Giudici 1

Giudici 1
Craig Quam

Il libro di Giudici è pesante, nel senso che riporta frequentemente episodi di disobbedienza da parte di Israele e sottolinea i frutti di tale comportamento oppositivo.

Si colloca tra i libri storici.

Non è noto chi ne sia l’autore, ma alcuni studiosi pensano sia Samuele e che l’opera sia databile tra il 1040 e il 1020 a.C.

La composizione è antecedente al tempo di Saul, fra il tempo narrato in I Samuele ed il regno di Davide, perché racconta che Gerusalemme è stata sconfitta in battaglia, ma non completamente conquistata, fatto che accadde durante la vita di Davide. In questo momento Gerusalemme è dominata dai Gebusei.

Il libro segue cronologicamente il libro di Giosuè, il quale a sua volta viene dopo quelli di Mosè. Quindi: Mosè, Giosuè, Giudici.

Il libro di Giosuè inizia dopo la morte di Mosè e tratta della conquista di Israele nell’ultima parte della vita di Giosuè;

il libro dei Giudici inizia dopo la morte di Giosuè e copre un periodo storico di 350-400 anni, fra il tempo di Giosuè e Samuele, ultimo giudice, prima dell’avvento al trono di Saul (1051 a.C.).

Da un punto di vista teologico, il periodo dei Giudici costituì un tempo di transizione tra il governo divino attraverso Mosè e Giosuè, e quello tramite i re; quindi: 

periodo dei mediatori, dei Giudici, dei re. 

I Giudici erano dei liberatori unti dallo Spirito di Dio allo scopo di salvare il popolo dai nemici; essi erano sia capi militari che civili.

I Giudici d’ Israele

Oppressori: Siri

Anni di oppressione: 8

Giudici: Otniel

Anni di governo: 40

Riferimenti: Giud. 3, 7-11 

Oppressori: Moabiti

Anni di oppressione: 18

Giudici: Ehud

Anni di governo: 80

Riferimenti: Giud. 3, 12-30

Oppressori: Filistei

Anni di oppressione: ?

Giudici: Samgar

Anni di governo: ?

Riferimenti: Giud. 3. 31

Oppressori: Cananei

Anni di oppressione: 20

Giudici: Debora

Anni di governo: 40

Riferimenti: Giud. 4-5

Oppressori: Medianiti

Anni di oppressione: ?

Giudici: Gedeone

Anni di governo: 40

Riferimenti: Giud. 6-8

Oppressori: ?

Anni di oppressione: ?

Giudici: Tola

Anni di governo: 23

Riferimenti: Giud. 10, 1-2

Oppressori: ?

Anni di oppressione: ?

Giudici: Iair

Anni di governo: 22

Riferimenti: Giud. 10:3-5

Oppressori: Ammoniti

Anni di oppressione: 18

Giudici: Iefte

Anni di governo: 6

Riferimenti: Giud. 10:6-12:7

Oppressori: ?

Anni di oppressione: ?

Giudici: Ibsan

Anni di governo: 7

Riferimenti: Giud. 12:8-10

Oppressori: ?

Anni di oppressione: ?

Giudici: Elon

Anni di governo: 10

Riferimenti: Giud. 12:11-12

Oppressori: ?

Anni di oppressione: ?

Giudici: Abdon

Anni di governo: 8

Riferimenti: Giud. 12:13-15

Oppressori: Filistei

Anni di oppressione: 18

Giudici: Sansone

Anni di governo: 20

Riferimenti: Giud. 13-16

Romani 15: 4.      Poiché tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza. 


1 Corinzi 10: 1-6. Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, passarono tutti attraverso il mare, 2  furono tutti battezzati nella nuvola e nel mare, per essere di Mosè; 3  mangiarono tutti lo stesso cibo spirituale, 4  bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo. 5  Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque: infatti furono abbattuti nel deserto. 6  Or queste cose avvennero per servire da esempio a noi, affinché non siamo bramosi di cose cattive, come lo furono costoro, 


Tutte le storie del Vecchio Testamento contengono degli insegnamenti per i credenti delle varie epoche storiche. Sono certamente dei resoconti di fatti realmente accaduti, ma principalmente vogliono costituire una lezione spirituale anche per noi oggi. Il messaggio del libro di Giudici è che non dobbiamo cedere ad alcun compromesso.

Il libro di Giosuè riporta innumerevoli vittorie, quello dei Giudici narra, al contrario, la disobbedienza di Israele e le numerose sconfitte subite.

Giudici 2: 7-8.    Il popolo servì il SIGNORE durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, che avevano visto tutte le grandi opere che il SIGNORE aveva fatte in favore d’Israele. 8  Poi Giosuè, figlio di Nun e servo del SIGNORE, morì all’età di centodieci anni.

Il capitolo 1 ci ha presentato i fatti avvenuti dopo la morte di Giosuè; il capitolo 2, invece, ci narra di fatti antecedenti, che si concludono di nuovo con la morte  di Giosuè. Infatti, il libro dei Giudici è scritto in modo cronologico, ma il capitolo 2 fa come una parentesi e ci riporta un po’ indietro nel tempo.

Il vs. 7 ci ha raccontato che il popolo di Israele è rimasto fedele a Dio durante la vita di Giosuè e degli anziani che lo hanno seguito, ma i vs. 10 e 11 ci dicono che subito dopo hanno seguito Baal. Giudici 2: 10-13. Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; poi, dopo quella, vi fu un’altra generazione che non conosceva il SIGNORE, né le opere che egli aveva compiute in favore d’Israele. 11  I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE e servirono gli idoli di Baal; 12  abbandonarono il SIGNORE, il Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d’Egitto, e andarono dietro ad altri dèi, fra gli dèi dei popoli che li attorniavano; si prostrarono davanti a essi e provocarono l’ira del SIGNORE; 13  abbandonarono il SIGNORE e servirono Baal e gli idoli di Astarte.

Gesù ha lasciato come comandamento quello di predicare il Vangelo e di fare discepoli da tutte le nazioni, mentre il popolo di Dio in questo momento non è frutto di una trasmissione della Parola. Forse gli anziani dopo Giosuè non sono stati bravi leader? Non si sa, ma sta di fatto che prima erano il popolo di Dio, mentre ora sono totalmente venduti al diavolo. Allora viene da pensare: se il Signore tarda a tornare, anche i cristiani di oggi possono contaminarsi? Pensiamo ai Valdesi: i fondatori di tale chiesa sono stati bruciati al rogo perché proclamavano la Parola fedelmente, mentre oggi in quella stessa chiesa vengono celebrati matrimoni gay.

Il libro dei Giudici vuole metterci in guardia: niente compromessi; inoltre vuole farci capire che non dobbiamo crogiolarci nelle benedizioni che riceviamo, ma impiegare parte del nostro tempo al tramandare la Parola alla prossima generazione, affinchè non siano perduti.

Giudici 21: 25.      In quel tempo, non c’era re in Israele; ognuno faceva quello che gli pareva meglio. 

Senza una giusta dottrina la vita delle persone va a rotoli.


Cap. 1

Deuteronomio 7: 1-11. Quando L’Eterno, il tuo DIO, ti avrà introdotto nel paese in cui entri per prenderne possesso, e avrà scacciato davanti a te molte nazioni: gli Hittei, i Ghirgasei, gli Amorei, i Cananei, i Perezei, gli Hivvei e i Gebusei, sette nazioni più grandi e più potenti di te, 2 e quando l’Eterno, il tuo DIO, le avrà date in tuo potere tu le sconfiggerai e le voterai al completo sterminio; non farai con esse alleanza, né userai con loro alcuna misericordia. 3 Non contrarrai matrimonio con loro. Non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli, 4 perché allontanerebbero i tuoi figli dal seguire me per servire altri dèi, e l’ira dell’Eterno si accenderebbe contro di voi e vi distruggerebbe subito. 5 Ma con loro vi comporterete così: demolirete i loro altari, spezzerete le loro colonne sacre, abbatterete i loro Ascerim e darete alle fiamme le loro immagini scolpite. 6 Poiché tu sei un popolo consacrato all’Eterno, il tuo DIO; l’Eterno, il tuo DIO ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. 7 L’Eterno non ha riposto i suo amore su di voi né vi ha scelto, perché eravate più numerosi di alcun altro popolo; eravate infatti il più piccolo di tutti i popoli; 8 ma perché l’Eterno vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri, l’Eterno vi ha fatto uscire con mano potente e vi ha riscattati dalla casa di schiavitù, dalla mano del Faraone, re d’Egitto. 9 Riconosci dunque che l’Eterno, il tuo DIO, DIO, il Dio fedele, che mantiene il suo patto e la sua benignità fino alla millesima generazione verso quelli che lo amano e osservano i suoi comandamenti, 10 ma rende prontamente a quelli che lo odiano facendoli perire; egli non ritarderà, ma renderà prontamente a chi lo odia. 11 Osserva dunque i comandamenti gli statuti e i decreti che oggi ti do, mettendoli in pratica.” 

Dio ha scelto un popolo per Sé, o per dire più precisamente, ha creato un popolo per Sé. Comandò ai Giudei che fossero separati da tutti gli altri popoli. Dovevano distruggere completamente i non credenti, per evitare qualsiasi convivenza con loro. Spiegò chiaramente che se si fossero mischiati con i pagani, questi ultimi li  avrebbero allontanati da Dio, e per questo motivo, anziché ricevere benedizioni, avrebbero subito l'ira dell’Eterno e la sua dura disciplina.

Dio disse tutto questo ad Israele tramite Mosè. Poi, alla morte di questi, diede a Giosuè l'incarico di guidare il popolo. Dio diede vittoria ai Giudei sotto la guida di Giosuè, rendendo chiaro che era degno della loro fede e della loro ubbidienza.

Durante il tempo in cui Giosuè guidò il popolo, la terra promessa fu divisa fra le varie tribù. I Giudei iniziarono a prendere possesso della terra, ma già allora non sempre furono pronti a combattere fino a sterminare i popoli pagani, come Dio aveva comandato. Piuttosto, preferirono la via più facile: vincevano qualche battaglia, prendevano possesso di un po' di terra, e poi si riposavano, lasciando i pagani in vita.

Facendo così, non stavano ubbidendo a Dio. Le nefaste conseguenze di questa disubbidienza andarono avanti per tanti secoli.

Al tempo della morte di Giosuè, i Giudei dovevano ancora conquistare buona parte della terra promessa. 

Il libro dei Giudici inizia con la morte di Giosuè e continua fino a poco prima dell'istituzione del primo re.

Israele combatte contro i Cananei rimasti.

Teniamo presente che il nome dei figli di Giacobbe in tutto il libro viene usato per indicare le tribù.

Vs. 1-3. Dopo la morte di Giosuè, i figli d’Israele consultarono l’Eterno, dicendo: "Chi di noi andrà per primo a combattere contro i Cananei?"

Dopo la morte di Giosuè Israele percorre ancora la retta via: chiede il parere dell’Eterno. Già qui vi è un'applicazione importantissima per noi: quando dobbiamo prendere delle decisioni, consultiamo l'Eterno? Noi abbiamo la Bibbia completa, quindi siamo in possesso di tutti gli insegnamenti e i principi che trattano ogni aspetto della vita: come dobbiamo vivere in famiglia? Come dobbiamo comportarci nella società in cui viviamo? Come dobbiamo agire nei nostri luoghi di lavoro? Come dobbiamo comportarci gli uni con gli altri? Quali dovrebbero essere i nostri traguardi quando prendiamo le nostre decisioni? 

Solo così possiamo ubbidire al Signore.

2 L’Eterno rispose: "Andrà Giuda; ecco, io ho dato il paese nelle sue mani". 3 Allora Giuda disse a Simeone suo fratello: "Vieni con me nel paese che mi è toccato in sorte, e combatteremo contro i Cananei; poi anch’io verrò con te nel paese che è toccato in sorte a te". E Simeone partì con lui. 

Dio aveva comandato al solo Giuda di andare a combattere, ma egli disobbedisce e chiede l’alleanza della tribù di Simeone; cosa possiamo imparare da questo? Che ciò che è buono ai nostri occhi, non è detto che lo sia anche per Dio. Una piccola disobbedienza ai nostri occhi può sembrare insignificante, ma secondo Dio è l’inizio della rottura.

Dio ha detto: “Andrà Giuda e Io gli darò la vittoria”, ma l’umanità ha avuto il sopravvento e la tribù di Giuda ha chiesto aiuto a quella di Simeone, quasi che il nostro sentire sia migliore di quello di Dio.

Vs. 4- 6. Giuda dunque andò, e l’Eterno diede nelle loro mani i Cananei e i Perezei; e a Bezek uccisero diecimila uomini. 

Notiamo che DIO diede loro vittoria. Infatti, una delle verità più importanti che possiamo imparare dalla Bibbia, e soprattutto dalla parte storica dell'Antico Testamento, è che è Dio che ci dà successo o che ci fa fallire. È inutile, o peggio, è assurdo e grande stoltezza, trascurare Dio per cercare di avere successo per conto nostro.

La vittoria viene dal Signore! Se Lo trascuriamo non possiamo sperare di ricevere vere benedizioni.

5 A Bezek trovarono Adoni-Bezek e l’attaccarono; e sconfissero i Cananei e i Perezei. 6 Adoni-Bezek fuggì, ma essi lo inseguirono, lo presero e gli tagliarono le dita grosse delle mani e dei piedi. 

Questa era una pratica diffusa a quel tempo ed aveva il duplice scopo di umiliare il re sconfitto e di renderlo inabile per la battaglia.

Ma in Deuteronomio 20 Dio non aveva detto di praticare tale amputazione sugli avversari:

Deuteronomio 20: 16-17.   Ma nelle città di questi popoli che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà come eredità, non conserverai in vita nulla che respiri, 17  ma voterai a completo sterminio gli Ittiti, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Ivvei e i Gebusei, come il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha comandato di fare, 

Dio aveva ordinato di sterminare TUTTI i nemici, anche i bambini e gli animali. Questi popoli, infatti, sacrificavano i propri figli a Baal ed erano dei veri figli di Satana. Dio sapeva che tali popoli non si sarebbero mai ravveduti, perciò dovevano essere sterminati; al contrario, manda Giona a Ninive per predicare la Parola e tale popolo convertite, venendo risparmiato dall’ira dell’Eterno.

Giuda non ha obbedito totalmente al primo comando ed ha chiamato Simeone, ora ha risparmiato la vita del re dei nemici: è la seconda trasgressione.

Vs. 7. Allora Adoni-Bezek disse: "Settanta re con le dita grosse delle loro mani e dei loro piedi tagliate raccoglievano gli avanzi sotto la mia mensa. DIO mi ha reso ciò che io ho fatto". Lo portarono quindi a Gerusalemme dove morì. 

Il re pagano riconosce di aver ottenuto il salario adeguato alle sue azioni malvagie.

Presa di Gerusalemme

Vs. 8-13.  I figli di Giuda attaccarono Gerusalemme e la presero; 

In questo momento gli Israeliti stavano conquistando la terra promessa, perciò Gerusalemme non era in mano loro.

passarono gli abitanti a fil di spada e diedero la città alle fiamme. 9 Poi i figli di Giuda scesero a combattere contro i Cananei che abitavano la regione montuosa, il Neghev e il bassopiano. 

Altre città espugnate

10 Giuda marciò quindi contro i Cananei che abitavano a Hebron, (il cui nome era prima Kirjath-Arba) e sconfisse Sceshai, Ahiman e Talmai. 11 Di là marciò contro gli abitanti di Debir, (che prima si chiamava Kirjath-Sefer). 12  Caleb disse: «A chi batterà Chiriat-Sefer e la prenderà, io darò in moglie mia figlia Acsa». 13  La prese Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb, e questi gli diede in moglie sua figlia Acsa. 

Questo avvenimento lo troviamo anche in Giosuè 15:13-19.

In futuro Otniel diventerà uno dei giudici e sarà un liberatore per Israele.

Vs. 14-16.  Quando lei venne ad abitare con lui, persuase Otniel a lasciarle chiedere un campo a suo padre. Lei scese dall’asino e Caleb le disse: «Che vuoi?» 15  Lei rispose: «Fammi un dono, perché tu mi hai dato una terra arida; dammi anche delle sorgenti d’acqua». Ed egli le diede le sorgenti superiori e le sorgenti sottostanti. 16  I figli del Cheneo, suocero di Mosè, salirono dalla città delle palme (era l’oasi di Gerico), con i figli di Giuda, nel deserto di Giuda che è a mezzogiorno di Arad; andarono e si stabilirono fra il popolo.

Il v.16 menziona i figli di Keneo, suocero di Mosè. Leggiamo di loro in Esodo 18, e poi in Numeri 10:29, dove Keneo è chiamato Reuel.

Numeri 10:29. Or Mosè disse a Hobab, figlio di Reuel il Madianita, suocero di Mosè: "Noi ci mettiamo in viaggio verso il luogo del quale l’Eterno ha detto: "Io ve lo darò". Vieni con noi e ti faremo del bene, perché l’Eterno ha promesso buone cose ad Israele".” 

I Kenei fecero parte positivamente della storia di Israele per tanti secoli. Una famiglia tra loro venne descritta come fedele a Dio in Geremia 35.1.

I Chenei erano un popolo nomade associato agli Amalechiti e ai Madianiti; infatti Jetro era sacerdote di Madian.

Vs. 17. Poi Giuda partì con Simeone suo fratello e sconfissero i Cananei che abitavano in Tsefath, e la votarono allo sterminio; per questo la città fu chiamata Hormah.

Qui vediamo che i Giudei votarono allo sterminio i Cananei, esattamente come Dio aveva comandato. Le poche volte che Israele ubbidì totalmente, fu grandemente benedetto.

Vs.18-19. Giuda prese anche Gaza col suo territorio, Askalon col suo territorio ed Ekron col suo territorio. 19 Così l’Eterno fu con Giuda, che scacciò gli abitati della regione montuosa; ma non poté scacciare gli abitanti della pianura perché avevano dei carri di ferro.

Qui dice che NON poterono scacciare gli abitanti della pianura, però Dio aveva promesso loro la vittoria. Quindi, questo “non poterono” era dal punto di vista dei Giudei, perché non ebbero abbastanza fede, e perciò Dio non diede loro la vittoria. Essa non dipende mai dalla forza dell'uomo, ma dall'opera di Dio. Quando non camminiamo per fede, non siamo in grado di ubbidire con la nostra propria forza.

Deuteronomio 20: 1-4. Quando andrai alla guerra contro i tuoi nemici e vedrai cavalli, carri e gente più numerosa di te, non li temere, perché il SIGNORE, il tuo Dio, che ti fece salire dal paese d’Egitto, è con te. 2  Quando sarete sul punto di dar battaglia, il sacerdote si farà avanti, parlerà al popolo 3  e gli dirà: «Ascolta, Israele! Voi state oggi per impegnare battaglia contro i vostri nemici; il vostro cuore non venga meno; non temete, non vi smarrite e non vi spaventate davanti a loro, 4  perché il SIGNORE, il vostro Dio, è colui che marcia con voi per combattere per voi contro i vostri nemici e per salvarvi». 

Dio aveva promesso loro la vittoria contro popoli più numerosi e armati in modo più funzionale; bastava avere fede e mettere da parte la paura. Anche a noi ha promesso di essere al nostro fianco fino alla fine del mondo, per darci sostegno, forza e grazia; dobbiamo ricordare le promesse di Dio e non aver paura.

Vs. 20.  Come Mosè aveva detto, Ebron fu data a Caleb, che ne scacciò i tre figli di Anac.

Nel libro dei Giudici Caleb è identificato come l’ultimo uomo buono della sua generazione; infatti, nel libro di Giosuè viene dichiarato che a lui è stato dato questo territorio perché seguiva il Signore con tutto il suo cuore.

Israele non riesce a scacciare gli abitanti di vari luoghi

Nel vs.21 si parla di nuovo di Gerusalemme. È utile sapere che tale città era situata sulla frontiera fra Giuda e Beniamino.

Vs. 21. I figli di Beniamino non scacciarono i Gebusei che abitavano Gerusalemme; così i Gebusei hanno abitato con i figli di Beniamino in Gerusalemme fino al giorno d’oggi.

Andando avanti troveremo sempre più casi in cui i Giudei non scacciarono i popoli pagani  e piuttosto vissero insieme con loro. Dio aveva comandato di non fare così, e aveva anche avvertito che se avessero disobbedito, i pagani li avrebbero portati a peccare gravemente. E così successe, volta, dopo volta, dopo volta nella storia di Israele. Anche in questo caso, Beniamino segue l’esempio di Guida e non obbedisce alla Parola di Dio.

Non possiamo pensare che sia possibile comprometterci sono parzialmente, seguendo il Signore , ad esempio, al 90%, perché ogni compromesso, anche il più piccolo, è pronto a darci la morte.

Vs. 22-26.  La casa di Giuseppe salì anch’essa contro Bethel, e l’Eterno fu con loro. 23 La casa di Giuseppe mandò ad esplorare Bethel, (città che prima si chiamava Luz). 24 Gli esploratori videro un uomo che usciva dalla città e gli dissero: "Deh mostraci la via di accesso alla città e noi ti useremo misericordia". 25 Egli mostrò loro la via di accesso alla città, ed essi passarono gli abitanti della città a fil di spada, ma lasciarono andare quell’uomo con tutta la sua famiglia. 26 Costui andò nel paese degli Hittei e vi edificò una città che chiamò Luz, nome che porta fino al giorno d’oggi.

I Giudei passarono a fil di spada gli abitanti pagani di Bethel, ovvero li uccisero tutti: questo è ciò che Dio aveva comandato loro. A volte potrebbe sembrare a noi che un tale comportamento sia stato molto crudele, ma ci sono vari principi importanti da tenere in considerazione in questo caso.

Prima di tutto, ricordiamo che questo era un comandamento che riguardava solo quel tempo: Dio non ci comanda mai di uccidere altre persone oggi. Per capire la giustizia del comandamento che Dio diede loro, dobbiamo iniziare ricordando che Egli è giusto in tutto quello che fa: chi è l'uomo per dire che quello che il Sovrano Creatore e Giudice dell'universo, Dio fa sia giusto o non lo sia? Sarebbe come volerci innalzare al di sopra di Lui. Chi si comporta in questo modo, se non si ravvede, sarà punito eternamente, perché Dio è sovrano.

La giustizia viene da Dio, Egli stesso è il metro con il quale si misura ciò che è giusto.

Poi ricordiamoci che noi possiamo vedere solamente l'esterno di un uomo, mentre Dio ne conosce il cuore, totalmente. In realtà, nessun uomo conosce il proprio cuore a fondo, e molto di meno quello degli altri. Invece Dio conosce totalmente ognuno di noi. Se Dio ordinò la morte di un popolo, vuol dire che esso la meritava.

Perciò, se Dio comandò ad Israele di distruggere totalmente i popoli della terra promessa, quella era la cosa giusta da fare. Solitamente il giudizio arriva dopo la morte, ma in qualche caso Dio sceglie di iniziare durante questa vita.

Ora troviamo un altro esempio di disobbedienza da parte di Israele. 

Vs. 27-28.  Manasse invece non scacciò gli abitanti di Beth-Scean e dei suoi villaggi limitrofi, né quelli di Taanak e dei suoi villaggi limitrofi, né gli abitanti di Dor e dei suoi villaggi limitrofi, né gli abitanti d’Ibleam e dei suoi villaggi limitrofi, né gli abitanti di Meghiddo e dei suoi villaggi limitrofi, perché i Cananei erano risoluti a restare in quel paese. 

Questi popoli pagani rappresentano spiritualmente Satana e i suoi demoni: Israele li combatteva fisicamente, noi spiritualmente. Il demonio non vuol perdere terreno nella vita di un cristiano ed è determinato nella sua lotta. Però, se noi resistiamo con tutte le nostre forze, volta dopo volta diventeremo spiritualmente più forti.

28 In seguito, quando Israele divenne forte, assoggettò i Cananei a servitù ma non li scacciò del tutto.

Dio avrebbe dato la vittoria ai Giudei se avessero camminato veramente per fede, ma essi preferirono prendere la via più facile. Ricordiamoci che l'ubbidienza richiede un grande impegno. Perciò, in tante occasioni, anziché ubbidire totalmente a Dio, i Giudei si accontentarono di farlo parzialmente. Conquistarono quel po' di terra che bastava al momento, e poi smisero di combattere. Inoltre, lasciarono i popoli pagani liberi di vivere nella terra promessa.

Più in avanti, riuscirono ad assoggettare i Cananei a servitù, cioè riuscirono o a forzarli a pagare un tributo, o a farli lavorare come schiavi. Avrebbero dovuto combattere duramente e distruggere questo popolo, invece li lasciarono vivere: era meno faticoso, e poi era comodo avere un tributo, o il loro servizio da schiavi! Quindi, anziché ubbidire a Dio, scelsero di compromettersi con il peccato e di convivere con i pagani. Forse pensarono che, avendo dominio sui Cananei, non sarebbero stati influenzati da loro, ma sbagliarono alla grande, perché non credettero all'avvertimento di Dio ed ebbero come compagnia persone che non avrebbero dovuto frequentare. Sia in questo periodo dei Giudici, che nei secoli successivi, Israele pagò caro per questo peccato. I pagani li trascinarono ad adorare gli idoli, e soffrirono grandemente sotto la dura disciplina di Dio, volta dopo volta, e alla fine Israele fu deportato.

Che lezione per noi! L'uomo non si può beffare di Dio, perché quello che avrà seminato, quello pure mieterà. Quando noi scegliamo la compagnia sbagliata, essa ci porterà ad allontanarci da Dio.

Troviamo questo stesso peccato anche in altre tribù, come leggiamo nei Vs.29-33. Neppure Efraim scacciò i Cananei che abitavano a Ghezer, così i Cananei abitarono in Ghezer in mezzo a loro. 30 Neppure Zabulon scacciò gli abitanti di Kitron e gli abitanti di Nahalol; così i Cananei abitarono in mezzo a loro ma furono sottoposti a servitù. 31 Neppure Ascer scacciò gli abitanti di Akko, né gli abitanti di Sidone, né quelli di Ahlab, di Akzib, di Helbah, di Afik e di Rehob; 32 così i figli di Ascer si stabilirono in mezzo ai Cananei che abitavano il paese, perché non li scacciarono.

33 Neppure Neftali scacciò gli abitanti di Beth-Scemesh e gli abitanti di Bet- Anath, e si stabilì in mezzo ai Cananei che abitavano il paese; ma gli abitanti di Beth-Scemesh e di Beth-Anath furono da loro sottoposti a servitù.

Anche qui vediamo che i Giudei ubbidirono solo parzialmente, e questa loro disobbedienza li portò a peccare grandemente nei secoli a venire.

Giuda ha iniziato a dare il cattivo esempio e tutte le altre tribù lo hanno seguito.

Andando avanti, la situazione divenne ancora più triste, perché ora troviamo delle tribù che rimasero soggette ai pagani. La prima di esse fu quella di Dan; di essa non si ha notizie in Apocalisse, perciò non ci sarà negli ultimi tempi.

Vs. 34-36. Gli Amorei costrinsero i figli di Dan a rimanere nella regione montuosa e non li lasciarono scendere nella valle. 

Il peccato non è stato sradicato fin dall’inizio ed ora è il male che controlla la vita dei figli di Dio. Qui è la lezione per noi oggi: permettere ad un piccolo peccato ad entrare nella nostra vita significa dargli spazio e far sì che il lievito faccia sviluppare tutta la pasta. Il male va schiacciato con violenza dalla nostra vita perché siamo figli di Dio: Egli vuole obbedienza.

35 Gli Amorei erano risoluti a restare sul monte Heres, ad Ajalon e a Shaalbim; ma quando la mano della casa di Giuseppe si rafforzò, essi furono sottoposti a servitù. 36 Il confine degli Amorei si estendeva dalla salita di Akrabbim da Sela in su.”

Anche qui vediamo che tutte le tribù dei Giudei non ubbidirono a Dio, e per questo non ebbero la vittoria che avrebbero potuto ottenere. La loro incapacità di sconfiggere i pagani fu causata dalla loro mancanza di fede e di ubbidienza a Dio.

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Giudici 2