1 Samuele 18:12-19:11

1 Samuele 18:12-19:11
Craig Quam

Cap. 18.

Vs. 10-12. Il giorno dopo un cattivo spirito, da parte di DIO, s’impossessò di Saul che si comportava come un pazzo in mezzo alla casa, mentre Davide suonava l’arpa con la sua mano come gli altri giorni, e Saul aveva in mano la lancia. 11  Così Saul scagliò la lancia, dicendo: "Inchioderò Davide al muro!". Ma Davide schivò il colpo per due volte. 12  Saul aveva paura di Davide perché l’Eterno era con lui, mentre si era ritirato da Saul. 

Il giorno dopo viene investito da uno spirito cattivo e, abbandonato a Satana, lascia emergere i frutti del suo spirito malvagio. Cerca di uccidere Davide due volte, scagliandogli contro la lancia, ma Davide schiva i colpi.

Saul è accecato dall’invidia e dalla pazzia, è un uomo sanguinario che odia chi è integro davanti a Dio. Analogamente il nemico odia i figli di Dio.

Vs. 13-16.  Perciò Saul lo allontanò da sé e lo fece capitano di mille uomini, ed egli andava e veniva alla testa del popolo. 14  Or Davide riusciva bene in tutte le sue imprese e l’Eterno era con lui. 15  Saul, vedendo che egli riusciva molto bene, aveva timore di lui; 16  ma tutto Israele e Giuda amavano Davide, perché andava e veniva alla loro testa. 

Davide viene allontanato attraverso l’attribuzione di un onore fittizio: viene nominato capo di mille uomini, fatto che lo allontanava dagli occhi del re. E’ come se questi gli avesse dichiarato guerra.

Vs. 17-18.  Poi Saul disse a Davide: "Ecco Merab, la mia figlia maggiore; io te la darò in moglie; sii per me un figlio valoroso e combatti le battaglie dell’Eterno". Or Saul pensava: "Non sia la mia mano a colpirlo, ma sia la mano dei Filistei". 18  Ma Davide rispose a Saul: "Chi sono io e cosa è la vita mia e la famiglia di mio padre in Israele, perché io divenga genero del re?". 

Saul maschera la propria cattiveria con la spiritualità, nel senso che incita Davide alla battaglia, affermando che ciò viene fatto per il Signore. E’ un religioso, un ipocrita. Quindi Saul cerca in modo insidioso di sbarazzarsi del giovane: gli promette in sposa la figlia Merab, ma intanto spera che i Filistei lo uccidano. Più avanti vedremo che Davide si comporterà allo stesso modo con Uriah lo Itteo, marito di Baath-Sheba.

Vs. 19.  Or avvenne che, quando venne il momento di dare Merab, figlia di Saul, a Davide, essa fu data in moglie ad Adriel, il Meholathita. 

Saul provoca il giovane in tutti i modi, sperando di farlo reagire negativamente, ottenendo, così, la facoltà di punirlo secondo la legge. Questo è il modo di agire dei malvagi.

Vs. 20-21.  Ma Mikal, figlia di Saul, amava Davide; lo riferirono a Saul e la cosa gli piacque. 21  Così Saul pensò: "Gliela darò, perché sia per lui un laccio e perché egli cada sotto la mano dei Filistei". Saul dunque disse a Davide una seconda volta: "Oggi puoi diventare mio genero". 

A Davide viene promesso una seconda volta di diventare genero del re, eppure egli risponde di non essere sufficientemente benestante per fare la sua offerta al padre della sposa.

Saul spera di introdurre nella vita di Davide una sua alleata, pronta a schierarsi con il padre, contro il marito.

Vs. 22-23.  Poi Saul ordinò ai suoi servi: "Parlate in segreto a Davide e ditegli: "Ecco, il re è soddisfatto di te e tutti i suoi servi ti amano, diventa dunque il genero del re."" 23  I servi di Saul riportarono queste parole a Davide. Ma Davide rispose: "Vi pare piccola cosa diventare genero del re? Io sono un uomo povero e di bassa condizione". 

Davide non possiede le ricchezze necessarie per sposare la figlia del re.

Vs. 24-25.  I servi riferirono a Saul: "Davide ha risposto in questo modo". 25  Allora Saul disse: "Direte così a Davide: "Il re non desidera alcuna dote ma cento prepuzi dei Filistei, per fare vendetta sui nemici del re"". Or Saul complottava di far morire Davide per mezzo dei Filistei. 

Saul fa sapere a Davide di non desiderare il pagamento di alcuna dote, ma di ottenere, in cambio di essa, la consegna di 100 prepuzi dei nemici morti. Egli sperava, infatti, che nella dura lotta per conquistare la moglie Davide sarebbe stato ucciso. Per i Filistei, infatti, la circoncisione rappresentava un vero e proprio affronto, in quanto  non accettavano gli ordinamenti di Dio. Essere sottoposti a tale rituale, sia pure da morti, li avrebbe sicuramente fatti inferocire.

Vs. 26-27.  Quando i servi riferirono a Davide queste parole, parve bene a Davide di diventare genero del re. I giorni fissati non erano ancora trascorsi, 27  quando Davide si levò e partì con i suoi uomini e uccise duecento uomini dei Filistei. Poi Davide portò i loro prepuzi e li consegnò in numero esatto al re per diventare suo genero. Allora Saul gli diede sua figlia Mikal in moglie. 

Davide vince in battaglia e paga il doppio della dote per Mikal.

Davide dimostra di avere una grande fede in Dio, un grande zelo per il bene del suo paese ed una corretta idea dell’onore.

Vs. 28-30.  Così Saul vide e comprese che l’Eterno era con Davide; e Mikal, figlia di Saul, lo amava. 29  Saul ebbe ancora più paura di Davide e rimase nemico di Davide tutti i giorni che visse. 30  Poi i principi dei Filistei uscirono a combattere ma, ogni volta che uscivano Davide riusciva meglio di tutti i servi di Saul; così il suo nome divenne molto famoso. 

La paura di Saul aumenta e il suo odio diviene costante. Ormai Davide è molto stimato da tutto il popolo ed amato in quanto uomo di liberazione. Anche la moglie lo ama, tuttavia ben presto (2 Sam.6:16) arriverà a disprezzarlo. Solo Gionathan lo ama veramente con un affetto duraturo, poiché rivolto alla sua anima.

Davide prospera e diviene famoso. Saul desidera ardentemente la sua morte, tuttavia egli è protetto da Dio, che si prende cura di lui.



Cap. 19.

Saul cerca ancora di uccidere Davide. Fuga di Davide.

Precedentemente Saul ha cercato di sbarazzarsi di Davide; ora congiura contro di lui. Davide si è appena sposato, ritiene di essere ben visto dal suocero, invece quest’ultimo sta tramando una congiura alle sue spalle.

Vs. 1. Saul parlò a suo figlio Gionathan e a tutti i suoi servi di fare morire Davide. Ma Gionathan, figlio di Saul, nutriva un grande affetto per Davide. 

Saul e Gionathan dimostrano di avere due caratteri totalmente diversi e di nutrire sentimenti antitetici verso Davide.

Saul vuole la morte di Davide e, visto che il piano originario è fallito, ora cerca di farlo morire tramite una congiura. Ne parla anche a suo figlio, pur conoscendone i sentimenti, certo che anche egli, quale erede al trono, dovesse nutrire dei risentimenti verso Davide. Invece si sbagliava.

Vs. 2-4.  Così Gionathan informò Davide, dicendo: "Saul mio padre, cerca di farti morire; perciò domani mattina fa’ attenzione, rimani in un luogo segreto e nasconditi. 3  Io uscirò e starò accanto a mio padre nel campo dove ti trovi tu, e parlerò di te a mio padre. Vedrò che cosa succede e te lo farò sapere". 4  Gionathan dunque parlò a Saul suo padre in favore di Davide e gli disse: "Non pecchi il re contro il suo servo, contro Davide, perché egli non ha peccato contro di te, e perché le sue imprese ti sono state di grande utilità. 

Saul vuole la morte di Davide, un uomo integro che non aveva mai fatto nulla contro di lui. Suo figlio gli ricorda ciò che il suo servo aveva fatto per lui a prezzo della propria vita ed anche che lui stesso all’inizio se ne era rallegrato.

Vs. 5.  Egli ha esposto la propria vita al pericolo, quando ha ucciso il Filisteo, e l’Eterno ha operato una grande liberazione per tutto Israele. Tu hai visto e ti sei rallegrato; perché dunque peccheresti contro il sangue innocente, facendo morire Davide senza motivo?". 

Davide era sangue innocente, come Cristo.

Matteo 27:1-4. Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo, tennero consiglio contro Gesù, per farlo morire. 2  E, legatolo, lo condussero via e lo consegnarono nelle mani del governatore Ponzio Pilato. 3  Allora Giuda, che lo aveva tradito, vedendo che Gesù era stato condannato si pentì e riportò i trenta sicli d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, 4  dicendo: "Ho peccato, tradendo il sangue innocente". Ma essi dissero: "Che c’importa? Pensaci tu!". 

Davide è una figura di Cristo, che più volte è stato chiamato “figlio di Davide”. Da questo uomo di Dio ancora oggi gli ebrei cercano un discendente, il Messia.

Matteo 27:22-24.    Pilato disse loro: "Che farò dunque di Gesù (Gesù è un nome greco e viene da Giosuè, che vuol dire “Jehowa è salvezza”), detto Cristo?". Tutti gli dissero: "Sia crocifisso!". 23  Ma il governatore disse: "Eppure, che male ha fatto?". Ma essi gridavano ancora più forte: "Sia crocifisso!". 24  Allora Pilato, vedendo che non otteneva nulla, ma che anzi il tumulto cresceva sempre più, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: "Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi".

Pilato dà la colpa agli altri, ma mente, in quanto egli aveva il potere di salvarlo. Nel giorno del giudizio certamente il Padre gli chiederà cosa ha fatto con Gesù nella sua vita, cosa che domanderà ad ogni essere umano: abbiamo creduto in lui, ci siamo umiliati, oppure lo abbiamo rigettato. Nessuno può rimanere indifferente di fronte a Gesù, poiché Dio ci chiese di prendere una posizione. 

Vs. 6-7. Saul diede ascolto alla voce di Gionathan e giurò: "Com’è vero che l’Eterno vive, egli non morirà!". 7  Allora Gionathan chiamò Davide e gli riferì tutte queste cose. Poi Gionathan ricondusse Davide da Saul, ed egli rimase al suo servizio come prima. 

Saul sembra ritornare sui propri passi, ma il suo cuore non è cambiato ed egli non è pentito. Già altre volte aveva pronunciato delle frasi bugiarde, per mezzo delle quali cercava di nascondere la sua reale natura peccaminosa, per cui il suo attuale giuramento non è affatto rilevante. Infatti, un nuovo trionfo di Davide riaccenderà il cattivo spirito che si è impadronito di Saul.

Davide continua a servire fedelmente il re, nonostante questi lo ripaghi con malvagità, con odio e con profonda invidia. Egli è un esempio di comportamento per coloro che ricevono un trattamento simile: che non si stanchino di fare il bene, ricordando quale generoso benefattore sia il Signore.

Vs. 8. Cominciò di nuovo la guerra; così Davide uscì a combattere contro i Filistei e inflisse loro una grave sconfitta, ed essi si diedero alla fuga davanti a lui. 

Troviamo Davide di nuovo in battaglia affrontare il nemico in modo temerario. Riporta una nuova vittoria sui Filistei, i quali fuggono davanti a lui.

Vs. 9-10.  Ma un cattivo spirito da parte dell’Eterno, s’impossessò di Saul mentre stava in casa sua con la sua lancia in mano, e Davide stava suonando l’arpa con la mano. 10  Saul cercò d’inchiodare Davide al muro con la lancia, ma Davide fuggì davanti a Saul, ed egli conficcò la lancia nel muro. Davide fuggì e si mise in salvo quella stessa notte. 

Lo troviamo di nuovo al servizio del re, mentre suona l’arpa per lui, senza lamentarsi, né far notare che ora egli ne è il genero e che tale compito non spetta più a lui, bensì ad un servo. Davide è umile e rende il bene al posto del male. Tuttavia il sovrano è invidioso e, guidato dal demonio, cerca di ucciderlo con una lancia. Comprendiamo come la vita di Saul era un vero tormento, al punto che non poteva vivere in casa senza avere in mano un’arma. In lui Satana aveva il completo dominio.

Vs. 11-17. Saul allora inviò messaggeri a casa di Davide per sorvegliarlo e ucciderlo il mattino dopo; ma Mikal, moglie di Davide, lo avvertì della cosa, dicendo: "Se non ti metti in salvo questa notte, domani sarai morto". 12  Così Mikal calò Davide dalla finestra; ed egli se ne andò, fuggì e si mise in salvo. 13  Poi Mikal prese l’idolo di casa e lo pose nel letto; al posto del capo mise una coltre di pelo di capra e la coperse con un panno. 14  Quando Saul inviò i messaggeri a prendere Davide, ella disse: "E’ malato". 15  Allora Saul inviò di nuovo i messaggeri a vedere Davide e disse loro: "Portatemelo nel letto, perché io lo faccia morire". 16  Quando i messaggeri arrivarono, ecco che nel letto c’era l’idolo di casa con una coltre di pelo di capra al posto del capo. 17  Allora Saul disse a Mikal: "Perché mi hai ingannato in questo modo e hai fatto fuggire il mio nemico, permettendogli di mettersi in salvo?". Mikal rispose a Saul: "Egli mi ha detto: "Lasciami andare, altrimenti ti uccido""

La moglie Mikal cerca di aiutarlo a suo modo. Questo racconto ci fa sapere che in casa di Davide c’era un idolo: certamente egli non lo adorava, tuttavia lo tollerava. L’idolo domestico, nella superstizione popolare, era inferiore ad uno vero e proprio; aveva potere sulla sola casa e all’occorrenza poteva essere consultato. Tuttavia tali idoli portano presto a quelli veri e propri e pertanto vanno evitati poiché possono indurre alla caduta. Certamente l’idolo è stato introdotto in casa da Mikal, tuttavia  diviene un laccio anche per l’uomo di Dio.

La donna evita la collera di suo padre mostrandosi nemica di Davide e dicendo di aver agito in tal modo in quanto minacciata. Mikal mente poiché non è una donna di Dio. Il suo cuore differisce da quello di Gionathan, che prende apertamente le difese dell’amico, anche mettendo a repentaglio se stesso.

Vs. 18. Davide dunque fuggì e si mise in salvo; andò da Samuele a Ramah e gli raccontò tutto ciò che Saul gli aveva fatto. Poi lui e Samuele andarono a stare a Naioth. 

Dove si rifugia Davide? Poteva andare a casa sua o in una delle tante città che lo osannava, invece si reca dall’uomo di Dio. Davide  racconta ogni cosa a Samuele, uomo di Dio e profeta; diviene suo compagno e abita assieme a lui. Il racconto di questo capitolo si trova nel Salmo 59, nel quale Davide cerca da Dio la liberazione da Saul, che vuole ucciderlo. Nonostante le tribolazioni, Davide è certo dell’amore di Dio e del fatto che egli verrà in suo aiuto.

A Naiot si trovava la scuola dei profeti ed era un luogo privato, adatto agli incontri riservati.

Vs. 19-24.  La cosa fu riferita a Saul: "Ecco, Davide è a Naioth di Ramah". 20  Allora Saul inviò messaggeri per prendere Davide; ma quando essi videro l’assemblea dei profeti che profetizzavano, con Samuele che teneva la presidenza, lo Spirito di DIO investì i messaggeri di Saul che si misero anch’essi a profetizzare. 21  Riferirono la cosa a Saul, che inviò altri messaggeri, i quali pure si misero a profetizzare. Saul mandò di nuovo messaggeri per la terza volta, e anche questi si misero a profetizzare. 22  Allora si recò egli stesso a Ramah e giunto alla grande cisterna che è a Seku, chiese: "Dove sono Samuele e Davide?". Qualcuno gli rispose: "Ecco, sono a Naioth di Ramah". 23  Così egli andò là a Naioth di Ramah ma lo Spirito di DIO investì anche lui ed egli continuò il suo viaggio profetizzando, finché giunse a Naioth di Ramah. 24  Anch’egli si spogliò delle sue vesti, e anch’egli profetizzò davanti a Samuele e rimase sdraiato nudo per terra tutto quel giorno e tutta quella notte. Per questo si dice: "E’ anche Saul tra i profeti?". 

Tutti gli sforzi di Saul contro Davide svaniscono nel lulla: tutti i messaggeri inviati vengono investiti dallo Spirito di Dio e profetizzano, cosa che accade a Saul stesso. La loro vita, tuttavia, non cambia.

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1 Samuele 17:54-18:9

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1 Samuele 20