Luca 17
Cap. 17
Gli scandali; il perdono; la potenza della fede; i servi inutili.
Vs. 1. Or egli disse ai suoi discepoli: "E’ impossibile che non avvengano scandali; ma guai a colui per colpa del quale avvengono!
Probabilmente Gesù qui si riferisce ai capi dei sacerdoti. Infatti, la natura umana è incline al peccato ed al provocare degli scandali, tuttavia il Signore afferma che gravi conseguenze toccheranno coloro che sono causa di tali cose. Guai a coloro che scandalizzano i più giovani nella fede, anche con il solo parlare, poiché dobbiamo avere timore di Dio.
Vs. 2. Sarebbe meglio per lui che gli fosse messa al collo una macina da mulino e fosse gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno solo di questi piccoli.
Gesù non ci dice quale sorte toccherà al peccatore che scandalizza un altro, però gli augura di morire annegato, piuttosto che perseverare nel suo peccato e poi subire l’ira di Dio.
La macina da mulino era una pietra molto pesante e serviva appunto per macinare il grano.
Vs. 3-4. State attenti a voi stessi! Se tuo fratello pecca contro di te, riprendilo; e se si pente, perdonagli. 4 E se anche peccasse sette volte al giorno contro di te, e sette volte al giorno ritorna a te, dicendo: "Mi pento", perdonagli".
Il cristiano non deve avallare il peccato oppure esserne egli stesso la causa, anzi lo deve arginare. Per questo è chiamato a riprendere il fratello che pecca (non sta, però, parlando delle persone non cristiane).
Allo stesso tempo deve averne compassione ed essere sollecito al perdono, poiché tale sentimento deve essere la regola del vivere cristiano. “Quante volte dobbiamo perdonare, hanno chiesto a Gesù, sette?”, ed egli ha risposto “settanta volte sette”. Nessuno ci ha offeso 490 volte, ma certamente noi lo abbiamo fatto con Cristo, la cui capacità di perdonare è illimitata.
Matteo 18:15-18. "Ora, se il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo; se ti ascolta, tu hai guadagnato il tuo fratello; 16 ma se non ti ascolta, prendi con te ancora uno o due persone, affinché ogni parola sia confermata per la bocca di due o tre testimoni. 17 Se poi rifiuta di ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta anche di ascoltare la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano. 18 In verità vi dico che tutte le cose che voi avrete legate sulla terra saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra saranno sciolte nel cielo
Qui il Signore parla del rapporto che i fedeli devono avere tra di loro e non si riferisce al comportamento da adottare comunemente con le persone al di fuori della chiesa.
Quindi: innanzi tutto parliamo in privato con i fratelli e non sparliamo dietro alle loro spalle, altrimenti cadiamo nel peccato. Se mettessimo in pratica la Parola di Dio, allora eviteremmo molti problemi all’interno della chiesa.
Vs. 5. Allora gli apostoli dissero al Signore: "Accresci a noi la fede".
Gli apostoli non chiedono, ad esempio, di veder aumentare il loro amore per gli altri, la pazienza o la misericordia, mentre invece chiedono di avere più fede. Probabilmente ritengono che perdonare così tante volte richieda molta fede. Tale azione, infatti, non dipende dalla persona che ci ha offeso, bensì dall’obbedienza al comandamento di Dio che ci chiede di perdonare.
Matteo 6:15. ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre.
Non è possibile essere un credente all’interno della chiesa di Dio e portare rancore verso gli altri: neppure Dio perdonerà le nostre colpe.
Quindi: il perdono non è un sentimento, bensì un atto di fede e per questo motivo gli apostoli chiedono di avere una fede maggiore. Se proviamo rancore per una persona, tale sentimento provoca del male solamente a noi stessi e non colpisce affatto l’altra persona: per questo Dio ci dice di perdonare. Infatti, solamente in questo modo possiamo provare sollievo da questo grande peso e proseguire nel nostro cammino della vita cristiana.
Filippesi 3:7-14. Ma le cose che mi erano guadagno, le ho ritenute una perdita per Cristo. 8 Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo, 9 e per essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede, 10 per conoscere lui, Cristo la potenza della sua risurrezione e la comunione delle sue sofferenze, essendo reso conforme alla sua morte, 11 se in qualche modo possa giungere alla risurrezione dai morti. 12 Non che io abbia già ottenuto il premio, o sia già arrivato al compimento, ma proseguo per poter afferrare il premio, poiché anch’io sono stato afferrato da Gesù Cristo. 13 Fratelli, non ritengo di avere già ottenuto il premio, ma faccio una cosa: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso le cose che stanno davanti, 14 proseguo il corso verso la méta verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù.
Paolo è un uomo che ha sofferto grandemente, essendo stato calunniato, arrestato, picchiato, frustato, incarcerato, accusato, eppure egli, grazie alla lunga strada percorsa al fianco del Signore, ha capito che bisogna dimenticare le cose che sono passate e guardare in avanti, verso il premio, verso la mèta. Ha immediatamente perdonato il suo carceriere e, quando un terremoto ha aperto le porte delle celle, non ne ha approfittato per fuggire, mettendo a repentaglio la vita del soldato romano: questa è una fede eccezionale, quasi una pazzia per gli occhi umani.
Dimentichiamo le ferite ed i torti subìti perché Dio ci comanda di fare questo: preghiamo per una fede che ci metta in grado di agire in questo modo.
Paolo aveva capito questo concetto: se Gesù è riuscito a perdonarmi, allora anche io posso perdonare colui che mi ha ferito. Inoltre devo essere consapevole del piano grandioso che Dio ha previsto per me e quindi dimenticare tutte le cose negative per afferrare questo dono prezioso. In caso contrario, tali benedizioni mi saranno precluse.
Vs. 6-10. E il Signore disse: "Se aveste tanta fede quanto un granel di senape, potreste dire a questo gelso: "Sradicati e trapiantati in mare" ed esso vi ubbidirebbe. 7 Ora chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge gli dirà quando è tornato a casa dai campi: "Vieni subito a metterti a tavola"? 8 Non gli dirà piuttosto: "Preparami la cena, rimboccati le vesti e servimi affinché io abbia mangiato e bevuto, poi mangerai e berrai tu. 9 Ringrazierà forse quel servo perché ha fatto le cose che gli erano state comandate? Non lo penso. 10 Così anche voi, quando avrete fatto tutte le cose che vi sono comandate, dite: "Siamo servi inutili. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare".
Gesù mette in guardia gli apostoli dall’orgoglio spirituale di chi ritiene di agire correttamente verso il Signore. Al contrario, egli agli occhi di Dio è come un servo inutile, cioè che non porta alcun guadagno al suo padrone. Ogni cristiano deve essere umile e così potrà comprendere se è un vero servo di Dio, oppure una persona che agisce per essere apprezzato e stimato dagli uomini. Un servo di Dio va avanti nonostante gli altri possano offenderlo, poiché sta lavorando per Dio e per piacere solo a Lui; un servo degli uomini, invece, lascia il proprio lavoro all’interno della chiesa alla prima difficoltà.
Efesini 6:5-8. Servi, ubbidite ai vostri padroni secondo la carne con timore e tremore, nella semplicità del vostro cuore, come a Cristo, 6 non servendo per essere visti, come per piacere agli uomini, ma come servi di Cristo, facendo la volontà di Dio di buon animo, 7 servendo con amore, come a Cristo e non come agli uomini, 8 sapendo che ciascuno, schiavo o libero che sia, se avrà fatto del bene, ne riceverà la ricompensa dal Signore.
Questo dovrebbe essere il nostro sentimento in ogni momento all’interno della chiesa, perché se abbiamo operato di buon animo, allora un giorno saremo ricompensati dal Signore.
Guarigione dei dieci lebbrosi.
Tema dei passi seguenti è la gratitudine verso Dio per tutto ciò che ha fatto per noi, perché Egli è venuto nella nostra vita e l’ha cambiata totalmente. Siamo grati a Dio per ogni piccola cosa, anche per il respiro.
Vs. 11. Or avvenne che, nel suo cammino verso Gerusalemme, egli passò attraverso la Samaria e la Galilea.
Non è facile stabilire con certezza l’itinerario del viaggio che Gesù stava compiendo, anche perché forse Luca non ha posto i fatti in stretto ordine cronologico. Probabilmente Gesù era stato in Perea ed ora viaggiava verso nord, tra la Samaria e la Galilea, al fine di riunirsi ai pellegrini che si recavano a Gerusalemme per celebrare la Pasqua.
Vs. 12-13. E, come egli entrava in un certo villaggio, gli vennero incontro dieci uomini lebbrosi, i quali si fermarono a distanza, 13 e alzarono la voce, dicendo: "Maestro, Gesù, abbi pietà di noi".
Questi lebbrosi avevano sentito parlare dei miracoli che Gesù stava compiendo, sapevano che sarebbe giunto presso il loro villaggio ed allora sono corsi da Lui per ricevere una guarigione. Tuttavia, essi non potevano entrare nel villaggio a causa della loro malattia ed allora si accontentano di avvicinarsi per quanto a loro consentito e di gridare la propria richiesta. Chiedono pietà per la condizione che li affligge e, almeno a parole, chiamano Gesù “maestro”, riconoscendone l’autorità spirituale. Alla fine della storia, però, comprendiamo che solo uno di loro era veramente sottomesso al Signore.
Gesù raccoglie le loro suppliche, come fa ogni volta che l’uomo si rivolge a Lui.
Vs. 14. Ed egli, vedutili, disse loro: "Andate a mostrarvi ai sacerdoti". E avvenne che, mentre se ne andavano, furono mondati.
Gesù non li guarisce in quel momento ma, in obbedienza a Levitico 14:2 e segg., li invia ai sacerdoti poiché ne constatino lo stato di guarigione. Notiamo che in quel momento questi uomini erano ancora pieni di lebbra. Gesù stava mettendo alla prova la loro fede, chiedendo loro di comportarsi come se fossero già sanati. Nove di questi uomini, infatti, erano ebrei e ben conoscevano le regole dettate dalla Legge. La cosa positiva di questo racconto è che tutti e dieci gli uomini hanno obbedito al Signore e perciò sono guariti. Di negativo, invece, vediamo che solo uno di loro ritorna per ringraziare.
Quando noi camminiamo in obbedienza, allora il Signore compie dei miracoli; quindi: la prima azione spetta a noi ed è l’obbedienza e da essa scaturiscono le benedizioni.
Vs. 15-16. E uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro glorificando Dio ad alta voce. 16 E si gettò con la faccia a terra ai piedi di Gesù, ringraziandolo. Or questi era un Samaritano.
I Samaritani erano delle persone dal sangue misto, essendo metà Ebrei e metà Gentili. Per gli Ebrei essi erano ancora più immondi dei Gentili ed erano disprezzati, però notiamo come in questa grande difficoltà fossero uniti.
La guarigione fa nascere nel Samaritano una grande gratitudine per la grazia ricevuta e, non attendendo neppure l’accertamento ufficiale da parte del sacerdote, ritorna dal Signore per ringraziarlo. Lungo la strada glorifica Gesù ad alta voce, non vergognandosi di sembrare un pazzo perché Lui gli aveva dato la guarigione. Che la nostra vita sia un’aperta lode a Dio, espressa ad alta voce.
E gli altri nove? Gesù li aveva toccati e sanati, tuttavia essi non si sono convertiti.
Vs. 17-18. Gesù allora prese a dire: "Non sono stati guariti tutti e dieci? Dove sono gli altri nove? 18 Non si è trovato nessuno che sia ritornato per dare gloria a Dio, se non questo straniero?".
Gesù è deluso perchè proprio il suo popolo non lo riconosce e non gli dà la gloria che Gli spetta. Ancora di più viene esaltata la figura di questo straniero, di questo Samaritano, disprezzato dai Giudei, eppure più sensibile di loro all’operare di Cristo. Già altre volte si è narrato di Gesù che esaltava i Samaritani (es. nella parabola del buon Samaritano oppure nella storia della donna Samaritana presso il pozzo) oppure i peccatori (es. la peccatrice che gli lava i piedi con le lacrime e glieli asciuga con i capelli) molto più del proprio popolo.
Malachia 3:16-18. Allora quelli che temevano l’Eterno si sono parlati l’uno all’altro. L’Eterno è stato attento ed ha ascoltato e un libro di ricordo è stato scritto davanti a lui per quelli che temono l’Eterno e onorano il suo nome. 17 "Essi saranno miei", dice l’Eterno degli eserciti, "nel giorno in cui preparo il mio particolare tesoro, e li risparmierò, come un uomo risparmia il figlio che lo serve. 18 Allora vedrete nuovamente la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve DIO e colui che non lo serve".
Dio sta scrivendo un libro di ricordi per ognuno di coloro che lo temono e lo servono perciò viviamo facendo in modo che esso contenga solamente dei ricordi piacevoli su di noi.
Vs. 19. E disse a questi: "Alzati e va la tua fede a ti ha guarito".
L’uomo Samaritano era stato guarito ma anche la sua anima era stata sanata.
La venuta improvvisa del regno di Dio.
Ora si parla del ritorno di Cristo e del giudizio, al fine di sottolineare quanto sia importante per un cristiano l’essere pronto per quel giorno.
Vs. 20-21. Ora, interrogato dai farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro e disse: "Il regno di Dio non viene in maniera che si possa osservare; 21 né si dirà: "Eccolo qui" o: "Eccolo là", poiché, ecco, il regno di Dio è dentro di voi".
A quel tempo le persone pensavano che il Messia sarebbe venuto una sola volta e che avrebbe stabilito il suo regno qui sulla terra, riportando Gerusalemme agli antichi splendori; al contrario, Gesù è venuto una volta per morire sulla croce e salvarci dai peccati, ma poi tornerà un’altra volta per giudicare il mondo e regnarvi per mille anni. Molte profezie parlano delle due venute di Cristo.
I farisei chiedono a Gesù quando sarebbe venuto il regno di Dio ed egli risponde che tale regno è qualcosa di interiore, di spirituale, che è dentro ogni uomo; non si trova in un luogo fisico o in una persona, bensì è qualcosa di spirituale ed interiore.
Giovanni 3:2-3. Questi venne a Gesù di notte e gli disse: "Maestro, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio, perché nessuno può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui". 3 Gesù gli rispose e disse: "In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo, non può vedere il regno di Dio".
Gesù dice a Nicodemo che un uomo deve nascere dallo Spirito Santo per poter vedere il regno di Dio, altrimenti è come un cieco e non riesce a comprendere le cose spirituali. Ogni cristiano, via via che conosce le verità contenute nella Bibbia, ha la sensazione che delle bende gli vengano tolte dagli occhi e comprende sempre più profondamente il senso delle cose.
Vs. 22. Poi disse ai suoi discepoli: "Verranno i giorni in cui desidererete vedere uno dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete.
Ora Gesù parla della sua seconda venuta.
Vs. 23-24. E vi si dirà: "Eccolo qui" o: "Eccolo là" non vi andate e non li seguite. 24 Perché come il lampo che, guizzando da una estremità all’altra del cielo, illumina ogni cosa, così sarà anche il Figlio dell’uomo nel suo giorno.
Qui impariamo due cose, ossia che la seconda venuta di Gesù sarà istantanea, come un lampo, e sarà vista contemporaneamente in tutto il mondo. Tutti gli uomini ne avranno l’assoluta certezza e la cosa sarà palese a tutti. Anche al tempo di Paolo emerse l’idea che il rapimento della chiesa fosse avvenuto di nascosto, ma l’apostolo tranquillizzò i fedeli delle chiese da lui fondate ricordando che la venuta di Cristo non sarebbe mai giunta in sordina, ma in modo eclatante e noto a tutti.
Vs. 25. Ma prima è necessario che egli soffra molte cose e sia rigettato da questa generazione.
Gesù annuncia la necessità della sua morte per la remissione dei peccati, della sua sofferenza, della crocifissione e della sua reiezione da parte della generazione di allora.
Anche il libro di Daniele parla del rapimento della chiesa e degli ultimi tempi, costituendo una chiave di comprensione per il libro di Apocalisse.
Ora Cristo fa due esempi, rifacendosi ai tempi di Noè e a quelli di Lot, affermando che quando Egli tornerà troverà nel mondo una situazione uguale ad allora. Infatti, tutto ciò che troviamo nell’Antico Testamento non sono altro che esempi per noi, figure o profezie, allo scopo di farci comprendere delle verità basilari.
I tempi di NOE’:
Vs. 26-27. E, come avvenne ai giorni di Noè, così avverrà anche nei giorni del Figlio dell’uomo. 27 Le persone mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio e li fece perire tutti.
Ecco com’erano i tempi di Noé:
Genesi 6:3-12. E l’Eterno disse: "Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo, perché nel suo traviamento egli non è che carne; i suoi giorni saranno quindi centovent’anni". 4 Vi erano dei giganti sulla terra a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di DIO si accostarono alle figlie degli uomini e queste partorirono loro dei figli. Essi sono gli eroi che esistettero nei tempi antichi, sono gli uomini famosi di quei tempi. 5 Ora l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo. 6 E l’Eterno si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. 7 Così l’Eterno disse: "lo sterminerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato, dall’uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli del cielo, perché mi pento di averli fatti". 8 Ma Noè trovò grazia agli occhi dell’Eterno. 9 Questa è la discendenza di Noè. Noè fu uomo giusto e irreprensibile tra i suoi contemporanei. Noè camminò con DIO. 10 Noè generò tre figli: Sem, Cam e Jafet. 11 Ora la terra era corrotta davanti a DIO e la terra era ripiena di violenza. 12 Ora DIO guardò sulla terra ed ecco, era corrotta perché ogni carne sulla terra aveva corrotto la sua condotta.
Ai tempi di Noè ogni pensiero umano era malvagio, la terra era corrotta e piena di violenza. Oggi la terra si sta dirigendo in questa direzione e nell’animo umano sta prendendo sempre di più piede la violenza verso gli altri esseri umani. Prolificano le sette sataniche, le canzoni inneggiano all’omicidio e molti giovani seguono queste idee. Cosa sta succedendo? Oggi accadono cose che erano impensabili fino a pochi anni fa. Tuttavia anche oggi, come ai tempi di Noè, la gente vive normalmente, svolgendo tutte le azioni quotidiane come se niente di anormale stesse accadendo.
I tempi di Lot:
vs. 28-29. Lo stesso avvenne anche ai giorni di Lot: la gente mangiava, beveva, comperava, vendeva, piantava ed edificava; 29 ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma, piovve dal cielo fuoco e zolfo e li fece perire tutti.
Questa è la descrizione dei tempi di Lot:
Genesi 19:1-10. Ora i due angeli giunsero a Sodoma verso sera, mentre Lot era seduto alla porta di Sodoma; come li vide egli si alzò per andar loro incontro e si prostrò con la faccia a terra, 2 e disse: "Miei signori, vi prego, venite in casa del vostro servo, passatevi la notte e lavatevi i piedi; poi domattina potrete alzarvi presto e continuare il vostro cammino". Essi risposero: "No; passeremo la notte sulla piazza". 3 Ma egli insistette così tanto che vennero da lui ed entrarono in casa sua. Quindi egli preparò loro un banchetto e cosse dei pani senza lievito, ed essi mangiarono. 4 Ma prima che andassero a coricarsi, gli uomini della città, gli uomini di Sodoma, circondarono la casa, giovani e vecchi, l’intera popolazione venuta da ogni dove; 5 chiamarono Lot e gli dissero: "Dove sono gli uomini che sono venuti da te questa notte? Portaceli fuori. affinché li possiamo conoscere!". 6 Lot uscì verso di loro davanti alla porta di casa, chiuse la porta dietro di sé e disse: 7 "Deh fratelli miei, non comportatevi in modo così malvagio! 8 Sentite, io ho due figlie che non hanno conosciuto uomo; deh, lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi pare; ma non fate nulla a questi uomini, perché essi sono entrati sotto la protezione del mio tetto". 9 Ma essi dissero: "Fatti in là!". Poi continuarono: "Costui è venuto qui come straniero, e vuol far da giudice! Ora faremo a te peggio che a quelli!". E spingendo Lot con violenza si avvicinarono per sfondare la porta. 10 Ma quegli uomini allungarono le loro mani e tirarono Lot in casa con loro, e chiusero la porta.
Dio punirà Sodoma e Gomorra, due città dove abbondava il peccato; tra essi c’erano l’omosessualità, l’abbondanza del pane e quella del tempo libero. Un giorno l’Eterno vi portò fuori Lot e distrusse queste due città e la stessa cosa farà alla fine dei tempi: porterà via i credenti e punirà il mondo.
Noè e Lot non erano uomini totalmente giusti, bensì dei peccatori, tuttavia avevano compreso in quale abominio era caduta la propria società ed avevano fatto i passi necessari per salvarsi. I cristiani, infatti, non sono coloro che ritengono di essere migliori degli altri, bensì coloro che, in mezzo all’indifferenza ed al compiacimento generale, comprendono quale abominio si stia verificando agli occhi di Dio e cercano il modo per esserne tratti fuori.
I mali di Sodoma sono gli stessi di oggi ed ancora viviamo le situazioni di peccato, quali l’omosessualità o l’adulterio. Dio ama questi peccatori, però il loro peccato deve essere estirpato. Al contrario, molti politici vogliono riconoscere le coppie di fatto e quelle omosessuali e dare loro gli stessi diritti che hanno coloro che sono sposati; ciò ha lo scopo di attirare sul loro partito le simpatie di tali persone. A queste cose dobbiamo opporci perché il matrimonio è un’istituzione sacra voluta da Dio, un impegno che due persone prendono davanti all’Eterno stesso. La convivenza significa che due persone non vogliono impegnarsi veramente e stabilire un rapporto duraturo, e così i loro figli vivranno in un ambiente instabile. Nel matrimonio, invece, i bambini comprendono di vivere in un gruppo unito, nel quale due persone restano l’una accanto all’altra anche nelle difficoltà e le affrontano assieme. Molti giovani si uniscono a dei gruppi pericolosi, alle bande, perché sentono la necessità di far parte di un gruppo unito e di esserne membro, dal momento che a casa non hanno un nucleo compatto e accogliente.
Nel tempi di Lot il peccato aveva preso possesso della realtà quotidiana ed era ben noto a tutti che dei gruppi di uomini impunemente violentavano altri uomini. Lot lo sapeva, tuttavia non lo disse ai suoi ospiti. Egli era un credente, però era compromesso e arriva al punto di offrire le sue figlie alle voglie perverse di questi uomini. Al contrario Noè raffigura la chiesa che cammina in base ai precetti di Dio.
Anche oggi può capitare che offriamo i nostri figli al mondo, ad esempio quando non vegliamo sufficientemente su ciò che guardano e permettiamo che messaggi di violenza e di stregoneria arrivino al loro occhio. E’, invece, nostro preciso dovere stare attenti a ciò che imparano, perché altri non facciano di loro ciò che vogliono.
Nella storia di Lot notiamo come, nonostante egli fosse compromesso nella sua cristianità, Dio ha messo la mano sulle sue figlie, rendendo ciechi e, quindi, innocui questi uomini violenti e come gli angeli abbiano tirato in casa lo stesso Lot. Egli viene sottratto alle cose sporche e tratto in salvo nella casa di Dio.
Vs. 30. Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo sarà manifestato.
Il giudizio colpì i peccatori quando Noè entrò nell’arca e quando Lot uscì da Sodoma: Gesù usa due esempi per farci capire che al suo ritorno le cose si verificheranno allo stesso modo. E’ sicuro e sarà così. Perciò la chiesa sarà rapita prima del giudizio e poi ci sarà la condanna, come avvenne ai tempi di Noè e di Lot. Perciò, quando vediamo i segni degli ultimi tempi, guardiamo in alto perché la redenzione è vicina.
Matteo 25:13. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno, né l’ora in cui il Figlio dell’uomo verrà".
E’ vero che non conosciamo né il giorno né l’ora del ritorno di Cristo, tuttavia possiamo conoscere l’avvicinarsi del tempo perché la Bibbia ce lo insegna.
Vs. 31.32. In quel giorno chi si troverà sul tetto della casa, non scenda in casa a prendere le sue cose; così pure chi si troverà nei campi, non torni indietro. 32 Ricordatevi della moglie di Lot.
Quando Gesù tornerà, tutto accadrà in un attimo e i fatti precipiteranno. Allora nessuno dovrà pensare a mettere in salvo i propri beni, bensì rivolgere l’attenzione a Cristo.
La moglie di Lot era stata portata fuori dalla città, stava per afferrare la salvezza, tuttavia indugiò e si voltò indietro, attratta dalle cose belle che stava lasciando. In questo modo fu sopraffatta dalla distruzione della città e perì sotto le sue macerie.
Va. 33-36. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la salverà. 34 Io vi dico: In quella notte due saranno in un letto; l’uno sarà preso e l’altro lasciato. 35 Due donne macineranno insieme; l’una sarà presa e l’altra lasciata. 36 Due uomini saranno nei campi; l’uno sarà preso e l’altro lasciato".
La venuta di Gesù avverrà in un lampo, contemporaneamente in tutto il mondo e separerà coloro che credono da coloro che non credono. Nessuno potrà fare nulla per salvare un congiunto.
Gesù parla di azioni che si svolgono di giorno e di altre che sono prettamente notturne: non c’è confusione nei suoi discorsi, i quali possono essere spiegati con il fuso orario. Infatti, la terra è tonda e, mentre da una parte è giorno, dall’altra è notte: Lui conosceva bene questa realtà, essendo il creatore dell’universo. Queste verità scientifiche sono state rivelate dal Signore circa 2000 anni fa, tuttavia gli scienziati le hanno scoperte solamente nel 1500 (Copernico e Galileo). Anche in questo Gesù dimostra di essere il creatore.
Vs. 37. I discepoli allora, rispondendo, gli dissero: "Dove Signore?" Ed egli disse loro: "Dove sarà il corpo, là si raduneranno le aquile", (= gli avvoltoi)
Il giudizio comporta la morte, quindi l’arrivo degli avvoltoi sui corpi morti.
1 Tessalonicesi 4: 13-18. Ora, fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. 14 Infatti, se crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, crediamo pure che Dio condurrà con lui, per mezzo di Gesù, quelli che si sono addormentati (Paolo sta parlando dei credenti che sono morti). 15 Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati 16 perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; così saremo sempre col Signore. 18 Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.
Questa terra non è la nostra, perciò gioiamo pensando al nostro paese.