Genesi 20
Cap. 20
Abbiamo lasciato Lot fuori da Sodoma, in salvo nonostante la sua carnalità ed Abramo che aveva appena dialogato amichevolmente col Signore e trascorso del tempo con Lui in amicizia.
In questo capitolo scopriamo la debolezza di Abramo ed il suo essere fallace, come ognuno di noi in un racconto che non gli fa onore.
Non dobbiamo, tuttavia essere troppo severi con lui, domandandoci come ha mai potuto compiere le azioni di seguito narrate, perché nel cuore di ogni uomo c’è un aspetto molto fallace e tenebroso. Perciò non giudichiamo gli altri, consapevoli del fatto che ogni essere umano può venire meno, anche il cristiano più maturo nella fede, anche dopo aver assistito a grandi miracoli o aver compiuto dei profondi passi di fede.
In questo caso, Abramo cade di nuovo nel peccato della menzogna, come fece in passato con il faraone, dimostrando di non aver imparato nulla dagli errori già commessi. Qui vi è anche l’affermazione della fedeltà di Dio ai patti stipulati con i suoi figli e viene anche sottolineata la pazienza che il Signore ha verso di noi, volendoci conformi all’immagine di Cristo, nonostante le nostre resistenze. Noi possiamo resistere o fuggire, ma Dio porterà a termine l’opera che ha stabilito nella nostra vita, con o senza la nostra collaborazione.
Se riguardiamo il cap. 12, notiamo che, quando il faraone riprende Abramo per la bugia dichiarata, questi non si pente e non ammette il suo peccato; per questo motivo ora il peccato si ripete a Gherar.
Abramo e Abimelec
Abramo parte da Mamre, dove aveva vissuto per circa vent’anni e va a Gherar. Non conosciamo il motivo di tale spostamento, ma ci fa riflettere sul fatto che su questa terra siamo di passaggio in ogni luogo.
Vs. 1-3. Abraamo partì di là andando verso la regione meridionale, si stabilì fra Cades e Sur; poi abitò come straniero in Gherar. 2 Abraamo diceva di sua moglie Sara: «É mia sorella». E Abimelec, re di Gherar, mandò a prendere Sara. 3 Ma Dio andò di notte, in un sogno; si rivolse ad Abimelec e gli disse: «Ecco, tu sei morto, a causa della donna che ti sei presa; perché è sposata».
Perché Abramo è caduto di nuovo in questo peccato?
La risposta è nel vs. 11.
Vs. 11-12. Abraamo rispose: «L’ho fatto, perché dicevo tra me: "Certo, in questo luogo non c’è timor di Dio e mi uccideranno a causa di mia moglie". 12 Inoltre, è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di mia madre, ed è diventata mia moglie.
Dicevo tra me: Primo errore: di fronte ad un problema Abramo fa un ragionamento umano, basato sulla sua logica e non sul Signore.
Proverbi 3:5. Confida nel SIGNORE con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento.
Se vogliamo avere la vittoria sul peccato dobbiamo camminare per fede ogni momento della nostra giornata, chiedendo a Gesù di tenerci lontano dal peccato.
Certo, in questo luogo non c’è timor di Dio:
Da ciò che comprendiamo nella Bibbia, in quel momento in tutta la terra gli unici credenti erano Abramo e la moglie, perciò egli doveva affidarsi totalmente a Dio, altrimenti avrebbe avuto il medesimo problema ovunque fosse andato.
L’Eterno in Genesi 1 aveva promesso ad Abramo di essere il suo scudo in ogni circostanza, perciò egli non deve dubitare del suo aiuto.
In Genesi 17:1 Dio dice di essere l’Onnipotente, che lo avrebbe benedetto e gli avrebbe fatto dono della terra promessa; forse ora Abramo ha dimenticato tali parole e pensa di doversi arrangiare con le proprie forze.
Anche noi abbiamo ricevuto una promessa da parte di Gesù, quella di essere con noi fino alla fine del mondo; se siamo figli di Dio, Gesù è al nostro fianco.
Abramo dimentica le promesse ricevute, ma Dio è fedele e, nonostante le bugie pronunciate da questo suo figlio, protegge Sara per due volte (in Egitto e qui a Gherar). Ha custodito Isacco, figlio della promessa, perché è fedele. Questa è una triste storia, ma rispecchia il nostro essere; racconta anche della fedeltà di Dio, che resta tale anche se noi veniamo meno e portiamo una testimonianza negativa; il quel caso ci riprende, ma non ci abbandona.
Infatti nel vs. 3 viene detto che Dio minaccia di morte Abimelec, mentre difende suo figlio; addirittura, nel vs. 7 di lui dice che è un profeta.
Dio protegge in Sara la discendenza che sarebbe proceduta da lei e che avrebbe dato la vita al Messia, il salvatore dell’umanità. Perciò non avrebbe permesso a nessuno, né ad Abramo, né ad Abimelec, di distruggere tale piano.
Vs. 4-10. Or Abimelec, che non si era ancora accostato a lei, rispose: «Signore, faresti perire una nazione, anche se giusta? 5 Egli non mi ha forse detto: "É mia sorella?" Anche lei ha detto: "Egli è mio fratello". Io ho fatto questo nella integrità del mio cuore e con mani innocenti». 6 Dio gli disse nel sogno: «Anch’io so che tu hai fatto questo nella integrità del tuo cuore: ti ho quindi preservato dal peccare contro di me; perciò non ti ho permesso di toccarla. 7 Ora, restituisci la moglie a quest’uomo, perché è profeta, ed egli pregherà per te, e tu vivrai. Ma, se non la restituisci, sappi che sicuramente morirai, tu e tutti i tuoi». 8 Abimelec si alzò di mattina presto, chiamò tutti i suoi servi e raccontò in loro presenza tutte queste cose. E quegli uomini furono presi da grande paura. 9 Poi Abimelec chiamò Abraamo e gli disse: «Che ci hai fatto? In che cosa ti ho offeso, ché tu abbia attirato su di me e sul mio regno questo grande peccato? Tu mi hai fatto cose che non si debbono fare». 10 Di nuovo Abimelec disse ad Abraamo: «A che miravi facendo questo?»
Abramo viene rimproverato duramente da un non credente per la seconda volta nella sua vita.
Ora, quindi, comincia a confessare i suoi peccati (ricordiamo che in Egitto non aveva mai dichiarato i propri errori, perciò aveva continuato a commetterli).
Vs. 11-12. Abraamo rispose: «L’ho fatto, perché dicevo tra me: "Certo, in questo luogo non c’è timor di Dio e mi uccideranno a causa di mia moglie". 12 Inoltre, è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di mia madre, ed è diventata mia moglie.
Confessa la sua mezza verità, che poi è una bugia a tutti gli effetti.
Vs. 13. Or quando Dio mi fece emigrare lontano dalla casa di mio padre, io le dissi: "Questo è il favore che tu mi farai; dovunque giungeremo dirai di me: «É mio fratello»"».
La bugia, quindi, doveva essere una costante nel loro cammino.
Proverbi 28:13. Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.
Giacomo 5:16. Confessate dunque i vostri peccati gli uni agli altri, pregate gli uni per gli altri affinché siate guariti; la preghiera del giusto ha una grande efficacia.
Dio non ci chiede di confessare i nostri errori ad un prete o al pastore della chiesa, però a volte è positivo dichiararli ai fratelli dei quali ci fidiamo, per poi pregare insieme. In questo modo ci si aiuta gli uni gli altri.
Abramo confessa il suo peccato.
Vs. 14-17. Abimelec prese delle pecore, dei buoi, dei servi e delle serve, e li diede ad Abraamo, e gli restituì Sara, sua moglie. 15 Abimelec disse: «Ecco, il mio paese ti sta davanti; va’ a stabilirti dove ti piacerà». 16 E a Sara disse: «Ecco, io ho dato a tuo fratello (lo avrà detto con sarcasmo?) mille pezzi d’argento; questo sarà per te come un velo agli occhi davanti a tutti quelli che sono con te, e sarai riabilitata di fronte a tutti». 17 Abraamo pregò Dio e Dio guarì Abimelec,
Fin dall’inizio Abramo avrebbe dovuto rivolgersi a Dio in preghiera.
Certamente il Signore ha spinto il patriarca a Gherar perché egli fosse una testimonianza della Sua esistenza e della sovranità su tutti gli idoli; uno solo è il Dio vivente e vuole venire nella tua vita per camminare con te. Abramo doveva evangelizzare i pagani e finalmente svolge il compito per il quale era stato chiamato. Egli prega, come anche noi dobbiamo pregare per tutti coloro che conosciamo, dai vicini di casa a coloro che lavorano con noi. Siamo una luce posta in un luogo tenebroso e dobbiamo portare la Buona Novella ovunque andiamo.
Dio vuole usarci come strumento di guarigione, perciò preghiamo per coloro che soffrono.
la moglie e le serve di lui, ed esse poterono partorire.
Qui scopriamo che per tutto il tempo in cui Abramo aveva camminato nel compromesso, in Gherar non erano nati i figli: il nostro peccato porta delle conseguenze nella vita degli altri.
Vs. 18. Infatti, il SIGNORE aveva reso sterile l’intera casa di Abimelec, a causa di Sara, moglie di Abraamo.
Appena Abramo confessa il suo peccato ed ammette il suo errore, allora scende la guarigione nella casa di Abimelec; inoltre, nel cap. 21 nascerà Isacco.