Esdra 1

Esdra 1
Craig Quam

Nella Bibbia Ebraica il libro di Esdra è unito a quello di Neemia, ma esistono prove storiche che rivelano che anticamente essi fossero divisi.

Gli elenchi contenuti in Esdra 2 e in Neemia 7 sono pressocchè identici, perciò sembra strano che uno stesso libro riporti due capitoli tanto simili: è una ripetizione.

Edra compare anche nei capitoli 8 e 12 di Neemia.

Autore.

Sembra che il libro sia stato scritto da Esdra, anche perché nei versetti 7:27-9: 15 l’autore parla di sé in prima persona.

Anche la tradizione Ebraica considera Esdra come l’autore del libro. Egli era un sacerdote e uno scriba e aveva a disposizione dei documenti storici relativi alle parti che riguardano i cap. 1-6.

Data.

Il libro di Esdra parla di due periodi distinti.

I cap. 1-6 parlano dell’editto di Ciro, fino alla ricostruzione del Tempio: sono 23 anni, dal 538 al 515 a.C.

I cap. 7-10 trattano degli avvenimenti successivi al ritorno di Esdra da Babilonia (458 a.C.)

Esdra fu contemporaneo di Neemia.

Contesto storico

I libri della Bibbia non sono stati inseriti in essa in ordine cronologico.

Il libro di Esdra parla di fatti accaduti intorno al 536 a.C.; gli Israeliti sono stati esuli in Babilonia per 70 anni, a causa di una schiavitù già profetizzata dal profeta Geremia; quindi in un certo senso il libro di Esdra è la continuazione di I e II Cronache. Questi ultimi e I e II Re seguono un ordine cronologico e parlano di Samuele, Saul, Davide, dei suoi discendenti e dei re di Giuda e del regno del nord di Israele; II Cronache termina con la distruzione di Gerusalemme e con la figura del Re Nabucodonosor che porta via tutti gli Israeliti in Babilonia come schiavi.

Quindi, Geremia ha profetizzato prima dell’esilio in Babilonia, Daniele ed Ezechiele durante questi 70 anni ed essi stessi vissero l’esilio, mentre il libro di Esdra va collocato verso la fine di questi 70 anni; Zaccaria e Aggeo sono contemporanei sia di Esdra che di Neemia. Quindi abbiamo II Cronache, Esdra e poi Neemia.

Perché gli Israeliti sono stati esiliati? Perché non hanno rispettato il comandamento di Dio che imponeva il riposo sabbatico per la terra

Levitico 25:1-7. Il SIGNORE parlò ancora a Mosè sul monte Sinai, e gli disse: 2 «Dirai così ai figli d’Israele: "Quando sarete entrati nel paese che io vi do, la terra dovrà avere il suo tempo di riposo consacrato al SIGNORE. 3 Per sei anni seminerai il tuo campo, per sei anni poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; 4 ma il settimo anno sarà un sabato, un riposo completo per la terra, un sabato in onore del SIGNORE; non seminerai il tuo campo, né poterai la tua vigna. 5 Non mieterai quello che nascerà da sé dal seme caduto nella tua raccolta precedente e non vendemmierai l’uva della vigna che non avrai potata; sarà un anno di completo riposo per la terra. 6 Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo, servirà di nutrimento a te, al tuo servo, alla tua serva, all’operaio e al tuo forestiero che stanno da te, 7 al tuo bestiame e agli animali che sono nel tuo paese; tutto il suo prodotto servirà per loro nutrimento.

Dio comanda di prendere un anno di riposo ogni 7 anni e per un anno di avere fede nella provvidenza dell’Eterno.

Levitico 25: 18-21. Voi metterete in pratica le mie leggi e osserverete le mie prescrizioni e le adempirete e starete al sicuro nel paese. 19 La terra produrrà i suoi frutti, ne mangerete a sazietà e in essa abiterete sicuri. 20 Se dite: «Che mangeremo il settimo anno, visto che non semineremo e non faremo raccolta?» 21 Io disporrò che la mia benedizione venga su di voi il sesto anno ed esso vi darà una raccolta sufficiente per tre anni.

Dio chiede al suo popolo e a noi oggi di compiere dei passi di fede ed Egli provvederà al nostro benessere in modo ricco. Al contrario, gli esseri umani amano muoversi in base alla propria intelligenza ed alla forza delle loro braccia

Noi oggi sappiamo che gli Israeliti non hanno obbedito a questo comandamento per 490 anni, perciò Geremia viene mandato per richiamare il popolo affinché si ravveda e ricominci a vivere per fede. (Il libro di Geremia, da un punto di vista cronologico dovrebbe essere collocato tra II Cronache ed Esdra).

Il popolo disobbedisce per 490 anni, poi Dio interviene: notiamo la pazienza di Dio, ben diversa dalla nostra che si esaurisce immediatamente; ricordiamo la domanda posta da Pietro: “Quante volte devo perdonare mio fratello? Sette volte?” e già si considerava molto magnanimo; Dio risponde: “70 volte 7” e tornano i 490 anni della pazienza della quale Egli è stato capace. Dio è molto misericordioso, molto più di quanto possiamo capire; è pronto a perdonarci tante e tante volte.

Israele ha disobbedito per 490 anni e Dio manda Geremia perché comunichi la conseguenza delle loro azioni:

Geremia 25: 8-11. Perciò, così dice il SIGNORE degli eserciti: «Poiché non avete dato ascolto alle mie parole, 9 ecco, io manderò a prendere tutte le nazioni del settentrione», dice il SIGNORE, «e manderò a chiamare Nabucodonosor re di Babilonia, mio servitore, e le farò venire contro questo paese, contro i suoi abitanti e contro tutte le nazioni circostanti; li voterò allo sterminio e li abbandonerò alla desolazione, alla derisione, a una solitudine perenne. 10 Farò cessare in mezzo a loro il grido di gioia e il grido d’esultanza, il canto dello sposo e il canto della sposa, il rumore della macina e la luce della lampada. 11 Tutto questo paese sarà ridotto in una solitudine e in una desolazione, e queste nazioni serviranno il re di Babilonia per settant’anni.

Il popolo ha disobbedito 70 volte ed ora restituirà quanto tolto all’Eterno con un uguale periodo di schiavitù.

Dio avrà quello che gli appartiene, prima o poi e nulla potrà impedire che ciò accada. Questa legge spirituale è in vigore ancora oggi. Nel Nuovo patto la lezione per noi è che Dio avrà tutto il nostro essere, in un modo o nell’altro.

Il profeta Geremia sottolinea le mancanze di Israele e poi emette la condanna. L’accusa principale è quella di non aver posto attenzione alle Sue parole, di non aver camminato per fede e, quindi, di aver impedito l’azione di Dio nella vita del suo popolo. Lo stesso insegnamento è valido per noi oggi, che siamo chiamati a compiere passi di fede per avere una benedizione molto più grande di ogni nostra aspettativa.

Geremia assolve questo compito difficile; inoltre Dio gli aveva preannunciato il fatto che avrebbe incontrato un popolo duro, che non lo avrebbe ascoltato.

Pensiamo anche a Noè, che per 40 anni predica la giustizia di Dio e nessuno dei suoi compaesani lo ascolta, tranne la sua famiglia: non sarà stata un’esperienza molto edificante.

Geremia porta il messaggio della punizione da parte di Dio, ma in Geremia 29 comprendiamo che questa non era la finalità riservata al popolo:

Geremia 29: 10-14. Poiché così parla il SIGNORE: «Quando settant’anni saranno compiuti per Babilonia, io vi visiterò e manderò a effetto per voi la mia buona parola facendovi tornare in questo luogo. 11 Infatti io so i pensieri che medito per voi», dice il SIGNORE: «pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. 12 Voi m’invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò. 13 Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; 14 io mi lascerò trovare da voi», dice il SIGNORE; «vi farò tornare dalla vostra prigionia; vi raccoglierò da tutte le nazioni e da tutti i luoghi dove vi ho cacciati», dice il SIGNORE; «vi ricondurrò nel luogo da cui vi ho fatti deportare».

Geremia sta profetizzando questi fatti prima che essi accadano; predice il castigo, ma proclama anche l’amore che Dio nutre per il suo popolo. Come ogni genitore, anche il Padre celeste castiga per il bene dei figli, affinché essi siano conformati all’immagine di Cristo.

Egli castiga il suo popolo, ma poi li riporta nella loro terra per iniziare una nuova pagina del loro rapporto con Dio. Qui si inserisce il libro di Esdra, che vede il ritorno di Israele nella sua terra per costruire un nuovo Tempio a Gerusalemme, nel quale entrerà il Messia.

I ritorni dall’esilio furono tre: 538, 458 e 444 a.C., come di seguito riportato:

70 anni di prigionia.

538 a.C., sotto la guida di Zorobabel, avviene il primo ritorno. Viene ricostruito il Tempio. I profeti di questo periodo sono: Aggeo e Zaccaria.

Intervallo di 57 anni, dal 515 al 458 a.C. In questo periodo si colloca la storia di Ester.

458 a.C., sotto la guida di Esdra avviene il secondo ritorno. Il popolo aveva bisogno di un risveglio per ritornare agli obblighi assunti con Dio.

Intervallo di 12 anni, dal 456 al 444 a.C.

444 a.C. Il terzo gruppo viene guidato da Neemia, che vuole ricostruire le mura del Tempio e riportare il popolo all’obbedienza verso Dio.

430 a.C. circa: secondo ritorno di Neemia. In questo periodo si colloca il libro di Malachia.

400 anni di silenzio.

Cap. 1

Vs. 1-4. Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché si adempisse la parola del SIGNORE pronunziata per bocca di Geremia, il SIGNORE destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale a voce e per iscritto fece proclamare per tutto il suo regno questo editto: 2 «Così dice Ciro, re di Persia: "Il SIGNORE, Dio dei cieli, mi ha dato tutti i regni della terra, ed egli mi ha comandato di costruirgli una casa a Gerusalemme, che si trova in Giuda.

200 anni prima di questi fatti, il profeta Isaia aveva profetizzato la liberazione del popolo ad opera del re Ciro, utilizzando proprio il suo nome. Lo storico ebraico Giuseppe Flavio visse al tempo di Gesù e raccontava la storia del popolo di Dio. Egli afferma che Nabucodonosor ha invaso Israele ed ha portato via tutto il popolo, anche Daniele; poi Ciro è stato eletto Re e Daniele si è recato dal sovrano e gli ha letto una profezia emessa 200 anni prima e nella quale era presente il suo nome.

Isaia 44: 28-45: 8. Io dico di Ciro: "Egli è il mio pastore; egli adempirà tutta la mia volontà, dicendo a Gerusalemme: «Sarai ricostruita!» E al tempio: «Le tue fondamenta saranno gettate!»" 1 «Così parla il SIGNORE al suo unto, a Ciro, che io ho preso per la destra per atterrare davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui le porte, in modo che nessuna gli resti chiusa. 2 Io camminerò davanti a te, e appianerò i luoghi impervi; frantumerò le porte di bronzo, spezzerò le sbarre di ferro; 3 io ti darò i tesori nascosti nelle tenebre, le ricchezze riposte in luoghi segreti, affinché tu riconosca che io sono il SIGNORE che ti chiama per nome, il Dio d’Israele.

Immaginiamo cosa avrà pensato Ciro quando ha ricevuto la visita di un vecchio profeta ebreo, il quale sosteneva che il suo nome era contenuto in un libro da 200 anni!

4 Per amor di Giacobbe, mio servo, e d’Israele, mio eletto, io ti ho chiamato per nome, ti ho designato, sebbene non mi conoscevi. 5 Io sono il SIGNORE, e non ce n’è alcun altro; fuori di me non c’è altro Dio! Io ti ho preparato, sebbene non mi conoscevi, 6 perché da oriente a occidente si riconosca che non c’è altro Dio fuori di me. Io sono il SIGNORE, e non ce n’è alcun altro. 7 Io formo la luce, creo le tenebre, do il benessere, creo l’avversità; io, il SIGNORE, sono colui che fa tutte queste cose. 8 Cieli, stillate dall’alto; le nuvole facciano piovere la giustizia! Si apra la terra e sia feconda di salvezza; faccia germogliare la giustizia al tempo stesso. Io, il SIGNORE, creo tutto questo.

Dio regna nella vita dei non credenti, anche se essi non lo conoscono e muove gli eventi storici a suo volere. Egli regna nella vita di ogni credente ed ha sotto controllo ogni avvenimento.

2 «Così dice Ciro, re di Persia: "Il SIGNORE, Dio dei cieli,

Ciro riconosce la grandezza illimitata di Dio. A volte la paura ci acceca e, quando non riusciamo a vedere la scappatoia ad una situazione, proviamo sgomento; invece dovremmo ricordare che il nostro Dio è l’Onnipotente e che i suoi pensieri per noi sono colmi d’amore. Egli è il padrone di ogni circostanza della nostra vita.

ed egli mi ha comandato di costruirgli una casa a Gerusalemme, che si trova in Giuda.

Dio comanda l’agire di un re pagano.

3 Chiunque tra voi è del suo popolo, il suo Dio sia con lui, salga a Gerusalemme, che si trova in Giuda, e costruisca la casa del SIGNORE, Dio d’Israele, del Dio che è a Gerusalemme. 4 Tutti quelli che rimangono ancora del popolo del SIGNORE, dovunque risiedano, siano assistiti dalla gente del posto con argento, oro, doni in natura, bestiame, e inoltre con offerte volontarie per la casa del Dio che è a Gerusalemme"».

Vs. 5-7. Allora i capi famiglia di Giuda e di Beniamino, i sacerdoti e i Leviti, tutti quelli ai quali Dio aveva destato lo spirito, si misero in cammino verso Gerusalemme per ricostruire la casa del SIGNORE. 6 Tutti i loro vicini li fornirono di oggetti d’argento e d’oro, di doni in natura, di bestiame, di cose preziose, oltre a tutte le offerte volontarie. 7 Il re Ciro tirò fuori gli utensili della casa del SIGNORE, che Nabucodonosor aveva portati via da Gerusalemme e messi nella casa del suo dio.

Nabucodonosor, dopo aver distrutto Gerusalemme, ha portato via tutti gli utensili dal Tempio; durante un banchetto, ha usato tali contenitori per bere, ma l’Eterno è intervenuto ed ha scritto che tale re era stato pesato e trovato mancante davanti a Lui.

Ora questi utensili vengono resi ad Israele.

Vs. 8-11. Ciro, re di Persia, li fece tirar fuori da Mitredat, il tesoriere, che li consegnò a Sesbasar, capo di Giuda. 9 Eccone il numero: trenta bacinelle d’oro, mille bacinelle d’argento, ventinove coltelli, 10 trenta coppe d’oro, quattrocentodieci coppe d’argento di seconda qualità, mille altri utensili. 11 In tutto c’erano cinquemilaquattrocento oggetti d’oro e d’argento. Sesbasar li riportò tutti, quando gli esuli furono ricondotti da Babilonia a Gerusalemme.

Questo è l’elenco di tutto ciò che era stato trafugato, ma è anche la dichiarazione che ci verrà reso con esattezza tutto ciò che Satana ci ha tolto.

Il libro di Esdra chiama tutto il popolo di Dio presso il Padre, per ricevere tutte le benedizioni possibili nella nostra vita e per riavere tutto ciò che Satana ci ha portato via.

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