Giovanni - Introduzione

Introduzione Giovanni
Craig Quam

Introduzione: Giovanni

Giovanni è stato un uomo chiamato dal Signore ed è l’autore di un Vangelo,  di tre epistole, I, II e III Giovanni e Apocalisse. Gesù era seguito da 12 Apostoli e da una moltitudine di discepoli. Fra i 12, i suoi preferiti erano Pietro, Giacomo e Giovanni stesso, che erano molto intimi con Lui. Nel Vangelo più volte lo scrittore nomina se stesso definendosi “il discepolo che Gesù amava”: Giov.13:23; 19:26; 20:2; 21:7; 21:20-24.

Questi tre uomini erano tre pescatori; gli ultimi due erano fratelli. Hanno visto magnificenze, quali la resurrezione della figlia di Yairo e Gesù nella sua gloria eterna (Giovanni ne avrà un’altra visione in Apocalisse 1).

Giovanni viveva ad Efeso ed era molto stimato in un gruppo di chiese che avevano stretti rapporti con la comunità di Efeso.

La chiamata di Giovanni.

Luca 5: 1-11. riporta la chiamata di Giovanni.     Mentre egli stava in piedi sulla riva del lago di Gennesaret (attuale Mar di Galilea o Lago di Tiberiade) e la folla si stringeva intorno a lui per udire la parola di Dio, 2  Gesù vide due barche ferme a riva: da esse i pescatori erano smontati e lavavano le reti. 3  Montato su una di quelle barche, che era di Simone, lo pregò di scostarsi un poco da terra; poi, sedutosi sulla barca, insegnava alla folla. 4  Com’ebbe terminato di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo, e gettate le reti per pescare». 5  Simone gli rispose: «Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti». 6  E, fatto così, presero una tal quantità di pesci, che le reti si rompevano. 7  Allora fecero segno ai loro compagni dell’altra barca, di venire ad aiutarli. Quelli vennero e riempirono tutt’e due le barche, tanto che affondavano. 8  Simon Pietro, veduto ciò, si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». 9  Perché spavento aveva colto lui, e tutti quelli che erano con lui, per la quantità di pesci che avevano presi, 10  e così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Allora Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». 11  Ed essi, tratte le barche a terra, lasciarono ogni cosa e lo seguirono. 

Pietro, Giacomo e Giovanni incontrano Gesù, assistono ad un grande miracolo e prontamente lasciano ogni cosa per seguirlo.

Allo stesso tempo Gesù comanda loro di andare con Lui. Anche oggi Egli ordina alle persone di ascoltare la Sua parola, perché non avranno altre possibilità di salvezza. Solo così passeranno dalla morte alla vita.

Questi seguaci sono pescatori, uomini rozzi, con le mani piene di calli, probabilmente sporchi e maleodoranti. Lavoravano dalla tenera età e non erano istruiti. Questi sono gli uomini che Gesù sceglie quali veicoli per la diffusione della Sua parola sulla terra.

Paolo in 1 Corinzi 1:26-29. Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, né molti potenti, né molti nobili;  27 ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; 28  Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, 29   perché nessuno si vanti di fronte a Dio. 

Dio predilige coloro che non hanno valore agli occhi del mondo e trasforma le situazioni impossibili, compiendo dei miracoli: solo così a Lui andrà tutta la gloria.

Il carattere di Giovanni.

Giovanni è conosciuto come l’apostolo dell’amore, in quanto usa molte volte questa parola. Ma non è sempre stato così.

Luca 9:51-56. Poi, mentre si avvicinava il tempo in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Gesù si mise risolutamente in cammino per andare a Gerusalemme. 52  Mandò davanti a sé dei messaggeri, i quali, partiti, entrarono in un villaggio dei Samaritani per preparargli un alloggio. 53  Ma quelli non lo ricevettero perché era diretto verso Gerusalemme. 54  Veduto ciò, i suoi discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che un fuoco scenda dal cielo e li consumi?» 

Giovanni avrebbe desiderato bruciare un villaggio intero pieno di persone.

55  Ma egli si voltò verso di loro e li sgridò. E disse: «Voi non sapete di quale spirito siete animati. 

Gesù vuole salvare le persone, non distruggerle.

56  Poiché il Figlio dell’uomo è venuto, non per perdere le anime degli uomini, ma per salvarle». E se ne andarono in un altro villaggio. 

Marco 10: 32-40. Mentre erano in cammino salendo a Gerusalemme, Gesù andava davanti a loro; essi erano turbati; quelli che seguivano erano pieni di timore. Egli prese di nuovo da parte i dodici, e cominciò a dir loro le cose che stavano per accadergli: 33  «Noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà dato nelle mani dei capi dei sacerdoti e degli scribi. Essi lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, 34  i quali lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e l’uccideranno; ma, dopo tre giorni, egli risusciterà». 

Gesù fa sapere loro quale sorte terribile sta per abbattersi su di Lui non appena entrerà in Gerusalemme.

35  Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, si avvicinarono a lui, dicendogli: «Maestro, desideriamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». 36  Egli disse loro: «Che volete che io faccia per voi?» 37  Essi gli dissero: «Concedici di sedere uno alla tua destra e l’altro alla tua sinistra nella tua gloria». 

Sembrano interessati ad occupare un posto di prestigio e non hanno ascoltato le parole di tormento pronunciate da Gesù.

38  Ma Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete voi bere il calice che io bevo, o essere battezzati del battesimo del quale io sono battezzato?» 

Gesù sta parlando della sua morte e loro non hanno capito.

Essi gli dissero: «Sì, lo possiamo». 

39  E Gesù disse loro: «Voi certo berrete il calice che io bevo e sarete battezzati del battesimo del quale io sono battezzato; 40  ma quanto al sedersi alla mia destra o alla mia sinistra, non sta a me concederlo, ma è per quelli a cui è stato preparato». 

Giovanni non è sempre stato un cristiano maturo e amorevole, ma, come ognuno di noi, aveva bisogno di ricevere una potente trasformazione nella sua vita.

Nonostante i suoi difetti, però, quando Cristo aveva bisogno di lui, Giovanni è rimasto al suo fianco. Quando Cristo è stato arrestato, tutti i suoi apostoli lo hanno abbandonato, anche Giovanni; più avanti, però, le cose sono cambiate.

Giovanni 18:15. Intanto Simon Pietro e un altro discepolo seguivano Gesù; e quel discepolo era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote; 

Quando Giovanni seguiva Gesù era, sì, pieno di difetti, ma era anche molto giovane. Al tempo in cui ha scritto il Vangelo, invece, aveva circa 80 anni, quindi una maggiore maturità. Qui sta raccontando un fatto accaduto durante la sua gioventù; nomina Pietro, ma non se stesso, anche se era lui l’altro discepolo: è un segno della sua raggiunta modestia.

Giovanni è con Pietro, mentre gli altri avevano abbandonato il Signore. Solo lui entra nel Sinedrio ed ascolta tutto l’interrogatorio, perciò si deduce che gli altri evangelisti, riportando il dialogo tra Gesù e Pilato, hanno riferito quanto Pietro aveva detto loro.

16  Pietro invece stava fuori, alla porta. Allora quell’altro discepolo che era noto al sommo sacerdote, uscì, parlò con la portinaia e fece entrare Pietro. 

Pietro entra e rinnega Gesù per tre volte.

Gesù è inchiodato sulla croce.

Giovanni 19:25-27.      Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena. 26  Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!» 

Il discepolo è Giovanni. Egli ha un rapporto speciale con Gesù e, da quanto sappiamo dai Vangeli, egli è stato l’unico ad accompagnare Gesù fino alla morte, certo della sua bontà e della sua innocenza.

27  Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua. 

Gesù aveva dei fratelli carnali, eppure affida a Giovanni sua mamma, grazie all’intimità che c’era tra loro.

Giovanni è anziano, dedicato alla preghiera e alla parola e scrive questa lettera.

1 Giovanni 1: 1-4.  Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della parola della vita 

Giovanni scrive per confutare la teoria degli agnostici, secondo la quale Gesù carnalmente non era mai esistito. Egli, invece, afferma di averlo toccato e contemplato, Lui che è il Creatore dell’ universo.

2  la vita è stata manifestata e noi l’abbiamo vista e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata), 3  quel che abbiamo visto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché voi pure siate in comunione con noi; e la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. 4  Queste cose vi scriviamo perché la nostra gioia sia completa. 

Un tempo era un rozzo pescatore, ma ora è un uomo trasformato radicalmente. Così anche oggi il prezioso sangue di Gesù trasforma la vita della gente anche nelle nostre città. Se crediamo con tutto il cuore e professiamo con la bocca che Gesù è il Signore, allora saremo salvati. Il nostro credere produce un frutto di vita.

Noi sappiamo che Gesù è vivo poiché è tale dentro di noi e trasforma ancora oggi le vite perché ha trasformato la nostra.

Il Vangelo di Giovanni.

Gli altri tre evangelisti raccontano i fatti riguardanti la vita di Gesù, i suoi miracoli, la proclamazione del Vangeli, la morte e la resurrezione; Giovanni, invece, agisce in modo diverso: non racconta, ad esempio, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, ma ci ricorda che Cristo è il pane della vita. Quindi, non si sofferma molto sulle Sue azioni, ma su chi Egli è.

Giovanni ci chiede di decidere, di prendere una posizione: o con Cristo o contro di Lui;  a tale scopo ci presenta la persona del Salvatore del mondo.

Matteo parla al popolo Ebraico e 99 volte riporta la frase : “Così è stato scritto dal profeta …”, “Questo è l’adempimento della profezia di …”, ciò allo scopo di far comprendere ai Giudei che Gesù è il Messia che stavano aspettando. Il suo è un Vangelo Messianico.

Riporta la genealogia di Gesù per dimostrare che discendeva da Abramo; l’essere figlio di questo patriarca era un grande vanto per gli Ebrei. Grazie a tale fatto si consideravano speciali, scelti espressamente da Dio.

Marco ci presenta Gesù come il servo, il figlio dell’uomo che è venuto a dare la sua vita per riscattare tutti gli uomini.

Marco non riporta la genealogia.

Luca sottolinea l’umanità di Cristo ed è indirizzato ai Gentili.

Spiega la genealogia a ritroso, da Cristo a Adamo, il primo uomo, perché ogni essere umano è suo discendente e quindi si identifica con Cristo.

Giovanni presenta la genealogia divina di Cristo: Egli è Dio, il Creatore dell’universo.

1  Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 2  Essa era nel principio con Dio.

Solo lui ci parla del Logos e ci dice che era con il Padre fin dal principio, poi è sceso dal cielo e si è incarnato in Gesù. Quest’ultimo non viene presentato tanto come persona fisica, con una storia, una nascita, una vita e una morte, ma come essere eterno e risorto.

Lo scopo di questo Vangelo lo troviamo in Giovanni 20: 30-31:   Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro; 31  ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome. : dobbiamo credere che Gesù è il Cristo e così avremo la vita eterna. Infatti, il testo probabilmente fu scritto in Greco, poiché si rivolgeva ad Ebrei non credenti, i quali parlavano questa lingua. Vi sono molti esempi di persone che incontrano Gesù e credono in Lui: Natanaele, il cieco dalla nascita, ecc., anche grazie ai miracoli che Gli videro compiere. Non si tratta, quindi, di una semplice biografia, né solo di un documento storico; questo Vangelo è la testimonianza di qualcuno che aveva conosciuto Gesù da vicino, che L’aveva visto morire e poi L’aveva visto risorto.

Giovanni ricevette la vera vita in Gesù e scrisse questo Vangelo affinché anche tu possa avere la vita eterna in Lui.

Probabilmente il Vangelo è stato scritto tra l’80 e il 90 d.C. ad Efeso, dove Giovanni si trasferì dopo la morte dell’imperatore Domiziano. Qui collaborò con altri discepoli, tra i quali Andrea, che fu crocifisso in Acaia.

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Giovanni 1