Giovanni 17

Giovanni 17
Craig Quam

Giovanni 17:1-26

Giovanni 17:1-26
Craig Quam

Cap. 17

Preghiera di Gesù per i discepoli.

Gesù insegna ai suoi discepoli a pregare. Solo Giovanni ha trascritto questa preghiera, e ciò per noi costituisce un privilegio perché possiamo leggerla.

Gesù ha appena terminato di insegnare ai propri discepoli ed ora si accinge a pregare Dio, pronunciando la preghiera nota a tutti. Qui c’è la conversazione tra le due persone della trinità con parole semplici, però dal significato profondo. Gesù sta per andare in croce e prega per l’ultima volta, chiedendo la gloria del Padre, la salvezza dei perduti e dandoci l’esempio di quelle che sono le priorità.

Dal vs. 1 al 5 Gesù prega per sé,

dal 6 al 19 prega per gli 11 apostoli che ha al fianco,

dal 20 al 26 per tutti i credenti nel mondo, per la chiesa.

In questo capitolo Gesù elenca 8 azioni che ha svolto:

1. cap. 16: 33: “ho vinto il mondo”.

2. Cap. 17: 4: Io ti ho glorificato sulla terra, 

3. Cap. 17: 4: ho compiuto l’opera che tu mi hai data da fare.

4. Cap. 17: 6: Io ho manifestato il tuo nome agli uomini.

5. Cap. 17: 8: le parole che tu mi hai date le ho date a loro.

6. Cap. 17: 12: li ho anche custoditi.

7. Cap. 17:22. ho dato loro la gloria che tu hai data a me.

8. Cap. 17: 26. io ho fatto loro conoscere il tuo nome.

Vs. 1. Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, l’ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te, 

Gesù prega in modo particolare, diverso da come facciamo noi. Egli era in riva al fiume Chedron e alza gli occhi al cielo. Normalmente noi chiudiamo gli occhi per non essere distratti da nulla e chiniamo il capo in umiltà. Egli, invece, alza gli occhi al cielo, al Padre, col quale ha un rapporto intimo. Ai discepoli ha detto di pregare e vegliare allo stesso tempo. La preghiera non è un atto religioso, da compiersi in un modo specifico, in un tempo e in un luogo determinato. Per i credenti è un atto da compiersi in ogni tempo, poiché lo Spirito Santo è sempre in noi. Dio è sempre con noi e ci ascolta. E’ nostro padre, quindi è in intimità con noi.

Giovanni 1:12. ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, 

Dio è nostro padre e ci ascolta. Molte persone sono ingannate e ritengono che Dio presti attenzione alle nostre preghiere dietro un compenso in denaro; tuttavia, se siamo figli di Dio, sappiamo di poterlo chiamare Padre e che Egli ascolta le nostre preghiere. Per noi è un grande privilegio.

Gesù parla dell’ora della crocifissione, profetizzata già in Genesi 3:15, secondo il piano eterno di Cristo. Per secoli si è discusso circa i responsabili di tale crocifissione, imputando la colpa ora ai romani, ora ai giudei. Il vero colpevole è il nostro peccato e nessuno ha tolto la vita a Gesù, che l’ha deposta spontaneamente per salvare l’uomo.

Giovanni 10:18. Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo; questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio". 

Egli ha dato la sua vita per riscattare quella di molti, per scelta personale. E’ nato per morire, vivendo in obbedienza e sottomissione alla volontà del Padre per trent’anni, dalla nascita alla croce. Prega di essere glorificato in questo, riconosciuto Messia in quanto risorto dalla morte. La glorificazione di Cristo porta onore al Padre, riconosciuto buono, misericordioso verso l’uomo e giusto verso il peccato.

1 Corinzi 10:31. Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate alcun’altra cosa, fate tutte le cose alla gloria di Dio. 

Cristo agisce per portare gloria a Dio: questo è il suo ultimo desiderio.

Portare gloria a Dio: la parola in greco è “Cabad” e significa “Peso”; parla dell’eccellenza di Dio, della sua magnificenza, della sua maestà e di tutte le meraviglie che compie nella nostra vita. Anche a noi è stata data la gloria di Dio, ossia la Sua presenza nella nostra vita.

Vs. 2.  giacché gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dati. 

La vita eterna non è qualcosa che l’uomo possiede, né che può guadagnare, ma che può solamente ricevere gratuitamente da Gesù. Senza questo dono non possiamo averla. Gesù cambia la vita delle persone, le trasforma.

Egli è sceso sulla terra in forma di servo, ha accettato di morire sulla croce, perciò Dio gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni altro, al quale si inchinino tutte le persone sulla terra. (Filippesi 2: 7-11).

Vs. 3.  Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. 

Dio è l’unico vero Dio ed a Lui ci si può avvicinare in un unico modo: tramite Gesù.

Conoscere Dio è differente dal credere in Lui e significa avere con Lui un rapporto intimo, una famigliarità, una relazione. E’ una conoscenza che cresce, un amore che diviene progressivamente più profondo. Nella vita eterna lo conosceremo sempre più profondamente in quanto saremo in relazione continua con Lui. La vita eterna, infatti, non significa solo salvezza, ma proprio relazione tra uomo e Dio, della quale godremo eternamente.

Vs. 4-5.  Io ti ho glorificato sulla terra, avendo compiuto l’opera che tu mi hai data da fare. 5  Ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse. 

Tutta la vita di Gesù è stata una glorificazione di Dio, la quale quindi non si è risolta nella sola morte sulla croce. A 12 anni era nel tempio per occuparsi della cose di Dio, poi ha continuato col suo  lavoro da falegname: la nostra relazione con Dio trabocca dalla nostra vita. Egli ha fatto tutte le cose che Dio gli ha ordinate, ed in questo è stato glorificato. Anche noi possiamo dire lo stesso? Lo conosciamo così tanto da avere le sue stesse priorità? Siamo nati per dare gloria a Dio. 

Vs. 6.  Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo; erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. 

Gesù ha rivelato il carattere di Dio mostrando se stesso, comportandosi come avrebbe fatto Dio.

Vs. 7-8.  Ora hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te; 8  poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. 

Dio ci ha portato la Parola di Dio perché Egli E’ la Parola (Giovanni). La Bibbia ci fa crescere, ci nutre, ci dona la verità.

Vs. 9-11.  Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi; 10  e tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro. 11  Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. 

Solo in questo versetto in tutta la Bibbia viene usato questo aggettivo, Padre santo, e viene attribuito a Dio Padre; solo uno è il Santo Padre ed è il Creatore dell’universo; non è possibile dare tale titolo ad un essere umano.

 

Vs. 12.  Mentre io ero con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione, affinché la Scrittura fosse adempiuta. 

Gesù ci custodisce all’interno della mano del Padre, dove siamo al sicuro e da dove non andremo più via. Se siamo IN Cristo, allora siamo conservati DA Cristo.

Vs. 13.  Ma ora io vengo a te; e dico queste cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in sé stessi la mia gioia. 

Gesù afferma di aver detto ai suoi discepoli che sono al sicuro nelle mani di Dio affinché siano gioiosi pensando a tale verità; lo stesso sentimento dovrebbe invadere anche noi oggi: siamo protetti da Dio, facciamo parte della Sua famiglia, siamo tutelati ed amati.

Vs. 14-19.  Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. 15  Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno. 16  Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17  Santificali nella verità: la tua parola è verità. 18  Come tu hai mandato me nel mondo, anch’io ho mandato loro nel mondo. 19  Per loro io santifico me stesso, affinché anch’essi siano santificati nella verità. 

Ora comincia a pregare per noi oggi:

Vs. 20.  Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: 

Gesù in quel momento stava pregando per me e te: grazie Signore!

Vs. 21-22.  che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che Tu mi hai mandato. 22  Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno; 

Gesù ci ha donato la presenza di Dio, la Sua gloria, la Sua maestà. Paolo in Efesini dichiara che Dio ai credenti ha dato la caparra dello Spirito santo, ossia un anticipo che garantisce l’acquisto della nostra persona da parte del Padre: gli apparteniamo. Un giorno sperimenteremo totalmente la gloria eterna.

Vs. 23-26.  io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me. 24  Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data; poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. 25  Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato; 26  e io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò conoscere, affinché l’amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in loro». 

Gesù ci ha fatto conoscere il nome di Dio, ha predicato il Vangelo, ci ha mostrato la personalità del Padre.

In Atti 4: 12 si dice che non esiste altro nome che possa salvare, se non quello di Cristo, perciò è compito di ogni credente diffondere la Parola, per diffondere la salvezza.

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