1 Samuele 21-22
Cap. 21.
Davide lascia definitivamente la corte del re e dice addio al suo amico Gionathan. Da questo momento egli sarà considerato un fuorilegge ed un traditore. La sua vita sarà un continuo spostarsi per sfuggire a Saul, che lo insegue per togliergli la vita.
Davide prende il pane consacrato.
Vs. 1-2. Poi Davide andò a Nob dal sacerdote Ahimelek; Ahimelek andò incontro a Davide tutto tremante e gli disse: "Perché sei solo e non c’è nessuno con te?". 2 Davide rispose al sacerdote Ahimelek: "Il re mi ha comandato una certa cosa e mi ha detto: "Nessuno sappia niente della cosa per la quale ti mando e di ciò che ti ho comandato". I miei uomini invece li ho indirizzati nel tal luogo.
Davide corre al tabernacolo in cerca di aiuto, dove c’è la presenza di Dio, ed in questo dimostra di saper agire in modo saggio. Tuttavia mente ad Ahimelek allo scopo di ottenere la sua protezione, ma tale suo comportamento non deve essere giustificato o incoraggiato, poiché Dio non approva la menzogna, neppure a fin di bene. Conseguenza di tale comportamento è la morte dello stesso Ahimelek. Possiamo supporre che, se avesse conosciuto la verità, il sacerdote lo avrebbe protetto ugualmente, anzi avrebbe potuto intercedere maggiormente per lui. Tuttavia Davide ha paura e ricorre alla menzogna per trarre un vantaggio per sé. Non bisogna seguire il suo esempio.
Vs. 3-6. E ora che cosa hai sotto mano? Dammi cinque pani o qualunque cosa tu abbia". 4 Il sacerdote rispose a Davide dicendo: "Non ho pane comune sotto mano, c’è solo del pane consacrato, a condizione che i tuoi uomini si siano almeno astenuti da donne". 5 Davide rispose al sacerdote: "Siamo rimasti senza donne da quando sono partito, tre giorni fa; i vasi poi dei miei uomini sono puri; e il pane in effetti è comune, anche se oggi è stato santificato nei vasi". 6 Così il sacerdote gli diede il pane consacrato perché là non c’era altro pane che quello della presentazione, che era stato tolto dalla presenza dell’Eterno, per mettervi invece del pane caldo nel momento in cui si toglie.
Davide riceve del pane consacrato, cosa che era illecita, in quanto tale alimento era destinato all’altare dell’Eterno. Analogamente, Cristo mangiò assieme agli apostoli del grano nel giorno di sabato.
Matteo 12: 1-8. In quel tempo Gesù camminava in giorno di sabato tra i campi di grano; ora i suoi discepoli ebbero fame e si misero a svellere delle spighe e a mangiarle. 2 Ma i farisei, veduto ciò, gli dissero: "Ecco, i tuoi discepoli fanno quello che non è lecito fare in giorno di sabato". 3 Ed egli disse loro: "Non avete letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame, egli e quelli che erano con lui? 4 Come egli entrò nella casa di Dio e mangiò i pani della presentazione, che non era lecito mangiare né a lui, né a quelli che erano con lui, ma solo ai sacerdoti? 5 Ovvero, non avete letto nella legge che nel tempio i sacerdoti, nei giorni di sabato, trasgrediscono il sabato e tuttavia sono senza colpa? 6 Ora io vi dico che qui c’è qualcuno più grande del tempio. 7 Ora, se voi sapeste che cosa significa: "Io voglio misericordia e non sacrificio" non avreste condannato gl’innocenti. 8 Perché il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato".
Gesù racconta questa storia di Davide al fine di insegnare ai Farisei una lezione: essi guardavano alla tradizione, mentre il Signore guarda la misericordia e l’amore. Dio ha creato il sabato al fine di dare all’uomo un giorno di riposo e di meditazione della Parola, mentre i farisei avevano creato una rete di regole, tali da schiacciare l’uomo e renderlo schiavo anche del sabato.
Anche oggi in alcune chiese vengono poste delle regole, ad es. viene proibito l’uso di alcuni indumenti (es. pantaloncini), ritenuti indecorosi. La motivazione di tale regola è nel fatto di non ottenere il gradimento da parte di Dio. E’ ovvio che il cristiano debba vestirsi in modo semplice e pudico, tuttavia la chiesa deve essere un luogo di benedizione, ove riunirsi in semplicità e lontano dalle imposizioni. L’amore deve essere il motore di ogni comunità.
Il pane che Davide ha mangiato era consacrato, destinato ai soli sacerdoti e posto nell’altare di Dio: Cristo è il nostro pane, del quale dobbiamo nutrirci ogni giorno. Egli è come la manna, che nutriva gli Ebrei nel deserto, e che ora deve nutrire i cristiani quotidianamente.
2 Cronache 7:14 se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e torna indietro dalle sue vie malvagie, io ascolterò dal cielo, perdonerò il suo peccato e guarirò il suo paese.
Qui il Signore dà al popolo di Israele, ed anche a noi oggi, la ricetta per avere un risveglio spirituale. Allora il Signore ci donerà la sua benedizione.
Il Signore guarirà il suo popolo e lo benedirà se questo compirà quattro azioni:
si umilierà,
pregherà,
cercherà Dio,
si allontanerà dalle vie malvagie.
Cercare la faccia di Dio vuol dire pregare, tuttavia qui il Signore divide i due aspetti. Quando gli uomini pregano, infatti, generalmente presentano una lista di desideri, mentre cercare la faccia di Dio significa più propriamente voler essere come Egli desidera, cercare la Sua presenza, entrare in comunione con Lui. L’Eterno ci chiama a non essere un credente superficiale, colui che vuole tutte le benedizioni, ma non la conoscenza di Dio.
Vs. 7-9. In quel giorno, c’era là un uomo dei servi di Saul, trattenuto davanti all’Eterno; si chiamava Doeg, l’Edomita, il capo dei pastori di Saul. 8 Davide disse ad Ahimelek: "Non hai per caso sotto mano una lancia o una spada? Poiché non ho preso con me né la mia spada né le mie armi, perché l’incarico del re era urgente". 9 Il sacerdote rispose: "C’è la spada di Goliath il Filisteo, che tu uccidesti nella valle del Terebinto; è là dietro l’efod, avvolta in un panno; se la vuoi prendere, prendila, perché qui non ve n’è altra all’infuori di questa". Davide disse: "Nessuna è pari a quella; dammela!".
Davide riceve la spada di Goliath, il gigante ucciso da lui stesso. Tale arma era custodita dietro l’efod, avvolta in un panno, tenuta con cura e posta sotto gli occhi di Dio.
A Gath Davide si finge pazzo.
Vs. 10-11. Quel giorno Davide si levò e fuggì dalla presenza di Saul, e andò da Akish, re di Gath. 11 I servi di Akish gli dissero: "Non è costui Davide, il re del paese? Non è di costui che cantavano in coro nelle danze, dicendo: "Saul ha ucciso i suoi mille e Davide i suoi diecimila?".
Davide è costretto a fuggire da Israele e si reca a proprio a Gath, città di Goliath, l’eroe di questo luogo. Nella sua città era ricercato, fuori di essa era in mano ai nemici: la sua situazione era terribile poiché la sua morte era certa. Eppure egli era stato unto re da Dio stesso: come mai, invece, era perseguitato? A volte il Signore ci fa delle promesse, eppure la nostra vita sembra andare nel senso opposto, proprio per provare la nostra fede. Colui che appartiene a Dio, come Davide o Giuseppe, deve credere con tutte le proprie forze che le promesse di Dio sono si e amen, per cui non verranno mai meno.
Qui troviamo Davide alla corte del re dei Filistei, proprio presso il nemico, là dove aveva ucciso Goliath, eroe nazionale.
Vs. 12-15. Davide ritenne in cuore queste parole, ed ebbe grande paura di Akish, re di Gath. 13 Così cambiò il suo modo di agire davanti a loro e nelle loro mani si fingeva pazzo: tracciava sgorbi sui battenti delle porte e lasciava scorrer la saliva sulla barba.
14 Allora Akish disse ai suoi servi: "Ecco, vedete, costui è pazzo; perché me lo avete condotto? 15 Mi mancano forse dei pazzi, che mi conducete questo tale a fare il pazzo in mia presenza? Costui non entrerà in casa mia!".
Ci si potrebbe stupire di vedere Davide, l’unto di Dio, da Lui protetto e designato come re, ricorrere ad una bugia pur di salvarsi la vita. Ma come, allora non ha fede in Dio? E’ molto facile puntare il dito sugli altri quando la loro situazione non ci tocca da vicino; quando noi siamo in difficoltà, invece, le cose vanno in modo ben diverso. Alcuni commentatori esprimono il loro biasimo per Davide in questa circostanza, altri lo paragonano a Cristo, il quale si è umiliato per noi, come Davide ha agito allo stesso modo per salvare se stesso e tutte le persone che erano con lui. Alcuni commentatori, inoltre, ritengono che in tale modo di agire sia stato guidato dallo Spirito santo, vista l’estrema gravità della sua situazione.
Creduto pazzo, viene cacciato dal paese dei Filistei; allora egli si nasconderà nella caverna di Abdullam.
Anche oggi alcuni fratelli testimoniano di aver mentito in determinate situazioni. Ad esempio, coloro che portano la Bibbia nei luoghi in cui c’è la persecuzione per cause religiose, spesso affermano di non avere con loro la Parola, quando le guardie al confine glielo chiedono. E’ corretto tale comportamento? Alcuni affermano di no, altri ne sottolineano la necessità, se vogliono far pervenire la Bibbia ai credenti.
In Polonia, al tempo del regime comunista, era assolutamente vietato partecipare a riunioni religiose e la polizia, posta ad ogni angolo delle strade, fermava tutte le persone che vedeva transitare, chiedendo loro la meta del proprio spostamento. Molti fratelli hanno mentito riguardo ad essa.
In questa occasione Davide scrive due salmi:
Salmo 56. quando è stato preso dai Filistei a Gath. <<Al maestro del coro. Sul motivo: "La colomba silenziosa in terre lontane". Inno di Davide quando i Filistei lo presero in Gath.>>
Abbi pietà di me, o Dio, perché gli uomini vorrebbero divorarmi; mi combattono continuamente coi loro attacchi. 2 I miei nemici vorrebbero continuamente divorarmi. Sì sono molti coloro che mi combattono nel loro orgoglio. 3 Quando avrò paura, confiderò in te. 4 Con l’aiuto di DIO celebrerò la Sua Parola; ho posto la mia fiducia in DIO, non temerò. Che cosa mi può fare l’uomo? 5 Essi distorcono continuamente le mie parole; tutti i loro pensieri sono volti a farmi del male. 6 Si riuniscono insieme, stanno in agguato; spiano i miei passi, aspettando di prendere la mia vita. 7 Essi pensano di sfuggire mediante la malvagità; nella tua ira, o DIO, atterra i popoli. 8 Tu hai contato i passi del mio vagare; riponi le mie lacrime nel tuo otre; non le hai registrate nel tuo libro? 9 Nel giorno che griderò a te, i miei nemici volteranno le spalle. Questo lo so, perché DIO è per me. 10 Con l’aiuto di DIO celebrerò la Sua Parola; con l’aiuto dell’Eterno celebrerò la Sua Parola. 11 Ho posto la mia fiducia in DIO, non temerò. Che cosa mi può fare l’uomo? 12 I voti fatti a te, o DIO, mi vincolano. Ti renderò lode. 13 Perché tu hai liberato l’anima mia dalla morte e hai preservato i miei piedi da caduta, affinché cammini davanti a DIO nella luce dei viventi.
In fuga da Saul, ha creduto di trovare rifugio presso i nemici di Israele, ma è stato perseguitato anche da loro. Impara, allora, ad affidarsi a Dio, unico rifugio sicuro.
Salmo 34:1-22. <<Salmo di Davide, quando si finse pazzo davanti ad Abimelek, che lo scacciò via ed egli se ne andò.>>
Io benedirò l’Eterno in ogni tempo, la sua lode sarà sempre sulla mia bocca. Non è facile pronunciare tali parole quando le cose vanno in modo tanto catastrofico. 2 L’anima mia si glorierà nell’Eterno; gli umili l’udranno e si rallegreranno. Glorifichiamo solo Gesù, il quale è sempre accanto a noi, senza correre dagli altri in cerca di benedizioni. Siamo lieti perché conosciamo Cristo personalmente, mentre per il mondo è sconosciuto! e anche se siamo pochi e disprezzati dobbiamo ricordare di essere figli dell’Eterno, il creatore di ogni casa. 3 Magnificate con me l’Eterno ed esaltiamo tutti insieme il suo nome. 4 Ho cercato l’Eterno, ed egli mi ha risposto e mi ha liberato da tutti i miei spaventi. Il Signore ci libera da ogni paura poiché opera in ogni aspetto della nostra vita. 5 Essi hanno guardato a lui e sono stati illuminati, e le loro facce non sono svergognate. 6 Quest’afflitto ha gridato, e l’Eterno lo ha esaudito e l’ha salvato da tutte le sue avversità. 7 L’angelo dell’Eterno si accampa attorno a quelli che lo temono e li libera. Attorno ai figli di Dio sono posti degli angeli, poiché essi temono l’Eterno. 8 Gustate e vedete quanto l’Eterno è buono; beato l’uomo che si rifugia in Lui. Quando abbiamo dei problemi troviamo rifugio nel Signore e siamo beati. 9 Temete l’Eterno, voi suoi santi, poiché nulla manca a quelli che lo temono. 10 I leoncelli soffrono penuria e fame, ma quelli che cercano l’Eterno non mancano di alcun bene. Chi cerca per prima cosa il regno Dio otterrà ogni altra cosa: casa, lavoro…ovvero tutto ciò che serve. Non bisogna credere in una fatua prosperità, ma certamente nel fatto che il Padre ha molta cura per i propri figli e che a loro non fa mancare nulla di ciò di cui hanno bisogno. 11 Venite, figlioli, ascoltatemi; io vi insegnerò il timore dell’Eterno. 12 Qual è l’uomo che desidera la vita, e che ama lunghi giorni per vedere il bene? 13 Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra dal dire menzogne. Temere l’Eterno vuol dire non parlare contro gli altri e non mentire. La nostra casa deve essere l’abitazione della preghiera, non del parlare male degli altri. 14 Allontanati dal male e fa’ il bene, cerca la pace e procacciala. 15 Gli occhi dell’Eterno sono sui giusti, e i suoi orecchi sono attenti al loro grido. L’Eterno ascolta tutte le nostre preghiere e non ne dimentica neppure una. Se preghiamo in sintonia con la Parola di Dio riceveremo la risposta.16 La faccia dell’Eterno è contro quelli che fanno il male per sradicare la loro memoria dalla terra. 17 I giusti gridano e l’Eterno li ascolta e li libera da tutte le loro sventure. Se nella nostra vita ci sono delle sventure dobbiamo pregare ed Egli ci libererà. 18 L’Eterno è vicino a quelli che hanno il cuore rotto e salva quelli che hanno lo spirito affranto. 19 Molte sono le afflizioni del giusto, ma l’Eterno lo libera da tutte. Il Signore è al nostro fianco e tramuta le afflizioni in momenti in cui riusciamo a capire le sue vie e il piano che ha circa la nostra vita. 20 Egli preserva tutte le sue ossa, e nessuno di esse è spezzato. 21 La malvagità ucciderà il malvagio, e quelli che odiano il giusto saranno distrutti. 22 L’Eterno riscatta la vita dei suoi servi, e nessuno di quelli che si rifugiano in lui sarà distrutto. Chi ama il Signore non sarà distrutto, ma giustificato ed un giorno Dio ci guarderà come servi fedeli. Gli operatori di iniquità, al contrario, saranno distrutti assieme a Satana, loro padre.
Davide celebra le tenere cure dell’Eterno ed esprime la sua fiducia in chi ha preso in mano la sua causa.
Cap. 22
Davide fugge ad Adullam e a Mitspah. Saul fa uccidere i sacerdoti e gli abitanti di Nob.
Davide viene scacciato da Akish ed è costretto a tornare ad Israele. Qui è braccato da Saul e si rifugia in una caverna, in quanto non è il benvenuto né nella sua terra, nè in quella straniera. Non si sa se tale luogo fosse naturale oppure costruito dall’uomo, in ogni modo, trovandosi nei pressi di Betlemme, probabilmente era conosciuto da Davide fin da quando pascolava le greggi di suo padre. La sua entrata doveva essere difficile da scorgersi e Davide pensa di poterla difendere con la spada di Goliath. In ogni modo, egli resta in attesa di conoscere il volere di Dio, il quale gli aveva promesso un regno, anche se in questo momento non sembrava possibile che tali promesse potessero avere una realizzazione.
Vs. 1. Poi Davide partì di là e si rifugiò nella caverna di Adullam; quando i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre lo seppero, scesero laggiù da lui.
Qui Davide compone il Salmo 142, che esprime tutta la sua solitudine. Ogni soccorso umano gli è venuto a mancare e pertanto si rivolge a Dio, l’unico rifugio. Egli non rimpiangerà mai di essersi trovato in situazioni così estreme e abbandonato da tutti, poiché è in tali circostanze che la sua anima ha apprezzato il rifugio che solo in Dio si trova.
<<Cantico di Davide, quando era nella caverna. Preghiera.>>
Io grido con la mia voce all’Eterno; con la mia voce imploro l’Eterno. 2 Davanti a lui io effondo il mio lamento, davanti a lui espongo la mia avversità. 3 Quando il mio Spirito veniva meno in me, tu conoscevi il mio cammino. Essi hanno teso un laccio per me sul sentiero che stavo percorrendo. 4 Guardo alla mia destra ed ecco: non vi è alcuno che mi riconosca; ogni via di scampo è preclusa; nessuno si prende cura della mia vita. 5 Grido a te, o Eterno, e dico: "Tu sei il mio rifugio, la mia parte nella terra dei viventi. 6 Presta attenzione al mio grido, perché sono ridotto agli estremi; liberami dai miei persecutori, perché sono più forti di me. 7 Fammi uscire dalla prigione, perché possa celebrare il tuo nome. I giusti si stringeranno intorno a me, perché tu mi ricolmerai di beni".
Ecco la risposta dell’Eterno: Davide riceve la visita di tutti i suoi familiari e molte altre persone si uniscono a lui. Egli, che dovrà divenire un re, in questo momento non è sovrano di nulla, se non di un gruppo di scontenti e di disadattati, coloro che vengono scartati dalla società. E’ questo il regno che gli è stato promesso? E questa la dimora degna di un re?
Vs. 2. E tutti quelli che erano in difficoltà, che avevano debiti o che erano scontenti si radunarono presso di lui, ed egli divenne loro capo. C’erano con lui circa quattrocento uomini.
Gesù e Davide.
Come Cristo è stato rigettato, anche Davide diviene attrazione per i fratelli e per tutti coloro che sono in difficoltà. Dio lo aveva unto Re di Israele, ed invece egli si trovava in una caverna, lontano da ogni onore e comodità, in compagnia dalle persone scartate dalla società, amareggiate, disadattate. Essi riconoscono in lui l’unto dell’Eterno, colui per mezzo del quale il Signore vuole salvare il suo popolo, lo strumento della grazia di Dio in Israele. Sanno di non poter ricevere dal mondo altro che disprezzo e persecuzione, così si rifugiano presso colui che, a vista umana, è ugualmente senza risorse.
Il popolo di Israele attendeva il Messia, visto come colui che doveva liberare il popolo dai Romani in modo vittorioso, riconducendolo al tempo glorioso di Salomone; il Messia che hanno visto, invece, è stato crocifisso, anche se poi è risorto. In questa situazione si trovava Davide.
Cristo, come Davide, ha sofferto, ed anche Paolo ha condotto un’esistenza piena di avversità: analogamente accade per ogni cristiano. I fatti positivi ed i negativi si verificano nell’esistenza di qualsiasi essere umano, tuttavia i cristiani hanno il Signore, che li accompagna in ogni avversità, li guida e tramuta in insegnamenti tutte le sofferenze. La morte stessa viene vissuta in modo terribile dai non credenti; con qualche timore, ma con fiducia e speranza dai figli di Dio.
Davide è ricercato da coloro che sono rifiutati dagli altri, così come Cristo chiama a sé tutti i peccatori. Infatti, quando ogni cosa va bene, l’uomo cammina nella superbia e ritiene di poter vivere senza Dio, mentre quando si trova nelle difficoltà, si volge verso l’Eterno e lo ricerca per ottenere un aiuto.
1 Corinzi 1:26-31. Riguardate infatti la vostra vocazione, fratelli, poiché non ci sono tra di voi molti savi secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili, 27 ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; 28 e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli e le cose che non sono per ridurre al niente quelle che sono, 29 affinché nessuna carne si glori alla sua presenza. 30 Ora grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, 31 affinché, come sta scritto: "Chi si gloria, si glori nel Signore".
Là dove le persone sono senza importanza agli occhi degli uomini, Cristo interviene e mostra la sua potenza, affinché la gloria vada a Lui solo.
Anche i debitori si radunano attorno a Davide, come coloro che comprendono quale debito abbiano col Signore si radunano attorno a Gesù. Tutti siamo miserabili e peccatori, veniamo meno continuamente e per questo abbiamo bisogno della grazia del Signore.
Salmo 49:6-9. quelli che confidano nei loro beni e si gloriano nell’abbondanza della loro ricchezza? 7 Nessuno può in alcun modo riscattare il proprio fratello, né dare a DIO il prezzo del suo riscatto, 8 perché il riscatto della sua anima è troppo caro, e il suo costo non basterebbe mai, 9 per far sì che egli viva per sempre e non veda la fossa. 10 Infatti tutti vedono che i savi muoiono e che nello stesso modo periscono gli stolti e gli insensati, e lasciano ad altri i loro beni.
Nessuno può pagare il riscatto per la salvezza di un altro, poiché il prezzo è troppo caro. La razza umana aveva bisogno di qualcuno che pagasse questo riscatto, e tale atto è stato compiuto da Cristo, l’unico in grado di soddisfare la giustizia di Dio.
Vs. 3-5. Di là Davide andò a Mitspah di Moab e disse al re di Moab: "Deh permetti che mio padre e mia madre vengano a stare con voi, finché io sappia ciò che DIO farà per me". 4 Così egli li condusse davanti al re di Moab, ed essi rimasero con lui tutto il tempo che Davide fu nella fortezza. 5 Poi il profeta Gad disse a Davide: "Non rimanere più nella fortezza, ma parti e va’ nel paese di Giuda". Davide allora partì e andò nella foresta di Hereth.
Davide conduce i propri genitori presso un re pagano, affinché siano al sicuro da Saul, e poi attende che Dio agisca nella sua vita. Dimostra una grande cura verso i genitori e cerca un riparo sicuro per loro, affinché non debbano condividere con lui le difficoltà che egli aveva davanti.
L’Eterno gli aveva promesso la regalità su Israele, tuttavia Davide dubitava ed aveva dimenticato quella fede che ci fa dire che certamente il Signore non sarebbe venuto meno alla parola data. Giunge un profeta e lo invia nel paese di Giuda, che significa lode, adorazione di Dio. Il profeta Gad probabilmente era uno dei figli dei profeti che erano stati allevati al tempo di Samuele. Egli è al fianco di Davide e lo consiglia spiritualmente.
Salmo 57 è un inno di lode a Dio.
1 <<Al maestro del coro. Sul motivo: "non distruggere". Inno di Davide quando, inseguito da Saul, fuggì nella caverna.>>
Abbi pietà di me, o DIO, abbi pietà di me, perché l’anima mia si rifugia in te; mi rifugio all’ombra delle tue ali finché siano passate le calamità. 2 Griderò a DIO l’Altissimo, a DIO che porta a compimento ogni cosa per me. Davide ha cominciato a lodare il suo Signore e immediatamente cambia atteggiamento: prima era dubbioso, ora mostra una piena fiducia in Dio. 3 Egli manderà dal cielo a salvarmi; egli sgrida colui che vuole divorarmi. (Sela) DIO manderà la sua benignità e la sua verità. 4 L’anima mia è come in mezzo ai leoni; dimoro tra gente che vomita fuoco in mezzo a uomini i cui denti sono lance e dardi, e la cui lingua è una spada affilata. 5 Sii innalzato al di sopra dei cieli, o DIO; risplenda la tua gloria su tutta la terra. 6 Essi han teso una rete sui miei passi; io son tutto ricurvo; hanno scavato una fossa davanti a me ma essi stessi son caduti dentro. (Sela) 7 Il mio cuore è ben disposto, O DIO, il mio cuore è ben disposto; io canterò e loderò. 8 Risvegliati, o spirito mio; risvegliati, salterio e cetra; io risveglierò l’alba. 9 Ti celebrerò fra i popoli, o Signore, canterò le tue lodi fra le nazioni 10 perché grande fino al cielo è la tua benignità, e la tua verità fino alle nuvole. 11 Sii innalzato al di sopra dei cieli, o DIO; risplenda la tua gloria su tutta la terra.
Ogni credente deve trarre un insegnamento da quanto è accaduto a Davide: egli è nella caverna, solo e privo di speranza; dopo aver lodato Dio si sente trasformato e comprende nuovamente che il Signore ha in mano le redini della sua vita. La sua situazione esistenziale è immutata, tuttavia qualcosa è cambiato all’interno del suo animo: prima dubitava, mentre ora è certo di ricevere la benedizione di Dio.
Quando Paolo e Sila si trovavano nel carcere, incatenati e frustati, certi della presenza dell’Eterno, lo hanno glorificato e lodato, e tutti i cancelli si sono spalancati. Certamente Dio gioiva nel vedere la fede di questi figli che lo lodavano sia pure nelle difficoltà e decide di scuotere il carcere; essi hanno visto le catene sciogliersi da sole e divengono liberi, perché c’è libertà nella fede e nella lode.
I cristiani non devono più offrire a Dio dei sacrifici di animali, ma la lode che esce dalla nostra bocca. Quindi, se ci troviamo in una caverna, non dobbiamo dubitare dell’intervento divino, poiché Egli agisce sempre per i suoi figli, che pongono in Lui solo la fiducia. Non crediamo, quindi, a coloro che affermano che i figlioli di Dio sono immuni dalle difficoltà e che, anzi, il Padre li ricolma solamente di benedizioni; questo non è corretto e molti personaggi biblici ne sono la prova (Davide, Paolo). La teoria della prosperità tende ad addossare la colpa degli eventi negativi al cristiano ed alla sua poca fede, mentre la Parola insegna che la fede sta nel credere fermamente nell’intervento divino in ogni circostanza. Molte volte, inoltre, i momenti difficili sono invece dei mezzi usati da Dio per forgiarci e farci crescere.
Vs. 6-8. Quando Saul venne a sapere che Davide e gli uomini che erano con lui erano stati scoperti (Saul si trovava allora a Ghibeah sotto il tamerisco in Ramah con la sua lancia in mano, e tutti i suoi servi lo attorniavano), 7 Saul disse ai servi che gli stavano intorno. "Ascoltate ora, Beniaminiti! Il figlio di Isai darà a ciascuno di voi campi e vigne? Vi farà tutti capi di migliaia e capi di centinaia? 8 Tutti voi avete congiurato contro di me e non c’è alcuno che mi abbia informato del patto che mio figlio ha fatto col figlio di Isai; e non c’è alcuno di voi che sia spiacente per me e m’informi che mio figlio ha sollevato contro di me il mio servo per tendermi insidie come fa oggi?".
Saul accusa Davide di aver congiurato contro di lui e di avergli teso delle insidie, fatto assolutamente falso, dal momento che egli, al contrario, è sempre stato un fedele servo.
Vs. 9-10. Rispose allora Doeg, l’Idumeo, che era preposto ai servi di Saul e disse: "Io ho visto il figlio di Isai quando venne a Nob da Ahimelek, figlio di Ahitub; 10 questi ha consultato l’Eterno per lui gli ha dato dei viveri e gli ha consegnato la spada di Goliath il Filisteo".
Doeg racconta di quanto Ahimelec fosse stato gentile con Davide, dandogli da mangiare e la spada di Goliath; inoltre aveva consultato l’Eterno per lui. Tutto ciò era vero, tuttavia Doeg omette di raccontare dell’inganno che il sacerdote aveva subito quando Davide gli aveva detto di essere in missione per conto del re. Quindi, il servizio reso a Davide era stato fatto per rispetto al re.
Vs. 11-13. Allora il re mandò a chiamare il sacerdote Ahimelek, figlio di Ahitub, e tutta la casa di suo padre, i sacerdoti che erano a Nob; ed essi vennero tutti dal re. 12 Saul disse: "Ora ascolta, o figlio di Ahitub!" Egli rispose: "Eccomi, o mio signore". 13 Saul gli disse: "Perché tu e il figlio di Isai avete congiurato contro di me, in quanto gli hai dato pane e una spada, e hai consultato DIO per lui, affinché insorga contro di me e mi tenda insidie come fa oggi?".
Ahimelec e tutti i sacerdoti dimostrano di non aver nulla da nascondere e di aver sempre agito con fedeltà verso Saul, tant’è vero che prontamente si presentano davanti al sovrano.
Vs. 14-15. Allora Ahimelek rispose al re, dicendo: "E fra tutti i tuoi servi chi è fedele come Davide, genero del re, pronto al tuo comando e onorato nella tua casa? 15 E’ forse oggi che io ho cominciato a consultare DIO per lui? Non sia mai. Non imputi il re nulla del genere al suo servo o ad alcuno della casa di mio padre perché il tuo servo non sapeva nulla di tutto questo, né poco né molto".
Ahimelek testimonia la fedeltà di Davide, fatto che urta grandemente Saul, che decreta la morte del sacerdote. In realtà il re non avrebbe potuto emettere una tale sentenza da solo, senza ricorrere ad un giudice o ad un profeta. Inoltre, la spiegazione addotta da Ahilemek non viene ascoltata e scartata senza motivo alcuno. Saul non ha prove per avallare la sua accusa, tuttavia condanna a morte un sacerdote di Dio.
Vs. 16-18. Il re disse: "Tu certamente morrai, Ahimelek, tu e tutta la casa di tuo padre!". 17 Allora il re ordinò alle guardie che lo attorniavano: "Volgetevi e uccidete i sacerdoti dell’Eterno, perché sono anch’essi dalla parte di Davide e perché sapevano che egli era fuggito, ma non mi hanno avvertito". Ma i servi del re non vollero stendere le mani per colpire i sacerdoti dell’Eterno. 18 Allora il re disse a Doeg: "Volgiti tu e colpisci i sacerdoti!". Così Doeg l’Idumeo si volse e colpì i sacerdoti, e uccise in quel giorno ottantacinque persone che portavano l’efod di lino.
Le guardie non osano alzare le mani sui sacerdoti, tuttavia lo fa Doeg, colui che, come Saul, mostra di non avere alcun rispetto per gli abiti sacri.
Vs. 19-23. Saul passò pure a fil di spada Nob, la città dei sacerdoti, uomini, donne, fanciulli, bambini di latte, buoi, asini e pecore, egli passò tutti a fil di spada. 20 Tuttavia uno dei figli di Ahimelek, figlio di Ahitub, di nome Abiathar, scampò e si rifugiò presso Davide. 21 Abiathar riferì a Davide che Saul aveva ucciso i sacerdoti dell’Eterno. 22 Davide disse ad Abiathar: "Io sapevo bene in quel giorno che Doeg l’Idumeo là presente, avrebbe senza dubbio avvertito Saul. Sono io la causa della morte di tutte le persone della casa di tuo padre. 23 Rimani con me, non temere; chi cerca la mia vita cerca la tua, ma con me starai al sicuro".
Immerso nel peccato e nei compromessi, Saul arriva ad uccidere i servi di Dio, coloro che temono l’Eterno. E’ importante notare che i servi di Saul non compiono tale azione poiché temono Dio, mentre Doeg uccide senza alcuna esitazione.
Oggi ogni cristiano è un servo di Dio, un sacerdote, pertanto dobbiamo fare molta attenzione a non usare la nostra spada, la lingua, contro alcuno. Abbiamo timore di Dio e pensiamo “mai sia che io alzi la spada contro i sacerdoti dell’Eterno”, anche se non siamo d’accordo con il loro operare.
Ahimelec non menziona la bugia con la quale Davide si era fatto dare il pane e la spada, e tale fatto è causa della rovina del sacerdote e di tutta la sua famiglia. Davide si ne rende conto quando parla con Abiathar (vs. 22).
Salmo 52.
1 <<Al maestro del coro. Cantico di Davide, quando Doeg l’Edomita venne a riferire a Saul che Davide era entrato in casa di Ahimelek.>>
Perché ti vanti del male, o uomo potente? La benignità di DIO dura per sempre. 2 La tua lingua macchina rovina; essa è come un rasoio affilato, o operatore d’inganni. 3 Tu preferisci il male al bene, la menzogna più che il parlare rettamente. (Sela) 4 Tu ami ogni parola di distruzione o lingua fraudolenta. 5 Perciò DIO ti distruggerà per sempre; egli ti afferrerà ti strapperà dalla tua tenda e ti sradicherà dalla terra dei viventi. (Sela) 6 I giusti lo vedranno e temeranno e rideranno di lui, dicendo: 7 "Ecco l’uomo che non aveva fatto di DIO la sua fortezza, ma confidava nell’abbondanza delle sue ricchezze e si faceva forte della sua malvagità". 8 Ma io sono come un ulivo verdeggiante nella casa di DIO; io confido sempre nella benignità di DIO. 9 Ti celebrerò per sempre per quanto hai fatto, e alla presenza dei tuoi santi spererò fermamente nel tuo nome, perché è buono.
Davide ha saputo che Doeg l’Edomita ha riferito a Saul che egli si è recato in casa di Ahimelek e preannuncia il giudizio su quest’uomo, nemico di Dio e di Israele.