2 Samuele 6

2 Samuele 6
Craig Quam

Cap. 6.

Davide fa trasportare l’arca a Gerusalemme.

Gerusalemme è finalmente comandata da Israele ed ora è la capitale del regno di Davide. Oggi non è più così, ma noi sappiamo che finchè ci sarà la guerra, la fine del mondo non sarà prossima; infatti la Bibbia dichiara che quando in questo paese ci sarà la pace e la sicurezza, allora la fine del mondo sarà vicina e ci sarà il giudizio.

Davide vuole portare l’arca di Dio in mezzo al popolo: essa conteneva le tavole della legge, la manna ed altri articoli cari al popolo ebraico. Era contenuta nel luogo santissimo e il suo coperchio era il propiziatorio, ossia il luogo in cui venivano espiati i peccati. Sopra vi erano i cherubini, i quali avevano le ali stese sul propiziatorio e gli occhi rivolti verso il basso, verso il luogo di misericordia. Dio disse a Mosè che quello sarebbe stato il luogo di incontro tra Lui e il popolo, perché luogo di misericordia. 

Per i cristiani di oggi tale luogo è in Cristo, il quale ha sparso il suo sangue per la misericordia provata per l’essere umano. Fuori di Cristo non è possibile incontrare Dio.

Davide desidera portare l’arca tra il popolo, in quanto essa rappresenta la gloria di Dio. Di essa non abbiamo più avuto notizie dal tempo in cui era stata sistemata a Kiriath- Jearim, dopo essere stata in mano ai Filistei. Essa era un segno importantissimo per Israele, eppure per tanto tempo era stata messa da parte e forse dimenticata. Davide desidera riportarla agli antichi splendori, darle l’onore che merita, poiché ora Israele ha un re, una capitale ed egli è spinto da un intento molto buono.

Vs. 1-2.  Davide radunò di nuovo tutti gli uomini scelti d’Israele in numero di trentamila. 2  Poi si levò e partì con tutto il popolo che era con lui da Baale di Giuda, per trasportare di là l’arca di DIO, col nome stesso dell’Eterno degli eserciti, che siede sopra i cherubini. 

Davide raduna una grande folla, costituita da uomini scelti, forti, ossia i migliori di Israele. Perché organizza tanta gente? Quando si tratta di combattimenti dell’Eterno non si vede mai che venga radunata tanta gente: Gedeone aveva con sé trecento uomini, Gionathan ne aveva uno solo, e così per molti altri esempi. Se è Dio che combatte per noi, il numero dei soldati non determina la vittoria.

Ma Dio gradisce Davide perché lo ama con fedeltà, è umile e sottomesso.

Vs. 3.  E posero l’arca di DIO sopra un carro nuovo e la tolsero dalla casa di Abinadab che era sul colle; Uzzah  (=forza) e Ahio (=simpatico), figli di Abinadab guidavano il carro nuovo.  Abinadab è l’uomo che ha custodito l’Arca per tanto tempo e, quindi, i suoi figli avevano grande dimestichezza con essa.

L’arca viene posta sopra un carro nuovo perché Davide vuole dare a Dio ciò che egli ritiene sia il meglio. Così i Filistei avevano trasportato l’arca. Tuttavia l’Eterno aveva dato ordini precisi anche per questo, attribuendo ai soli Leviti il compito di trasportare l’Arca sulle spalle, posta sopra delle stanghe. Coloro che disattendevano tali ordinamenti di Dio subivano delle conseguenze molto pesanti:

Numeri 4:15. Dopo che Aaronne e i suoi figli avranno terminato di coprire il santuario e tutti gli arredi del santuario, quando l’accampamento è pronto a mettersi in moto, i figli di Kehath verranno per trasportare; ma non toccheranno le cose sante, perché non abbiano a morire. Queste sono le cose che i figli di Kehath nella tenda di convegno devono trasportare. 

Pertanto, Davide non ha seguito la Parola di Dio, ma le usanze dei Filistei.

Il comportamento di Davide deve parlare alla coscienza di tutti i figli di Dio.  A volte vengono organizzate delle manifestazioni in base ai sistemi umani, al fine di attirare il numero maggiore possibile di persone, ma tali sistemi sono opposti a quelli di Dio. Egli desidera obbedienza, sia per quanto riguarda le Sue cose che per i più piccoli dettagli della nostra vita.

Pur mostrando un cuore pieno di devozione, Davide disobbedisce perché ignora la portata e le conseguenze del suo atto. Egli non ha scuse davanti a Dio, perché non avrebbe dovuto ignorare i precetti stabiliti.

Vs. 4-5. Così condussero via l’arca di DIO dalla casa di Abinadab che era sul colle, e Ahio andava davanti all’arca. 5  Davide e tutta la casa d’Israele suonavano davanti all’Eterno ogni sorta di strumenti di legno di cipresso, cetre, arpe, tamburelli, sistri e cembali. 

Questo dunque è il piano di Davide:

trentamila uomini, un carro nuovo, Uzzah, l’uomo forte, alla guida, Ahio, il gran simpatico, davanti al carro, poi Davide con tutti gli strumentisti: agli occhi umani era un progetto perfetto! Eppure le conseguenze sono pesanti.

Vs. 6-9. Quando giunsero all’aia di Nakon (era il luogo in cui il grano veniva separato dalla pula, così come il Signore farà al suo ritorno) Uzzah stese la mano verso l’arca di DIO e la sostenne, perché i buoi inciamparono. Uzzah ha visto l’Arca in casa di suo padre per tanto tempo, eppure vuole dimostrare il proprio desiderio a renderla a tutto il popolo perché tutti ne godano il privilegio. Per questo si rende disponibile a guidare il carro e tocca l’Arca. Tuttavia tale azione era vietata, poiché rappresentava la santità di Dio e la sua potenza. Dio lo considera un atto irriverente. Uzzah era un levita, ma non un sacerdote, perciò non poteva toccare le cose sante di Dio. 7  Allora l’ira dell’Eterno si accese contro Uzzah, e là DIO lo colpì per la sua colpa; ed egli morì in quel luogo presso l’arca di DIO. 8  Davide fu grandemente amareggiato perché l’Eterno aveva aperto una breccia nel popolo, colpendo Uzzah. Così quel luogo fu chiamato Perets-Uzzah (= la breccia di Uzzah) fino ad oggi. 9  Davide in quel giorno ebbe paura dell’Eterno e disse: "Come può venire da me l’arca dell’Eterno?". 

Davide si rattrista, poiché le sue intenzioni erano buone: voleva servire l’Eterno, rendergli l’onore dovuto, ristabilire il culto al suo Dio, eppure ora vede che il suo Signore si accende di ira contro di lui. Dio ha voluto insegnare ai suoi figli che le buone intenzioni non possono mai giustificare un comportamento sbagliato o peccaminoso (es. bugie a fin di bene).

Davide in questa circostanza non si è comportato come era solito fare, ossia non ha chiesto a Dio come agire per trasportare l’Arca, bensì ha organizzato la cosa con grande entusiasmo, però in base alle sue idee. Ora vediamo che comprende di aver commesso qualche errore e ritorna sui suoi passi:

Vs. 10.  Così Davide non volle trasportare l’arca dell’Eterno presso di sé nella città di Davide, ma la fece trasferire in casa di Obed-Edom di Gath ( é un levita, un uomo degno)

Davide comprende che qualcosa non è gradito a Dio; pertanto preferisce fermarsi, fino a quando non avrà compreso di cosa si tratta. Nel frattempo cercherà la presenza di Dio e si dedicherà alla preghiera.

Vs. 11-12.  L’Arca dell’Eterno rimase tre mesi in casa di Obed-Edom di Gath, e l’Eterno benedisse Obed-Edom e tutta la sua casa. 12 Allora fu detto al re Davide: "L’Eterno ha benedetto la casa di Obed-Edom e tutto ciò che gli appartiene, a motivo dell’Arca di DIO". Allora Davide andò e trasportò l’arca di DIO dalla casa di Obed-Edom nella città di Davide con gioia. 

Davide vede la benedizione di Dio nella casa di Obed-Edom e ne è geloso, volendo anche lui le medesime benedizioni. Se nella nostra casa c’è la presenza di Dio vi è anche la Sua benedizione.

In 1 Cronache 15:12-13 viene raccontato lo stesso fatto:

e disse loro: "Voi siete i capi delle case paterne dei Leviti; santificatevi, voi e i vostri fratelli, affinché possiate trasportare l’arca dell’Eterno, il DIO d’Israele, nel posto che io le ho preparato. 13  Poiché la prima volta voi non c’eravate e l’Eterno, il nostro DIO, aperse una breccia fra noi, perché non lo avevamo cercato secondo le regole stabilite". 

Davide chiama i sacerdoti e i leviti, poiché si rende conto che il precedente incidente era avvenuto per causa della sua disobbedienza.

Vs. 13-14. Quando quelli che portavano l’arca dell’Eterno ebbero fatto sei passi, egli immolò un bue e un vitello grasso. Immediatamente viene fatto un sacrificio a Dio per adorarlo.14  Davide danzava con tutte le sue forze davanti all’Eterno, cinto di un efod di lino. 

Ogni cosa viene fatta secondo la volontà di Dio, eliminando tutte le usanze dei Filistei. 

Vs. 15.  Così Davide e tutta la casa d’Israele trasportarono l’Arca dell’Eterno con grida di giubilo e a suon di tromba. 

Un unico strumento viene adoperato questa volta, la tromba, uno strumento a fiato, sinonimo di “pneuma”, di “Spirito”. 

Vs. 16.  Or avvenne che, mentre l’Arca dell’Eterno entrava nella città di Davide, Mikal, figlia di Saul, guardando dalla finestra, vide il re Davide che saltava e danzava davanti all’Eterno, e lo disprezzò in cuor suo. 

Non dobbiamo vergognarci di lodare apertamente il nostro Signore, e se  qualcuno si scandalizza per il nostro giubilo, peggio per lui, è certamente un suo problema.

Allo stesso modo, non dobbiamo porre i nostri occhi sugli altri e non dobbiamo giudicare comportamenti diversi dai nostri. Comportiamoci davanti a Dio come lo Spirito ci dice di fare, senza guardare gli altri.

Vs. 17-18.  Così portarono l’Arca dell’Eterno e la collocarono al suo posto, in mezzo alla tenda che Davide aveva eretto per essa. Poi Davide offrì olocausti e sacrifici di ringraziamento davanti all’Eterno. 18  Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di ringraziamento, Davide benedisse il popolo nel nome dell’Eterno degli eserciti, 

Il tabernacolo di Davide era costruito in modo tale da permettere a tutti di vedere i sacrifici e, quindi, di partecipare al culto. Al tempo di Mosé, invece, il tabernacolo aveva dei lati chiusi, perciò era impossibile vedere ciò che vi accadeva all’interno.

Vs. 19.  e distribuì a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d’Israele, uomini e donne, a ciascuno di essi una focaccia di pane una porzione di carne e una schiacciata di uva passa. Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua. 

Il cuore di Davide è colmo di gratitudine verso Dio ed allora desidera ricoprire di doni tutto il popolo.

Vs. 20.  Come Davide tornava per benedire la sua famiglia, Mikal, figlia di Saul, uscì ad incontrare Davide e gli disse: "Quanto degno di onore è stato oggi il re d’Israele a scoprirsi davanti agli occhi delle serve dei suoi servi come si scoprirebbe un uomo del volgo!". 

Davide torna a casa per pregare assieme ai suoi familiari, essendo che ogni uomo deve anche essere sacerdote nella propria casa.  Tuttavia sia moglie Mikal non condivide l’entusiasmo di Davide e ritiene che il suo sia stato un comportamento vergognoso.

Vs. 21-22.  Allora Davide rispose a Mikal: "L’ho fatto davanti all’Eterno che mi ha scelto invece di tuo padre e di tutta la sua casa per stabilirmi principe d’Israele, del popolo dell’Eterno; perciò ho fatto festa davanti all’Eterno. 22  Anzi mi abbasserò anche più di così e mi renderò spregevole ai miei occhi ma, in merito alle serve di cui tu hai parlato, io sarò onorato proprio da loro". 

Davide afferma di essere stato scelto al posto di Saul in quanto egli è un vero adoratore, mentre il suocero era un religioso, una persona che si interessava unicamente della considerazione degli altri: pensiamo al parziale sacrificio degli Amalekiti, che ha risparmiato, invece di sterminarli tutti.

Vs. 23.  Mikal, figlia di Saul, non ebbe figli fino al giorno della sua morte.

Tutto il popolo è benedetto e saziato, mentre solo Mikal è colpita da sterilità fino al giorno della sua morte. Era una donna critica, giudicatrice, e diviene sconosciuta a Davide, separata da lui, poiché figlia di una stirpe decaduta.

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2 Samuele 3:18-5

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2 Samuele 7