Atti 1

Atti 1:1-1:5
Craig Quam
Atti 1:4-8
Craig Quam
Atti 1:6-1:8
Craig Quam
Atti 1:9-2:4
Craig Quam

Introduzione.

Il libro di Atti si chiama così poiché narra le azioni “degli apostoli”, ossia di coloro che seguivano Gesù. Racconta altresì le vicende vissute dalla chiesa primitiva a partire dall’ascensione di Gesù, momento in cui Egli cessa di operare nel mondo in prima persona, ma continua a farlo tramite la chiesa. A tale scopo Cristo dona agli apostoli lo Spirito Santo e tutti gli altri doni ad esso collegati (dono delle lingue, di guarigione, di profezia, di scacciare i demoni, di resuscitare i morti…), affinché posseggano tutti gli strumenti adatti per portare a termine il compito loro assegnato. 

La chiesa primitiva ha origine a Gerusalemme, per poi espandersi in Giudea e in Samaria, quindi ad Antiochia di Siria, in Asia Minore, in Macedonia, in Grecia e infine a Roma, centro del mondo antico.

Tra tutte le figure che entrano in azione emergono quella di Pietro (cap. 1-15) e di Paolo (cap. 16-28).

Lo scrittore di Atti è Luca, autore del Vangelo, del quale tale libro rappresenta la continuazione, o meglio la seconda parte di una stessa opera. 

Il Vangelo e Atti: Probabilmente con questi due scritti Luca intende raccontare la storia delle origini della cristianità e l’opera di salvezza compiuta da Cristo in una zona limitata della terra e nel breve periodo della sua vita, la quale tuttavia si è espansa a milioni di persone su tutta la terra, nell’arco del tempo che narra la storia degli uomini.

Inoltre l’autore intende dimostrare sia ai gentili quanto ai giudei che Gesù è il Messia, che adempie tutte le profezie dell’antico testamento, e che Dio aveva previsto un piano salvifico per i gentili, attraverso la nascita della chiesa. Tale concetto è ampiamente ribadito da Paolo nella lettera ai Romani, nella quale l’autore spiega come una chiesa composta da giudei e da gentili fosse la continuazione del giudaismo.

Nel Vangelo Luca ha presentato Gesù, la sua vita e la sua opera; qui racconta i primi sviluppi della comunità di Cristo, dal 30 al 63 circa d. C.

Il Vangelo è incentrato su Gerusalemme, non tanto come luogo geografico, bensì come quello di realizzazione della salvezza: è qui che vive Giovanni Battista, è qui che si reca Gesù ed anche dove muore e risorge. Atti inizia la propria storia a Gerusalemme, sede della chiesa primitiva, per poi raccontare il suo espandersi nel mondo allora conosciuto, al fine di portare a tutti il messaggio evangelico.

Sfondo storico.

Gli eventi storici scritti nel nuovo testamento ebbero luogo nell’Impero romano durante il I°secolo, quando Roma dominava il mondo.

Essa era una monarchia assoluta, governata da imperatori.

Di seguito viene riportata una tabella, la quale inquadra alcuni avvenimenti narrati dalla Bibbia all’interno dell’ambito storico.

30 a.C. - 14 d.C.

  • Augusto

  • Luca 2:1

  • Nascita di Gesù

14 – 37d.C.

  • Tiberio Luca 3:1

  • Predicazione di Giovanni Battista, predicazione di Gesù, morte di Gesù. Morte di Stefano (34 d.C.)

  • Conversione di Paolo (dal 34 al 36 d. C.)

  • Paolo inizia a predicare (36d.C.)

37-41d.C.

  • Caligola

  • Paolo fonda la chiesa di Antiochia (41 d.C.)

41-54d.C.

  • Claudio

  • Atti 11:28

  • Grande carestia

  • Primo viaggio di Paolo (46-48 d.C.)

  • Secondo viaggio di Paolo (50-52 d.C.)

  • Atti 18:2

  • I giudei vengono espulsi da Roma

54-68d.C.

  • Nerone

  • Atti 25:10

  • Paolo viene arrestato e processato

  • Atti 28:19

  • Paolo si appella a Cesare.

  • Nerone incendia Roma e i giudei cominciano a perseguitare i cristiani (64 d.C.)

  • Pietro viene crocifisso e Paolo decapitato (67 d.C.)

68-69d.C.

  • Galba, Ottone e Vitellio

69-79 d.C.

  • Vespasiano

  • Distruzione del tempio di Gerusalemme

79-81 d.C.

  • Tito

81-96 d.C.

  • Domiziano

  • Persecuzione dei Cristiani

96-98 d.C.

  • Nerva

98-117 d.C.

  • Traiano

Situazione politica e sociale

Roma governava tutte le province dell’impero tramite i proconsoli, destinati ai territori più tranquilli, e i procuratori, a cui venivano affidate le terre più pericolose.

Tutte le colonie dovevano obbedire alla legge romana e pagare le tasse dovute.

A Roma i cittadini erano divisi per classi sociali:

schiavi, stranieri, cittadini romani, soldati.

Pochi erano i cittadini romani, annoverandosi tra questi coloro che lo erano per nascita, l’imperatore e coloro che erano abbastanza ricchi da poter acquistare tale privilegio. Essi, infatti, avevano il diritto di cittadinanza, fatto che li metteva in un piano nettamente superiore rispetto a qualunque altro abitante dell’impero. La cittadinanza non si otteneva facilmente. 

Tra i cives vi erano i liberti, ossia gli schiavi liberati, i quali divenivano cittadini, ma di rango inferiore.

Più in basso nella scala sociale sono i pellegrini, gli stranieri e i commercianti, i quali erano benestanti, ma non cittadini romani, per questo non avevano diritto al voto, né erano eleggibili.

Gli schiavi erano numerosissimi, di infima condizione, trattati come oggetti di proprietà del padrone. Non avevano alcun diritto, neanche quello matrimoniale: era prevista unicamente l’unione sessuale per la procreazione di altri schiavi (contubernio). Non essendo cittadini dell’impero, essi erano esclusi dalla religione: ecco perché gli schiavi entrarono in massa nel cristianesimo.

In Palestina 

La Palestina fu conquistata da Pompeo nel 63 a.C. e governata dal procuratore Antipatro.

Quando questi fu assassinato, dal 37 a.C. fu governata da Erode il Grande, funzionario o etnarca, sotto il cui governo nacque Gesù.

Alla sua morte, nel 4 a.C. la Palestina fu suddivisa tra i suoi tre figli:

Archelao, tetrarca di Giudea, Samaria e Idumea,

Erode Antipa, tetrarca di Galilea e Perea (è colui che uccise Giovanni Battista e che giudicò Gesù,

Filippo, tetrarca di alcune provincie a nord della Palestina.

5° procuratore della Giudea fu Ponzio Pilato.

A differenza di quanto accadeva a Roma, in Palestina non vi erano nette differenze sociali, poiché la religione poneva tutte le persone sullo stesso piano davanti a Dio. Infatti, alcune famiglie sacerdotali erano ricche, ma la maggior parte delle persone erano povere e svolgevano lavori umili (contadini, artigiani, pescatori).

Pochi erano gli schiavi.

La categoria di persone più importante era quella dei sommi sacerdoti, i quali erano i capi degli anziani del popolo o “presbiteri”.

I Leviti erano i capi delle famiglie più importanti, costituivano il tribunale e potevano infliggere anche la pena di morte. Quest’ultima poteva essere eseguita soltanto con il consenso di Roma. 

Poi vi erano gli Scribi, o sorveglianti, o grammatici, o maestri della legge. Non erano necessariamente nobili. Venivano sottoposti ad un tirocinio molto lungo (dai 12 ai 40 anni di età), sotto la guida di un maestro. A 40 anni divenivano Rabbi. Anche Paolo voleva diventare scriba e per questo era esperto del vecchio testamento. Gli Scribi, quali maestri ed esperti della legge, affiancavano gli anziani nel giudicare.

Sommi sacerdoti, anziani e scribi costituivano il Sinedrio, ossia l’organo supremo, formato da 70 membri. Esso aveva potere amministrativo e giudiziario. Presidente era il sommo sacerdote in carica. 

Vi erano poi alcuni gruppi sociali, che si distinguevano l’uno dall’altro per il rapporto che avevano con la Legge o per una loro presa di posizione politica.

I Sadducei, provenivano dalla classe dei ricchi proprietari terrieri. Appoggiavano i romani. Erano molto conservatori, tant’è vero che ammettevano solo la Legge (ATORA’) di Mosè, senza la tradizione dei Padri (Siepe o Masorà). Quest’ultima era tipica dei Farisei. Negavano i Profeti e l’immortalità dell’anima e per questo si scontrarono con Gesù. Osservavano la Legge in modo ligio.

I Farisei erano conservatori delle tradizioni religiose ebraiche. Stimavano i Profeti, ammettevano l’immortalità dell’anima e la resurrezione. Si vantavano di praticare la Legge in modo migliore degli altri e volevano imporla. Appartenevano al ceto medio, erano commercianti e stimati dal popolo. Pur essendo contro i romani, tuttavia accettarono la situazione di fatto. Ebbero il merito di conservare integra la tradizione ebraica e di esportarla all’estero.

Gli Esseni furono un gruppo segregato che viveva in comunità, con scopi religiosi. Furono più rigoristi dei Farisei. Vissero vicino al mar Morto, a Qumran. Coloro che facevano parte della comunità (= figli della luce) dovevano amarsi tra loro ed odiare i giudei e i pagani (= figli delle tenebre).Si riunivano anche per espiare i peccati antichi (es. la ribellione di Israele verso Dio); si considerano santi, nuovi alleati di Dio, il popolo eletto. Refezione e preghiera sono in comune, leggevano a fondo la scrittura, nessun membro della comunità aveva dei beni propri, ma tutto veniva messo in comune. Fonte di guadagno era il lavoro, che doveva essere manuale. Esaltavano il celibato, ma probabilmente non tutti lo osservavano perché nelle fosse sono stati trovati anche bambini e donne.

La religione

A Roma erano diffuse l’astrologia, la magia e la superstizione. Venivano adorati gli dei greci e gli imperatori; Domiziano si proclamò “deus et dominus”, ossia dio e signore.

Il cristianesimo si diffuse tra gli schiavi.

I cristiani non facevano parte dell’esercito per non aver l’obbligo di adorare l’imperatore, capo assoluto, ritenuto una divinità. Infatti i soldati gli giuravano fedeltà, atto che si chiamava “Sacramentum”. Ogni soldato era legato all’imperatore fino alla morte perché  egli era una divinità e il suo culto garantiva l’unità sociale e religiosa in tutto l’impero.

Questa situazione spiega la difficoltà di diffusione del cristianesimo e la conseguente persecuzione. Infatti nell’impero l’unione tra religione e vita civile e sociale era strettissima: tutto aveva come centro la figura dell’imperatore, al quale si doveva obbedienza ed adorazione.

Il culto dell’imperatore era un dovere per tutti perché in lui si riunivano religione ( era sacerdote supremo) e stato.

In questo contesto si trova la religione cristiana, la quale vuole obbedire allo stato ma non adorare l’imperatore per non peccare di idolatria. Da ciò nasce l’accusa di lesa maestà.

Il libro di Atti racconta tre grandi viaggi compiuti da Paolo:

  • 1° viaggio: compiuto dal 46 al 48. Con Barnaba va nell’isola di Cipro e in Asia minore. Fonda le comunità di Antiochia, di Iconio, di Listra e di Derbe.

  • 2° viaggio: compiuto dal 50 al 52. Visita le comunità fondate durante il primo viaggio, poi va in Galazia, a Filippi, a Tessalonica, a Berea, ad Atene e a Corinto( I lettera ai Tessalonicesi).

  • 3° viaggio: compiuto dal 53 al 58. Visita le comunità già fondate, poi va ad Efeso (I e II Corinzi, Galati, Filippesi e Filemone), in Macedonia, a Filippi, a Tessalonica, a Corinto (Romani), a Gerusalemme.

A Gerusalemme viene arrestato e processato ma, appellatosi a Cesare, comincia il suo viaggio per Roma (61-63) (Efesini e Colossesi).

La struttura del libro:

Il libro di Atti può essere diviso in tre grandi sezioni, in base all’espandersi della Parola di Dio, da Gerusalemme, alla Giudea e alla Samaria, fino all’intero mondo.

Atti 1-5: predicazione ed annuncio del Vangelo a Gerusalemme;

Atti 6-12: diffusione dello stesso in Palestina;

Atti 13-28: predicazione in tutto il mondo.

Guida alla lettura.

Il Vangelo predicato a Gerusalemme (1:1-8:3)

Luca inizia il suo secondo libro parlando dell’ascensione(1:1-11), lo stesso evento che conclude il Vangelo. 

Mentre gli apostoli attendono a Gerusalemme la discesa dello Spirito Santo, Mattia viene scelto per prendere il posto di Giuda (1:12-26).

Il giorno di Pentecoste gli apostoli ricevono lo Spirito Santo (2:1-13) e il messaggio del vangelo viene predicato per la prima volta (2:14-41). 

Il risultato fu la nascita della chiesa (2:42-47).

Uno zoppo viene guarito (3:1-10) e questo miracolo dà popolarità a Pietro (3:11-26) ma crea opposizione da parte delle autorità giudaiche (4:1-22). I primi cristiani sono molto uniti (4:23-37).

Il primo problema affrontato dalla chiesa è il peccato di Anania e Saffira (5:1-11).

Il ministerio degli apostoli porta frutto (5:12-16) e intensifica l’opposizione dei Giudei (5:17-42).

Sette diaconi vengono eletti per risolvere i problemi pratici della chiesa (6:1-7).

Predica di Stefano (6:8-10), difesa dello stesso davanti al Sinedrio (6:11-7:53), suo martirio (7:54-8:11). Anche altri credenti vengono perseguitati (8:1-3).



CAP. 1

Il libro di Atti inizia con la dedica a Teofilo, nome che significa “caro a Dio”. Certamente si tratta di una persona reale, forse un cristiano a cui Luca indirizza questo racconto perché, grazie alla sua affidabilità, rafforzi la fede dell’amico e di quanti come lui si sono aperti a Dio.

Ascensione di Gesù

Vs 1. Io ho fatto il primo trattato, o Teofilo, circa tutte le cose che Gesù prese a fare e ad insegnare.

Nel primo capitolo Luca si ricollega all’ultimo del vangelo, con il quale ha molti punti in comune: ad es. nel Vangelo parla dell’ultima apparizione del Signore agli Apostoli, prima di essere portato in cielo dopo la resurrezione, e anche il primo di Atti tratta lo stesso argomento. Colpisce che le due narrazioni, redatte dalla stessa persona, presentino delle diversità: forse ciò è accaduto perché lo Spirito Santo ha fatto ricordare all’autore delle cose importanti e che, quindi, egli ha deciso di tramandare.

Luca sottolinea l’unità esistente tra la storia narrata nel Vangelo e riguardante il ministerio di Gesù, e quella della chiesa primitiva, raccontata in Atti. Il Vangelo, infatti, riporta le cose che Gesù ha fatto ed insegnato; Atti è la continuazione delle azioni di Gesù, insegnate a tutti dallo Spirito Santo. Secondo alcuni, infatti, sarebbe più corretto intitolare tale libro “Atti dello Spirito Santo”. Pertanto l’operato di Gesù ha determinato l’inizio del cristianesimo.

In ogni caso, Gesù non si limitava ad insegnare, ma metteva in pratica le cose da lui dette; infatti, rilevava che la differenza tra il vero cristiano ed il fariseo è nelle azioni, le quali devono essere conformi al parlare (fate quello che dicono, ma non fate quello che fanno).

Giacomo1:21-25.   Perciò, deposta a ogni lordura e residuo di malizia, ricevete con mansuetudine la parola piantata in voi, la quale può salvare le anime vostre. 22  E siate facitori della parola e non uditori soltanto, ingannando voi stessi. 23  Poiché, se uno è uditore della parola e non facitore, è simile a un uomo che osserva la sua faccia naturale in uno specchio; 24  egli osserva se stesso e poi se ne va, dimenticando subito com’era. 25  Ma chi esamina attentamente la legge perfetta, che è la legge della libertà, e persevera in essa, non essendo un uditore dimentichevole ma un facitore dell’opera, costui sarà beato nel suo operare. 

Giacomo ci esorta ad accogliere la Parola di Dio, la quale salva le nostre anime, e a renderla attiva nella vita al fine di essere beati in tutto quello che facciamo. Non serve ascoltare la parola di Dio se poi la dimentichiamo velocemente, perché così induriamo i nostri cuori e diventiamo tiepidi; al contrario dobbiamo soffiare su quel fuoco che abbiamo ricevuto, allo scopo di ravvivarlo. 

Udire la parola di Dio è come guardare in uno specchio e vedere come siamo rispetto a Lui; poi, però, non dobbiamo dimenticare ciò che abbiamo visto. Noi non siamo niente, ma il Signore dentro di noi è il vero tesoro; infatti saremo beati in tutto il nostro operare solo quando Lui avrà il pieno e totale controllo nella nostra vita.

La legge di Dio è la legge della libertà. A differenza di ciò che accade nelle altre religioni, il cristiano non ha regole perché la salvezza si realizza per la grazia di Dio e per merito di Cristo. Ciò non vuol dire che sia sufficiente fare il minimo per entrare nel regno di Dio, ma  ci insegna a ringraziarlo perché siamo nella libertà di obbedire a colui che ci ha liberato dal peccato insito nella natura umana e ci ha perdonato. La nostra libertà ci serve per obbedire al Signore e non per trascurare la Sua parola.

Vs. 2. fino al giorno in cui fu portato in cielo, dopo aver dato dei comandamenti per mezzo dello Spirito Santo agli Apostoli che egli aveva scelto. 

Gesù viene assunto in cielo, fatto che conclude il suo ministerio terreno e dà vita all’opera della chiesa.

I seguaci di Gesù vengono chiamati apostoli, termine che nel Vangelo viene usato per indicare i 12 discepoli scelti dal Messia e da lui mandati a testimoniare e a predicare il Vangelo. In Atti gli Apostoli sono le persone che hanno vissuto con Gesù, testimoni del suo operato e della sua resurrezione. L’appellativo va esteso anche a Paolo e a Barnaba.

Lo Spirito Santo guida gli Apostoli e Gesù nell’adempiere il piano di Dio.

Vs. 3. Ad essi, dopo aver sofferto, si presentò vivente con molte prove convincenti, facendosi da loro vedere per quaranta giorni e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. 

Molte volte Gesù si è presentato agli Apostoli dopo la resurrezione e per 40 giorni,  compiendo dei miracoli. Li ha ammaestrati circa il regno di Dio e l’azione salvifica che il Padre compie attraverso di Lui. Anche oggi come allora questo deve essere il punto essenziale del messaggio cristiano.

Quanto alle apparizioni di Cristo dopo la resurrezione:

In Giov. 21:4-7: 4  Al mattino presto, Gesù si presentò sulla riva, i discepoli tuttavia non si resero conto che era Gesù. 5  E Gesù disse loro: "Figlioli, avete qualcosa da mangiare?". Essi gli risposero: "No!". 6  Ed egli disse loro: "Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete". Essi dunque la gettarono e non potevano più tirarla su per la quantità di pesci. 7  Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: "E il Signore". Simon Pietro, udito che era il Signore, si cinse con la veste (perché era nudo) e si gettò in mare. 

Qui Gesù viene riconosciuto grazie al miracolo compiuto.

Ancora oggi Egli è vivente e operante, e dimostra questo fatto con prove convincenti.

Atti 4:33. E gli apostoli con grande potenza rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro. 

Gli Apostoli hanno dato testimonianza della resurrezione di Gesù imponendo le mani e facendo miracoli nel suo nome. Questo era un aspetto soprannaturale della loro vita ed anche la prova che Gesù non era morto, ma che continuava ad operare come quando era sulla terra. Quando Cristo era nel mondo, Dio Padre, attraverso il Suo corpo e per lo Spirito Santo ha fatto miracoli e potenti opere; dopo l’ascensione di Gesù e la discesa dello Spirito Santo Dio Padre, per il corpo di Gesù (Chiesa) e per lo Spirito Santo ancora fa grandi opere.

Nel libro di Atti non viene mai nominato il nome di Gesù: agli Apostoli era stato vietato di predicare in quel nome, che fa tremare perché è il nome sopra ogni altro nome. I farisei credevano che con la morte di Gesù fosse stato sterminato anche il movimento nato da lui, ma gli Apostoli hanno dimostrato che Cristo era resuscitato dai morti e che ancora era vivo e faceva miracoli. Ancora oggi conoscere Gesù trasforma le vite umane: questa è la prova convincente che Egli è risorto dalla morte e che è il Dio vivente.

Vs. 4-5. E ritrovandosi assieme a loro, comandò loro che non si allontanassero da Gerusalemme, ma che aspettassero la promessa del Padre: “Che, egli disse, voi avete udito da me. Perché Giovanni battezzò con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo, fra non molti giorni”. 

Gesù comanda ai discepoli di non allontanarsi da Gerusalemme perché quello era il luogo in cui avrebbero ricevuto lo Spirito Santo. Probabilmente essi desideravano tornare in Galilea (cosa che avvenne, secondo quanto ci dice Gv 21), ma Gerusalemme era il luogo in cui avrebbero ricevuto questo dono, promesso loro dal Padre. Lì Gesù era stato rifiutato e lì avrebbe avuto inizio la chiesa.

Dio promette ad ognuno di noi di riempirlo con lo Spirito Santo. Egli non ha preferenza per alcuno ed è pronto a battezzare ogni figliolo. Questo è un diritto e una promessa del Padre.

Lc 24:49. Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall’alto. 

 Qui Gesù dichiara di essere colui che manda lo Spirito Santo sugli Apostoli.  Anche noi oggi siamo battezzati da Gesù, sia pure attraverso la mano di un uomo. Questa è la promessa per ogni figlio di Dio. Talvolta noi pensiamo che il battesimo sia destinato soltanto per i cristiani più meritevoli e, quindi, non per tutti; ma lo Spirito è una promessa per ogni cristiano ed è un dono, cioè qualcosa di gratuito, di immeritato, non una retribuzione guadagnata. Per questo motivo non abbiamo alcuna ragione per vantarci dei doni ricevuti o per sentirci superiori agli altri; solo se per fede crediamo alle promesse di Dio riceveremo il dono dello Spirito Santo.

Quali sono queste promesse del Padre? 

Gv 14:15-18. 15 "Se mi amate, osservate i miei comandamenti, 16  Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi per sempre, 17  lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi. 18  Non vi lascerò orfani; tornerò a voi. 


Lo Spirito Santo

Lo Spirito Santo è il nostro consolatore, ci è vicino e ci capisce.

Gesù parla agli Apostoli prima della sua morte, li avvisa della propria partenza e del suo ritorno nella persona dello Spirito Santo; infatti egli è tornato e resterà con noi fino alla fine dell’età presente.  A volte a noi sembra che sia lontano, che ci abbia abbandonato, ma non è così perché ci ha promesso di non lasciarci mai, ed è impossibile che Gesù possa mentire; non ci ha lasciati orfani, è sempre con noi e non ci abbandonerà. Un vero figliolo di Dio, che vive realmente in Cristo, non potrà mai perdere la salvezza: 

I Gv 5:18 :   Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca; chi è nato da Dio preserva se stesso, e il maligno non lo tocca. 

Non è un vero figliolo di Dio chi si allontana dalla chiesa e dalla Parola.

Tutti i cristiani hanno la promessa da parte del Signore di non venire mai abbandonati.

Gv 14:26. ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto. 

Nello Spirito Santo abbiamo il nostro insegnante, il quale ci fa ricordare quello che abbiamo letto nella parola di Dio. Per questo è importante che nella nostra mente ci sia la conoscenza della scrittura, e solo così lo Spirito potrà evocare in noi i passi capaci di colpire il cuore delle persone.

Gv 15:26. Ma quando verrà il Consolatore, che vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre mio, egli testimonierà di me. 

Altro compito dello Spirito è di testimoniare di Gesù, solo ed esclusivamente di lui. Egli non c’indurrà mai a vantarci delle nostre opere perché per lui è essenziale che la gloria vada esclusivamente a Cristo.

Gv 16:14. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà.

La prova che ci dà la certezza che una cosa viene da Dio sta nel capire se sta glorificando o meno Gesù: i miracoli che vedo portano gloria a Gesù o a un uomo (Maria, Padre Pio…)? E queste apparizioni? Se queste cose non glorificano Gesù non vengono da Dio, perché lo Spirito dà gloria solo a Gesù.  

Gv 16:13.  Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. 

Lo Spirito Santo è la nostra guida personale in ogni cosa e la parola di Dio è una lampada che illumina i nostri passi (Salmo 119). Lo Spirito Santo usa la Parola per guidarci in ogni verità, perciò non bisogna accettare alcuna rivelazione al di fuori della Bibbia, perché non viene da Dio. Lo Spirito Santo conferma solo ciò che dice la Parola. Se, ad esempio, essa afferma che uno dei frutti dello Spirito è l’autocontrollo, ma riscontriamo che in alcune chiese avvengono delle manifestazioni eccessive, nelle quali i fedeli perdono la coscienza e il controllo di sé (in alcune, ad esempio, vengono imitati degli animali), possiamo  comprendere come esse difficilmente vengano da Dio, perché in contrasto con quanto affermato dalla Bibbia. Lo Spirito Santo ci guida in ogni verità, perché non parla da se stesso, ma dice le cose che ha udito e annunzia le cose a venire; possiamo chiedere allo Spirito di spiegarci le parti della Bibbia che non comprendiamo. Se camminiamo vicino a Lui, egli ci annunzierà anche le cose che devono accadere: questa è una promessa di Dio. 


Vs. 6.  Così quelli che erano riuniti assieme lo interrogarono, dicendo: “Signore, è in questo tempo che ristabilirai il regno a Israele?”.

I giudei speravano che Dio li liberasse dai nemici (es. i romani) e li costituisse come una nazione, alla quale altri popoli sarebbero stati sottomessi. Nessuno, infatti, aveva capito che la salvezza era costituita da Gesù, non tanto per la vita terrena, quanto per l’eternità.

Inoltre, i discepoli credevano che Gesù fosse venuto per stabilire il suo regno sulla terra, il regno millenario del Messia, di cui Egli doveva essere il capo di Israele e loro i primi ministri; ma questo non era il piano di Dio.

Vs. 7-8. Ma egli disse loro: “Non sta a voi di sapere i tempi e i momenti adatti, che il Padre ha stabilito di sua autorità. Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra”. 

Gesù risponde dicendo che il piano di Dio è nascosto alla conoscenza umana, per cui è inutile porsi domande di questo tipo. Agli apostoli, invece, viene dato un mandato, ossia quello di predicare in tutto il mondo il messaggio della salvezza. Per adempiere a tale incarico, ad essi viene dato lo Spirito Santo, con il quale  verranno battezzati. 

Quale rapporto abbiamo con lo Spirito Santo? 

Gv. 16:7-14. 7  Tuttavia io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò. 8  E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. 9  Di peccato, perché non credono in me; 10  di giustizia, perché io vado al Padre e non mi vedrete più; 11  di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. 12  Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono ancora alla vostra portata. 13  Ma quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in ogni verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. 14  Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. 

Lo Spirito convince il mondo di peccato, giustizia e giudizio.

Peccato. Lo Spirito Santo opera sulla coscienza di ogni essere vivente nato su questa terra, e lo compunge ogni volta che pecca.

Giustizia. Dio è giusto e tutti gli uomini sanno che un giorno dovranno rendere conto a Lui circa il loro operare e le scelte fatte. Oggi, al contrario, la New Age ci insegna che Dio non esiste, che siamo un incidente cosmico, che proveniamo dal fango primordiale e che poi ci siamo evoluti, che non esiste un concetto di bene o di male assoluti, ma che ognuno può decidere ciò che è bene o male per lui. Ma, al di là di queste teorie, tutti gli uomini sanno dentro al proprio cuore che ciò non è vero, che c’è un creatore giusto, il quale richiede giustizia anche a noi.

Giudizio. Ogni uomo un giorno verrà giudicato da Dio, che è santo e giusto e ci chiederà spiegazioni circa il nostro operare. Dio è onnipresente, dimora in tutto l’universo e anche prima della nostra conversione è con noi.

Gv 14:17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi. 

E’ fatto comune il credere che c’è un po’ di Dio in tutte le persone; ma ciò non è vero perché i non credenti non hanno lo Spirito Santo. La Bibbia ci dice che essi sono figli del diavolo, padre di tutti i non credenti. Gesù dà la vita ad ogni persona, ma non lo Spirito Santo, che è soltanto dentro coloro che sono nati di nuovo. (Il figlio dell’uomo è la luce che illumina ogni uomo nel mondo). 

Lo Spirito è con noi. Con = para (greco)

Prima della conversione lo Spirito Santo è con noi e ci convince di peccato, giustizia e giudizio.

Dopo la conversione è in noi.

 

Gv 20:21-22.  21  Poi Gesù di nuovo disse loro: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi". 22  E, detto questo, soffiò su di loro e disse "Ricevete lo Spirito Santo. 

Gesù soffia sugli Apostoli, ed essi ricevono lo Spirito Santo (che non è il battesimo dello Spirito Santo, il quale avverrà il giorno di Pentecoste): in quel momento sono nati di nuovo. Questo fatto è accaduto dopo la resurrezione di Gesù. 

Prima della morte e della resurrezione di Cristo gli uomini non potevano nascere di nuovo; lo Spirito Santo veniva sui profeti o su uomini dell’antico testamento scelti da Dio, ma la nuova nascita è un aspetto del nuovo patto, un accordo comprato con il sangue di Gesù. Dopo quest’avvenimento, tutti gli uomini devono nascere di nuovo se vogliono entrare nel regno di Dio. Gli uomini del mondo non possono vedere o capire le cose che riguardano Dio perché non sono nati di nuovo. 

In questo passo della Bibbia, Gesù soffia sugli Apostoli ed essi ricevono lo Spirito Santo.

Anche Dio soffiò su un uomo, Adamo, ed egli diventò un’anima viva.

Quando avviene in noi la seconda nascita, lo Spirito Santo viene su di noi: è una promessa di Dio della quale non dobbiamo dubitare (non è il dono delle lingue), come della certezza di essere figli di Dio e di avere la vita eterna.

Lo Spirito è su di noi = dunamest, da cui il termine dinamite.

Quando lo spirito è su di noi capiamo totalmente, siamo riempiti, battezzati, cioè immersi totalmente, riempiti fino a traboccare.

Con noi prima della conversione;

dentro di noi con la conversione;

su di noi con il battesimo dello Spirito santo, per essere testimoni di Gesù.  

Atti 8:14-16. 14  Ora gli apostoli che erano a Gerusalemme, quando seppero che la Samaria aveva ricevuta la parola di Dio, mandarono loro Pietro e Giovanni. 15  Giunti là, essi pregarono per loro, affinché ricevessero lo Spirito Santo, 16  perché non era ancora disceso su alcuno di loro, ma essi erano soltanto stati battezzati nel nome del Signore Gesù. 

Il battesimo dello Spirito Santo è separato dalla conversione. L’esempio qui ci dice che i samaritani erano persone convertite, battezzate in acqua, ma non avevano ricevuto lo spirito santo.

Atti 8:17.  Imposero quindi loro le mani ed essi ricevettero lo Spirito Santo. 

Il battesimo è un’esperienza separata dalla nuova nascita.

At. 19:1-7. 1  Ora, mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le località più alte del paese, giunse ad Efeso e, trovati là alcuni discepoli, disse loro: 2  "Avete ricevuto lo Spirito Santo, quando avete creduto?". Quelli gli risposero: "Non abbiamo neppure udito che vi sia uno Spirito Santo". 3  E disse loro: "Con quale battesimo dunque siete stati battezzati?". Essi risposero: "Col battesimo di Giovanni". 4  Allora Paolo disse: "Giovanni battezzò con il battesimo di ravvedimento dicendo al popolo che dovevano credere in colui che veniva dopo di lui, cioè in Cristo Gesù". 5  Udito questo, furono battezzati nel nome del Signore Gesù. 6  E, quando Paolo impose loro le mani, lo Spirito Santo scese su di loro e parlavano in altre lingue e profetizzavano. 7  Or erano in tutto circa dodici uomini. 

Anche qui sono presentati dei credenti battezzati in acqua; Paolo li battezza nel nome di Gesù, impone loro le mani ed essi ricevono lo Spirito Santo.

  • Quale scopo ha il battesimo dello Spirito Santo?

Esso serve a noi per essere testimoni di Gesù Cristo, non per guarire, fare miracoli, profetizzare o parlare in lingue, e neanche per essere guardati dagli altri con ammirazione ed ottenere la gloria. Satana ha voluto la gloria, ha innalzato se stesso, invece di dare gloria a Dio.  Gesù ha detto che lo scopo dello Spirito Santo è quello di dare gloria a Cristo, mai ad un uomo. Quando viene esaltato un uomo, non è mai opera dello Spirito Santo: tutti i doni dello Spirito devono esaltare e glorificare Gesù.

  • Come possiamo essere testimoni di Gesù Cristo?

  1. parlando di Cristo con franchezza

  2. mostrando un comportamento cristiano.

Atti 4:31.  E, dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano radunati tremò; e furono tutti ripieni di Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza. 

Il brano parla di Pietro e Giovanni, minacciati dal Sinedrio affinché non parlassero più nel nome di Gesù; qui li ritroviamo dopo essere stati rilasciati. Gli Apostoli, già riempiti di Spirito il giorno di Pentecoste, dopo alcuni giorni vengono nuovamente riempiti: questo atto deve rinnovarsi continuamente con la preghiera e con la comunione col Signore. 

  1. La potenza dello Spirito Santo ci serve per essere testimoni e predicare la parola di Dio con franchezza: questo è un compito molto difficile perché la maggior parte delle persone non vuole ricevere. Bisogna però pensare che non è stato ricevuto neanche il Signore, quindi tanto meno la predicazione dei cristiani. Ma il nostro compito non è quello di ottenere un risultato, bensì di seminare la parola ed annaffiarla con la preghiera: poi Dio convertirà le anime ed otterrà i risultati.

  2. Un altro modo per essere testimoni è la nostra condotta davanti ai non credenti: essa è più incisiva delle nostre parole. 

     Tito 2:7-8. 7  presentando in ogni cosa te stesso come esempio di buone opere,      mostrando nell’insegnamento integrità, dignità, incorruttibilità, 8  un parlare sano ed irreprensibile, affinché l’oppositore sia svergognato, non avendo nulla di male da dire a vostro riguardo. 

Abbiamo bisogno della pienezza dello Spirito Santo per dimostrare una vita santa, ed essere un esempio di buone opere davanti ai non credenti. S. Francesco diceva ai suoi monaci di “evangelizzare in ogni tempo e, se necessario, usare anche le parole” perché le persone guardano principalmente come viviamo e se la nostra vita è un esempio di buone opere.

  1. Permettere che fioriscano nella nostra vita i 9 frutti dello Spirito: amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo; ogni credente deve specchiarsi in essi perché sono il vero segno che siamo stati battezzati con lo Spirito Santo, più del  parlare in lingue, che da solo non ha significato. Invece, gli altri frutti si manifestano nella nostra vita e sono il segno certo dell’avvenuto battesimo in noi. Molte chiese affermano che il battesimo dello Spirito Santo sia evidenziato dal parlare in lingue, ma la parola di Dio dottrinalmente non afferma questo, nelle parti in cui, appunto, Pietro o Paolo insegnano. Tuttavia è anche vero che nella maggior parte degli esempi del nuovo testamento i credenti parlavano in lingue: per questo motivo dobbiamo essere aperti anche a questa eventualità. 

Ef. 5:18-21. 18  E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito, 19  parlandovi gli uni gli altri con salmi inni e cantici spirituali, cantando e lodando col vostro cuore il Signore, 20  rendendo continuamente grazie per ogni cosa a Dio e Padre nel nome del Signor nostro Gesù Cristo; 21 sottomettetevi gli uni agli altri nel timore di Cristo. 

Nella nostra vita spirituale noi otteniamo il frutto di quello di cui ci “nutriamo”: parola, inni…ci riempiono di Spirito, ma, all’opposto, maldicenza, ira…ci svuotano della Sua presenza.

Dobbiamo essere grati a Dio continuamente, con umiltà e nel timore di Cristo, per tutto quello che abbiamo e per ciò che ha fatto per noi.

Ef. 4:29. Nessuna parola malvagia esca dalla vostra bocca, ma se ne avete una buona per l’edificazione, secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a quelli che ascoltano.

Qui ripete cosa ci svuota dallo Spirito e cosa ci edifica. La nostra bocca può maledire, essere fonte di veleno per gli altri o, al contrario, edificazione, vita, forza e grazia di Dio.

Ef. 4:30. E non contristate lo Spirito Santo di Dio, col quale siete stati sigillati per il giorno della redenzione. 

Lo Spirito è una persona e, come tale, può rattristarsi, ad es. con il parlare scorretto.

Ef. 4: 31. Sia rimossa da voi ogni amarezza, ira, cruccio, tumulto e maldicenza con ogni malizia.

Altri aspetti negativi sono: amarezza, cruccio contro qualcuno, tumulto e maldicenza con le parole malvagie.

Ef. 4:32. Siate invece benigni e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo. 

Il Signore con noi è stato benigno e misericordioso, lento all’ira e pronto a perdonare; anche noi, quali figli suoi, dobbiamo essere benigni e misericordiosi, lenti a puntare il dito verso gli altri.

Quindi:

vs.7-8: il Signore ci battezza con lo Spirito Santo per essere suoi testimoni.

Vs. 9-11. Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu sollevato in alto; e una nuvola lo accolse e lo sottrasse ai loro occhi. Come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che è stato portato in cielo in mezzo a voi, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo”.

Gesù ascende al cielo sotto gli occhi degli Apostoli.

Al suo ritorno Cristo scenderà dal cielo e tutti lo vedranno; “per questo, quando vi diranno: è qui o è li, non ci andate”.

Vs. 12-14. Allora essi ritornarono a Gerusalemme, dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme quanto un cammin di sabato. Rientrati in città, salirono nella sala di sopra, dove si trattenevano Pietro e Giacomo, Giovanni e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. Tutti costoro perseveravano con una sola mente nella preghiera e supplica con le donne, con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui.

Ora sappiamo che Gesù è asceso sul monte dell’Uliveto, distante da Gerusalemme “un cammin di sabato”, ossia 1 km e 200 m. Questa espressione non vuole far intendere che il fatto narrato sia accaduto di sabato, bensì vuole indicare la vicinanza con Gerusalemme. Secondo la legge ebraica, infatti, il sabato era vietato svolgere ogni lavoro e con esso si intendeva anche il percorrere un tratto troppo lungo. 1km e 200m era considerata una distanza accettabile.

Questa “sala di sopra” (anche in Atti 2:11) a Gerusalemme, forse era l’appartamento degli Apostoli, o solamente il loro posto di ritrovo; lì perseveravano nella preghiera, con una sola mente. 

Salmo 133.  Ecco, quanto è buono e quanto è piacevole, che i fratelli dimorino assieme nell’Unità! 2  E’ come l’Olio prezioso sparso sul capo, che scende sulla barba di Aaronne, che scende fino all’Orlo delle sue vesti. 3  E’ come la rugiada dell’Hermon, che scende sui monti di Sion, perché è là che l’Eterno ha posto la benedizione, la vita in eterno. 

C’è una grande benedizione e l’unzione dello Spirito Santo quando c’è unità nella chiesa, quando c’è una sola mente e un'unica visione. Questa era la caratteristica principale della chiesa primitiva: erano uniti con una sola mente, per cercare la faccia di Dio con preghiere e suppliche, perché il Signore Gesù aveva detto loro di aspettare a Gerusalemme fino a quando avrebbero ricevuto potenza dall’alto.

Quindi:

due sono le caratteristiche importanti: la preghiera, la sola mente

ossia il fatto di essere una chiesa unita, senza alcuno che parla male degli altri, ma guidati dallo Spirito Santo, il quale ha la chiarezza della visione spirituale. 

Questo aspetto è valido anche per il matrimonio: è necessario camminare secondo lo Spirito per avere un’analoga visione di tutte le cose, pregando il Signore per ogni decisione da prendere.

La chiesa primitiva era così: erano uniti e perseveranti nella preghiera. Infatti essi attesero il dono promesso dal Padre pregando continuamente e restando uniti.

Con i discepoli ci sono alcune donne, la madre di Gesù ed i fratelli di lui. Comprendiamo come la famiglia di Gesù fosse riunita assieme alla chiesa; infatti di essa fa parte anche Giacomo, fratello di Cristo, il quale assunse un ruolo di guida.

Elezione di Mattia al posto di Giuda.

Vs. 15-26. In quei giorni Pietro, alzatosi in mezzo ai discepoli (or il numero delle persone riunite era di circa centoventi), disse: “Fratelli, era necessario che si adempisse questa scrittura, che lo Spirito Santo predisse per bocca di Davide riguardo a Giuda, che fu la guida di coloro che arrestarono Gesù. Perché egli era stato annoverato tra noi e aveva avuto parte in questo ministero. Egli dunque acquistò un campo col compenso dell’iniquità e, essendo caduto in avanti, si squarciò in mezzo, e tutte le sue viscere si sparsero. Questo divenne noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme, cosicchè quel luogo nel loro proprio linguaggio è chiamato Akeldama, che vuol dire: “campo di sangue”. E’ scritto infatti nel libro dei Salmi: “Divenga la sua abitazione deserta e non vi sia chi abiti in essa” e: “Un altro prenda il suo ufficio”. Bisogna dunque che tra gli uomini che sono stati in nostra compagnia per tutto il tempo in cui il Signor Gesù è andato e venuto tra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui egli fu portato in cielo da mezzo a noi, uno di questi diventi testimone con noi della sua resurrezione”. 

Or ne furono presentati due: Giuseppe, detto Barsaba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. E, pregando, dissero: “Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, mostra quale di questi due hai scelto, per ricevere la sorte di questo ministero e apostolato, dal quale Giuda si è sviato per andare al suo luogo”. Così tirarono a sorte, e la sorte cadde su Mattia; ed egli fu aggiunto agli undici apostoli.

Luca ci dice che i discepoli erano 120 e li chiama “fratelli”: è la prima volta che tale termine viene utilizzato per indicare i seguaci di Cristo.

Gli apostoli tirano a sorte ed eleggono Mattia. 

E’ stato adottato un buon metodo per prendere una decisione tanto importante? Probabilmente si, visto che il Signore non li ha ripresi; è vero che di Mattia non si parla più in tutto il libro di Atti, ma è anche vero che la stessa cosa accade per moltissimi apostoli. 

Alcuni pensano che sia stato un errore prendere una tale decisione in questo modo e che la chiesa avrebbe dovuto attendere che Dio mandasse il dodicesimo uomo; probabilmente si sarebbe trattato di Paolo.

Tuttavia, se dobbiamo prendere una decisione importante, sarebbe opportuno scegliere un metodo più sicuro e, pensando al comportamento di Gedeone (vello), interrogare il Signoreper ogni cosa,  chiedendo segni che difficilmente possono avverarsi: se è volontà di Dio si realizzeranno.

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Atti 2