Salutate anche la chiesa che è in casa loro; salutate il mio caro Epeneto il quale è la primizia dell’Acaia in Cristo ossia il primo convertito. 6  Salutate Maria, la quale si è molto affaticata per noi. 

7  Salutate Andronico e Giunia (forse sono marito e moglie, sicuramente giudei di nascita. Con Paolo avevano condiviso uno dei suoi frequenti imprigionamenti, forse ad Efeso. Erano molto noti agli apostoli e ai cristiani di lunga data, prima della conversione di Paolo), miei parenti e compagni di prigione, i quali sono segnalati fra gli apostoli, e anche sono stati in Cristo prima di me. 

8  Salutate Amplia (Il nome è comune nelle iscrizioni romane del tempo e lo si trova spesso portato dai membri della casa imperiale. Un ramo della gens Aurelia aveva questo cognome. Molti cristiani di quel ramo della famiglia sono sepolti nelle catacombe di Santa Domitilla, sulla via Ardeatina. Su una tomba di quel cimitero c’è l’iscrizione “ampliat”)., mio diletto nel Signore. 

9  Salutate Urbano (Questo nome significa “appartenente alla urbs o città” di Roma, ed è un nome molto diffuso a Roma), nostro compagno d’opera in Cristo, e il mio caro Stachi. 10  Salutate Apelle, che è approvato in Cristo. Salutate quelli della casa di Aristobulo. 11  Salutate Erodione, mio parente. Salutate quelli della casa di Narcisso che sono nel Signore. 

12  Salutate Trifena e Trifosa (Erano due parenti strette tra loro, forse due gemelle, dal momento che il loro nome porta la stessa radice), che si affaticano nel Signore. Salutate la cara Perside, che si è molto affaticata nel Signore. 

13  Salutate Rufo (tale nome significa “rosso” ed era molto comune a Roma. Marco 15:21 menzione Rufo come uno dei due figli di Simone di Cirene), che è eletto nel Signore, e sua madre che è pure mia. 14  Salutate Asincrito, Flegonte, Erma Patroba, Erme e i fratelli che sono con loro. 15  Salutate Filologo (vuol dire “amante della Parola), Giulia, Nereo e sua sorella Olimpa, e tutti i santi che sono con loro. 16  Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio; le chiese di Cristo vi salutano. 

Da tutti questi saluti si comprende come i cristiani allora si conoscessero l’un l’altro e si amassero. 

La lettera termina con un avvertimento:

Vs. 17-18. Or io vi esorto, fratelli, a guardarvi da quelli che fomentano le divisioni e gli scandali contro la dottrina che avete appreso, e ritiratevi da loro; 18  costoro infatti non servono il nostro Signore Gesù Cristo ma il proprio ventre, e con dolce e lusinghevole parlare seducono i cuori dei semplici. 

Bisogna stare attenti ai falsi profeti, a coloro che vogliono portare divisioni all’interno della chiesa e che sono contro la dottrina di Dio. Le divisioni non vengono dal Signore, anzi egli vuole l’unità in Lui e nella chiesa.

Giovanni 17:20-21. Or io non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me per mezzo della loro parola 21  affinché siano tutti uno, come tu, o Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi uno in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. 

Gesù prega per tutti i credenti, anche per coloro che sarebbero giunti nella famiglia di Dio nei secoli e, quindi, anche per noi. La volontà di Dio è che siamo uniti nella chiesa e con Lui. 

Le varie chiese nel mondo costituiscono delle organizzazioni umane, alcune anche diverse tra loro; la famiglia di Dio, invece, è costituita da tutti coloro che si sono convertiti, dando la propria vita a Gesù. Tali persone sono legate da un’unità spirituale.

Proverbi 6:16-19.   L’Eterno odia queste sei cose, anzi sette sono per lui un abominio: 17  gli occhi alteri, la lingua bugiarda, le mani che versano sangue innocente, 18  il cuore che escogita progetti malvagi, i piedi che sono veloci nel correre al male, 19  il falso testimone che proferisce menzogne e chi semina discordie tra fratelli. 

Dio disprezza coloro che seminano discordia, che dividono le chiese e che parlano in modo negativo degli altri. La prima creatura che portò divisioni nella casa di Dio è stato Satana, il quale prima della creazione si separò dal Creatore e portò con sé molti angeli. Anche oggi il suo scopo è quello di portare discordia e divisione all’interno del popolo di Dio.

Isaia 14:12-19.

Spiega le motivazioni che spingono Satana a comportarsi in modo contrario al volere di Dio, a combattere il piano del Signore e ad ostacolare i figli di Dio. Egli è uno strumento nelle mani del Padre, tuttavia si ostina nel proprio comportamento, cercando in tutti i modi di realizzare i piani che ha ideato.

Questa è una profezia fatta al re di Babilonia.

12  Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero (figlio della luce), figlio dell’aurora? Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni? 13  Tu dicevi in cuor tuo: "Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del nord; 14  salirò sulle parti più alte delle nubi, sarò simile all’Altissimo". 15  Invece sarai precipitato nello Sceol, nelle profondità della fossa, 16  Quanti ti vedono ti guardano fisso, ti osservano attentamente e dicono: "E’ questo l’uomo che faceva tremare la terra, che scuoteva i regni, 17  che ridusse il mondo come un deserto, distrusse le sue città e non lasciò mai andar liberi i suoi prigionieri?" 18  Tutti i re delle nazioni, tutti quanti riposano in gloria, ciascuno nel proprio sepolcro; 19  tu invece sei stato gettato lontano dalla tua tomba come un germoglio abominevole, come un vestito di uccisi trafitti colla spada, che scendono sui sassi della fossa, come un cadavere calpestato.

Satana fa dei progetti, in cima ai quali vi è l’idea di se stesso: “Io”. I servi del Signore, invece, desiderano fare la volontà di Dio. Ad es. Davide, all’interno della caverna, poteva distruggere Saul, ma non lo fece. Tagliò il lembo della sua veste e poi, anche questo piccolo gesto lo ha compunto ed egli ha capito che non si sarebbe dovuto permettere. Infatti, per ogni cosa la decisione spetta al Signore, non all’uomo, ed un servo di Dio si comporta di conseguenza.

L’idea di Satana è egoistica poiché desidera avere potere e discepoli; chi ama Dio vuole che venga fatta la Sua volontà.

Vs. 19. La vostra ubbidienza infatti si è divulgata fra tutti; io mi rallegro quindi per voi; or io desidero che siate savi nel bene e semplici nel male. 

Paolo si rallegra perché i romani sono certamente delle persone obbedienti ed ascolteranno anche questo avvertimento. Dio non vuole che siamo sciocchi, ma certamente che usiamo la nostra intelligenza per scegliere anche le compagnie da frequentare. Stiamo lontani dal male.

Vs. 20. Ora il Dio della pace schiaccerà presto Satana sotto i vostri piedi. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con voi. Amen. 

Paolo afferma queste cose perché era certo dell’obbedienza di tali persone. Agendo in questo modo, il nemico verrà schiacciato da Dio.

Vs. 21-27. Timoteo, mio compagno d’opera, Nativo di Listra, convertito di Paolo e da lui scelto come assistente e collega del ministerio apostolico (Atti 16:1-3). In lui l’apostolo trovò una persona affine per mentalità e pensiero, un uomo che lo seguì nell’opera di Dio come un figlio segue il padre (Filippesi 2:22). Secondo Atti 20:4 era con alcuni altri assieme a Paolo quando questi si preparava per partire da Gerusalemme.

Lucio, Se era un parente di Paolo, allora era un giudeo cristiano.

Giasone Forse si tratta dell’uomo che ospitò Paolo durante la sua prima visita a Tessalonica (Vedi Atti 17:6-7,9)

e Sosipatro, miei parenti, vi salutano. Probabilmente si tratta di Sopatro di Berea, figlio di Pirro, che secondo Atti 20:4 era in compagnia di Paolo a quel tempo. 

22  Io, Terzio, che ho scritto questa epistola, vi saluto nel Signore. Terzio era un amanuense di cui Paolo si serviva per scrivere le lettere. Evidentemente era un cristiano, in quanto manda i suoi saluti nel Signore.

Gaio, che ospita me e tutta la chiesa, vi saluta. Gaio forse si può identificare con Tizio Giusto, che in casa sua ospitò Paolo quando fu espulso dalla sinagoga (Atti 18.7 E allontanatosi di là, entrò in casa di un tale di nome Giusto, il quale serviva Dio e la cui casa era attigua alla sinagoga. 

In questo caso il suo nome completo era Gaio Tizio Giusto e tale fatto lo identifica in un cittadino romano. In ogni caso egli fu uno dei primi convertiti di Paolo (1 Corinzi 1.14 Ringrazio Dio che non ho battezzato alcuno di voi, ad eccezione di Crispo e Gaio,)

Erasto, il tesoriere della città E’ stato identificatocon il funzionario civico menzionato  in un’iscrizione latina su una piastra di una pavimentazione di marmo, scoperta a Corinto nel 1929: ERASTUS. PRO. AED.S.P.STRAVIT, ossia Erastis, in riconoscimento della  sua carica di edile, pose questa pavimentazione a sue proprie spese. In una città romana, l’edile era un magistrato di alto livello.

e il fratello Quarto vi salutano. 24  La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con tutti voi. Amen. 25 Or a colui che vi può raffermare secondo il mio evangelo e la predicazione di Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero celato per molti secoli addietro, 26  e ora manifestato e rivelato fra tutte le genti mediante le Scritture profetiche, secondo il comandamento dell’eterno Dio, per indurli all’ubbidienza della fede, 27  a Dio, unico sapiente, sia la gloria in eterno, per mezzo di Gesù Cristo. Amen. 

Paolo si rivolge a Dio, “colui che può”, il Dio della nostra vita, la nostra salvezza, la nostra forza.

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