Ester 9

Ester 9
Craig Quam

Cap. 9

I Giudei sterminano i loro nemici

Vs. 1-14. Il dodicesimo mese, cioè il mese di Adar, il tredicesimo giorno del mese, 

E’ il marzo dell’anno 473 a.C.

quando l’ordine del re e il suo decreto dovevano essere applicati, il giorno che i nemici dei Giudei speravano di averli in loro potere, avvenne invece tutto il contrario; poiché furono i Giudei ad avere in loro potere i loro nemici. 

Il giorno della battaglia le circostanze si volsero a favore dei Giudei; essi si posero nelle città per fronteggiare gli aggressori, i quali ebbero paura di loro.

2  I Giudei si radunarono nelle loro città, in tutte le provincie del re Assuero, per metter la mano su quelli che cercavano di far loro del male; nessuno poté resistere loro, perché erano stati presi dal timore dei Giudei. 3  Tutti i capi delle provincie, i satrapi, i governatori e quelli che svolgevano gli affari del re diedero man forte ai Giudei, perché avevano paura di Mardocheo. 

I Giudei sono appoggiati anche dalle autorità di governo.

4  Mardocheo infatti era potente nel palazzo del re, 

Mardocheo è potente grazie all’opera di Dio, che ne ha rovesciato la sorte.

e la sua fama raggiungeva tutte le provincie, perché quest’uomo, Mardocheo, diventava sempre più potente. 5  I Giudei dunque colpirono tutti i loro nemici, passandoli a fil di spada, uccidendoli e sterminandoli; fecero dei loro nemici quello che vollero. 6  Nella residenza reale di Susa i Giudei uccisero e sterminarono cinquecento uomini, 7  misero a morte Parsandata, Dalfon, Aspata, 8  Porata, Adalia, Aridata, 9  Parmasta, Arisai, Aridai, e Vaizata, 10  i dieci figli di Aman, figlio di Ammedata, il nemico dei Giudei, ma non si diedero al saccheggio. 11  Quel giorno stesso il numero di quelli che erano stati uccisi nella residenza reale di Susa fu portato a conoscenza del re. 12  Il re disse alla regina Ester: «Nella residenza reale di Susa i Giudei hanno ucciso, hanno sterminato cinquecento uomini e i dieci figli di Aman; che avranno mai fatto nelle altre provincie del re? Che cosa chiedi ancora? Ti sarà dato. Che altro desideri? L’avrai». 13  Allora Ester disse: «Se così piace al re, sia permesso ai Giudei che sono a Susa di fare anche domani quello che era stato decretato per oggi; e siano appesi alla forca i dieci figli di Aman». 14  E il re ordinò che così fosse fatto. Il decreto fu promulgato a Susa, e i dieci figli di Aman furono impiccati. 

Oggi la Parola di Dio ci chiede di amare e perdonare i nostri nemici, ma qui vediamo come il popolo di Dio compie un vero massacro: come sono conciliabili queste due situazioni? Ricordiamo che in questo caso gli Ebrei non  andavano a cercare l’aggressore per ucciderlo, ma si difendevano in caso di attacco.

Anche i figli di Aman vengono impiccati sulla forca, come il loro padre.

Alcune chiese oggi diffondono la teoria che, anche un credente nato di nuovo, non è completamente libero se non viene rimossa la maledizione dei suoi antenati. Tale teoria si basa su alcuni passi del V.T., presi fuori del loro contesto, perciò non è veritiera. Il N.T., infatti, dichiara che chi pone la sua fede in Gesù è totalmente libero. L’unico antenato che ci ha portato una maledizione è Adamo, a causa del quale il peccato è entrato nel mondo e tutti gli uomini sono nati peccatori, creature di Dio, ma non suoi figli. Paolo dice che il peccato dimora dentro di noi e nasciamo figli di ira; se nasciamo di nuovo, viene spezzato questo legame con Satana e diventiamo figli di Dio.

Tuttavia è anche vero che i nostri figli ci osservano, perciò, se siamo uomini e donne di preghiera, l’esempio sarà raccolto; analogamente accadrà anche se siamo ubriaconi, ladri e malfattori. Davanti a Dio, però, ci presenteremo individualmente e non potremo dare ai genitori la colpa dei nostri errori.

Vs. 15.  I Giudei che erano a Susa si radunarono ancora il quattordicesimo giorno del mese di Adar e uccisero a Susa trecento uomini; ma non si diedero al saccheggio. 

Notiamo come i Giudei non hanno saccheggiato i beni del nemico, nonostante avessero l’autorizzazione a farlo.

Vs. 16-28.  Gli altri Giudei che erano nelle provincie del re si radunarono anch’essi, difesero la loro vita, ed ebbero riposo dagli attacchi dei loro nemici; uccisero settantacinquemila di quelli che li odiavano, ma non si diedero al saccheggio. 

I Giudei uccidono ancora, ma di nuovo non saccheggiano i beni dei nemici.

17  Questo avvenne il tredicesimo giorno del mese di Adar; il quattordicesimo giorno si riposarono, e ne fecero un giorno di banchetti e di gioia. 18  Ma i Giudei che erano a Susa si radunarono il tredicesimo e il quattordicesimo giorno di quel mese; il quindicesimo giorno si riposarono e ne fecero un giorno di banchetti e di gioia. 

Istituzione della festa di Purim

19  Perciò i Giudei della campagna che abitano in città non murate fanno del quattordicesimo giorno del mese di Adar un giorno di gioia, di banchetti e di festa, nel quale gli uni mandano dei regali agli altri. 

La festa di Purim non è stata istituita dalla legge mosaica, ma disposta da Mardocheo e da Ester. Ha lo scopo di ricordare la bontà di Dio, che aveva protetto il suo popolo operando in modo miracoloso e capovolgendo la sorte  di coloro che Lo invocavano e speravano in Lui.

20  Mardocheo scrisse queste cose e mandò delle lettere a tutti i Giudei che erano in tutte le provincie del re Assuero, vicini e lontani, 21  ordinando loro di celebrare ogni anno i giorni quattordici e quindici del mese di Adar, 22  come i giorni nei quali i Giudei ebbero riposo dagli attacchi dei loro nemici e il mese in cui il loro dolore venne mutato in gioia, il loro lutto in festa, e di fare di questi giorni, giorni di banchetti e di gioia, nei quali gli uni mandassero regali agli altri e si facessero doni ai bisognosi. 23  I Giudei si impegnarono a continuare quello che avevano già cominciato a fare, e che Mardocheo aveva loro scritto; 24  poiché Aman, figlio di Ammedata, l’Agaghita, il nemico di tutti i Giudei, aveva tramato contro i Giudei per distruggerli, e aveva gettato il Pur, vale a dire la sorte, per sgominarli e farli perire; 25  ma quando Ester si fu presentata davanti al re, questi ordinò per iscritto che la scellerata macchinazione che Aman aveva ordita contro i Giudei fosse fatta ricadere sul capo di lui, e che egli e i suoi figli fossero appesi alla forca. 26  Perciò quei giorni furono detti Purim, dal termine Pur.

Significa: “I giorni del tirare a sorte”. 

Secondo tutto il contenuto di quella lettera, in seguito a tutto quello che avevano visto a questo proposito e che era loro accaduto, 27  i Giudei stabilirono e presero per sé, per la loro discendenza e per tutti quelli che si sarebbero aggiunti a loro, l’impegno inviolabile di celebrare ogni anno quei due giorni nel modo prescritto e al tempo fissato. 28  Quei giorni dovevano essere commemorati e celebrati di generazione in generazione, in ogni famiglia, in ogni provincia, in ogni città; e quei giorni di Purim non dovevano cessar mai di essere celebrati fra i Giudei, e il loro ricordo non doveva mai cancellarsi fra i loro discendenti. 

Ancora oggi viene celebrata la festa di Purim, per ricordare la liberazione dallo sterminio, organizzato dal malvagio Aman.

Vs. 29-32.  La regina Ester, figlia di Abiail, e il Giudeo Mardocheo riscrissero con ogni autorità, per dar peso a questa loro seconda lettera relativa ai Purim. 30  A tutti i Giudei, nelle centoventisette provincie del regno di Assuero, si mandarono lettere contenenti parole di pace e di fedeltà, 31  per fissar bene quei giorni di Purim nelle loro date precise, come li avevano ordinati il Giudeo Mardocheo e la regina Ester, e come essi stessi li avevano stabiliti per sé e per i loro discendenti, in occasione del loro digiuno e dei loro lamenti. 32  Così l’ordine di Ester confermò l’istituzione dei Purim, e ciò fu scritto in un libro. 

Le parole di Ester sono di pace e si contrappongono a quelle di aman, che portavano la morte e la distruzione.

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