Esdra 9-10

Esdra 9-10
Craig Quam

Cap. 9

In questo libro Esdra entra in scena solamente al settimo capitolo. 

Il racconto inizio con la storia dei primi esuli, che dal re Ciro hanno il permesso di tornare a Gerusalemme per ricostruire il Tempio di Dio. A causa di attacchi satanici, per 16 anni tale opera viene sospesa, ma poi il re Artaserse fa riprendere i lavori.

Dopo 60 anni dalla partenza del primo gruppo, ecco il secondo gruppo che si dirige a Gerusalemme guidato da Esdra, per ristabilire il culto.

Gli Israeliti si uniscono in matrimonio a donne straniere

Vs. 1-2.  Quando queste cose furono finite, i capi si avvicinarono a me, dicendo: «Il popolo d’Israele, i sacerdoti e i Leviti non si sono separati dai popoli di questi paesi, ma imitano le abominazioni dei Cananei, degli Ittiti, dei Ferezei, dei Gebusei, degli Ammoniti, dei Moabiti, degli Egiziani e degli Amorei. 2  Infatti hanno preso le loro figlie come mogli per sé e per i propri figli e hanno mescolato la stirpe santa con i popoli di questi paesi; i capi e i magistrati sono stati i primi a commettere questa infedeltà». 

Esdra viene a conoscenza di una prima grande trasgressione commessa dal popolo di Dio: si sono contaminati, sposando degli infedeli. Essi erano tornati in patria perché potessero di nuovo adorare Dio secondo la legge, come erano soliti fare i loro padri, tuttavia hanno trasgredito ai comandamenti imposti dalla Parola.

Infatti, ecco cosa dice la Parola di Dio riguardo al matrimonio con le persone non credenti:

Deuteronomio 7: 1-9.   Quando il SIGNORE, il tuo Dio, ti avrà introdotto nel paese che vai a prendere in possesso, e avrai scacciato molti popoli: gli Ittiti, i Ghirgasei, gli Amorei, i Cananei, i Ferezei, gli Ivvei e i Gebusei, sette popoli più grandi e più potenti di te; 2  quando il SIGNORE, il tuo Dio, li avrà dati in tuo potere e tu li avrai sconfitti, tu li voterai allo sterminio; non farai alleanza con loro e non farai loro grazia. 3  Non t’imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli, 4  perché distoglierebbero da me i tuoi figli che servirebbero dèi stranieri e l’ira del SIGNORE si accenderebbe contro di voi. Egli ben presto vi distruggerebbe. 5  Invece farete loro così: demolirete i loro altari, spezzerete le loro statue, abbatterete i loro idoli d’Astarte e darete alle fiamme le loro immagini scolpite. 6  Infatti tu sei un popolo consacrato al SIGNORE tuo Dio. Il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha scelto per essere il suo tesoro particolare fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra. 

Israele aveva un grande privilegio, che è nostro anche oggi: siamo il tesoro di Dio.

7  Il SIGNORE si è affezionato a voi e vi ha scelti, non perché foste più numerosi di tutti gli altri popoli, anzi siete meno numerosi di ogni altro popolo, 8  ma perché il SIGNORE vi ama: il SIGNORE vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha liberati dalla casa di schiavitù, dalla mano del faraone, re d’Egitto, perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri. 9  Riconosci dunque che il SIGNORE, il tuo Dio, è Dio: il Dio fedele, che mantiene il suo patto e la sua bontà fino alla millesima generazione verso quelli che lo amano e osservano i suoi comandamenti, 

Dio non ha mai vietato il matrimonio con gli stranieri, a patto che essi si convertano (es. Ruth). Analogamente, anche i cristiani di oggi possono sposare solamente delle persone convertite.

Siamo stati comprati a caro prezzo, perciò dobbiamo glorificare Dio con tutto noi stessi; arrendiamoci a Lui totalmente e mettiamo in pratica i suoi comandamenti.

Israele ha accettato il matrimonio con i pagani, perciò sono stati traviati.

Dio mette dei paletti nella nostra vita perché ci ama,  vuole che siamo benedetti e che gustiamo un corretto rapporto con Lui.

Esdra, profondo conoscitore ed osservatore della Legge, diviene l’uomo-chiave per il risveglio delle coscienze in Israele. Infatti, i capi si avvicinano a lui e lo informano della situazione che era in corso in Gerusalemme.

Ecco la reazione di Esdra:

Vs. 3.  Quando seppi questo, mi stracciai le vesti e il mantello, mi strappai i capelli dalla testa e i peli della barba, e mi sedetti costernato. 

Il popolo ha avuto un’altra possibilità di riscattarsi dal peccato, eppure ha trasgredito la Legge e non ha avuto il giusto rispetto per la Sua parola. E’ stato a causa del peccato che il popolo ha vissuto l’esilio ed ora non ha esitato a sbagliare di nuovo, dimostrando di non aver imparato la lezione.

Vs. 4.  Allora tutti quelli che tremavano alle parole del Dio d’Israele si radunarono presso di me a causa dell’infedeltà di quanti erano tornati dall’esilio. Io rimasi così seduto e costernato, fino al momento dell’offerta della sera. 

Esdra è scioccato, ma coloro che amano il Signore si radunano un po’ alla volta.

Vs. 5-6.  Al momento dell’offerta della sera (circa alle 15), mi alzai dalla mia umiliazione, con le vesti e con il mantello stracciati, caddi in ginocchio e, stendendo le mani verso il SIGNORE, mio Dio, dissi: 6  «Mio Dio, io sono confuso; e mi vergogno, mio Dio, di alzare a te la mia faccia, perché le nostre iniquità si sono moltiplicate fin sopra la nostra testa, e la nostra colpa è così grande che giunge al cielo. 

Esdra non aveva commesso alcuna abominazione davanti a Dio, ma addossa anche a se stesso i peccati del popolo. Non punta il dito sugli altri, perché si identifica con il suo popolo. Questa preghiera ci svela molti aspetti del carattere di Esdra, il quale, pur essendo innocente, non esita a porsi nel gruppo dei colpevoli.

La posizione del suo corpo indica la sua intenzione di mettersi nelle mani di Dio, per ricevere la misericordia per un peccato così grande. Supplica Dio di coprire un peccato inescusabile.

Vs. 7-9.  Dal tempo dei nostri padri fino a oggi siamo stati grandemente colpevoli; e a causa delle nostre iniquità, noi, i nostri re e i nostri sacerdoti, siamo stati messi in mano ai re dei paesi stranieri, in balìa della spada, dell’esilio, della rapina e del disonore, come si vede anche oggi. 8  Ora, per un breve momento, il SIGNORE, nostro Dio, ci ha fatto grazia, 

Esdra riconosce che le ordinanze dei Re sono dovute all’agire di Dio, che ha compunto i loro cuori e li ha spinti a tale decisione.

lasciandoci alcuni superstiti, e concedendoci un asilo nel suo santo luogo, 

asilo: la parola significa anche “picchetto”, ossia l’oggetto che serve per piantare le tende. Dio aveva promesso che dove il popolo di Dio avrebbe piantato le proprie tende, quel luogo sarebbe stato loro. Dio permette al popolo infedele di piantare di nuovo il picchetto in questo luogo santo, dando un’altra opportunità a coloro che non meritavano nulla.

per illuminare i nostri occhi e darci un po’ di sollievo nella nostra schiavitù. 9  Noi infatti siamo schiavi; ma il nostro Dio non ci ha abbandonati nella nostra schiavitù. Anzi ci ha fatto trovare benevolenza verso i re di Persia, i quali ci hanno dato tanto sollievo da poter rialzare la casa del nostro Dio e restaurare le sue rovine, e ci hanno concesso un luogo di riposo in Giuda e a Gerusalemme. 

Il popolo non ha rispettato l’anno sabatico per 490 anni, perciò Dio manda il Profeta Geremia al fine di portarli al ravvedimento; non lo hanno ascoltato, quindi sono stato portati in schiavitù per 70 anni: anche in quella condizione, però, Dio non li ha abbandonati. Anche quando siamo ribelli, Dio non ci abbandona, anche se vede il nostro peccato, ne soffre e ci chiama senza sosta.

Vs. 10-13.  Ora, nostro Dio, che possiamo dire dopo questo? Noi infatti abbiamo abbandonato i tuoi comandamenti, 11  quelli che ci hai dati mediante i profeti, tuoi servitori, dicendo: "Il paese nel quale entrate per prenderne possesso, è un paese reso impuro dalla corruzione dei popoli di questi paesi, dalle pratiche abominevoli con le quali lo hanno riempito da un’estremità all’altra con le loro contaminazioni. 12  Ora dunque non date le vostre figlie ai loro figli, e non prendete le loro figlie per i vostri figli, e non ricercate la loro prosperità né il loro benessere, e così diventerete voi forti, mangerete i migliori prodotti del paese, e potrete lasciarlo in eredità perenne ai vostri figli". 13  Ora, dopo tutto quello che ci è accaduto a causa delle nostre azioni malvagie e delle nostre grandi colpe, poiché tu, nostro Dio, ci hai puniti meno severamente di quanto le nostre colpe avrebbero meritato, e hai conservato di noi un residuo come questo, 

Israele meritava di essere sterminato, ma Esdra riconosce che Dio ha dato un’altra possibilità.

Anche noi oggi siamo stati riscattati dalla schiavitù, lavati e purificati, perciò meditiamo su queste cose.

Vs. 14-15.  dovremmo di nuovo violare i tuoi comandamenti e imparentarci con questi popoli abominevoli? La tua ira non s’infiammerebbe forse contro di noi fino a consumarci e a non lasciar più né residuo né superstite? 15  SIGNORE, Dio d’Israele, tu sei giusto, e perciò oggi noi siamo ridotti a un residuo di scampati. Eccoci davanti a te a riconoscere la nostra colpa; poiché per essa, noi non potremmo resistere in tua presenza!» 

Esdra confessa i peccati del popolo di Israele davanti a Dio. Egli ha preparato il suo cuore davanti all’Eterno e a Lui lascia l’intervento sul cuore del popolo.




Cap. 10

Confessione del proprio peccato

Vs. 1-4. Mentre Esdra pregava e faceva questa confessione piangendo e prostrato davanti alla casa di Dio, si radunò intorno a lui una grandissima folla di Israeliti, uomini, donne e bambini; e il popolo piangeva a dirotto. 2  Allora Secania, figlio di Ieiel, uno dei figli di Elam, disse a Esdra: «Noi siamo stati infedeli al nostro Dio, sposando donne straniere prese dai popoli di questo paese. Tuttavia, rimane ancora, a questo riguardo, una speranza a Israele. 3  Facciamo un patto con il nostro Dio e impegniamoci a rimandare tutte queste donne e i figli nati da loro, come consigliano il mio signore e quelli che tremano davanti ai comandamenti del nostro Dio: si faccia quello che vuole la legge. 4  Alzati, perché questo è compito tuo, e noi saremo con te. Fatti coraggio e agisci!» 

Il cuore del popolo si rivolge verso Dio, poiché l’agire di Esdra ha contagiato anche gli altri e li ha compunti.

La situazione doveva essere affrontata, poiché da troppo tempo veniva tollerata. Certamente ci saranno stati dei Giudei devoti alla Legge e addolorati per la presenza di questo peccato all’interno della comunità, ma la maggioranza della gente lo tollerava.

Ora, però, la presenza di Esdra cambia le cose ed a lui si uniscono anche i capi, che fanno cordoglio assieme al popolo per questo peccato.

Quanto alla proposta di Secania: il divorzio non era la norma tra il popolo, ma in questo caso rappresentava il male minore, poiché il perdurare di queste unioni avrebbe portato all’allontanamento da Dio e alla distruzione di tutta la nazione.

Vs. 5-8.  Allora Esdra si alzò, fece giurare ai capi dei sacerdoti, dei Leviti, e di tutto Israele che avrebbero fatto come era stato detto. E quelli giurarono. 6  Così Esdra si alzò davanti alla casa di Dio e andò nella camera di Iocanan, figlio di Eliasib; e dopo esserci entrato, non mangiò pane né bevve acqua, perché faceva cordoglio per l’infedeltà di quelli che erano stati in esilio. 7  Si proclamò in Giuda e a Gerusalemme che tutti i reduci dall’esilio si radunassero a Gerusalemme; 8  e che chiunque non fosse venuto entro tre giorni, seguendo il consiglio dei capi e degli anziani, tutti i suoi beni gli sarebbero stati confiscati, ed egli stesso sarebbe stato escluso dalla comunità dei reduci dall’esilio. 

Dio non scherza con il peccato del popolo e lo chiama a prendere delle misure radicali; tale principio è valido anche oggi: verso il peccato non esiste indulgenza, ma solo misure drastiche. Non dobbiamo avere compromessi nella nostra vita.

Iocanan è lo stesso di Neemia 12:10-11 ed è nipote di Eliasib, sommo sacerdote.

Vs. 9.  Così tutti gli uomini di Giuda e di Beniamino si radunarono a Gerusalemme entro i tre giorni. Era il ventesimo giorno del nono mese. Tutto il popolo stava sulla piazza della casa di Dio, tremante a causa di questo fatto e della gran pioggia. 

Migliaia di persone si radunano nella piazza, sotto una pioggia battente.

Vs. 10-11.  Il sacerdote Esdra si alzò e disse loro: «Voi avete commesso un’infedeltà, sposando donne straniere, e avete reso Israele ancora più colpevole. 11  Ma ora confessate la vostra colpa al SIGNORE, Dio dei vostri padri, e fate la sua volontà! Separatevi dai popoli di questo paese e dalle donne straniere!» 

Viene richiesto un ravvedimento autentico: non basta comprendere l’errore, ma bisogna cambiare direzione.

Vs. 12-13.  Allora tutta l’assemblea rispose e disse ad alta voce: «Sì, dobbiamo fare come tu hai detto! 13  Ma il popolo è molto numeroso, piove molto e non possiamo stare allo scoperto; e questa non è faccenda di un giorno o due, poiché siamo stati in molti a commettere questo peccato. 

Molti sono i peccatori, quindi impiegheranno tre mesi per rimettere a posto le cose.

Vs. 14-17.  Rimangano dunque qui i capi di tutta l’assemblea; e tutti quelli che, nelle nostre città, hanno sposato donne straniere vengano nei tempi stabiliti, con gli anziani e con i giudici di ogni città, finché non sia allontanata da noi l’ardente ira del nostro Dio, per questa infedeltà. 15  Ionatan, figlio di Asael, e Iazia, figlio di Ticva, appoggiati da Mesullam e dal Levita Sabtai, furono i soli a opporsi a questo; 16  ma i reduci dall’esilio fecero a quel modo. Furono scelti il sacerdote Esdra e alcuni capi famiglia, secondo le loro case patriarcali, tutti designati per nome, i quali cominciarono a riunirsi il primo giorno del decimo mese, per esaminare i fatti. (Era il dicembre-gennaio 457 a.C.).

17  Il primo giorno del primo mese ( era marzo-aprile 456 a.C.)

avevano finito di occuparsi di quanti avevano sposato donne straniere. 

Ogni matrimonio viene esaminato, perché era necessario comprendere se le persone sposate agli Israeliti fossero o meno convertite. Non viene raccontato cosa accadde alle donne straniere e ai loro figli.

Elenco di quelli che avevano sposato donne straniere

Vs. 18-44.  Tra i figli dei sacerdoti (sono in 17), che avevano sposato donne straniere, si trovarono dei figli di Iesua, figlio di Iosadac, e tra i suoi fratelli: Maaseia, Eliezer, Iarib e Ghedalia. 19  Essi promisero, dando la mano, di mandar via le loro mogli, e offrirono un montone come sacrificio per la loro colpa. 20  Dei figli di Immer: Canani e Zebadia. 21  Dei figli di Carim: Maaseia, Elia, Semaia, Ieiel e Uzzia. 22  Dei figli di Pasur: Elioenai, Maaseia, Ismael, Netaneel, Iozabad, Elasa. 23  Dei Leviti (sono in 10, di cui un cantore): Iozabad, Simei, Chelaia, detto anche Chelita, Petaia, Giuda ed Eliezer. 24  Dei cantori: Eliasib. Dei portinai (sono in tre): Sallum, Telem e Uri. 25  E degli Israeliti: dei figli di Paros: Ramia, Izzia, Malchia, Miiamin, Eleazar, Malchia e Benaia. 26  Dei figli di Elam: Mattania, Zaccaria, Ieiel, Abdi, Ieremot ed Elia. 27  Dei figli di Zattu: Elioenai, Eliasib, Mattania, Ieremot, Zabad e Aziza. 28  Dei figli di Bebai: Iocanan, Anania, Zabbai, Atlai. 29  Dei figli di Bani: Mesullam, Malluc, Adaia, Iasub, Seal e Ramot. 30  Dei figli di Paat-Moab: Adna, Chelal, Benaia, Maaseia, Mattania, Besaleel, Binnui e Manasse. 31  Dei figli di Carim: Eliezer, Isiia, Malchia, Semaia, Simeone, 32  Beniamino, Malluc, Semaria. 33  Dei figli di Casum: Mettenai, Mattatta, Zabad, Elifelet, Ieremai, Manasse, Simei. 34  Dei figli di Bani: Maadai, Amram, Uel, 35  Benaia, Bedia, Cheluu, 36  Vania, Meremot, Eliasib, 37  Mattania, Mattenia, Iaasai, 38  Bani, Binnui, Simei, 39  Selemia, Natan, Adaia, 40  Macnadbai, Sasai, Sarai, 41  Azareel, Selemia, Semaria, 42  Sallum, Amaria, Giuseppe. 43  Dei figli di Nebo: Ieiel, Mattitia, Zabad, Zebina, Iaddai, Ioel, Benaia. 44  Tutti questi avevano preso delle mogli straniere; e ce n’erano di quelli che da queste mogli avevano avuto dei figli. 

Il libro di Esdra termina con il risveglio del popolo.

Purtroppo il libro di Neemia ci racconta che dopo poco tempo il popolo sarà sviato di nuovo e questo deve essere un monito per noi: se non diamo un taglio netto con il peccato, piano piano Satana ci farà tornare in schiavitù in Babilonia.

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Esdra 8