Luca 1

Luca 1
Craig Quam
Luca 1:1-26
Craig Quam
Luca 1:26-45
Craig Quam
Luca 1:46-56
Craig Quam
Luca 1:57-80
Craig Quam
Luca 1:26
Craig Quam

Introduzione

Luca è l’unico degli evangelisti ad aver scritto il seguito del proprio Vangelo, ovvero il libro di Atti degli Apostoli, il quale porta il lettore all’interno della chiesa primitiva. Narra di quei primi giorni a Gerusalemme e di come i predicatori diffusero il Vangelo: Pietro e Giovanni, Stefano, Filippo ed altri, ma specialmente Paolo ed i suoi collaboratori.

Luca con i suoi libri afferma che Dio sta portando a termine un grande progetto, che ha avuto inizio con Gesù e che si è sviluppato nella vita e nella testimonianza della chiesa. Essa ha avuto origine dall’opera di Cristo e rappresenta lo scopo voluto da Dio per la diffusione della Parola e la salvezza delle anime.

Tale volontà divina è intimamente legata con l’amore e con la misericordia del Padre, il quale opera in una varietà di modi e attraverso molteplici persone. L’amore non è un tema occasionale, bensì una caratteristica che percorre tutto il libro.

Questo terzo Vangelo fu scritto per far capire come Cristo sia il salvatore di tutti gli uomini.

Il Vangelo di Luca è il più lungo dei quattro e, se viene aggiunto ad Atti, fa sì che l’autore sia colui il quale ha scritto più di ogni altro nel Nuovo Testamento. Entrambi i libri sono indirizzati a Teofilo, un uomo sconosciuto, tuttavia sono stati scritti per essere letti da una moltitudine di credenti.

Luca era un gentile, l’unico scrittore non ebreo del Nuovo Testamento. Era medico (Colossesi 4:14), al fianco di Paolo durante la sua carcerazione a Roma (Filemone 2:4) e verso la fine della sua vita (2 Timoteo 4:11).

Il Vangelo è stato scritto circa nel 60 d.C. e Atti nel 62.

Il messaggio.

  • Luca presenta Cristo quale salvatore di tutti gli uomini, ideale “figlio dell’uomo” poiché condivide i nostri dolori e porta i nostri peccati.

  • Luca sottolinea l’interesse di Gesù per i gentili (Lc 2:32, 3:6, 24:44), per le donne (7:11-12, 8:2-3, 10:28-42), per gli emarginati (10:29-37, 15:1-2, 17:11-19, 18:9-14).

L’autore riporta ben 22 parabole, di cui 17 si trovano solo in questo Vangelo.

Cap. 1.

Prefazione.

Luca era un dottore (lo sappiamo da Colossesi), forse un greco, quindi un gentile; pertanto, egli è l’unico autore non ebreo di tutto il Nuovo Testamento. Atti ci dice che era un compagno di Paolo.

Vs. 1-4.  Poiché molti hanno intrapreso ad esporre ordinatamente la narrazione delle cose che si sono verificate in mezzo a noi, 2  come ce le hanno trasmesse coloro che da principio ne furono testimoni oculari e ministri della parola, 3  è parso bene anche a me, dopo aver indagato ogni cosa accuratamente fin dall’inizio, di scrivertene per ordine, eccellentissimo Teofilo, 4  affinché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate. 

Due volte afferma di voler narrare i fatti con ordine, in modo cronologico, e lo fa servendosi della propria cultura e di uno stile ben costruito. Si rivolge a Teofilo, che vuol dire “amante di Dio”.

Desidera dare al lettore la certezza delle cose narrate e per questo si serve dei testimoni oculari quali fonti autorevoli, anche se egli non era tra questi. In tale modo, anche noi oggi possiamo essere sicuri dello svolgimento dei fatti ed essere certi nella fede; non dobbiamo crearci delle fantasie teologiche, basate su un credo personale, bensì fondarci radicalmente su Gesù e sulla Parola di Dio. Chi fonda la propria vita in tali aspetti è come colui che costruisce la propria casa sulla roccia, ossia su qualcosa di indistruttibile. Dobbiamo conoscere con certezza la Parola di Dio, poiché essa è la nostra arma, sia di evangelizzazione che contro il nemico. Cristo stesso ha combattuto Satana attraverso i versetti della Bibbia, affermando “sta scritto”.

I testimoni oculari sono anche ministri della Parola, espressione che fa pensare che essi siano dei predicatori dell’evangelo cristiano. Ma non dobbiamo trascurare il fatto che all’inizio del suo Vangelo Giovanni parla di Cristo come della “Parola” e che in Atti Luca sembra ritenere che predicare Cristo e la Parola siano sostanzialmente la stessa cosa. Tali testimoni oculari non sono certamente degli storici acculturati, quanto proprio delle persone che conoscono il messaggio cristiano, che vivono per il Signore e predicano quanto hanno visto e udito.

Luca comincia a narrare dall’inizio, ovvero dal ministerio di Giovanni Battista, asserendo di essersi accuratamente informato di ogni fatto, proprio perché egli non è un testimone oculare.

A questo punto Luca ci presenta Zaccaria e Elisabetta, ai quali un angelo annuncerà la nascita di un figlio. Nei cap. 1 e 2 vengono narrate, relativamente a 

Giovanni Battista e a Gesù, le due annunciazioni, le due nascite, le due circoncisioni e le due vite quotidiane. L’autore traccia un continuo parallelo tra i due personaggi per mostrare la superiorità di Gesù rispetto a Giovanni.

Le due annunciazioni: punti in comune e punti di superamento.

Punti in comune:

  • Comune è la struttura delle due annunciazione: l’apparizione dell’angelo (Lc 1:11; Lc 1:26-28), il turbamento (Lc 1:12; Lc 1:29), il messaggio divino (Lc 1:13-17; Lc 1:30-33), l’obiezione (Lc 1:18; Lc 1:34), il segno di conferma (Lc 1:19-20; Lc 1:35-37).

  • L’annuncio viene portato dall’angelo Gabriele in entrambi i casi.

  • L’annuncio è motivo di gioia (Lc 1:14; Lc 1:28). Si deve leggere il “ti saluto” (in greco “chaire”, gioisci) rivolto dall’angelo a Maria, alla luce dell’esclamazione di Sofonia 3:14-18, ove ricorre lo stesso verbo “gioisci” rivolto alla figlia di Sion, Gerusalemme.

  • Viene offerto un segno (Lc 1:20; Lc 1:36).

Punti di superamento:

  • Diverso è il luogo delle apparizioni: per Zaccaria è il tempio di Gerusalemme, per Maria è Nazareth, un piccolo e sperduto paese, poco stimato (“Che cosa può venire di buono da Nazareth?”-Gv 1:46).Dio si manifesta e compie le Sue meraviglie anche nella vita comune, fuori dai luoghi sacri, con le cose piccole e di poco conto; anzi, spesso con queste fa le cose più grandi.

  • Diversa è la risposta data all’angelo: Zaccaria dubita e diventa muto, mentre Maria crede e in lei si incarna il figlio di Dio.

  • Nell’annuncio a Maria, Dio si mostra come colui che sa far germogliare la vita non solo nei grembi sterili (Elisabetta, Rebecca, Anna, Sara), ma addirittura in un grembo vergine. In quest’ultimo, anzi, dà vita al figlio più prezioso, il Messia.

  • Nell’annuncio a Maria è protagonista lo Spirito Santo, del quale non si parla nel caso di Zaccaria. Come in Genesi, all’inizio della creazione, così anche ora, all’inizio del nuovo patto, lo Spirito agisce. Chi si lascia guidare dallo spirito diviene fecondo in modo nuovo e traboccante.

Vs. 5.  Ai giorni di Erode, re della Giudea (Erode il Grande ha regnato dal 37 a. C. al 4 a. C.), vi era un certo sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia; sua moglie era discendente da Aaronne e si chiamava Elisabetta. 

Zaccaria era un sacerdote che proveniva dalla campagna e che svolgeva il proprio turno di servizio nel Tempio. Molti erano i sacerdoti, per cui essi prestavano il proprio servizio in base alla lista dei turni.

1 Cronache 24:1-6.  Le classi dei figli di Aaronne furono queste. I figli di Aaronne furono Nadab, Abihu Eleazar e Ithamar. 2  Nadab e Abihu morirono prima del loro padre senza lasciare figli; perciò esercitarono il sacerdozio Eleazar e Ithamar. 3  Poi Davide, insieme a Tsadok dei figli di Eleazar e ad Ahimelek dei figli di Ithamar li divise secondo i compiti del loro servizio. 4  Poiché si trovarono più capifamiglia tra i figli di Eleazar che tra i figli di Ithamar, essi furono divisi così: per i figli di Eleazar, sedici capi di case paterne, e per i figli di Ithamar, otto capi secondo le loro case paterne. 5  Essi furono divisi a sorte tanto gli uni che gli altri, perché c’erano principi del santuario e principi di DIO sia fra i figli di Eleazar che tra i figli di Ithamar. 6  Lo scriba Scemaiah, figlio di Nathaneel, un Levita, li iscrisse alla presenza del re, dei principi del sacerdote Tsadok, di Ahimelek figlio di Abiathar e dei capi delle case paterne dei sacerdoti e dei Leviti. Si tirò a sorte una casa paterna per Eleazar e una per Ithamar. 

I sacerdoti erano ripartiti in 24 classi e quella di Abia era l’ottava. Soltanto quattro classi ritornarono dall’esilio (Esodo 2:36-39), ma esse furono suddivise fino a formare di nuovo le 24 originarie, con i loro vecchi nomi. Ogni classe prestava servizio due volte all’anno, ogni volta per una settimana.

Zaccaria era sposato con Elisabetta, figlia di un sacerdote. Ad un sacerdote era chiesto di sposare una vergine israelita (Levitico 21:14), non necessariamente appartenente ad una famiglia sacerdotale. Il fatto di avere una moglie di discendenza sacerdotale era una benedizione aggiuntiva per un sacerdote.

Vs. 6-7.  Erano entrambi giusti agli occhi di Dio, camminando irreprensibili in tutti i comandamenti e le leggi del Signore. 7  Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed entrambi erano già avanzati in età. 

Zaccaria e Elisabetta camminavano secondo la legge di Dio, in modo irreprensibile, seguendo i comandamenti della legge, pur non essendo senza peccati; eppure non avevano figli. Nella cultura ebraica tale fatto rappresentava un aspetto vergognoso ed era il risultato del dispiacere di Dio per qualcosa che essi avevano commesso nella loro vita. Infatti, si riteneva che Dio avrebbe benedetto i propri servitori fedeli dando loro dei bambini.

Deuteronomio 7:14.   Tu sarai benedetto più di tutti i popoli e non ci sarà in mezzo a te né uomo né donna sterile, e neppure fra il tuo bestiame. 

Dio benedice il popolo assicurando che ogni grembo avrebbe dato la vita. Da questo dobbiamo dedurre che Zaccaria ed Elisabetta avevano delle colpe? Forse tutto il popolo era nel peccato e tale fatto si ripercuoteva su di loro. Ciò ci fa comprendere come spesso giudichiamo gli altri dall’apparenza, eppure il giudizio non ci spetta. Infatti, nel caso di Zaccaria ed Elisabetta è scritto che essi camminavano rettamente davanti al Signore e che, quindi, non avevano alcuna colpa. L’accenno alla loro età ha probabilmente lo scopo di far notare come non potessero aspettarsi che la loro situazione cambiasse in alcun modo. 

Vs. 8-10.  Or avvenne che, mentre Zaccaria esercitava il suo ufficio sacerdotale davanti a Dio nell’ordine della sua classe, 9  secondo l’usanza del servizio sacerdotale, gli toccò in sorte di entrare nel tempio del Signore per bruciare l’incenso. 10  Intanto l’intera folla del popolo stava fuori in preghiera, nell’ora dell’incenso. 

Molti erano i sacerdoti ed i compiti sacri non bastavano per tutti loro, perciò si tirava a sorte per decidere chi dovesse adempiere le singole funzioni. L’offerta dell’incenso era considerata un grande privilegio. Un sacerdote non poteva offrire l’incenso più di una volta nella sua vita, e ad alcuni sacerdoti tale privilegio non toccò mai. Perciò il momento in cui Zaccaria offrì l’incenso fu il più importante di tutta la sua vita.

L’incenso rappresenta la preghiera:

Apocalisse 5:8.  E, quando ebbe preso il libro, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e delle coppe d’oro piene di profumi (questa è la stessa parola usata per “incenso”), che sono le preghiere dei santi, 

La preghiera è un aspetto fondamentale nel nostro rapporto con Dio, e lo comprendiamo anche da questi versetti circa il compito di Zaccaria:

era un dovere del sacerdote bruciare l’incenso quotidianamente ed oggi tutti i credenti hanno il compito di essere sacerdoti davanti a Dio;

mentre il sacerdote offriva l’incenso, tutto il popolo si trovava fuori dal tempio a pregare: tutta la comunità deve avere un rapporto di preghiera con Dio poiché siamo sacerdoti dell’Altissimo.

A Zaccaria arriva la risposta alla preghiera sua e del popolo:

vs. 11.  Allora un angelo del Signore gli apparve, stando in piedi alla destra dell’altare dell’incenso. 

Dio raccoglie le nostre preghiere e risponde, poiché ai Suoi occhi sono preziose quanto le anime delle persone.

Vs. 12-13.  Al vederlo Zaccaria fu turbato e preso da paura, 13  Ma l’angelo gli disse: "Non temere Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, al quale porrai nome Giovanni. 

Giovanni significa “amato da Dio”.

Vs. 14-17.  Ed egli sarà per te motivo di gioia e di allegrezza, e molti si rallegreranno per la sua nascita. 15  Perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà né vino né bevande inebrianti e sarà ripieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre. 16  E convertirà molti dei figli d’Israele al Signore, loro Dio. 17  Ed andrà davanti a lui nello spirito e potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto". 

L’angelo si chiama Gabriele e rassicura Zaccaria sul fatto che Dio ha esaudito la sua preghiera. Certamente lui e sua moglie avranno pregato per molti anni ed ora erano anziani e non ci speravano più. Probabilmente non pregavano neppure più, tuttavia Dio non aveva dimenticato. La preghiera è un’arma importante e come tale va utilizzata, soprattutto all’interno della famiglia. Essa ha il potere di eliminare il regno di Satana dalla terra e così sarà alla fine dei tempi. 

La cosa più importante è che fin dall’inizio Giovanni doveva essere ripieno dello Spirito Santo, poiché senza tale aiuto l’opera di Dio non poteva essere compiuta efficacemente. Egli è stata l’unica persona che ha ricevuto la pienezza fin dal grembo materno, poiché fin dall’inizio è stato scelto da Dio e da Lui dotato delle qualità necessarie. 

Il bambino avrebbe convertito molti Israeliti al Signore loro Dio, e ciò sottolinea il fatto che essi si erano allontanati. Il suo ministerio è paragonato a quello di Elia, fatto che mette in evidenza sia la grandezza di Giovanni, sia la sua posizione di subordinazione. Egli è stato un precursore, colui che ha preparato le persone alla venuta di Cristo.

Vs. 18.  E Zaccaria disse all’angelo: "Da che cosa conoscerò questo? Poiché io sono vecchio e mia moglie è avanzata negli anni". 

Zaccaria, sebbene avesse pregato per molti anni per la nascita di un figlio, in questo momento cade nell’incredulità. La sua domanda all’angelo è identica a quella di Abramo in Genesi 15:8.

Atti 12:12-16.      Quando si rese conto della situazione, si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni, soprannominato Marco, dove molti fratelli erano radunati e pregavano. 13  Appena Pietro bussò alla porta d’ingresso, una serva di nome Rode si avvicinò cautamente per ascoltare. 14  E, riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse dentro e annunziò che Pietro stava davanti all’ingresso. 15  Ma essi le dissero: "Tu vaneggi". Ella però affermava che era così. E quelli dicevano: "E’ il suo angelo". 16  Pietro intanto continuava a bussare. Or essi, avendo aperto, lo videro e sbigottirono. 

Tutta la chiesa prega per la liberazione di Pietro, eppure quando lo vedono alla porta non credono ai loro occhi e sono stupiti. Anche noi crediamo che Dio non sia in grado di rispondere alle nostre preghiere?

Vs. 19-20.  E l’angelo, rispondendo, gli disse: "Io sono Gabriele (Vuol dire “uomo di Dio” ed era colui che portava i messaggi al profeta Daniele e a Maria) che sto alla presenza di Dio, e sono stato mandato per parlarti e annunziarti queste buone novelle. 20  Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno a loro tempo". 

Dio ha inviato a Zaccaria un angelo molto importante, portatore di un messaggio di gran valore; per questo l’incredulità dell’uomo non poteva rimanere senza conseguenze: avrebbe avuto il segno richiesto, anche se non quello desiderato. Gabriele non lascia alcun margine di incertezza e Zaccaria comprende che ciò che è stato affermato avverrà.

Daniele è in preghiera e digiuna per tre settimane, al termine delle quali accade qualcosa: 

Daniele 10:10-13.    Ma ecco, una mano mi toccò e mi fece stare tutto tremante sulle ginocchia e sulle palme delle mani. 11  Poi mi disse: "Daniele, uomo grandemente amato intendi le parole che ti dico e alzati in piedi, perché ora sono stato mandato da te". Quando mi ebbe detto questa parola, io mi alzai in piedi tutto tremante. 12  Egli allora mi disse: "Non temere, Daniele, perché dal primo giorno che ti mettesti in cuore di intendere e di umiliarti davanti al tuo DIO, le tue parole sono state ascoltate e io sono venuto in risposta alle tue parole. Quando noi preghiamo, nel cielo si verifica una lotta spirituale. Fin dal primo giorno il Signore ha risposto alle preghiere di Daniele ed ha inviato l’angelo; egli è giunto dopo 21 giorni poiché uno spirito malvagio lo ha ostacolato. Quindi: Dio ascolta sempre le nostre suppliche e risponde prontamente. 13  Ma il principe del regno di Persia mi ha resistito ventun giorni, però ecco, Mikael, uno dei primi principi, mi è venuto in aiuto, perché ero rimasto là con il re di Persia. 14  E ora sono venuto per farti intendere ciò che avverrà al tuo popolo negli ultimi giorni; perché la visione riguarda un tempo futuro". 

Forse anche le preghiere di Daniele davano forza agli angeli, sicuramente rappresentavano un combattimento contro le forze del male. Oggi dobbiamo pregare per la terra in cui viviamo, poiché siamo sacerdoti dell’Altissimo, posti in un luogo per aggiungere questo popolo al Suo elenco ed essere usati come strumenti di benedizione attraverso la preghiera. Essa è l’arma del combattimento spirituale.

I piani di Dio non si fermeranno senza la nostra collaborazione, poiché Egli prosegue nel Suo piano salvifico e, se non collaboriamo, lo porterà a termine grazie all’opera di altre persone: lavorare per il Signore è un privilegio. Analogamente, le nostre preghiere avranno una risposta, anche se non crediamo. Esse sono presso Dio, in una conca, e quando essa sarà piena vi sarà il versamento.

Vs. 21-25.  Intanto il popolo aspettava Zaccaria e si meravigliava che egli si trattenesse così a lungo nel tempio. 22  Ma, quando uscì, non poteva parlare loro; allora essi compresero che egli aveva avuto una visione nel tempio; egli faceva loro dei cenni, ma rimase muto. 23  E avvenne che, quando furono compiuti i giorni del suo servizio, egli ritornò a casa sua. 24  Ora, dopo quei giorni, sua moglie Elisabetta concepì; e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: 25  "Ecco cosa mi ha fatto il Signore nei giorni, in cui ha volto il suo sguardo su di me per rimuovere la mia vergogna tra gli uomini". 

L’angelo Gabriele, già inviato a Zaccaria, ora, dopo che sono trascorsi sei mesi, annuncia a Maria la nascita di un figlio.

Annuncio della nascita di Gesù.

Vs. 26-27.  Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27  ad una vergine fidanzata a un uomo di nome Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. 

Il sesto mese è quello della gravidanza di Elisabetta.

Maria è fidanzata con Giuseppe, fatto altamente vincolante per i giudei, al punto che tale impegno a contrarre il matrimonio poteva essere sciolto unicamente con il divorzio.

Vs. 28. E l’angelo, entrato da lei, disse: "Salve, o grandemente favorita, il Signore è con te; tu sei benedetta fra le donne". 

Maria è definita “benedetta fra le donne”, non al di sopra delle altre, bensì la donna più fortunata. “Grandemente favorita” è un termine espresso con “Karitù”, utilizzato solamente due volte nella Bibbia, che significa “altamente graziata”, ossia oggetto di un dono speciale, la grazia di Dio. Il termine si ritrova in Efesini 1:3-6.    

Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo, 4  allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore, 5  avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo secondo il beneplacito della sua volontà, 6  a lode della gloria della sua grazia mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell’amato suo Figlio, 

Anche noi oggi siamo nelle stesse condizioni in cui si trovava Maria, poiché viviamo “in Cristo” e siamo figlioli di Dio. Maria era favorita perché in lei vi era il Messia, ovvero la presenza di una grazia immeritata, la medesima che dimora anche in noi. Certamente è stata una donna pia, ma non sappiamo se lo fosse maggiormente delle altre. In lei vi era Cristo e noi oggi siamo in Cristo. Lei è santa e anche noi lo siamo, e pertanto siamo grandemente favoriti dal Padre, non per i nostri meriti, ma per l’opera che Cristo ha compiuto in noi e per noi.

Vs. 29-31.  Ma quando lo vide, ella rimase turbata alle sue parole, e si domandava cosa potesse significare un tale saluto. 30  E l’angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31  Ed ecco, tu concepirai nel grembo e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. 

Gabriele la rassicura, come aveva fatto con Zaccaria. Le annuncia il fatto di aver trovato grazia presso Dio, il che non significa che ella possa essere una sorgente di grazia per gli altri: Gabriele dice semplicemente che la grazia di Dio è su di lei. Anche in questo caso viene attribuito un nome al nascituro, ossia Gesù, che in ebraico significa “Il Signore è salvezza” e viene tradotto con “Joshua”. Esso è il nome al di sopra di ogni altro e in Atti 4:12 è detto che esso è l’unico che porta l’uomo alla salvezza:

E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati". 

L’ecumenismo afferma che tutte le religioni tendono a portare l’uomo ad avere un rapporto con Dio, tuttavia la Bibbia afferma che ciò è possibile unicamente tramite il Signore Gesù, l’unico salvatore. Romani 1 afferma che in ogni uomo c’è la coscienza necessaria per discernere il bene dal male, ed anche per quell’uomo che abita nella giungla, ma che vive in base ai canoni della coscienza, certamente Dio troverà il modo per essere incontrato. Un esempio è Cornelio, in Atti 10, un uomo gentile che cercava Dio, un italiano, uno che voleva conoscere l’Eterno e che lo ha trovato. Nel mondo c’è la tendenza ad accettare tutte le religioni, tuttavia è indispensabile essere fedeli ad ogni punto che si trova nella parola di Dio.

Vs. 32-33.  Egli sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo; e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre; 33  e regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine". 

Gesù viene posto in una posizione speciale, distinta da quella di tutti gli altri, e dichiarato figlio di Davide: infatti, i giudei si aspettavano che il Messia discendesse da Davide. 

Il suo regno sarebbe stato illimitato: questo è l’adempimento di una profezia che si trova in Daniele 2:34-35.  Mentre stavi guardando, una pietra si staccò, ma non per mano d’uomo, e colpì l’immagine sui suoi piedi di ferro e d’argilla e li frantumò. 35  Allora il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro furono frantumati insieme e diventarono come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via e di essi non si trovò più alcuna traccia. Ma la pietra che aveva colpito l’immagine diventò un grande monte, che riempì tutta la terra. 

44-45. Al tempo di questi re il Dio del cielo farà sorgere un regno, che non sarà mai distrutto; questo regno non sarà lasciato a un altro popolo, ma frantumerà e annienterà tutti quei regni, e sussisterà in eterno, 45  esattamente come hai visto la pietra staccarsi dal monte, non per mano d’uomo, e frantumare il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro. Il grande Dio ha fatto conoscere al re ciò che deve avvenire d’ora in poi. Il sogno è veritiero e la sua interpretazione è sicura". 

Daniele ha una visione circa il regno di  Cristo: i regni degli Assiri, dei Babilonesi, dei Greci e dei Romani, molto forti nell’antichità, sarebbero stati sostituiti da un regno eterno, non edificato da mano d’uomo, ma da Dio. La roccia che viene descritta è Cristo, il quale trasformerà in pula tutti gli altri regni. Nel mondo sembra stia vincendo il maligno, tuttavia noi sappiamo dalla Parola che la chiesa contribuirà all’espansione del messaggio cristiano e alla sconfitta del male. Anche noi oggi, ovunque ci troviamo, siamo un frammento dell’adempimento di tale profezia antica.

Matteo 16: 13-18.  Poi Gesù, giunto dalle parti di Cesarea di Filippo, domandò ai suoi discepoli: "Chi dicono gli uomini che io, il Figlio dell’uomo, sia?". 14  Ed essi dissero: "Alcuni, Giovanni Battista, altri Elia, altri Geremia, o uno dei profeti". 15  Egli disse loro: "E voi, chi dite che io sia?". 16  E Simon Pietro, rispondendo, disse: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". 17  E Gesù, rispondendo, gli disse: "Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli. 18  Ed io altresì ti dico, che tu sei Pietro (significa “sassolino), e sopra questa roccia (che è Cristo) io edificherò la mia chiesa e le porte dell’inferno non la potranno vincere.

Solamente su Cristo si basa la chiesa. Qui Gesù afferma che il male non potrà sconfiggere i Suoi figli, anzi essi lo demoliranno, espandendo ovunque il regno di Dio, fino a quando tutti gli altri regni saranno ridotti in polvere.

Vs. 34.  E Maria disse all’angelo: "Come avverrà questo, poiché io non conosco uomo?". 

Mentre Zaccaria era stato incredulo, Maria è perplessa e chiede spiegazioni circa l’adempimento del fatto.

Vs. 35.  E l’angelo, rispondendo, le disse: "Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti adombrerà, pertanto il santo che nascerà da te sarà chiamato figlio di Dio. 

L’angelo spiega che sarebbe stato un fatto soprannaturale.

Un altro uomo chiede a Gesù come sia possibile l’avverarsi di qualcosa che Egli ha annunciato; in questo caso  stava parlando della seconda nascita:

Giovanni 3:1-11.   Or c’era fra i farisei un uomo di nome Nicodemo, un capo dei Giudei. 2  Questi venne a Gesù di notte e gli disse: "Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio, perché nessuno può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui". 3  Gesù gli rispose e disse: "In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio". 4  Nicodemo gli disse: "Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?". 5  Gesù rispose: "In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6  Ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo Spirito è spirito. 7  Non meravigliarti se ti ho detto: "Dovete nascere di nuovo". 8  Il vento soffia dove vuole e tu ne odi il suono, ma non sai da dove viene né dove va, così è per chiunque è nato dallo Spirito". 

Lo Spirito Santo adombra Maria e da lei nasce il figlio di Dio; allo stesso modo noi diveniamo figli di Dio quando lo Spirito Santo adombra la nostra anima e domina la nostra vita.

Vs. 36-37.  Ed ecco Elisabetta, tua parente, ha anch’ella concepito un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese per lei, che era chiamata sterile 37  poiché nulla è impossibile con Dio". 

Forse Maria non aveva avuto notizie di Elisabetta, e l’annuncio della sua gravidanza le fa capire pienamente che per Dio nulla è impossibile.

Maria.

Vs. 38.  Allora Maria disse: "Ecco la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola". E l’angelo si allontanò da lei. 

La risposta di Maria esprime una sottomissione tranquilla. Serva è il termine “doulè” e significa “schiava”:  è una ragazza che non può fare altro che obbedire al suo padrone. A noi oggi può sembrare un atteggiamento naturale, poiché ci sfugge la situazione in cui ella si trovava: non era ancora sposata con Giuseppe, ed era quindi possibile che egli reagisse in modo negativo; in effetti, Matteo 1:19 racconta che egli pensa al divorzio. Inoltre, era ancora in vigore la pena della lapidazione per coloro che cadevano nel peccato di adulterio (Deuteronomio 1:19). Maria, quindi, non poteva essere sicura di non dover soffrire e forse anche morire. Tuttavia, riconoscendo che quella era la volontà di Dio, la accetta.

Maria visita Elisabetta.

Vs. 39-40.  Ora in quei giorni Maria si levò e si recò in fretta nella regione montuosa, in una città di Giuda, 40  ed entrò in casa di Zaccaria e salutò Elisabetta. 

Maria si mette subito in viaggio e si reca da sua cugina, la quale abitava in campagna.

Vs 41-45.  E avvenne che, appena Elisabetta udì il saluto di Maria, il bambino le sobbalzò nel grembo, ed Elisabetta fu ripiena di Spirito Santo, 42  ed esclamò a gran voce, dicendo: "Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo grembo. 43  E perché mi accade questo, che la madre del mio Signore venga a me? 44  Poiché, ecco, appena la voce del tuo saluto mi è giunta agli orecchi, il bambino è sobbalzato di gioia nel mio grembo. 45  Ora, beata è colei che ha creduto, perché le cose dettele da parte del Signore avranno compimento". 

Ogni credente deve saltare di gioia all’udire il nome di Gesù, il nome al di sopra di ogni altro.

E’ evidente che Elisabetta riconosce nel figlio di Maria il Messia inviato da Dio.

Il cantico di Maria. (o Magnificat)

Maria esplode in un prorompere di lodi a Dio, in un linguaggio veterotestamentario, basato sui Salmi e su altri versetti biblici. Vi sono delle somiglianze con quello di Anna (1 Samuele 2:1-10), ma diverso è il tono: Anna grida trionfante di fronte ai suoi nemici, mentre Maria dimostra di essere umile di fronte alla misericordia del suo Signore.

La figura di Maria, donna della Bibbia.

E’ importante conoscere le cose che Maria ha detto o ha fatto, al fine di essere un suo seguace, ossia un imitatore, così come Paolo chiede di esserlo di se stesso. 

Innanzi tutto si trova in una situazione molto difficile considerando il tempo in cui è vissuta: stava per avere un bambino, pur non essendo sposata, fatto che poteva portarla alla lapidazione. L’annuncio di Gabriele, quindi, poteva essere accolto in modo negativo, poiché la esponeva al giudizio della gente. Al contrario, la sua risposta è stata molto diversa, basata sulla lode a Dio. Molte persone ancora oggi, pur ascoltando il messaggio di Cristo, scelgono di non seguirlo per non essere giudicate dai parenti e scartate dagli amici. Il fatto di far entrare Gesù nella propria vita significa intraprendere una via nuova e scegliere in modo definitivo di rifiutare l’appartenenza ad un mondo che va alla perdizione.

Vs. 46.  E Maria disse: "L’anima mia magnifica il Signore, 

Le parole di Maria iniziano con la lode a Dio, attraverso la citazione di versetti biblici; da ciò comprendiamo che lei era una donna che conosceva la Parola.

Vs. 47.  e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore, 

In Dio è la sua forza e la sua gioia, poiché egli è il suo Salvatore. Riconosce il bisogno di essere salvata e perdonata dai suoi peccati.

Luca 2: 22-24.   Quando poi furono compiuti i giorni della purificazione di lei secondo la legge di Mosé, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore 23  come è scritto nella legge del Signore: "Ogni maschio primogenito sarà chiamato santo al Signore", 24  e per offrire in sacrificio, come è detto nella legge del Signore, un paio di tortore o due giovani colombi. 

Dopo la nascita di Gesù, Maria e Giuseppe si recano al tempio per fare un sacrificio a Dio, per l’espiazione dei peccati di lei in quanto donna, secondo quanto scritto in Levitico 12:1-8. L’Eterno parlò ancora a Mosè, dicendo: 2  "Parla così ai figli d’Israele: Se una donna è rimasta incinta e partorisce un maschio, sarà impura per sette giorni, sarà impura come nei giorni delle sue mestruazioni. 3  L’ottavo giorno si circonciderà la carne del prepuzio del bambino. 4  Poi ella resterà ancora trentatré giorni a purificarsi del sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. 5  Se invece partorisce una bambina, sarà impura due settimane come al tempo delle sue mestruazioni; e resterà sessantasei giorni a purificarsi del sangue. 6  Quando i giorni della sua purificazione sono compiuti, sia che si tratti di un figlio o di una figlia, porterà al sacerdote, all’ingresso della tenda di convegno, un agnello di un anno come olocausto e un giovane piccione o una tortora come sacrificio per il peccato. 7  Poi il sacerdote li offrirà davanti all’Eterno e farà l’espiazione per lei; ed ella sarà purificata dal flusso del suo sangue. Questa è la legge relativa alla donna che partorisce un maschio o una femmina. 8  E se non ha mezzi per offrire un agnello, prenderà due tortore o due giovani piccioni, uno come olocausto e l’altro come sacrificio per il peccato. Il sacerdote farà l’espiazione per lei, ed ella sarà pura". 

Qui chiaramente viene detto che il sacerdote avrebbe fatto espiazione per la donna, per i suoi peccati. Giustamente, quindi, Maria riconosce in Dio il proprio salvatore, poiché, al pari delle altre donne, anche lei ha bisogno di essere salvata e purificata.

Vs. 48.  perché egli ha avuto riguardo alla bassezza della sua serva, poiché ecco d’ora in poi tutte le generazioni mi proclameranno beata, 

Maria dimostra come il suo atteggiamento è quello di esaltare Dio ed abbassare se stessa. Se vogliamo somigliare a questa donna, è indispensabile che prendiamo da lei questo atteggiamento di umiltà. La parola “bassezza” in greco è espressa con un termine che significa “umile” e che viene usato in Filippesi 3:21 quando Paolo dice che i nostri corpi pieni di vergogna saranno trasformati in corpi glorificati.

Maria è una donna beata, poiché scelta da Dio quale vaso per portare il Messia nel mondo. In questo canto lei profeticamente afferma che tutto il mondo e per sempre l’ avrebbe considerata particolarmente fortunata, ma di Gesù è stato profetizzato che egli sarebbe stato la ragione della beatificazione di tutte le nazioni (Genesi 12:3 Dio promette ad Abramo che attraverso il suo seme questo sarebbe accaduto. Galati 3:16 afferma che tale seme è Cristo). 

Tutto il mondo chiama Maria “beata”, ma tutto il mondo è benedetto grazie al figlio di lei. Dio ha detto ad Abramo che attraverso il suo seme tutte le famiglie della terra sarebbero state benedette e ciò è accaduto tramite Cristo, figlio di Davide.

Vs. 49-50.  perché il Potente mi ha fatto cose grandi, e Santo è il suo nome! 50  E la sua misericordia si estende di generazione in generazione verso coloro che lo temono. 

Abbiamo bisogno della misericordia di Dio, non di Maria, la quale afferma di essere un’umile serva, bisognosa della grazia del Padre, Dio grande e immenso.

Maria elenca le opere che l’Eterno ha fatto per lei, sottolineandone la potenza, la santità e la misericordia.


Vs. 51-55.  Egli ha operato potentemente col suo braccio; ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 52  ha rovesciato i potenti dai loro troni ed ha innalzato gli umili, 53  ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani vuote. 54  Egli ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia 55  come aveva dichiarato ai nostri padri, ad Abrahamo e alla sua progenie, per sempre". 

Tutto il canto di Maria è teso all’esaltazione di Dio e all’umiliazione di lei in quanto serva. Se vogliamo essere seguaci di Maria dobbiamo vederla come esempio ed imitare le sue azioni. Non ha mai esaltato se stessa, bensì ha sempre glorificato il Padre; inoltre, dimostra di conoscere la Parola.

Il canto di Maria è tutto intessuto di testi del VT:

Vs. 46. L’anima mia magnifica il Signore.

1 Sam. 2:1. Il mio cuore esulta nel Signore.


Vs. 47. E il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore.
Salmi 31:8. Esulterò di gioia per la tua grazia.


Vs. 48. perché ha guardato l’umiltà della sua serva: D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

1 Sam. 1:11. Se vorrai, Signore, considerare la miseria della tua schiava.

Gen. 30:13. Le donne mi diranno beata.


Vs. 49. Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente…

Deut. 20:21. Dio ha fatto per te (Israele) cose grandi.

Vs. 50 Di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.

Salmo 103:17. La misericordia del Signore è da sempre, dura in eterno per quanti lo temono.

Vs. 51 Ha spiegato la potenza del suo braccio…

Salmo 89:11. Con braccio potente hai disperso i tuoi nemici.

Vs. 53 Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.

Salmo 34:11. I ricchi impoveriscono e hanno fame, ma chi cerca il Signore non manca di nulla.


Vs. 54. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia.

Salmo 98:3. Egli si è ricordato del suo amore, della sua fedeltà alla casa di Israele.


Vs. 55 Come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza.

Michea 7:20. Tu mostrerai la tua fedeltà a Giacobbe e la tua misericordia ad Abramo, come hai giurato ai nostri padri fin dai tempi antichi.

Maria nella Bibbia.

Pochissimi sono i versetti dedicati a Maria:

Giovanni 2:1-5. Tre giorni dopo, si fecero delle nozze in Cana di Galilea, e la madre di Gesù si trovava là. 2  Or anche Gesù fu invitato alle nozze con i suoi discepoli. 3  Essendo venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: "Non hanno più vino". 4  Gesù le disse: "Che cosa c’è tra te e me o donna? L’ora mia non è ancora venuta", 5  Sua madre disse ai servi: "Fate tutto quello che egli vi dirà". 

Maria comanda alle persone di seguire la volontà di Cristo e questo è esattamente ciò che dobbiamo fare.

Marco 3:31-35. Nel frattempo giunsero i suoi fratelli e sua madre e, fermatisi fuori, lo mandarono a chiamare. 32  Or la folla sedeva intorno a lui; e gli dissero: "Ecco, tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori e ti cercano". 33  Ma egli rispose loro, dicendo: "Chi è mia madre, o i miei fratelli?". 34  Poi guardando in giro su coloro che gli sedevano intorno, disse: "Ecco mia madre e i miei fratelli. 35  Poiché chiunque fa la volontà di Dio, questi è mio fratello, mia sorella e madre". 

Maria è con i fratelli carnali di Gesù.

La folla esalta i legami carnali di Cristo, ma egli afferma che chi obbedisce ai suoi comandamenti è membro della sua famiglia. Maria è una seguace di Cristo, una vera donna di Dio, da ammirare e da emulare.

Luca 24:49-53.  Ed ecco, io mando su di voi la promessa del Padre mio; ma voi rimanete nella città di Gerusalemme, finché siate rivestiti di potenza dall’alto. 50  Poi li condusse fuori fino a Betania e alzate in alto le mani, li benedisse. 51  E avvenne che, mentre egli li benediceva, si separò da loro e fu portato su nel cielo. 52  Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia. 53  E stavano continuamente nel tempio, lodando e benedicendo Dio. Amen! 

L’ultimo comandamento di Cristo dice di attendere a Gerusalemme in preghiera la discesa dello Spirito santo.

Atti 1:8-14.  Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea, in Samaria e fino all’estremità della terra". 9  Dette queste cose, mentre essi guardavano, fu sollevato in alto; e una nuvola lo accolse e lo sottrasse dai loro occhi. 10  Come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono loro, 11  e dissero: "Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che è stato portato in cielo di mezzo a voi, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo". 12  Allora essi ritornarono a Gerusalemme, dal monte chiamato dell’Uliveto, che è vicino a Gerusalemme quanto un cammin di sabato. 13  Rientrati in città, salirono nella sala di sopra, dove si trattenevano Pietro e Giacomo, Giovanni e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo d’Alfeo e Simone lo Zelota, e Giuda di Giacomo. 14  Tutti costoro perseveravano con una sola mente nella preghiera e supplica con le donne, con Maria, madre di Gesù, e con i fratelli di lui. 

Maria obbedisce al comandamento di Gesù e, assieme agli altri, rimane a Gerusalemme, poiché ella è un discepolo come tutti gli altri. La Bibbia, infatti, non racconta mai che ella sia stata esaltata in alcun modo. Se vogliamo essere buoni seguaci di Maria dobbiamo obbedire al Signore.

Dopo il battesimo dello Spirito Santo, tutti i discepoli, quindi anche Maria, vanno per il mondo a predicare il Vangelo, esaltando Gesù, l’unico nome dato da Dio grazie al quale gli uomini possono essere salvati.

Vs. 56. E Maria rimase con Elisabetta circa tre mesi, poi se ne tornò a casa sua. 

Nascita di Giovanni Battista.

Vs. 57-66.  Ora giunse per Elisabetta il tempo di partorire, e diede alla luce un figlio. 58  I suoi vicini e i parenti, udendo che il Signore le aveva usato grande misericordia, si rallegrarono con lei. 59  Ed avvenne che nell’ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e intendevano chiamarlo Zaccaria, col nome di suo padre; 60  ma sua madre intervenne e disse: "No, si chiamerà invece Giovanni". Nella legge era previsto che ogni maschio fosse circonciso l’ottavo giorno della sua vita (Gen. 17:12, Lev. 12.3). A quanto risulta, il nome veniva dato alla nascita e non sembra vi fosse in nessun modo un collegamento con la circoncisione; il racconto di Luca in tal senso si discosta da tale tradizione.

61  Ed essi le dissero: "Non vi è alcuno nella tua parentela che si chiami con questo nome". 62  Così domandarono con cenni a suo padre, come voleva che lo si chiamasse. 63  Egli allora chiese una tavoletta e vi scrisse: "Il suo nome è Giovanni". E tutti si meravigliarono. 64  In quell’istante la sua bocca si aperse e la sua lingua si sciolse, e parlava benedicendo Dio. Il fatto che le sue prime parole siano di benedizione per l’Eterno ci fa comprendere in quali pensieri fosse stata impegnata la sua mente nei lunghi mesi del silenzio. 65  E tutti i loro vicini furono presi da timore, e tutte queste cose erano divulgate per tutta la regione montuosa della Giudea. 66  E tutti coloro che le udirono, le riposero nel cuore loro, dicendo: "Chi sarà mai questo bambino?". E la mano del Signore era con lui. 

Zaccaria significa “Dio si ricorda”, Giovanni invece “Dio è clemente”.

Non attribuendo a Giovanni il nome di suo padre, è come se si interrompesse una tradizione per dare vita a qualcosa di nuovo; infatti, profeticamente stiamo entrando in un nuovo tempo, quello della clemenza, ovvero della grazia di Dio.

La profezia di Zaccaria.

Vs. 67-71.  E Zaccaria, suo padre, fu ripieno di Spirito Santo e profetizzò, dicendo: 68  "Benedetto sia il Signore Dio d’Israele, perché ha visitato e compiuto la redenzione per il suo popolo; 69  e ci ha suscitato una potente salvezza nella casa di Davide suo servo 70  come egli aveva dichiarato per bocca dei suoi santi profeti fin dai tempi antichi, perché fossimo salvati 71  dai nostri nemici e dalle mani di tutti coloro che ci odiano, 

Questa di Zaccaria è una profezia su Gesù, il quale doveva ancora venire nel mondo, vivere 33 anni, morire e, in tal modo,  operare per la salvezza delle persone. In quest’uomo è evidente una profonda trasformazione, poiché prima era un incredulo e guardava alla sua debolezza e quella di sua moglie, ora, invece, considera come già realizzato qualcosa che deve ancora accadere. Dio sta attuando il suo piano, frutto del patto stipulato con i Padri.

Vs. 72-73.  per usare misericordia verso i nostri padri e ricordarsi del suo santo patto, 73  il giuramento fatto ad Abrahamo nostro padre, 

Dio ha promesso ad Abramo che tutte le persone della terra sarebbero state benedette tramite lui; perciò anche noi oggi siamo un frammento di questa profezia fatta migliaia di anni fa e siamo benedetti grazie a Cristo, che ci ha redenti. Dio non rinnegherà quanto ha promesso e porterà a compimento il giuramento fatto ad Abramo, poiché la sua parola è “si e amen”.

Vs. 74-75.  per concederci che, liberati dalle mani dei nostri nemici, lo potessimo servire senza paura, 75  in santità e giustizia davanti a lui tutti i giorni della nostra vita. 

Dio desidera che nella nostra vita possiamo servirlo in santità e giustizia, senza paura alcuna. Atti 10 afferma che Gesù di Nazareth ha liberato tutti gli oppressi da Satana, colui che vuole derubarci, ucciderci e distruggerci. Cristo è venuto per donarci una vita abbondante, ricca di gioia. Questa è una promessa di Dio, nostro padre, e per questo ogni mattina possiamo rendere grazie a Dio per quanto ci ha benedetti.

L’ultimo nemico dell’uomo è la morte, ma Cristo ha sconfitto anche quest’ultima. Egli ci ha liberato da ogni nemico, per questo non dobbiamo avere alcuna paura. Comprendendo tale concetto saremo liberi di servire Dio con letizia, in santità e giustizia ogni momento.

Luca 10:17.20.  Or i settanta tornarono con allegrezza, dicendo: "Signore, anche i demoni ci sono sottoposti nel nome tuo". 18  Ed egli disse loro: "Io vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19  Ecco, io vi ho dato il potere di calpestare serpenti e scorpioni, e su tutta la potenza del nemico, e nulla potrà farvi del male. 

Nulla può nuocerci perché questa è una promessa di Cristo.

20  Tuttavia non vi rallegrate del fatto che gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli". 

Tutti i credenti hanno autorità sulla potenza del nemico, data dal Signore.

Efesini 4: 17-32.   Questo dunque attesto nel Signore, che non camminiate più come camminano ancora gli altri gentili, nella vanità della loro mente, 18  ottenebrati nell’intelletto, estranei alla vita di Dio, per l’ignoranza che è in loro e per l’indurimento del loro cuore. La nostra mente deve essere plasmata dalla Parola di Dio, la quale deve trasformare il nostro modo di pensare. In caso contrario, il nostro cuore si indurisce. 

19 Essi, essendo diventati insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni impurità con insaziabile bramosia. Lontani dalla Parola diventiamo insensibili e ci abbandoniamo al peccato. 20  Voi però non è così che avete conosciuto Cristo, 21  se pure gli avete dato ascolto e siete stati ammaestrati in lui secondo la verità che è in Gesù Chi è stato ammaestrato da Cristo non può perseverare nel peccato, poiché è una nuova creatura. 22  per spogliarvi, per quanto riguarda la condotta di prima, dell’uomo vecchio che si corrompe per mezzo delle concupiscenze della seduzione,Cristo ci ha liberato dalle catene delle tenebre ed ora tocca a noi agire e proclamare per fede tale liberazione. E’ nostro compito spogliarci del vecchio uomo, che è marcio e corrotto. Poniamo fede solo in Gesù, il quale ci ha accompagnato fino alla morte per farci capire che non dobbiamo porre la nostra fiducia in noi stessi; Egli è colui che risuscita. Il segreto della nostra vittoria è nel fatto di non contare su noi stessi, ma unicamente in Cristo. Spogliamoci dell’uomo vecchio, poiché Gesù ci ha liberato completamente e ci ha redenti, eliminando la schiavitù del peccato grazie al suo sangue prezioso. 23  per essere rinnovati nello spirito della vostra mente La mente si rinnova mediante la Parola di Dio, la quale va studiata attentamente ogni giorno, 24  e per essere rivestiti dell’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità. 25  Perciò, messa da parte la menzogna ciascuno dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri. 26  Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sul vostro cruccio; 27  e non date luogo al diavolo. 28  Chi rubava non rubi più, ma piuttosto si affatichi facendo qualche buona opera con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a chi è nel bisogno. 29  Nessuna parola malvagia esca dalla vostra bocca, ma se ne avete una buona per l’edificazione, secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a quelli che ascoltano. 30  E non contristate lo Spirito Santo di Dio, col quale siete stati sigillati per il giorno della redenzione. 31  Sia rimossa da voi ogni amarezza, ira, cruccio, tumulto e maldicenza con ogni malizia. 32  Siate invece benigni e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda, come anche Dio vi ha perdonato in Cristo. 

Dio ci chiama alla maturazione ed al cammino lungo la via che Cristo ha tracciato per noi, comprandola con la propria vita, senza zoppicare, ma camminando secondo l’uomo nuovo, del quale siamo rivestiti.

Vs. 76-77.   E tu, o piccolo bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché tu andrai davanti alla faccia del Signore a preparare le sue vie, 77  per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza, nel perdono dei loro peccati; 

Zaccaria afferma che suo figlio sarebbe divenuto profeta di Dio, fatto molto importante e di rilevante entità. Avrebbe preparato la via del Signore, parlando al popolo del perdono dei peccati e della conseguente salvezza che stava per venire. Giovanni non sarebbe stato in grado di salvare, ma avrebbe chiamato gli uomini al ravvedimento e parlato loro di Cristo, il Salvatore.

Vs. 78-80.  grazie alle viscere di misericordia del nostro Dio, per cui l’aurora dall’alto ci visiterà, 79  per illuminare quelli che giacevano nelle tenebre e nell’ombra della morte, per guidare i nostri passi nella via della pace". 80  Intanto il bambino cresceva e si fortificava nello spirito, e rimase nei deserti fino al giorno che egli doveva manifestarsi ad Israele. 

Di Giovanni si dice che visse nel deserto; forse i suoi vecchi genitori morirono ed egli fu allevato dagli Esseni, un gruppo che viveva nel deserto e che allevava anche i figli degli altri. E’ una mera ipotesi, comunque alcuni aspetti del carattere di Giovanni fanno pensare alle caratteristiche di questa setta.

Le due nascite: punti in comune e punti di superamento.

Punti in comune:

  • Medesima è la struttura: nascita, circoncisione con l’imposizione del nome, infanzia del bambino.

  • Questi avvenimenti sono motivo di gioia.

  • La notizia della nascita si diffonde in tutta la regione.

  • Vengono circoncisi l’ottavo giorno, poi crescono e si fortificano.

Punti di superamento:

  • Gesù nasce più povero del battista, in una mangiatoia, fuori dal centro abitato, non in una casa, come Giovanni.

  • La nascita di Gesù viene annunciata da un angelo.

  • La nascita di Gesù porta una grande gioia a tutto il popolo.

  • Gesù è il salvatore.

  • Il nome dato a Gesù è più grande di quello attribuito a Giovanni e vuol dire “Jeowah salva”.

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Luca 2