Genesi 24

Genesi 24
Craig Quam

CAP. 24

In questo capitolo troviamo Abramo che, se poco prima si era preso cura di dare una degna sepoltura a sua moglie Sara, ora organizza il matrimonio di suo figlio. Queste vicende familiari sono descritte con accuratezza, mentre quelle dei regni umani di quel tempo sono del tutto ignorate, eppure così stimate agli occhi umani; per Dio, infatti, la storia politica è  irrisoria, mentre ben più importante è quella legata alla salvezza.

  • Abramo incarica un servo di trovare una moglie per Isacco;

  • il servo viaggia per adempiere alla sua missione;

  • trova Rebecca, guidato dallo Spirito di Dio;

  • svolge le trattative con la famiglia della ragazza per organizzare il matrimonio;

  • Isacco incontra Rebecca.

Abramo manda Eleazar in Mesopotamia a cercare una moglie per Isacco.

In realtà il nome del servo non viene mai nominato in questo capitolo, perciò non sappiamo se si tratti proprio di Eleazar; nel cap. 15 Abramo, dialogando con Dio circa la propria discendenza, aveva detto che il suo erede sarebbe stato il servo Eleazar, ma ciò accadeva circa 50 anni prima. Non conosciamo, quindi, il nome del servo e si pensa che Dio ci abbia lasciato appositamente nel dubbio poiché il servo in questo capitolo rappresenta lo Spirito Santo, il quale ancora oggi non ha il compito di esaltare se stesso, ma Gesù Cristo. Inoltre, come il servo, anche lo Spirito ha il compito di cercare una sposa per il figlio, la Chiesa.

Nel cap. 21 nasce miracolosamente l’unigenito figlio di Abramo,

nel 22 viene offerto in sacrificio sull’altare, 

nel 23 Sara viene messa da parte e tale fatto raffigura il taglio dei rami naturali di Romani 11, per innestare i Gentili nella famiglia di Dio. Anticamente, infatti, la Chiesa era un mistero, non una rivelazione aperta.

Abramo fa giurare il servo di cercare una moglie per Isacco tra i membri della sua famiglia, così come oggi gli scapoli cristiani devono trovare una compagna tra i figli di Dio.

Quindi, sotto alla storia apparente ve n’è un’altra nascosta, che ci parla di Gesù, della sua nascita miracolosa, del suo sacrificio sull’altare, della sua resurrezione, dell’inizio dell’epoca della Chiesa, la sposa del figlio.

Per questi motivi il cap. 24 è profondissimo, poiché parla del destino umano dentro al piano salvifico di Dio. All’inizio c’erano il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo assieme agli angeli, poi è avvenuta la creazione dell’universo, poi quella di Adamo: Dio ha dichiarato che l’uomo non doveva rimanere solo e crea Eva; dopo tutta la storia umana vedremo il rapimento della Chiesa, la grande tribolazione, il millennio, il giudizio finale e la Chiesa entrerà nell’eternità con il suo sposo.

Rispetto all’inizio, quindi, al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo dobbiamo aggiungere la presenza della Chiesa, la sposa di Cristo: essa è lo scopo ultimo del creato e da duemila anni lo Spirito ci sta chiamando da ogni parte del mondo.

Isacco in questo momento ha circa 40 anni e suo padre cerca una sposa per lui. Infatti, Abramo è vecchio e desidera vedere suo figlio sistemato; inoltre è ricco e vorrebbe veder tramandare tale benedizione.

Non vuole che Isacco sposi una Cananea, cioè una donna pagana, né che torni a Ur dei Caldei, allo scopo di cercarsi una compagna e che, magari, poi vi si stabilisca: Dio lo aveva fatto uscire da quella terra e gli aveva promesso il possesso di una nuova sistemazione.

Vs. 1-6.  Or Abraamo era diventato vecchio, d’età avanzata, e il SIGNORE lo aveva benedetto in ogni cosa. 2  Abraamo disse al più anziano dei servi di casa sua, che aveva il governo di tutti i suoi beni: «Metti la tua mano sotto la mia coscia 

Era un’usanza che aveva lo scopo di far capire a colui che giurava l’importanza del patto, stipulato davanti a Dio.

3  e io ti farò giurare per il SIGNORE, il Dio dei cieli e il Dio della terra, che tu non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei in mezzo ai quali abito; 4  ma andrai al mio paese, dai miei parenti, e vi prenderai una moglie per mio figlio, per Isacco». 5  Il servo gli rispose: «Forse quella donna non vorrà seguirmi in questo paese; dovrò allora ricondurre tuo figlio nel paese dal quale tu sei uscito?» 6  Abraamo gli disse: «Guàrdati dal far tornare là mio figlio! 

Qui è il significato profetico che vede Rebecca credere nel suo sposo senza vederlo, come il credente deve accettare Gesù senza averlo conosciuto di persona. Tommaso ha voluto mettere il dito nelle ferite di Cristo prima di credere nella sua resurrezione, ma sono beati coloro che credono senza aver visto.

Per prima cosa vediamo, dunque, il giuramento: Isacco deve sposare una donna discendente dalla sua famiglia. In quel momento Rebecca non conosce nulla del suo futuro sposo, eppure accetterà di sposarlo.

Efesini 1:3-6.      Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. 4  In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, 5  avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, 6  a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio. 

Dio sa da tutta l’eternità chi avrebbe desiderato essere suo figlio e chi, invece, lo avrebbe rifiutato. Noi, però, non conosciamo tali verità, perciò abbiamo il compito di evangelizzare tutti.

Romani 8:29-30. Perché quelli che ha preconosciuti, li ha pure predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo, 

nessuno viene predestinato alla salvezza, ma ad essere conformato all’immagine di Cristo.

affinché egli sia il primogenito tra molti fratelli; 30  e quelli che ha predestinati li ha pure chiamati; e quelli che ha chiamati li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati li ha pure glorificati. 

Ognuno sceglie se essere o meno figlio di Dio in base al libero arbitrio, ma Dio sa chi abbraccerà o meno la fede da tutta l’eternità. Ascoltiamo la Parola di Dio, lo Spirito vuole compungerci e, come Rebecca, siamo chiamati ad accogliere lo sposo senza vederlo, unicamente in base alla testimonianza del servo. Dio ci invita ogni giorno ad essere la sposa di suo figlio.

Vs. 7-9.  Il SIGNORE, il Dio dei cieli, che mi fece uscire dalla casa di mio padre e dal mio paese natale e mi parlò e mi giurò dicendo: "Io darò alla tua discendenza questo paese" -egli stesso manderà il suo angelo davanti a te e tu prenderai di là una moglie per mio figlio. 

Avendo già sperimentato la fedeltà di Dio, Abramo è certo che tale ricerca avrà un lieto fine. La conoscenza di Dio, l’aver sperimentato la sua mano nella nostra vita e la conoscenza della Parola incoraggiano anche noi a dipendere dall’Eterno per ogni cosa.

8  Se la donna non vorrà seguirti, allora sarai sciolto da questo giuramento che ti faccio fare; soltanto, non ricondurre là mio figlio». 9  E il servo pose la mano sotto la coscia d’Abraamo suo signore, e gli giurò di fare queste cose. 

Il servo ha giurato.

Vs. 10-20.  Poi il servo prese dieci cammelli, tra i cammelli del suo signore, e partì, avendo a sua disposizione tutti i beni del suo signore; e, messosi in viaggio, giunse in Mesopotamia, alla città di Naor. 11  Dopo aver fatto riposare sulle ginocchia i cammelli fuori della città presso un pozzo d’acqua, verso sera, all’ora in cui le donne escono ad attinger acqua, disse: 12  «O SIGNORE, Dio del mio signore Abraamo, ti prego, fammi fare quest’oggi un felice incontro; usa bontà verso Abraamo mio signore! 

Il servo è un uomo che ha fede in Dio ed a Lui si rivolge perché lo scopo del suo viaggio sia favorevole ai desideri del suo signore.

13  Ecco, io sto qui presso questa sorgente; e le figlie degli abitanti della città usciranno ad attingere acqua. 14  Fa’ che la fanciulla alla quale dirò: "Abbassa, ti prego, la tua brocca perché io beva", e che mi risponderà: "Bevi, e darò da bere anche ai tuoi cammelli", sia quella che tu hai destinata al tuo servo Isacco. Da questo comprenderò che tu hai usato bontà verso il mio signore». 

Il servo chiede un segno per essere certo di trovare la moglie giusta per Isacco, una donna umile, laboriosa, educata, cortese verso gli stranieri, amorevole. Infatti, non va a cercarla in un luogo di svago, ma presso un pozzo d’acqua, ove solo una persona con tali caratteristiche poteva andare.

Il servo riceve una risposta immediata:

15  Non aveva ancora finito di parlare, quand’ecco uscire, con la sua brocca sulla spalla, Rebecca, figlia di Betuel figlio di Milca, moglie di Naor fratello d’Abraamo. 16  La fanciulla era molto bella d’aspetto, vergine; nessun uomo l’aveva conosciuta. Lei scese alla sorgente, riempì la brocca e risalì. 17  Il servo le corse incontro e le disse: «Ti prego, fammi bere un po’ d’acqua della tua brocca». 18  Lei rispose: «Bevi, mio signore»; e s’affrettò a calare la brocca sulla mano e gli diede da bere. 19  Quand’ebbe finito di dargli da bere, disse: «Io ne attingerò anche per i tuoi cammelli finché abbiano bevuto a sufficienza». 20  E presto vuotò la sua brocca nell’abbeveratoio, corse di nuovo al pozzo ad attingere acqua e ne attinse per tutti i cammelli di lui. 

Lo Spirito Santo sta cercando una sposa particolare per Gesù, una vergine, umile, una serva, una donna avveduta, con la lampada piena d’olio.

Rebecca è umile: dà da bere al servo ed ai cammelli di lui: dopo un lungo viaggio un cammello può bene fino a 150 litri di acqua ed i cammelli erano 10!

Poi Rebecca porta il servo alla sua famiglia.

Vs. 21-33.  Quell’uomo la contemplava in silenzio, per sapere se il SIGNORE avesse o no dato successo al suo viaggio. 22  Quando i cammelli ebbero finito di bere, l’uomo prese un anello d’oro del peso di mezzo siclo, e due braccialetti del peso di dieci sicli d’oro, per i polsi di lei, e disse: 23  «Di chi sei figlia? Dimmelo, ti prego. V’è posto in casa di tuo padre per alloggiarci?» 24  Rispose a lui: «Sono figlia di Betuel, figlio di Milca, che lei partorì a Naor». 25  E aggiunse: «C’è da noi paglia e foraggio in abbondanza e anche posto da alloggiare». 26  Allora l’uomo s’inchinò, adorò il SIGNORE, e disse: 27  «Benedetto sia il SIGNORE, il Dio d’Abraamo mio signore, che non ha cessato di essere buono e fedele verso il mio signore! Quanto a me, il SIGNORE mi ha messo sulla via della casa dei fratelli del mio signore». 28  E la fanciulla corse a raccontare queste cose a casa di sua madre. 29  Rebecca aveva un fratello chiamato Labano. Labano corse fuori da quell’uomo alla sorgente. 30  Com’ebbe veduto l’anello e i braccialetti ai polsi di sua sorella ed ebbe udito le parole di Rebecca sua sorella che diceva: «Quell’uomo mi ha parlato così», andò da quell’uomo, che se ne stava presso ai cammelli, vicino alla sorgente, 31  e disse: «Entra, benedetto dal SIGNORE! perché stai fuori? Io ho preparato la casa e un luogo per i cammelli». 32  L’uomo entrò in casa e Labano scaricò i cammelli, diede paglia e foraggio ai cammelli e portò acqua per lavare i piedi a lui e a quelli che erano con lui. 33  Poi gli fu posto davanti da mangiare, ma egli disse: «Non mangerò finché non abbia fatto la mia ambasciata». E l’altro disse: «Parla». 

Ora il servo testimonia riguardo al figlio di Abramo:

Vs. 34-36.  Egli disse: «Io sono servo d’Abraamo. 35  Il SIGNORE ha benedetto abbondantemente il mio signore, che è diventato ricco; gli ha dato pecore e buoi, argento e oro, servi e serve, cammelli e asini. 36  Or Sara, moglie del mio signore, ha partorito nella sua vecchiaia un figlio al mio padrone, il quale gli ha dato tutto quello che possiede. 

Il sevo non parla mai di se stesso, non elogia la sua capacità di amministratore, la quale avrà contribuito ad arricchire Abramo, bensì proclama la bontà di Dio; poi sottolinea che ogni ricchezza che appartiene al Padre sarà del figlio.

Questo è il compito dei credenti, che devono raccontare le meraviglie di Cristo e di quanto egli ha cambiato la loro vita.

In Efesini Paolo racconta cosa abbiamo nel Figlio, o meglio ciò che Egli ha in serbo per noi:

Efesini 1:7-12. In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, 8  che egli ha riversata abbondantemente su di noi dandoci ogni sorta di sapienza e d’intelligenza, 9  facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé, 10  per realizzarlo quando i tempi fossero compiuti. Esso consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che sono nel cielo, quanto quelle che sono sulla terra. 11  In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà, 12  per essere a lode della sua gloria; noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo. 

Giovanni 17: 20-23.   Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: 21  che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. 22  Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno come noi siamo uno; 23  io in loro e tu in me; affinché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami come hai amato me. 

Quando abbiamo deciso di seguire Gesù abbiamo acquisito tutto ciò che Egli possiede, così come a Rebecca apparterrà tutto ciò che già è di Isacco.

Vs. 37-53.  Il mio signore mi ha fatto giurare, dicendo: "Non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, nel paese dei quali abito; 38  ma andrai alla casa di mio padre, alla mia famiglia, a prendervi una moglie per mio figlio". 39  E io dissi al mio padrone: "Forse quella donna non vorrà seguirmi". 40  Egli rispose: "Il SIGNORE, davanti al quale ho camminato, manderà con te il suo angelo e darà successo al tuo viaggio; così tu potrai prendere per mio figlio una moglie dalla mia famiglia e dalla casa di mio padre. 41  Sarai sciolto dal giuramento che ti faccio fare, solo quando sarai andato alla mia famiglia; e, se non vorranno dartela, allora sarai sciolto dal giuramento che mi fai". 42  Oggi sono arrivato alla sorgente e ho detto: "SIGNORE, Dio del mio signore Abraamo, se gradisci dar successo al viaggio che ho intrapreso, 43  ecco, io mi fermo presso questa sorgente; fa’ che la fanciulla che uscirà ad attingere acqua, alla quale dirò: «Ti prego, dammi da bere un po’ d’acqua della tua brocca», 44  e che mi dirà: «Bevi pure, e ne attingerò anche per i tuoi cammelli», sia la moglie che il SIGNORE ha destinata al figlio del mio signore". 45  E, prima che avessi finito di parlare in cuor mio, ecco uscire Rebecca con la sua brocca sulla spalla, scendere alla sorgente e attingere l’acqua. Allora io le ho detto: 46  "Ti prego, fammi bere!" Ed ella si è affrettata a calare la brocca dalla spalla e mi ha risposto: "Bevi! e darò da bere anche ai tuoi cammelli". Così ho bevuto io, e lei ha abbeverato anche i cammelli. 47  Poi l’ho interrogata e le ho detto: "Di chi sei figlia?" Lei ha risposto: "Son figlia di Betuel, il figlio che Milca partorì a Naor". Allora io le ho messo l’anello al naso e i braccialetti ai polsi. 48  Mi sono inchinato, ho adorato il SIGNORE e ho benedetto il SIGNORE, il Dio d’Abraamo mio signore, che mi ha guidato sulla giusta via a prendere per suo figlio la figlia del fratello del mio signore. 49  Ora, se volete usare bontà e fedeltà verso il mio signore, ditemelo; e se no, ditemelo lo stesso, e io mi volgerò a destra o a sinistra». 50  Allora Labano e Betuel risposero: «La cosa procede dal SIGNORE; noi non possiamo dirti né male né bene. 51  Ecco, Rebecca ti sta davanti: prendila, va’, e sia moglie del figlio del tuo signore, come il SIGNORE ha detto». 52  Quando il servo d’Abraamo udì le loro parole, si prostrò a terra davanti al SIGNORE. 

Il servo dà alcuni doni a Rebecca come caparra, al pari dei doni che riceve il cristiano che fa suo il messaggio del Vangelo.

53  Poi il servo tirò fuori oggetti d’argento, oggetti d’oro, vesti e li diede a Rebecca; donò anche delle cose preziose al fratello e alla madre di lei. 

Efesini 1: 13-14..   In lui voi pure, dopo aver ascoltato la parola della verità, il vangelo della vostra salvezza, e avendo creduto in lui, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, 14  il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria. 

L’assenso a Cristo ci assegna una caparra, testimonianza dell’avvenuto acquisto della nostra anima da parte di Dio, la garanzia della piana eredità: questo è lo Spirito in noi. L’apostolo Giovanni dichiara che se non abbiamo lo Spirito Santo, allora non apparteniamo a Gesù.

Come è accaduto a Rebecca, lo Spirito ci ha parlato di Gesù, noi abbiamo creduto e ricevuto i doni del Padre. Egli ha versato su noi la sua caparra, garanzia di un’opera che porterà a compimento: la nostra redenzione ed adozione. In Cristo siamo eredi di ogni bene che Dio possiede e di ciò che Egli è.

Vs. 54-55.  Poi mangiarono e bevvero, egli e gli uomini che erano con lui, e passarono lì la notte. La mattina, quando si furono alzati, il servo disse: «Lasciatemi tornare dal mio signore». 55  E il fratello e la madre di Rebecca dissero: «Rimanga la fanciulla ancora alcuni giorni con noi, almeno una decina; poi se ne andrà». 

I familiari di Rebecca cercano di trattenerla, così come gli amici mondani cercano di allontanare il credente dalle cose di Dio e di riportarlo al peccato. Eppure quando lo Spirito Santo ci parla dobbiamo rispondere prontamente, senza tergiversare, senza esitazione; non è possibile rinviare.

Efesini 4:17-24.    Questo dunque io dico e attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, 18  con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell’ignoranza che è in loro, a motivo dell’indurimento del loro cuore. 19  Essi, avendo perduto ogni sentimento, si sono abbandonati alla dissolutezza fino a commettere ogni specie di impurità con avidità insaziabile. 20  Ma voi non è così che avete imparato a conoscere Cristo. 21  Se pure gli avete dato ascolto e in lui siete stati istruiti secondo la verità che è in Gesù, 22  avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici; 23  a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente 24  e a rivestire l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità. 

Rebecca aveva udito parlare di Isacco, aveva ricevuto i doni, ma ora veniva trattenuta dalla sua famiglia. 

Ecco come risponde il servo:

Vs. 56.  Ma egli rispose loro: «Non mi trattenete, giacché il SIGNORE ha dato successo al mio viaggio; lasciatemi partire, perché io me ne torni dal mio signore». 

Sa che Abramo lo sta attendendo con impazienza ed è consapevole del lavoro che deve compiere presso il suo padrone; per questi motivi vuole partire al più presto.

Il servo se ne sta andando, quindi Rebecca deve decidere ora, facendo una scelta personale:

Vs. 57-58.  Allora dissero: «Chiamiamo la fanciulla e sentiamo lei stessa». 58  Chiamarono Rebecca e le dissero: «Vuoi andare con quest’uomo?» Ed ella rispose: «Sì, andrò». 

Rebecca vuole sposare Isacco, come il cristiano accetta Gesù. Anche in questo momento lo Spirito chiede: “Vuoi sposare il Figlio di Dio?” ed ognuno deve rispondere personalmente; non dobbiamo fare dei voti, fare pellegrinaggi in luoghi lontani, camminare in ginocchio, ma solamente volerci unire a Cristo. 

Rebecca non conosce Isacco, ma ha sentito parlare di lui e lo vuole sposare. Così noi abbiamo sentito parlare delle ricchezze che ci attendono in cielo, ma non le vediamo in questo momento: vogliamo ottenerle, oppure preferiamo quelle terrene?

Efesini 5:22-23.       Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore; 23  il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo. 

Il cristiano che accetta Gesù decide liberamente di sottomettersi a Lui, quale Signore della sua vita.

Rebecca va a conoscere Isacco:

Vs. 59-66.  Così lasciarono andare Rebecca, loro sorella, e la sua nutrice con il servo d’Abraamo ( anche questa volta il servo non viene nominato) e la sua gente. 60  Benedissero Rebecca e le dissero: «Sorella nostra, possa tu divenire migliaia di miriadi e possa la tua discendenza impadronirsi delle città dei suoi nemici!» 61  Rebecca si levò con le sue serve, montarono sui cammelli e seguirono quell’uomo. Il servo prese Rebecca e se ne andò. 62  Isacco era tornato dal pozzo di Lacai-Roi e abitava nella regione meridionale. 63  Isacco era uscito, sul far della sera, per meditare nella campagna; e, alzando gli occhi, guardò, e vide venire dei cammelli. 64  Anche Rebecca alzò gli occhi, vide Isacco, saltò giù dal cammello, 65  e disse al servo: «Chi è quell’uomo che viene per la campagna incontro a noi?» Il servo rispose: «É il mio signore». Ed ella, preso il velo, si coprì. 66  Il servo raccontò a Isacco tutto quello che aveva fatto. 

Come Rebecca viene condotta al suo sposo, così la Chiesa viene presentata a Cristo dallo Spirito Santo:

Efesini 5:25-27.    Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato sé stesso per lei, 26  per santificarla dopo averla purificata lavandola con l’acqua della parola, 27  per farla comparire davanti a sé, gloriosa, senza macchia, senza ruga o altri simili difetti, ma santa e irreprensibile.

Lo Spirito Santo ci sta santificando giorno per giorno, compiendo quest’opera per renderci degni di presentarci davanti al nostro sposo. Quando lo incontreremo saremo santi, irreprensibili e senza macchia, grazie al suo sangue; ciò non ci esime dal vivere una vita santa anche qui sulla terra e non ci invita ad un’esistenza qualunque.

Vs. 67.  E Isacco condusse Rebecca nella tenda di Sara sua madre, la prese, ed ella divenne sua moglie, ed egli l’amò. Così Isacco fu consolato dopo la morte di sua madre. 

Un giorno Cristo chiamerà la sua sposa all’interno della sua tenda, quando la rapirà in cielo, alla fine dei tempi.

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