2 Samuele 8
Cap. 8.
Vittorie di Davide sui Filistei, Moabiti, Siri, e Edomiti. Pubblici ufficiali di Davide.
In questo capitolo è presentato l’adempimento alle promesse fatte a Mosè da Dio, il quale sul monte gli ha mostrato tutti i territori che avrebbe dato a Israele: con Davide tutte queste terre vengono conquistate e restano di proprietà di Israele solamente durante il suo regno. Spiritualmente, questi avvenimenti ci fanno capire ancora una volta come Dio non desideri per noi una vittoria parziale, bensì che ci appropriamo di tutte le promesse che ci ha fatto.
La vita che Egli ci ha promesso è ricca di pace e di vittorie, in pienezza con lo Spirito. Pertanto solo in Gesù possiamo ottenere la piena vittoria contro tutte le forze del male che quotidianamente ci affliggono; Egli è il “figlio di Davide”, colui che istituirà un regno privo della presenza del male. Apocalisse ci insegna che Satana alla fine dei tempi verrà schiacciato sotto i piedi di Cristo e noi saremo totalmente liberi.
Davide ha conquistato Gerusalemme, ne ha fatto la capitale e vi ha portato l’arca di Dio, la Sua presenza, la Sua gloria, la Shekinà. Tuttavia egli non è soddisfatto e vuole di più per Dio: anche noi non dobbiamo mai pensare di essere giunti ad una meta, bensì che c’è sempre qualcosa che dobbiamo fare ancora per Dio e con Dio. Chi pensa di non aver più nulla da imparare, certamente è alla mercè del demonio, in quanto il nostro punto di arrivo è nel regno di Dio, in paradiso.
Davide non è soddisfatto e va a conquistare nuovi territori. Tali conquiste hanno come punto di partenza la sua comunione con Dio, così come quelle del cap. 5 erano il frutto della sua dipendenza e della sua ubbidienza.
Vs. 1. Dopo queste cose, Davide sconfisse i Filistei e li umiliò, e Davide tolse di mano ai Filistei la loro più importante città (era il luogo di comando, detta “le redini” dei Filistei).
Come farà il Signore quando alla fine dei tempi giudicherà le nazioni, così Davide applica nei loro confronti giudizi diversi, tenendo conto sia delle caratteristiche dei suoi nemici, sia del modo in cui essi si sono comportati verso il popolo di Dio. Egli colpisce prima di tutto i Filistei e li sottomette impossessandosi della capitale; in questo modo gli acerrimi nemici di Israele sono privati della loro fortezza. Essa era il luogo dal quale comandavano, da dove tenevano le redini del proprio governo.
Ogni popolo conquistato da Davide rappresenta un nemico spirituale, in quanto caratterizzato da elementi che sono propri degli avversari dei cristiani.
I Filistei, come Golia, sono coloro che hanno oppresso Israele per secoli, incutendo in tale popolo una grande paura. Tale sentimento è l’opposto della fede e da essa nasce il dubbio. La paura ci limita nel predicare agli altri, ci fa dubitare del futuro, ecc.
Davide ha posto tutti i popoli pagani in soggezione, così come Gesù ci ha conquistato, noi che un tempo eravamo suoi nemici.
Vs. 2. Sconfisse pure i Moabiti e li misurò con la corda, dopo averli fatti coricare per terra. Con due corde misurò quelli che dovevano essere messi a morte, e con una corda completa quelli da lasciare in vita. Così i Moabiti divennero sudditi e tributari di Davide.
I Moabiti sono uomini senza pietà, crudeli e orgogliosi. Immolavano agli dei pagani i propri figli, gettandoli in una fornace ardente.
Moab era un figlio di Lot, residente di Sodoma e Gomorra, e della figlia di Lot; quindi egli nacque dall’incesto tra un padre e sua figlia. Essi rappresentano la concupiscenza dell’occhio, il peccato sessuale, tant’è vero che violentavano uomini e donne, ed uccidevano. Quindi, anche i nostri appetiti sessuali devono essere sottoposti al Re dei re, figlio di Davide, il Signore.
Entrando nel loro Paese, Davide distrusse tutti i loro templi e qualunque oggetto che inneggiasse a qualcosa di diverso dal vero Dio, l’unico Dio, e li ha resi servi.
Vs. 3-6. Davide sconfisse anche Hadadezer, figlio di Rehob, re di Tsobah, mentre egli andava a ristabilire il suo dominio lungo il fiume Eufrate. 4 Davide gli prese millesettecento cavalieri e ventimila fanti. Davide tagliò pure i garretti a tutti i cavalli, ma ne risparmiò abbastanza per cento carri. 5 Quando i Siri di Damasco vennero per soccorrere Hadadezer, re di Tsobah, Davide ne uccise ventiduemila. 6 Poi Davide mise delle guarnigioni nella Siria di Damasco e i Siri divennero sudditi e tributari di Davide; l’Eterno proteggeva Davide dovunque egli andava.
La Siria era una vera potenza, ed il suo nome significa “una fortezza in un luogo alto”, ovvero qualcosa di maestoso. L’impero Babilonese ha regnato a lungo nella storia e rappresenta la potenza, la fama, l’orgoglio.
1 Giovanni 2:15-17. Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. 16 Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. 17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.
I tre peccati sopra citati, rappresentati dai popoli sconfitti da Davide, sono stati soggiogati a Cristo, schiacciati e posti in soggezione.
L’orgoglio è una caratteristica che può colpire qualunque cristiano: ad es. Davide, in seguito a tali vittorie, divenne famoso (V. vs. 13) ed avrebbe potuto inorgoglirsi. Tuttavia nella sua vita era presente il Signore, il quale lo ha protetto dagli attacchi dei nemici spirituali.
Vs. 7-10. Davide prese gli scudi d’oro che i servi di Hadadezer avevano con sé e li portò a Gerusalemme. 8 Il re Davide prese anche una grande quantità di bronzo a Betah e a Berothai città di Hadadezer. 9 Quando Toi, re di Hamath, venne a sapere che Davide aveva sconfitto tutto l’esercito di Hadadezer, 10 mandò al re Davide Joram, suo figlio, per salutarlo e per benedirlo, perché aveva mosso guerra a Hadadezer e l’aveva sconfitto. Hadadezer infatti era sempre in guerra con Toi, Joram portò con sé vasi d’argento, vasi d’oro e vasi di bronzo.
Il re di Hamath manda da Davide il proprio figlio, affinché lo ringrazi per aver ucciso il suo acerrimo nemico, col quale era continuamente in guerra. Egli, quindi, riconosce la liberazione che Dio gli ha fornito attraverso Davide, e per questo offre dei doni al suo liberatore.
Tale fatto ci fa vedere che, da un punto di vista profetico, le nazioni si comporteranno in modo diverso alla fine dei tempi: alcune saranno soggiogate con la forza, colpite da una verga di ferro, altre avranno una parvenza di sottomissione spontanea, altre ancora si sottometteranno volontariamente al giogo di Cristo.
Vs. 11-14. Il re Davide consacrò anche questi all’Eterno, come aveva già consacrato l’argento e l’oro proveniente dalle nazioni che aveva soggiogato: 12 dai Siri, dai Moabiti, dagli Ammoniti, dai Filistei, dagli Amalekiti e dal bottino di Hadadezer, figlio di Rehob, re di Tsobah. Davide consacra a Dio ogni cosa che ha conquistato; così anche noi dobbiamo consacrare a Dio tutti i nostri talenti ed ogni dote buona che possediamo. 13 Davide si fece un nome quando ritornò, dopo aver sconfitto diciottomila Siri nella valle del Sale. 14 Pose delle guarnigioni anche in Idumea; ne mise per tutta l’Idumea e tutti gli Edomiti divennero sudditi di Davide e l’Eterno proteggeva Davide dovunque egli andava.
Un altro popolo oppresso furono gli Edomiti: essi erano i discendenti di Esaù, colui che vendette l’eredità, la prima genitura, la successione spirituale, per soddisfare i desideri del suo appetito. Essi rappresentano i desideri della carne nel loro complesso, dalla fame per le cose materiali, a quella per il cibo. Un peccato odierno è il materialismo, l’avarizia, l’ingordigia.
Così come Davide ha sconfitto tali popoli, così i peccati che essi rappresentano devono essere vinti nella vita di un cristiano, affinché Cristo possa regnare incontrastato su di noi.
Edom è l’unica nazione che risorgerà alla fine dei tempi, per essere giudicata senza compassione, poiché è stata la nazione più malvagia nei confronti di Israele e quella più desiderosa di distruggerlo. In passato rifiutò a Israele il passaggio per entrare in Canaan (Numeri 20:21). Circa il giudizio su Edom, il profeta Abdia afferma:
Abdia 1:18. La casa di Giacobbe sarà un fuoco e la casa di Giuseppe una fiamma, ma la casa di Esaù sarà come stoppia: essi la incendieranno e la divoreranno, e alla casa di Esaù non rimarrà più alcun superstite", perché l’Eterno ha parlato.
Malachia 1:3. e ho odiato Esaù; ho fatto dei suoi monti una desolazione e ho dato la sua eredità agli sciacalli del deserto.
L’intero bottino della vittoria sul nemico viene offerto a Dio, poiché egli ha attribuito al suo Signore il posto che gli spettava e, pertanto, anche i frutti delle vittorie hanno lo scopo di abbellire il tempio di Dio.
Analogamente, anche i nostri talenti e l’intelligenza vanno consacrati a Dio, poiché Egli è colui che ce li ha donati. Solo a Dio va la gloria dei nostri successi, in quanto essi sono stati possibili grazie ai doni che il Padre ci ha dato.
Dopo tale conquista Davide scrive il Salmo 60:6-12. <<Al maestro del coro. Sul motivo: "Il giglio della testimonianza". Inno di Davide, da insegnare, quando egli combatté contro i Siri di Tsobah, e Joab ritornando sconfisse dodicimila Idumei nella valle del Sale.>>
6 DIO ha parlato nella sua SANTITA’: "trionferò, io spartirò Sichem e misurerò la valle di Sukkoth. 7 Mio è Galaad e mio è Manasse. Efraim è la forza del mio capo, Giuda è il mio legislatore; 8 Moab è il catino in cui mi lavo; su Edom getterò il mio sandalo, sulla Filistia alzerò grida di vittoria". 9 Chi mi condurrà nella città forte? Chi mi condurrà fino a Edom? 10 Non sarai proprio tu, o DIO, che ci hai respinto? Non uscirai più, o DIO, coi nostri eserciti? 11 Dacci aiuto contro il nemico, perché vano è il soccorso dell’uomo. 12 Con DIO noi faremo prodezze, ed egli calpesterà i nostri nemici.
Davide attribuisce a Dio la vittoria sui popoli nominati, affermando altresì che l’aiuto dell’uomo è vano, in quanto piccolo e debole.
Salmo 2:8. Chiedimi, e io ti darò le nazioni come tua eredità e le estremità della terra per tua possessione.
Qui Davide sta profetizzando circa il Messia, ma in Apocalisse diviene una parola indirizzata a tutta la chiesa, la sposa di Cristo. Dio ci dice di chiedergli la conquista spirituale di alcuni luoghi ed Egli ce li darà, nel Suo nome. Gesù è con noi ovunque andiamo, così come era al fianco di Davide durante le sue battaglie, poiché ci ha promesso di rimanere vicino a noi fino alla fine dell’età presente.
Vs. 15-18. Così Davide regnò su tutto Israele, pronunciando giudizi e amministrando la giustizia a tutto il suo popolo. 16 Joab, figlio di Tseruiah, era capo dell’esercito; Giosafat, figlio di Ahilud, era archivista; 17 Tsadok, figlio di Ahitub, e Ahimelek, figlio di Abiathar, erano sacerdoti; Seraiah era segretario; 18 Benaiah, figlio di Jehoiada, era capo dei Kerethei e dei Pelethei, e i figli di Davide erano ministri.